{"id":163283,"date":"2023-07-18T17:07:52","date_gmt":"2023-07-18T15:07:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/18\/uno-studio-donanemab-rallenta-il-declino-cognitivo-di-chi-ha-alzheimer\/"},"modified":"2023-07-18T17:07:52","modified_gmt":"2023-07-18T15:07:52","slug":"uno-studio-donanemab-rallenta-il-declino-cognitivo-di-chi-ha-alzheimer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/18\/uno-studio-donanemab-rallenta-il-declino-cognitivo-di-chi-ha-alzheimer\/","title":{"rendered":"Uno studio, Donanemab rallenta il declino cognitivo di chi ha Alzheimer"},"content":{"rendered":"<div>SESTO FIORENTINO (FIRENZE) (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;azienda farmaceutica Eli Lilly ha presentato i risultati completi dello studio di fase III Trailblazer-Alz 2, i quali dimostrano che donanemab ha rallentato in modo significativo il declino cognitivo e funzionale nelle persone con malattia di Alzheimer (AD) sintomatica precoce. I dati sono stati condivisi in occasione dell&#8217;edizione 2023 dell&#8217;Alzheimer&#8217;s Association International Conference (AAIC) nel corso di un simposio di primo piano, e sono stati pubblicati contemporaneamente sul Journal of the American Medical Association (JAMA). &#8220;I dati positivi di Trailblazer-Alz 2 danno speranza alle persone con malattia di Alzheimer, le quali hanno urgente bisogno di nuove opzioni terapeutiche. Questo \u00e8 il primo studio di fase III in cui una terapia capace di modificare la progressione della malattia replica i risultati clinici positivi osservati in uno studio precedente&#8221;, ha affermato Huzur Devletsah, Presidente e Direttore Generale di Lilly Italy Hub. &#8220;Se approvato, riteniamo che donanemab possa fornire alle persone con malattia di Alzheimer benefici clinicamente significativi, nonch\u00e8 la possibilit\u00e0 di completare il loro ciclo di trattamento gi\u00e0 6 mesi dopo che la placca amiloide \u00e8 stata eliminata. Nell&#8217;ambito di un ecosistema sanitario gi\u00e0 complesso per quanto riguarda il morbo di Alzheimer, dobbiamo continuare a rimuovere qualsiasi barriera di accesso alla diagnosi e terapia mirate all&#8217;amiloide&#8221;.<br \/>Lilly aveva precedentemente annunciato che, nel corso dello studio clinico di fase III, donanemab ha raggiunto l&#8217;endpoint primario e tutti gli endpoint secondari cognitivi e funzionali. La presentazione alla FDA statunitense per l&#8217;approvazione \u00e8 stata completata lo scorso trimestre, con una decisione regolatoria prevista entro la fine dell&#8217;anno. Sono attualmente in corso le sottomissioni anche ad altre Autorit\u00e0 Regolatorie nel mondo, la maggior parte delle quali verr\u00e0 completata entro la fine dell&#8217;anno.<br \/>I risultati di Trailblazer-Alz 2 supportano la domanda di Lilly per l&#8217;approvazione regolatoria per il trattamento di persone con malattia di Alzheimer sintomatica precoce positiva per l&#8217;amiloide (deterioramento cognitivo lieve o demenza lieve), a prescindere dal loro livello basale di tau.<br \/>TRAILBLAZER-ALZ 2 ha arruolato partecipanti con pi\u00f9 ampi punteggi cognitivi e livelli di amiloide rispetto ad altri recenti studi sulle terapie mirate alla placca amiloide. I partecipanti a Trailblazeralz 2 sono stati stratificati in base al loro livello di tau, un biomarcatore predittivo per la progressione della malattia, in un braccio tau medio-basso (a volte indicato come tau intermedio) o in un braccio tau alto, che rappresentava uno stadio patologico successivo di progressione della malattia. Tutti i partecipanti sono stati quindi valutati nell&#8217;arco di 18 mesi, utilizzando scale che misurano sia la capacit\u00e0 cognitiva che quella funzionale, tra cui l&#8217;Alzheimer&#8217;s Disease Rating Scale integrata (iADRS) e il Clinical Dementia Rating-Sum of Boxes (CDR-SB).<br \/>Come riportato in precedenza, tra i partecipanti con livelli medio-bassi di tau (n=1182), il trattamento con donanemab ha rallentato in modo significativo il declino, con un risultato del 35% secondo la scala iADRS e del 36% secondo il CDR-SB. Tra tutti i partecipanti allo studio sull&#8217;AD sintomatica precoce positiva all&#8217;amiloide (n=1736), il trattamento con donanemab ha rallentato in modo significativo il declino del 22% secondo l&#8217; iADRS e del 29% secondo il CDR-SB. Ulteriori dati presentati all&#8217;AAIC hanno rafforzato il fatto che, a prescindere dallo stadio clinico o patologico della malattia al basale, il trattamento con donanemab ha prodotto benefici cognitivi e funzionali rispetto al placebo: Un&#8217;analisi pre-specificata di sottopopolazione tra i partecipanti con tau medio-bassa basata sullo stadio clinico ha dimostrato un maggior beneficio di donanemab nei soggetti in uno stadio iniziale della malattia: o Nei partecipanti con decadimento cognitivo lieve (n=214), donanemab ha rallentato il declino del 60% secondo iADRS e del 46% secondo CDR-SB o Per i partecipanti con demenza lieve dovuta ad AD, n=534, donanemab ha rallentato il declino del 30% secondo iADRS e del 38% secondo CDR-SB).<br \/>Allo stesso modo, un&#8217;analisi di sottogruppo post-hoc tra i partecipanti con tau medio-bassa basata sull&#8217;et\u00e0, ha dimostrato un maggiore beneficio di donanemab nei pazienti di et\u00e0 inferiore ai 75 anni: o Nei partecipanti di et\u00e0 inferiore ai 75 anni (n=267), donanemab ha rallentato il declino del 48% secondo iADRS e del 45% secondo CDR-SB. Nei partecipanti di et\u00e0 pari o superiore a 75 anni (n=266), donanemab ha rallentato il declino del 25% secondo iADRS e del 29% secondo CDR-SB. I risultati erano simili tra i vari sottogruppi, compresi i partecipanti portatori o meno di un allele ApoE4. L&#8217;effetto complessivo del trattamento con donanemab ha continuato a crescere durante tutto lo studio, con le maggiori differenze rispetto al placebo osservate a 18 mesi.<br \/>&#8220;Questi risultati dimostrano che diagnosticare e trattare le persone pi\u00f9 precocemente nel corso della malattia di Alzheimer pu\u00f2 portare a un beneficio clinico rilevante&#8221;, ha affermato Alessandro Padovani, Presidente della Societ\u00e0 Italiana di Neurologia e Direttore dell&#8217;Istituto di Neurologia Clinica presso il Dipartimento di Continuit\u00e0 di Cura e Fragilit\u00e0, AOU Spedali Civili di Brescia. &#8220;Il ritardo nella progressione della malattia nel corso della sperimentazione \u00e8 significativo e pu\u00f2 dare alle persone pi\u00f9 tempo per fare le cose che sono significative per loro. Le persone che vivono con la malattia di Alzheimer precoce e sintomatica continuano a lavorare, a godersi i viaggi, a 4 condividere tempo di qualit\u00e0 con la famiglia: vogliono sentirsi se stessi, pi\u00f9 a lungo. I risultati di questo studio rafforzano la necessit\u00e0 di diagnosticare e trattare la malattia prima di quanto si faccia oggi.&#8221;.<br \/>Donanemab agisce in modo specifico sulla placca amiloide depositata e ha dimostrato di portare alla sua rimozione nei pazienti trattati. Il trattamento con donanemab ha ridotto in modo significativo i livelli di placca amiloide, a prescindere dallo stadio patologico della malattia al basale. Tra tutti i partecipanti, il trattamento con donanemab ha ridotto la placca amiloide in media dell&#8217;84% a 18 mesi, rispetto a una diminuzione dell&#8217;1% per i partecipanti con placebo. Una volta soddisfatti i criteri predefiniti di clearance della placca amiloide, i partecipanti hanno potuto interrompere l&#8217;assunzione di donanemab. Circa la met\u00e0 dei partecipanti ha raggiunto questa soglia a 12 mesi, e circa sette partecipanti su dieci l&#8217;hanno raggiunta a 18 mesi.<br \/>Nella fase patologica iniziale della malattia nei partecipanti con tau medio-bassa, il trattamento con donanemab ha prodotto assenza di progressione a un anno nel 47% dei partecipanti secondo la valutazione CDR-SB, rispetto al 29% con placebo. I partecipanti trattati con donanemab hanno anche presentato un rischio inferiore (39%) di progredire allo stadio clinico successivo della malattia nel corso dello studio di 18 mesi. Questo ritardo nella progressione ha significato che, in media, i partecipanti trattati con donanemab hanno avuto altri 7,5 mesi prima di raggiungere lo stesso livello di declino cognitivo e funzionale secondo CDR-SB rispetto a quelli con placebo.<br \/>L&#8217;incidenza di anomalie all&#8217;imaging correlate all&#8217;amiloide (ARIA, amyloid-related imaging abnormalities) e delle reazioni correlate all&#8217;infusione \u00e8 stata coerente con il precedente studio Trailblazer-Alz.<br \/>Si verificano casi di ARIA in tutta la classe delle terapie anticorpali volte a eliminare la placca amiloide.<br \/>Sono pi\u00f9 comunemente osservate come gonfiore temporaneo in una o pi\u00f9 aree del cervello (ARIAE) o come micro-emorragie o siderosi superficiale (ARIA-H) &#8211; in entrambi i casi rilevate da risonanza magnetica &#8211; le quali possono essere gravi e, in alcuni casi, persino fatali. Questo rischio deve essere gestito mediante attenta osservazione, monitoraggio con risonanza magnetica e azioni appropriate, se 5 vengono rilevate ARIA. Sono state osservate anche gravi reazioni correlate all&#8217;infusione, nonch\u00e8 anafilassi.<br \/>-foto Agenzia Fotogramma-<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SESTO FIORENTINO (FIRENZE) (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;azienda farmaceutica Eli Lilly ha presentato i risultati completi dello studio di fase III Trailblazer-Alz 2, i quali dimostrano che donanemab ha rallentato in modo significativo il declino cognitivo e funzionale nelle persone con malattia di Alzheimer (AD) sintomatica precoce. 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