{"id":162877,"date":"2023-07-14T18:07:52","date_gmt":"2023-07-14T16:07:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/14\/sanita-in-senato-un-progetto-sullequita-di-genere-nelle-professioni\/"},"modified":"2023-07-14T18:07:52","modified_gmt":"2023-07-14T16:07:52","slug":"sanita-in-senato-un-progetto-sullequita-di-genere-nelle-professioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/14\/sanita-in-senato-un-progetto-sullequita-di-genere-nelle-professioni\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, in Senato un progetto sull\u2019equit\u00e0 di genere nelle professioni"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Affrontare il tema dell&#8217;equit\u00e0 di genere all&#8217;interno delle professioni sanitarie. E&#8217; l&#8217;obiettivo del progetto SeGeA, presentato in Senato, nella Sala Zuccari del Palazzo Giustiniani. L&#8217;iniziativa \u00e8 stata promossa dalla Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP. L&#8217;evento, che ha visto la partecipazione di esperti, professionisti del settore e rappresentanti istituzionali, ha avuto l&#8217;obiettivo di illustrare e diffondere l&#8217;applicazione della medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale, come stabilito dall&#8217;articolo 3 della legge 3 del 2018. La legge, promossa e firmata dal gi\u00e0 Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha sancito l&#8217;importanza di considerare le differenze di genere nella pratica medica e di promuovere l&#8217;uguaglianza di accesso alle cure.<br \/>&#8216;Il progetto SeGeA ha messo in luce diversi ambiti di disparit\u00e0 di sesso e genere, su cui \u00e8 fondamentale intervenire, in modo strutturato e non rimandando alla sensibilit\u00e0 di ognuno &#8211; \u00e8 quanto ha sottolineato in apertura dei lavori Teresa Calandra, Presidente della FNO TSRM e PSTRP, che ha aggiunto che tutto quel che oggi sappiamo o che sapremo studiando questi fenomeni non pu\u00f2 solo servire a capirli meglio, ma deve necessariamente essere utilizzato per prevenirli, usando questo sapere per progettare e realizzare interventi che ne prevengano o controllino le caus\u00e8.  <br \/>Beatrice Lorenzin in apertura del convegno ha ribadito: &#8216;Siamo ancora molto indietro e la ricerca testimonia quello che noi gi\u00e0 sappiamo: ci sono ancora degli scogli culturali molto grandi, c&#8217;\u00e8 la consapevolezza, la percezione delle discriminazioni che le donne, che sono la maggioranza con circa l&#8217;80% del mondo sanitario, subiscono, sia in termini di carriera sia in termini di qualit\u00e0 professionale. I numeri ci dicono anche come questa percezione viene tradotta dal decisore politico, pensiamo alle commissioni, ai comitati, ai luoghi del potere del sistema sanitario ancora, purtroppo, prettamente maschil\u00ec.<br \/>Anche il Ministro della salute, Orazio Schillaci, ha fatto pervenire il proprio saluto all&#8217;evento: &#8216;Promuovere tra le professioniste e i professionisti della sanit\u00e0 un approccio attento e sensibile all&#8217;impatto delle differenze di genere sullo stato di salute e di malattia di ogni persona \u00e8 un obiettivo sempre pi\u00f9 impellente. Per centrarlo servono competenze e formazione specifiche che il vostro progetto intende favorir\u00e8.<br \/>Ha fatto pervenire i saluti anche Mariella Mainolfi, Direttore generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del SSN del Ministero della salute che ha voluto testimoniare la sua vicinanza e il suo sostegno all&#8217;iniziativa per l&#8217;importanza e la sensibilit\u00e0 della tematica trattata, ribadendo che la Direzione generale delle professioni sanitarie che presiede sta lavorando sulla tematica della medicina di genere, oggetto dell&#8217;evento. &#8216;Non possiamo permetterci di rinunciare al prezioso insieme di idee, pensieri e contributi intellettuale delle donne, soprattutto quando rappresentano il 68% dei nostri professionisti. Questo evento rappresenta un&#8217;importante occasione per ribadire l&#8217;importanza di aver investito in questo progetto e per sottolineare il nostro impegno costante verso la promozione dell&#8217;uguaglianza di gener\u00e8 \u00e8 il commento di Giovanni De Biasi, membro del Comitato centrale della FNO TSRM e PSTRP con delega all&#8217;equit\u00e0 tra i generi che, insieme a Fulvia Signani, Presidente di Engendering Health (EngHea), ha presentato il progetto SeGeA.  Il progetto SeGeA, realizzato dalla FNO TSRM e PSTRP, in collaborazione con EngHea, si propone di promuovere un approccio di sesso e genere nelle professioni sanitarie attraverso l&#8217;implementazione di strategie basate su un solido razionale e un&#8217;articolata metodologia.<br \/>L&#8217;iniziativa ha previsto due momenti. &#8216;Una prima fase di indagine sui professionisti sanitari per comprendere quanto essi ritenessero importante conoscere i risvolti concettuali e pratici del tema, anche se gli stessi professionisti non erano ancora completamente alfabetizzati sulla questione. I risultati hanno consentito di porre le basi della seconda fase: un percorso formativo mirato a garantire la condivisione di un comune corpus teorico\/pratico utile all&#8217;avvio della costruzione di una &#8216;comunit\u00e0 competent\u00e8 sull&#8217;approcci\u00f2 \u00e8 il commento della Presidente Signani. Di fatto sono state messe a disposizione degli iscritti agli Ordini TSRM e PSTRP due eventi formativi con temi che informano delle differenze di sesso e genere sia nelle caratteristiche anatomo-patologiche che nella relazione con la persona assistita. I risultati ottenuti e le attivit\u00e0 di formazione sono stati presentati da Chiara Annovazzi, Assegnista di Ricerca presso l&#8217;Universit\u00e0 della Valle D&#8217;Aosta, e da Amelia Ceci, Referente della medicina di genere presso l&#8217;AUSL-IRCCS di Reggio Emilia, nonch\u00e8 membro del Consiglio direttivo di EngHea.<br \/>Il questionario, composto appositamente assemblando scale validate e ricavate da letteratura nazionale e internazionale, ha visto l&#8217;accesso di pi\u00f9 di 11.000 professionisti sanitari. Di questi, 6430 contributi sono stati completati e ritenuti statisticamente validi per le successive analisi. L&#8217;1% dei rispondenti ha preferito non dichiarare il genere, mentre, dei restanti, il 77% si \u00e8 riconosciuto sotto la definizione &#8216;donn\u00e0, con proporzioni numeriche che rispecchiano il rapporto maschi\/femmine degli iscritti alla Federazione nazionale. Dall&#8217;incrocio di risposte diverse emerge l&#8217;elemento significativo che le donne\/professioniste risultano ancora molto condizionate dal ruolo tradizionale di persona dedita alla &#8216;cura domestic\u00e0. Nel quasi 80% dei casi le donne\/professioniste, oltre al lavoro, si prendono cura di qualche famigliare, tanto da riportare un alto livello di &#8216;conflitto multi-ruol\u00f2, la situazione cio\u00e8 di coloro che devono conciliare, non senza difficolt\u00e0, la vita privata e quella professionale. Dato che si manifesta concretamente anche nel fatto che il 23% delle donne, rispetto al 7% degli uomini, decide di svolgere la propria professione part-time, con le evidenti ed ovvie penalizzazioni di carriera. <br \/>Una tavola rotonda con la partecipazione di esperti e rappresentanti di diverse Istituzioni ha chiuso l&#8217;evento, tra i partecipanti del dibattito finale Luca Busani, rappresentante del Centro di riferimento di medicina di genere dell&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0 (ISS), Flavia Franconi, Coordinatrice del laboratorio di medicina e farmacologia di genere del Consorzio interuniversitario INBB, Alessandra Gallone, Consigliere del Ministro dell&#8217;universit\u00e0 e ricerca, Silvia Maffei, Medico ginecologa presso il CNR-Regione Toscana &#8216;G. Monasteri\u00f2 di Pisa e membro del Consiglio direttivo di EngHea, Annamaria Moretti, Presidente nazionale del Gruppo italiano salute e genere (GISeG), Fulvia Signani, Presidente di EngHea e Teresa Calandra e Giovanni De Biasi, entrambi rappresentanti della FNO TSRM e PSTRP. Luca Busani, rappresentante del Centro di riferimento di medicina di genere dell&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0 (ISS): &#8216;Il nostro Centro \u00e8 interessato a raccogliere esperienze di questo tipo, che indaghino gli aspetti di sesso e genere, al fine di promuovere buone pratiche e una formazione specifica, colmando le lacune conoscitive e migliorando le competenze professionali a favore della salute della person\u00e0. <br \/>I libri di medicina riflettono i giovani uomini caucasici di 70 kg di peso. Curiosamente la stessa dose di farmaco \u00e8 somministrata alle donne che pesano 10 kg di meno. Tutto ci\u00f2 ha portato a diagnosi tardive nell&#8217;infarto del miocardio e in alcuni tumori (polmone) e a una minore appropriatezza terapeutica nell&#8217;infarto cardiaco, insufficienza renale nelle donne rispetto agli uomini. Come risolvere queste criticit\u00e0? Flavia Franconi, Coordinatrice del laboratorio di medicina e farmacologia di genere del Consorzio inter-universitario INBB sostiene che la soluzione \u00e8 la formazione: &#8216;Solo la conoscenza fa superare tutto ci\u00f2. Gli operatori sanitari devono essere consapevoli delle differenze anche per evitare rischi personali. La formazione deve essere presente in tutte le discipline dei corsi di laurea sanitarie, ma deve estendersi anche a professionisti non sanitari che disegnano e progettano i dispositivi medici (es. Fisici e Ingegneri), agli informatici che raccolgono ed analizzano i big-data perch\u00e8 se non utilizzano un approccio di sesso-genere anche l&#8217;intelligenza artificiale perpetuer\u00e0 il gender gap. Per non dimenticare le professionalit\u00e0 amministrative. Accanto alla formazione pre-laurea \u00e8 necessario provvedere a quella continua adottando in ambedue casi a metodologie multidisciplinari e intersettorial\u00ec.<br \/>Alessandra Gallone, Consigliere del Ministro dell&#8217;universit\u00e0 e ricerca, partecipando all&#8217;evento odierno ha ribadito che per migliorare il nostro sistema di cure occorre &#8216;personalizzare le terapi\u00e8 rispettando le differenze di sesso e genere e ci\u00f2 \u00e8 possibile solo con la formazione. &#8216;L&#8217;Italia \u00e8 stata il primo Paese in Europa a formalizzare l&#8217;inserimento del concetto di &#8216;gener\u00e8 in medicina, indispensabile a garantire ad ogni persona la cura migliore, rispettando le differenze e arrivando a una effettiva &#8216;personalizzazione delle terapi\u00e8. Per formare i professionisti della salute di domani \u00e8 necessario offrirgli i migliori strumenti tecnologi, ampliare le loro possibilit\u00e0 di usare la robotica ma dobbiamo anche riportare al centro quella cura che non \u00e8 un elenco di sintomi e terapie, ma la somma di osservazioni, di contatti e di dialog\u00f2. <br \/>La promozione di un approccio attento alle differenze di sesso\/genere beneficer\u00e0 non solo agli assistiti, ma anche ai professionisti sanitari stessi. Un&#8217;attenzione mirata alla specificit\u00e0 di genere consentir\u00e0 di migliorare la qualit\u00e0 delle cure, aumentare l&#8217;efficacia dei trattamenti e prevenire potenziali danni legati a disuguaglianze di genere nel campo della salute, \u00e8 la tesi sostenuta da Silvia Maffei, Medico ginecologa presso il CNR-Regione Toscana &#8216;G. Monasteri\u00f2 di Pisa e membro del Consiglio direttivo di EngHea che dichiara: &#8216;E&#8217; cruciale proporre l&#8217;approccio attento alle differenze sesso\/genere a tutte le professioni sanitarie, con un coinvolgimento trasversale, includendo tutti i comparti organizzativi e clinici e mirando all&#8217;ottimizzazione delle performance cliniche e di ricerc\u00e0.<br \/>La valutazione delle differenze di sesso e genere costituisce oggi un elemento fondamentale per lo sviluppo di una &#8216;medicina equa, appropriata ed inclusiv\u00e0 e l&#8217;utilizzo di indicatori specifici deve costituire parte integrante anche dei programmi di ricerca, formazione, comunicazione. <br \/>Secondo Annamaria Moretti, Presidente nazionale del GISeG, \u00e8 necessario impostare politiche orientate a aumentare strategie efficaci per affrontare le disuguaglianze di genere nei servizi sanitari e garantire alle persone la cura migliore: &#8216;La possibilit\u00e0 che i Governi possano continuare a erogare percorsi di cura caratterizzati da elevata qualit\u00e0 a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro caratteristiche biologiche, sociali e culturali, \u00e8 non solo improbabile, ma anche strettamente correlata alla sostenibilit\u00e0 dei sistemi sanitari. E&#8217; necessario quindi sollecitare le Istituzioni a sviluppare programmi per  la conoscenza, la formazione e la promozione della salute e prevenzione delle malattie, investire nei sistemi di  prevenzione ed assistenza primaria, trasferire l&#8217;assistenza sanitaria su territorio potenziando le cure ambulatoriali e domiciliari pi\u00f9 accessibili e meno costose, con una particolare attenzione al rapporto tra indicatori di genere e sostenibilit\u00e0 sociale. La dimensione di genere nella salute \u00e8 pertanto una necessit\u00e0 di metodo e analisi che diventer\u00e0 presto, speriamo, strumento di governo e di programmazione sanitari\u00e0.<br \/>-foto ufficio stampa FNO TSRM e PSTRP &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Affrontare il tema dell&#8217;equit\u00e0 di genere all&#8217;interno delle professioni sanitarie. E&#8217; l&#8217;obiettivo del progetto SeGeA, presentato in Senato, nella Sala Zuccari del Palazzo Giustiniani. L&#8217;iniziativa \u00e8 stata promossa dalla Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP. 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