{"id":169126,"date":"2023-09-15T09:46:21","date_gmt":"2023-09-15T07:46:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=169126"},"modified":"2023-09-15T12:07:11","modified_gmt":"2023-09-15T10:07:11","slug":"pubblicato-il-report-dia-ecco-come-si-articolano-le-mafie-messinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/09\/15\/pubblicato-il-report-dia-ecco-come-si-articolano-le-mafie-messinesi\/","title":{"rendered":"Pubblicato il Report DIA: ecco come si articolano le mafie messinesi"},"content":{"rendered":"\n<p>Un tessuto organizzativo camaleontico con caratteristiche anche molto diverse tra loro a seconda del territorio in cui si opera e delle alleanze che si stringono. Pu\u00f2 essere sintetizzato cos\u00ec lo stato dell\u2019arte della mafia, o meglio delle mafie, a Messina e provincia, descritto dettagliatamente nell\u2019ultima relazione semestrale della DIA, relativa al secondo semestre 2022, presentata di recente dal Ministro dell&#8217;Interno Matteo Piantedosi al Parlamento. \u201cSul piano criminale, &#8211; si legge nel report, che pu\u00f2 essere consultato in forma integrale <strong><a href=\"https:\/\/direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/DIA_secondo_semestre_2022Rpdf.pdf\">cliccando qui<\/a><\/strong> &#8211; la provincia di Messina \u00e8 caratterizzata da un crocevia di traffici illeciti in cui si registrano alleanze tra diverse matrici mafiose. La mafia messinese, infatti, si confronta con cosa nostra palermitana, con quella catanese e con le cosche \u2018ndranghetiste assumendo, di fatto, caratteristiche mutevoli in base ai differenti territori della provincia in cui agisce. Nell\u2019area nord-ovest, risultano presenti articolazioni mafiose con peculiarit\u00e0 e modus operandi assimilabili a cosa nostra palermitana, mentre nel capoluogo, nella fascia ionica e in quella a sud della provincia sino ai confini con quella di Catania, risente dell\u2019influenza dei gruppi criminali etnei. In tali contesti, si manifestano gli effetti sia dei tradizionali reati di criminalit\u00e0 mafiosa, sia dell\u2019ingerenza nei settori nevralgici dell\u2019economia e della finanza grazie, anche, a taluni comportamenti collusivi di imprenditori, professionisti e locali funzionari pubblici\u201d.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Messina Nord.<\/strong> \u201cNel capoluogo peloritano opererebbe una \u201ccellula\u201d di cosa nostra catanese, riconducibile ai Romeo-Santapaola, sovraordinata ai gruppi autoctoni, la cui operativit\u00e0 sembrerebbe caratterizzata dalla divisione dei quartieri con una sola eccezione registrata nel rione \u201cGiostra\u201d. Tale contesto territoriale a nord della citt\u00e0, connotato da una presenza criminale in continua evoluzione, sarebbe storicamente appannaggio del clan Galli-Tibia solitamente dedito all\u2019organizzazione di corse clandestine di cavalli, al narcotraffico in collaborazione con consorterie catanesi e calabresi, alle scommesse illegali, nonch\u00e9 alla gestione di attivit\u00e0 commerciali. Nel territorio continuano a manifestarsi fenomeni criminali legati a reati predatori e al traffico di stupefacenti come confermato dall\u2019indagine, conclusa il 20 luglio 2022 dalla Guardia di finanza di Messina, i cui esiti hanno documentato l\u2019esistenza di un gruppo dedito a furti, estorsioni e ricettazione commessi anche mediante il ricorso alla pratica del c.d. \u201ccavallo di ritorno\u201d. L\u2019indagine \u201cSmart\u201d, conclusa il 19 ottobre 2022 dai Carabinieri di Messina, ha invece disarticolato un sodalizio dedito allo spaccio di marijuana nella zona nord di Messina documentando, tra l\u2019altro, l\u2019impiego di minorenni per l\u2019occultamento della droga. Ulteriore conferma dell\u2019interesse mafioso nello specifico settore emerge dagli esiti dell\u2019operazione \u201cImpasse\u201d, conclusa dalla Guardia di finanza di Messina il 13 dicembre 2022, che ha fatto emergere, grazie alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, una strutturata organizzazione che smerciava ingenti quantitativi di droga, approvvigionata da taluni catanesi del quartiere etneo di San Cristoforo e da canali calabresi, avvalendosi per il trasporto dello stupefacente anche di mezzi di soccorso sanitario\u201d.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Messina Centro.<\/strong> \u201cLa zona centrale del capoluogo, invece, rimarrebbe appannaggio di diverse entit\u00e0 criminali. Pi\u00f9 precisamente, nel quartiere \u201cProvinciale\u201d operano gruppi \u201c\u2026stanziati in diverse parti centrali della citt\u00e0 che cooperano tra loro, invece di fronteggiarsi, secondo un patto tacito di pace reciproca\u2026\u201d. Gli esiti dell\u2019operazione \u201cProvinciale\u201d del 2021 avrebbero, infatti, documentato forme di collaborazione tra tre distinti gruppi criminali per la spartizione dei proventi derivanti dal traffico di droga, dalle estorsioni e dal controllo delle attivit\u00e0 economiche. L\u2019indiscussa egemonia del clan Lo Duca, invero, sarebbe stata affiancata dall\u2019operativit\u00e0 di una consorteria attiva nel rione \u201cMaregrosso\u201d e di un\u2019altra operante nella zona denominata \u201cFondo Pugliatti\u201d. Nel quartiere \u201cCamaro-Bisconte\u201d, in cui si sono registrati nel tempo diversi fatti sangue, notevolmente ridimensionata risulterebbe l\u2019operativit\u00e0 del clan Ventura-Ferrante gi\u00e0 indebolito dagli esiti dell\u2019indagine \u201cMatassa\u201d eseguita nel 2016 con l\u2019arresto dei rispettivi capi. Nel rione \u201cMangialupi\u201d risulterebbe attivo l\u2019omonimo clan rappresentato dalle ormai storiche famiglie e dedito al traffico di stupefacenti, alle scommesse clandestine e al gioco d\u2019azzardo. Il rione \u201cGravitelli\u201d, adiacente al centro citt\u00e0, sarebbe appannaggio del clan Mancuso che, nel semestre in esame, si sarebbe interessato anche della gestione illecita dei rifiuti come documentato dagli esiti dell\u2019operazione \u201cMontagna Fantasma\u201d conclusa il 14 ottobre 2022 dalla Guardia di finanza peloritana. L\u2019indagine, avviata nel 2019 dopo il sequestro di un\u2019area adibita a discarica abusiva in localit\u00e0 \u201cGravitelli\u201d, ha consentito di disvelare una strutturata organizzazione criminale capeggiata da soggetti contigui al clan Mancuso i quali, nonostante le precedenti iniziative dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, continuavano a operare nel traffico e nella gestione illecita dei rifiuti speciali. Le investigazioni hanno evidenziato, altres\u00ec, come tra i \u201cclienti abituali\u201d degli indagati vi fosse anche una nutrita cerchia di imprenditori edili messinesi colpiti, nell\u2019ambito dello stesso procedimento, da misure interdittive. Con il medesimo provvedimento \u00e8 stato anche disposto il sequestro di mezzi e complessi aziendali per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Messina Sud.<\/strong> \u201cNel versante sud del capoluogo e, in particolare, nel quartiere \u201cSanta Lucia sopra Contesse\u201d, si conferma l\u2019operativit\u00e0 del clan Spart\u00e0 in grado di interagire, come emerso da recenti attivit\u00e0 investigative, con sodalizi calabresi soprattutto nel settore del traffico di stupefacenti. Nel senso, l\u2019operazione \u201cAquaris\u201d, conclusa lo scorso semestre dalla Polizia di Stato, che ha colpito un sodalizio dedito a ingenti traffici di cocaina, hashish ed eroina approvvigionate dalla Calabria. L\u2019interesse del clan nello specifico settore emerge anche dagli esiti dell\u2019inchiesta conclusa, il 19 luglio 2022 dai Carabinieri di Messina, che ha messo in luce un fiorente traffico di droga sulla rotta Calabria-Messina. La capacit\u00e0 dei sodalizi di interfacciarsi con qualificati professionisti e imprenditori, al fine di infiltrare il tessuto economico legale, sarebbe confermata anche dagli esiti dell\u2019indagine \u201cScilla e Cariddi\u201d che, sebbene incentrata su dinamiche criminali \u2018ndranghetiste, ha documentato la permeabilit\u00e0 delle realt\u00e0 imprenditoriali attive nel settore dei trasporti marittimi alle infiltrazioni della criminalit\u00e0 organizzata. Sottoposta ad amministrazione giudiziaria nel febbraio del 2021 con proroga di ulteriori 6 mesi disposta nell\u2019agosto 2022 e cessata nel dicembre scorso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nebrodi.<\/strong> \u201cNella zona nebroidea risulterebbero radicati i sodalizi dei Tortoriciani, dei Batanesi, dei Brontesi e la famiglia di Mistretta. I Tortoriciani e i Batanesi continuerebbero a manifestare interesse verso l\u2019illecito accaparramento dei finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo agropastorale, come confermato dalla recente sentenza di condanna emessa il 31 ottobre 2022 nell\u2019ambito del procedimento \u201cNebrodi\u201d. Il dispositivo indicherebbe, tra l\u2019altro, il clan dei Batanesi quale attuale sodalizio preminente nella zona di Tortorici. Sebbene indebolite dagli esiti della citata indagine, le consorterie continuerebbero a permeare anche altri settori, come si rileva dall\u2019operazione conclusa il 19 luglio 2022 dai Carabinieri di Messina che ha fatto luce su un lucroso traffico di stupefacenti. L\u2019inchiesta, scaturita dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, ha permesso di individuare una strutturata associazione composta da 18 affiliati, operante principalmente nella zona sud di Messina e a Tortorici, dediti al traffico di cocaina approvvigionata a San Luca (RC), tramite un referente calabrese della \u2018ndrina Nirta, per la successiva immissione nelle piazze di spaccio di Messina e di Tortorici. Da ultimo, si evidenzia come i patrimoni illecitamente accumulati nel tempo dal clan siano stati colpiti da diversi provvedimenti ablativi. Tra questi, la confisca eseguita il 26 maggio 2022 dalla DIA a Messina che, il 28 settembre 2022, la Corte di Cassazione ha reso definitiva relativamente ai beni, gi\u00e0 sequestrati e stimati in oltre 6,8 milioni di euro, riconducibile a un imprenditore di Naso gi\u00e0 condannato per usura nel 2005 e in rapporti con taluni esponenti di spicco dei Tortoriciani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tirreno.<\/strong> \u201cNella parte settentrionale della provincia continuerebbe ad operare la famiglia Barcellonese che include i gruppi dei Barcellonesi stessi, dei Mazzarroti, di Milazzo e di Terme Vigliatore. Si tratta di sodalizi fortemente radicati che hanno evidenziato nel tempo una marcata capacit\u00e0 di riorganizzazione protesa a costituire un\u2019unica regia per la gestione delle redditizie attivit\u00e0 delittuose nel territorio. La predetta compagine barcellonese, lo scorso semestre, \u00e8 stata interessata anche da due significative misure ablative eseguite nei confronti di altrettanti soggetti organici alla famiglia e da un provvedimento cautelare emesso a carico di altri due esponenti ritenuti responsabili dell\u2019omicidio, consumato nell\u2019aprile del 1990, di un elemento gi\u00e0 appartenente al gruppo contrapposto. La consorteria barcellonese continua ad essere articolata in una scrupolosa ripartizione di competenze tra famiglie, il cui obiettivo resta sempre quello del raggiungimento del pieno controllo territoriale attuato mediante la gestione dello spaccio di stupefacenti o l\u2019imposizione delle estorsioni, ovvero tramite l\u2019infiltrazione dell\u2019economia legale con il coinvolgimento di imprenditori compiacenti o talvolta inseriti a pieno titolo nella compagine associativa. In tal senso, il 2 dicembre 2022 i Carabinieri hanno eseguito un decreto di sequestro a carico di un imprenditore, affiliato a cosa nostra barcellonese dal 2002 al 2013, condannato in via definitiva per associazione mafiosa nell\u2019ambito del procedimento penale relativo all\u2019indagine \u201cGotha 4\u201d del 2013.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019operativit\u00e0 del gruppo criminale \u00e8 ulteriormente confermata dagli esiti di un\u2019indagine conclusa, il 16 dicembre 2022 dalla Polizia di Stato di Barcellona Pozzo di Gotto, con l\u2019arresto di 4 persone responsabili di concorso in estorsione e usura al fine di avvantaggiare una frangia dei Barcellonesi. L\u2019inchiesta ha disvelato come i predetti, tra il 2018 ed il 2021, avessero costretto professionisti e imprenditori locali a corrispondere ingenti somme di denaro asseritamente necessarie per il sostentamento dei detenuti. \u00c8 stato appurato, inoltre, come le pretese estorsive avessero a oggetto anche debiti, contratti con gli esponenti del clan nell\u2019ambito di scommesse online effettuate su piattaforme illegali, ai quali venivano applicati elevati interessi usurari. Gli indagati avrebbero assunto, tra l\u2019altro, il controllo del mercato ortofrutticolo barcellonese, con l\u2019imposizione ai commercianti sia dei prezzi, sia delle merci da acquistare. Contestualmente, \u00e8 stato disposto il sequestro preventivo di beni immobili, prodotti finanziari e denaro contante per un valore complessivo di circa 500 mila euro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ionio.<\/strong> \u201cLa fascia jonica costituisce invece e da sempre un\u2019area d\u2019influenza delle organizzazioni mafiose etnee attive, soprattutto, nel traffico di droga e nel riciclaggio di capitali illecitamente tratti da attivit\u00e0 turistiche. Tale assunto trova conferma, nel semestre, dagli esiti di due distinte indagini. L\u2019operazione \u201cPitagora\u201d, conclusa il 5 ottobre 2022 dalla Guardia di finanza di Messina ed avviata sulla scorta delle propalazioni rese da un collaboratore di giustizia, i cui esiti hanno disvelato l\u2019esistenza di un sodalizio criminale, attivo nelle province di Catania e di Messina, dedito all\u2019approvvigionamento e alla commercializzazione di considerevoli quantit\u00e0 di stupefacente e con a capo un pluripregiudicato234 di Giardini Naxos. Le indagini hanno riconfermato come il business degli stupefacenti favorisca forme di sinergica collaborazione criminale in grado di superare anche storiche rivalit\u00e0 interclaniche. Invece, l\u2019operazione \u201cTuppetturu\u201d, conclusa dalla Guardia di finanza di Catania il 16 novembre 2022, sebbene incentrata sui clan catanesi Brunetto di Giarre (CT) e Cintorino di Calatabiano (CT), ha confermato l\u2019influenza dei sodalizi etnei nel messinese e, in particolare, a Taormina. Da ultimo, si segnala l\u2019operazione \u201cCapitale Umano\u201d conclusa il 12 ottobre 2022 sempre dalla Guardia di finanza con la disarticolazione di un\u2019associazione per delinquere, non di stampo mafioso, finalizzata all\u2019estorsione, all\u2019intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro in danno del personale impiegato in due distinte residenze assistenziali per anziani (RSA) con sede a Gaggi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tessuto organizzativo camaleontico con caratteristiche anche molto diverse tra loro a seconda del territorio in cui si opera e delle alleanze che si stringono. 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