{"id":172246,"date":"2023-10-10T17:08:01","date_gmt":"2023-10-10T15:08:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/10\/10\/per-l80-dei-lavoratori-il-benessere-mentale-conta-piu-dello-stipendio\/"},"modified":"2023-10-10T17:08:01","modified_gmt":"2023-10-10T15:08:01","slug":"per-l80-dei-lavoratori-il-benessere-mentale-conta-piu-dello-stipendio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/10\/10\/per-l80-dei-lavoratori-il-benessere-mentale-conta-piu-dello-stipendio\/","title":{"rendered":"Per l\u201980% dei lavoratori il benessere mentale conta pi\u00f9 dello stipendio"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 20% della popolazione lavorativa soffre di una forma di disturbo o di disagio, l&#8217;80% delle persone che lavorano in azienda dichiara di preferire pi\u00f9 benessere mentale a uno stipendio pi\u00f9 alto e il 69% riferisce che la relazione con il proprio manager ha un impatto sulla salute mentale. Sono i dati che hanno animato oggi a Roma la tavola rotonda su &#8220;Cultura e valore della salute e del benessere mentale nei luoghi di lavoro, di formazione e di vita&#8221;, promossa dal tavolo tecnico per la salute mentale del ministero della Salute e moderata dalla giornalista e conduttrice Eleonora Daniele.<br \/>&#8220;Serve una rivoluzione culturale&#8221; sul tema della salute mentale. &#8220;Dobbiamo intervenire su qualcosa che fino a pochi anni fa veniva ignorato e cogliere gli aspetti del disagio mentale&#8221;, ha detto il professor Alberto Siracusano del Policlinico Tor Vergata di Roma, coordinatore del tavolo. &#8220;Bisogna investire in salute mentale e riconoscere il disagio mentale &#8211; non solamente la patologia conclamata&#8221;, ha sottolineato. &#8220;Non c&#8217;\u00e8 cultura senza salute mentale&#8221;. <br \/>Il vicecoordinatore del tavolo, Giuseppe Nicol\u00f2, ha ricordato che &#8220;il problema della salute mentale \u00e8 assolutamente emergente: la malattia mentale \u00e8 pi\u00f9 presente del diabete. Il ruolo delle aziende quindi deve essere essenziale ed inclusivo: immagino un mondo della salute mentale che veda aziende che sono incluse nel processo di trattamento&#8221;. <br \/>Per Carola Salvato, membro del Consiglio Direttivo di Diplomatia e consigliera per la comunicazione, &#8220;il benessere della persona \u00e8 un obiettivo, \u00e8 un valore di crescita per l&#8217;azienda: abbiamo bisogno di nuove politiche di welfare nei luoghi di lavoro&#8221;. Nel mondo del lavoro c&#8217;\u00e8 uno stigma nei confronti di chi soffre di una malattia mentale: &#8220;\u00e8 arrivato il momento di superarlo&#8221;, ha aggiunto Felicia Giannotti, presidente di Fondazione Progetto Itaca. &#8220;Noi abbiamo cominciato con il progetto Job Station, con cui abbiamo promosso il lavoro a distanza ben prima dello smartworking: prepariamo le persone, ne seguiamo lo sviluppo e la ricostruzione della propria autonomia&#8221;, ha raccontato. <br \/>&#8220;Bisogna dare fiducia alle persone che hanno un passato di salute mentale e che hanno il diritto di reinserire come parte attiva nella societ\u00e0&#8221;. Anche per la scrittrice e storyteller Mapi Danna &#8220;bisogna creare degli ambienti in cui le persone possano essere se stesse, in cui possono agire come sono e in cui possono anche sbagliare, perch\u00e8 il fallimento pu\u00f2 essere anche un momento di crescita&#8221;. <br \/>Nella tutela della salute mentale gi\u00e0 dagli anni Duemila, si impegna anche Inail, che &#8220;eroga una serie di prestazioni, non solo integrative&#8221; e &#8220;si occupa della salute a tutto tondo, curando anche il reinserimento sociale e lavorativo&#8221;, sostenendo &#8220;il recupero dell&#8217;infortunio, ma occupandosi anche delle famiglie&#8221;, ha spiegato Pamela Maddaloni, dirigente dell&#8217;Ufficio Pianificazione ed esercizio delle prestazioni sociosanitarie della Direzione centrale Inail.<br \/>Lo sport \u00e8 un propulsore fondamentale per la salute mentale, anche come forma di aggregazione sociale. <br \/>Alla tavola rotonda hanno partecipato anche Beppe Dossena, campione del mondo con la Nazionale di calcio nel 1982, e Pasquale Gravina, due volte campione del mondo con la Nazionale di pallavolo. &#8220;Il mondo del lavoro cerca sempre pi\u00f9 persone flessibili, che sanno adattarsi e che sanno collaborare: le tipiche competenze dello sport di alto livello, che per\u00f2 in Italia non vengono valorizzate una volta che concludono la carriera agonistica. Non c&#8217;\u00e8 nessun percorso per gli ex atleti, che diventano improduttivi&#8221;, ha detto Gravina. <br \/>Per questo, ha aggiunto Dossena, &#8220;nel 2019 abbiamo creato &#8216;Special Team&#8217;. Ci sono moltissimi ex atleti che si chiudono in casa e si vergognano: dobbiamo muoverci per offrire servizi sociosanitari e allargare ulteriormente il nostro percorso&#8221;. <div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto xi2\/Italpress &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 20% della popolazione lavorativa soffre di una forma di disturbo o di disagio, l&#8217;80% delle persone che lavorano in azienda dichiara di preferire pi\u00f9 benessere mentale a uno stipendio pi\u00f9 alto e il 69% riferisce che la relazione con il proprio manager ha un impatto sulla salute mentale. 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