{"id":168997,"date":"2023-09-14T11:33:08","date_gmt":"2023-09-14T09:33:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/09\/14\/le-mafie-puntano-al-metaverso-la-dia-lancia-lallarme\/"},"modified":"2023-09-14T11:33:08","modified_gmt":"2023-09-14T09:33:08","slug":"le-mafie-puntano-al-metaverso-la-dia-lancia-lallarme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/09\/14\/le-mafie-puntano-al-metaverso-la-dia-lancia-lallarme\/","title":{"rendered":"Le mafie puntano al metaverso, la Dia lancia l\u2019allarme"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Le mafie ricorrono sempre meno alla violenza, preferendo l\u2019infiltrazione e la corruzione. E\u2019 quanto emerge dalla Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia, secondo cui le organizzazioni criminali \u201cpreferiscono rivolgere le proprie attenzioni ad ambiti affaristico-imprenditoriali, grazie alla disponibilit\u00e0 di ingenti capitali\u201d.<br \/>\n\u201cGli elementi investigativi raccolti, infatti \u2013 si legge nella Relazione semestrale della DIA -, confermano che le organizzazioni criminali di tipo mafioso, nel loro incessante processo di adattamento alla mutevolezza dei contesti, hanno implementato le capacit\u00e0 relazionali sostituendo l\u2019uso della violenza e delle intimidazioni, sempre pi\u00f9 residuali, con strategie di silenziosa infiltrazione e con pratiche corruttive. Le mafie preferiscono rivolgere le proprie attenzioni sempre pi\u00f9 ad ambiti affaristico-imprenditoriali, approfittando della disponibilit\u00e0 di ingenti capitali accumulati con le tradizionali attivit\u00e0 illecite\u201d.<br \/>\n\u201cSi tratta di \u2018modi operand\u00ec dove si cerca sia di rafforzare i vincoli associativi mediante il perseguimento del profitto e la ricerca del consenso approfittando della forte sofferenza<br \/>\neconomica che caratterizza alcune aree, sia di stare al passo con le pi\u00f9 avanzate strategie di investimento, riuscendo a cogliere anche le opportunit\u00e0 offerte dai fondi pubblici nazionali e<br \/>\ncomunitari (Recovery Fund e PNRR)\u201d, sempre secondo la Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia, relativa ai fenomeni di criminalit\u00e0 organizzata di tipo mafioso del II semestre del 2022. L\u2019analisi \u00e8 realizzata sulla base delle evidenze investigative, giudiziarie e di prevenzione e conferma, ancora una volta, che i sodalizi mafiosi prediligono agire negli ambiti illeciti che destano minore allarme e riprovazione sociale ma che generano ingenti profitti gradualmente immessi nei circuiti legali con conseguenti effetti distorsivi delle regolari dinamiche dei molteplici mercati.<br \/>\nCome di consueto e con la usuale attenzione alle evoluzioni ed alle trasformazioni delle organizzazioni mafiose, la Relazione propone, con particolare riguardo allo sviluppo ed alle trasformazioni delle organizzazioni mafiose, la descrizione del quadro criminale \u2013 anche schematizzata con l\u2019ausilio di mappe esplicative della sua evoluzione recanti le presenze dei principali sodalizi attivi in ragione delle risultanze investigative concluse dalla DIA e dalle Forze di polizia \u2013 senza tralasciare gli importanti, ulteriori elementi informativi contenuti nei provvedimenti di scioglimento degli Enti Locali.<br \/>\nL\u2019elaborato si sofferma, peraltro, \u201csulla resilienza della criminalit\u00e0 organizzata e sulla capacit\u00e0 di cogliere celermente le trasformazioni tecnologiche e dei fenomeni economico-finanziari su scala globale, sfruttando ogni opportunit\u00e0 di profitto e realizzando una notevole espansione speculativa, non da ultimo grazie agli strumenti tecnologici connessi al metaverso, alle piattaforme di comunicazioni criptate e in generale al web (sia la rete internet che il dark web) e ad altri settori del mondo digitale meno conosciuti\u201d. Al riguardo, il documento illustra \u201cil percorso di intensificazione della cooperazione internazionale sempre avvalendosi dell\u2019importante progetto della Rete Operativa Antimafia @ON di cui la DIA \u00e8 ideatore, promotore e Project Leader. Il progetto ha visto un\u2019ulteriore espansione grazie alla disponibilit\u00e0 presso EUROPOL di dati provenienti proprio dalle piattaforme di comunicazioni criptate, poste sotto sequestro da varie Autorit\u00e0 Giudiziarie estere, che hanno permesso di ricostruire ampie dinamiche criminali orchestrate da organizzazioni ben strutturate e ramificate non soltanto all\u2019interno dell\u2019Unione Europea\u201d.<br \/>\n\u201cL\u2019utilizzo sempre pi\u00f9 diffuso delle comunicazioni criptate \u2013 si legge nella relazione della Dia \u2013 rappresenta una sfida attuale e futura che la tecnologia offre di continuo e che in futuro potrebbe essere affiancata dal diffondersi su scala globale del metaverso, scenario rispetto al quale EUROPOL ha gi\u00e0 evidenziato le potenzialit\u00e0 criticit\u00e0 cercando di veicolare alle Forze dell\u2019ordine dell\u2019Unione Europea le raccomandazioni su quello che potrebbe accadere e come adattarsi e prepararsi all\u2019intervento operativo nel nuovo contesto\u201d.<br \/>\nProprio in considerazione del sempre pi\u00f9 diffuso ricorso a questa tecnologia da parte dei sodalizi criminali, la Relazione contiene uno specifico FOCUS di approfondimento sulle piattaforme di comunicazione criptate.<br \/>\nUn ulteriore FOCUS \u00e8 dedicato ai gruppi di criminalit\u00e0 albanese \u201cche nel tempo si sono integrati con la delinquenza locale, diventando, non solo in Italia, una delle pi\u00f9 complesse e articolate espressioni nello scenario della criminalit\u00e0, quali partners e fornitori di servizi criminali per altri gruppi, forti di una reputazione di notevole affidabilit\u00e0, soprattutto per il narcotraffico. L\u2019ingente disponibilit\u00e0 di denaro, inoltre, permette alle mafie albanesi di poter disporre di sofisticate attrezzature tecnologiche ed informatiche per eludere il contrasto da parte delle Autorit\u00e0 di polizia e giudiziarie, rendendo sempre difficoltoso ed impegnativo lo sforzo investigativo\u201d.<br \/>\nCon riferimento infine all\u2019azione di prevenzione, la DIA ha continuato a garantire il costante monitoraggio dei flussi finanziari finalizzato ad individuare e recuperare i patrimoni illecitamente accumulati dalle mafie, anche fuori dai confini nazionali. Su questo fronte, nel secondo semestre 2022 la Dia ha confiscato beni per 181,4 milioni di euro rispetto ai 43,4 dei primi sei mesi dello scorso anno. Per quanto riguarda i sequestri la cifra si attesta sui 31 milioni di euro mentre nei primi sei mesi erano stati 92,8 milioni. Nel dettaglio l\u2019attivit\u00e0 ha riguardato 6,4 milioni di euro di beni riconducibili alla Camorra, 1,2 milioni di Cosa nostra e 0,7 dell\u2019Ndrangheta e 22 milioni di altre organizzazioni criminali. Le confische hanno riguardato per 177,6 milioni la \u2018Ndrangheta, per 1,1 milioni Cosa nostra, per 1,2 milioni la Camorra e per 1,4 milioni altre organizzazioni.<br \/>\n\u2013 foto Agenzia Fotogramma \u2013<br \/>\n(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Le mafie ricorrono sempre meno alla violenza, preferendo l\u2019infiltrazione e la corruzione. 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