{"id":173480,"date":"2023-10-19T14:08:04","date_gmt":"2023-10-19T12:08:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/10\/19\/45-pmi-riconosce-rischio-cyber-ma-solo-14-ha-approccio-strategico\/"},"modified":"2023-10-19T14:08:04","modified_gmt":"2023-10-19T12:08:04","slug":"45-pmi-riconosce-rischio-cyber-ma-solo-14-ha-approccio-strategico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/10\/19\/45-pmi-riconosce-rischio-cyber-ma-solo-14-ha-approccio-strategico\/","title":{"rendered":"45% Pmi riconosce rischio cyber ma solo 14% ha approccio strategico"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 45% delle PMI intervistate riconosce il rischio cyber ma solo il 14% ha un approccio strategico in materia e la capacit\u00e0 di valutare il rischio cyber e di mitigarlo. Il 55% \u00e8 poco consapevole, con un 20% che si pu\u00f2 definire principiante. E&#8217; quanto emerge dal primo Rapporto Cyber Index PMI, l&#8217;indice che misura lo stato di consapevolezza in materia di rischi cyber delle aziende di piccole e medie dimensioni.<br \/>Cyber Index PMI, realizzato da Generali e Confindustria, con il supporto scientifico dell&#8217;Osservatorio Cybersecurity &amp; Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano e con la partecipazione dell&#8217;Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, evidenzia e monitora nel tempo il livello di conoscenza dei rischi cyber all&#8217;interno delle organizzazioni aziendali e le modalit\u00e0 di approccio adottate dalle stesse per la gestione di tali rischi. <br \/>&#8220;Consapevoli della nostra responsabilit\u00e0 sociale in qualit\u00e0 di primo assicuratore in Italia, vogliamo contribuire in maniera concreta a diffondere tra le imprese la cultura della cyber sicurezza, ad accrescere la consapevolezza della vulnerabilit\u00e0 rispetto al rischio informatico e a sottolineare l&#8217;importanza dell&#8217;adozione di adeguate soluzioni di protezione &#8211; afferma -. Lo facciamo con iniziative concrete a livello nazionale e locale: oggi, infatti, presentiamo il Rapporto Cyber Index PMI 2023 e mettiamo a disposizione delle organizzazioni aziendali le nostre competenze e la nostra esperienza in tema di identificazione dei rischi cyber. Oltre a strumenti assicurativi innovativi, ci impegniamo a far s\u00ec che nel corso del tempo le PMI italiane siano sempre pi\u00f9 consapevoli su un tema cruciale e sfidante per il nostro Paese, la nostra economia e la nostra societ\u00e0&#8221;. <br \/>Per Bruno Frattasi, Direttore Generale dell&#8217;Agenzia per la cybersicurezza nazionale, &#8220;Promuovere l&#8217;innovazione e favorire la trasformazione digitale delle PMI italiane significa anche metterle in condizione di saper gestire il rischio derivante dagli incidenti informatici. A ci\u00f2 si aggiunge anche la sfida posta dall&#8217;affermarsi di tecnologie dirompenti come l&#8217;Intelligenza Artificiale e il quantum computing, con tutte le opportunit\u00e0 e rischi che ne conseguono. Il rapporto presentato oggi, a cui ACN ha fornito pieno supporto, fotografa una realt\u00e0 ben nota del proliferarsi e inasprirsi delle insidie digitali. Ecco perch\u00e8 \u00e8 fondamentale fornire alle aziende italiane strumenti di autovalutazione come il Cyber index PMI per comprendere il grado di maturit\u00e0 nell&#8217;affrontare la minaccia cyber e predisporre quindi opportune misure tecnologiche e organizzative per alzare il livello di protezione e stimare il cosiddetto rischio residuo&#8221;.<br \/>&#8220;I numeri dimostrano che la protezione dei dati \u00e8 ormai un tema ineludibile. Dal 2018 al 2022 gli attacchi informatici a livello globale sono aumentati del 60% e, solo in Italia, nel corso del 2022, abbiamo registrato un incremento del 169% rispetto all&#8217;anno precedente &#8211; ha sottolineato Agostino Santoni, Vice Presidente di Confindustria per il Digitale -. Nel settore manifatturiero abbiamo raggiunto la cifra record di +191,7% e la spesa in cybersecurity nel nostro Paese ha raggiunto 1.590 milioni di euro nel 2022, in costante crescita. E&#8217; la dimostrazione di quanto stia aumentando la consapevolezza dei rischi legati alla sicurezza informatica, tanto che nella sfera imprenditoriale ormai \u00e8 considerata un fattore strategico di competitivit\u00e0. Per questo Confindustria si \u00e8 impegnata a sensibilizzare il proprio Sistema associativo sulla cybersecurity, con particolare attenzione alle PMI. Si tratta di un tema che l&#8217;attuale fase di transizione digitale ha reso ancora pi\u00f9 urgente e, per gestire l&#8217;implementazione dei nuovi processi, va affrontato lavorando sulle competenze del capitale umano&#8221;.<br \/>&#8220;Da anni assistiamo ad una crescita rilevante degli attacchi informatici e mai come oggi, il panorama delle minacce cyber, ulteriormente aggravato dal contesto geopolitico, rende ancora pi\u00f9 urgente la necessit\u00e0 per le imprese di individuare le possibili fonti di rischio cyber, stimarne l&#8217;entit\u00e0 e, infine, lavorare alla loro mitigazione &#8211; ha detto Remo Marini, Group Head of IT &amp; Operations Risk &amp; Security di Assicurazioni Generali -. In particolare, proprio le piccole e medie imprese risultano essere dei soggetti particolarmente vulnerabili e per questo occorre supportarle da subito: aumentando la loro consapevolezza in materia di rischi cyber, accrescendo il loro livello di maturit\u00e0 e di protezione e, fornendo loro gli strumenti assicurativi utili a mitigare il rischio residuo. In questa direzione si sta muovendo da anni il Gruppo Generali e il Cyber Index PMI ne \u00e8 la prova tangibile&#8221;.<br \/>Per Alessandro Piva, Direttore dell&#8217;Osservatorio Cybersecurity &amp; Data Protection del Politecnico di Milano, &#8220;il Rapporto Cyber Index PMI evidenzia complessivamente una situazione di scarsa consapevolezza dei rischi cyber, in uno scenario dove le PMI rappresentano il motore dell&#8217;economia del nostro Paese e sono partner strategici di grandi imprese in filiere di rilevanza nazionale ed internazionale. Le difficolt\u00e0 a stanziare fondi e a internalizzare figure professionali dedicate rendono complesso identificare minacce e priorit\u00e0 di azione e spesso l&#8217;approccio al rischio cyber \u00e8 solo di tipo artigianale. Solo il 14% dele organizzazioni si pu\u00f2 considerare maturo, con un approccio strategico alla materia e in grado di mettere in campo le corrette leve di attuazione con iniziative che riguardano persone, processi e tecnologie&#8221;.<br \/>Il dato principale che emerge dal Rapporto \u00e8 la necessit\u00e0 di una maggior diffusione e promozione della cultura dei rischi cyber tra le organizzazioni aziendali di piccole e medie dimensioni. Le 708 PMI coinvolte nel Rapporto raggiungono complessivamente un valore di medio di Cyber Index a 51 su 100 (il livello di sufficienza \u00e8 60 su 100).<br \/>Cyber Index PMI \u00e8 derivato da una valutazione su tre diverse dimensioni: l&#8217;approccio strategico, la capacit\u00e0 di comprendere il fenomeno e le minacce (identificazione), l&#8217;introduzione di leve per mitigare il rischio (attuazione). Il Rapporto evidenzia come, seppur vi sia una crescente attenzione sulla materia, manchi un vero e proprio approccio strategico che preveda la definizione di investimenti e la formalizzazione di responsabilit\u00e0 da parte della popolazione aziendale italiana, con un punteggio medio di 54 su 100. Sebbene le leve di attuazione siano maggiormente sviluppate, con un valore di 56 su 100, le PMI hanno difficolt\u00e0 nello stabilire priorit\u00e0, perch\u00e8 mancano le azioni di identificazione corrette che permettano di approcciare il tema in maniera pi\u00f9 oculata e consapevole, punteggio medio di identificazione 43 su 100. <br \/>I rispondenti, rappresentativi dell&#8217;intera popolazione di PMI italiane, possono essere raggruppati in 4 livelli di maturit\u00e0: il 14% \u00e8 considerato maturo: ha un approccio strategico alla materia, \u00e8 pienamente consapevole dei rischi ed \u00e8 in grado di mettere in campo le corrette leve di attuazione con iniziative che riguardano persone, processi e tecnologie. Il 31% pu\u00f2 essere definito come consapevole: \u00e8 in grado di comprendere le implicazioni dei rischi cyber, ma con una capacit\u00e0 operativa spesso ridotta per poter mettere in campo le corrette azioni. Il 35% \u00e8 informato: non pienamente consapevole del rischio cyber e degli strumenti da mettere in atto, si approccia al rischio cyber in modo &#8216;artigianal\u00e8. Il 20% pu\u00f2 essere definito principiante: poco consapevole dei rischi cyber e con una quasi nulla implementazione delle misure di protezione.<br \/>Il Rapporto non registra rilevanti differenze territoriali mentre il livello di maturit\u00e0 delle imprese \u00e8 correlato con la dimensione aziendale: da un valore medio di 43 per le micro-imprese, a uno di 53 per le piccole e fino a 61 per le medie. <br \/>Il 58% delle PMI manifesta un&#8217;attenzione concreta attraverso un budget stanziato per la sicurezza informatica della propria azienda: tuttavia, nella maggior parte dei casi rientra nel pi\u00f9 ampio investimento destinato all&#8217;IT, solo il 17% ne prevede uno ad hoc. In termini di mitigazione del rischio, il 57% ha una dotazione tecnologica per il monitoraggio delle anomalie; il 41% prevede contromisure per limitare l&#8217;esposizione degli utenti aziendali a rischi informatici, attraverso un&#8217;azione sul fattore umano, ovvero tramite policy comportamentali o iniziative di formazione degli utenti; infine, il 17% delle aziende intervistate ha gi\u00e0 sottoscritto una soluzione assicurativa dedicata, mentre il 29% non \u00e8 a conoscenza delle possibilit\u00e0 di copertura del rischio cyber.<br \/>Se \u00e8 vero che parte delle PMI italiane hanno ben compreso l&#8217;importanza della sicurezza informatica e si stanno dunque attrezzando per affrontare uno scenario in continua evoluzione, le aziende che hanno dimensione ridotta complicano il percorso nel suo insieme. Vi \u00e8 ancora, infatti, una quota significativa di aziende che faticano a gestire il rischio in maniera oculata e che ne sottovalutano i potenziali impatti. E&#8217; necessario dunque un cambio di mindset rispetto alla gestione dei rischi cyber che deve essere interpretata come fattore abilitante della trasformazione digitale. Inoltre, valutando la centralit\u00e0 assunta dalla materia nel contesto sociale e globale in cui viviamo e con l&#8217;obiettivo di rendere resiliente l&#8217;economia del Paese, si sente il bisogno di un approccio sistemico in cui intervengano anche le istituzioni per definire opportunit\u00e0 di investimento comuni e rafforzare le infrastrutture aziendali. <br \/>Nell&#8217;ottica di aumentare la conoscenza su temi di rischi cyber e di attacchi informatici per le imprese, sono previsti incontri di formazione e workshop su base territoriale. Gli esperti di Generali e la rete agenziale coinvolgeranno le imprese associate a Confindustria, per garantire una maggior consapevolezza dei rischi legati alla crescente digitalizzazione e per proteggere le imprese dal crimine informatico. La seconda tappa dell&#8217;iniziativa, dopo quella di Venezia Mestre, sar\u00e0 il 26 ottobre a Parma e, nel corso dei mesi, proseguir\u00e0 nel corso dell&#8217;anno coinvolgendo Firenze, Torino, Genova, Milano, Perugia e Bologna.<br \/>Per promuovere la cultura del cyber risk al grande pubblico, a partire da novembre sar\u00e0 inoltre pubblicato sulle principali piattaforme audio il primo podcast di Generali Italia a tema Cybersecurity. Composto da 4 episodi, il podcast fa parte di &#8216;Semplice Com\u00e8, il progetto audio di Generali Italia lanciato nel 2017 per semplificare argomenti complessi.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto ufficio stampa Generali Italia &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 45% delle PMI intervistate riconosce il rischio cyber ma solo il 14% ha un approccio strategico in materia e la capacit\u00e0 di valutare il rischio cyber e di mitigarlo. Il 55% \u00e8 poco consapevole, con un 20% che si pu\u00f2 definire principiante. 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