{"id":162537,"date":"2023-07-12T17:07:54","date_gmt":"2023-07-12T15:07:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/12\/1-italiano-su-3-ha-sperimentato-cambiamento-climatico-nel-suo-quartiere\/"},"modified":"2023-07-12T17:07:54","modified_gmt":"2023-07-12T15:07:54","slug":"1-italiano-su-3-ha-sperimentato-cambiamento-climatico-nel-suo-quartiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/12\/1-italiano-su-3-ha-sperimentato-cambiamento-climatico-nel-suo-quartiere\/","title":{"rendered":"1 italiano su 3 ha sperimentato cambiamento climatico nel suo quartiere"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Gli italiani sono i pi\u00f9 preoccupati in Europa in merito alle conseguenze che l&#8217;effetto serra pu\u00f2 produrre sulle generazioni future. Inoltre, il 79% dei nostri connazionali dichiara di avere un buon grado di conoscenza in merito alla sfida del cambiamento climatico: pi\u00f9 dei cittadini svedesi, spagnoli, francesi e inglesi ma meno dei tedeschi e dei polacchi, che sono in assoluto i pi\u00f9 informati del Vecchio Continente. E, ancora, il 67% degli italiani ha avuto esperienza diretta nel proprio quartiere degli effetti del mutamento climatico negli ultimi dodici mesi. E&#8217; quanto emerge dal rapporto &#8220;Gli italiani e il mutamento climatico: un barometro eco-sociale&#8221;, a cura di Maurizio Ferrera, professore ordinario di Scienza politica all&#8217;Universit\u00e0 Statale di Milano, e promosso da Fondazione Lottomatica.<br \/>Secondo lo studio, illustrato alla presenza del ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, la quasi totalit\u00e0 degli intervistati (il 94%) dichiara di fare la raccolta differenziata, il 74% di risparmiare sul consumo di acqua e di energia, il 46% di scegliere modalit\u00e0 di viaggio e trasporto rispettose dell&#8217;ambiente e, infine, il 45% di privilegiare cibi e vestiti con etichetta verde. A far paura sono, soprattutto, la questione energetica (97%) e i suoi possibili effetti sulla sicurezza occupazionale ed economica delle famiglie (67%). Gli italiani si aspettino che lo stato intervenga per sussidiare i costi delle famiglie, in particolare per l&#8217;efficientamento energetico degli edifici. Vi \u00e8 anche una buona disponibilit\u00e0 ad accettare regolamentazioni che introducano una serie di limiti e restrizioni in tal senso. Il sondaggio ha posto anche una domanda sull&#8217;energia nucleare, che in passato aveva sollevato in molti Paesi mobilitazioni di protesta. Sorprendentemente, tranne che in Spagna, l&#8217;opinione pubblica tende a essere abbastanza favorevole a investire nelle centrali nucleari, anche se con un margine piuttosto stretto in Italia e Germania. Da noi il favore nei confronti dell&#8217;energia nucleare tende a essere pi\u00f9 elevato fra i maschi, i giovani, chi vive nel Nord Ovest, chi lavora nel terziario avanzato, i pensionati e i redditi pi\u00f9 alti. Per quanto si auspichi che sostenibilit\u00e0 ambientale e crescita economica siano fra loro compatibili e persino sinergiche, fra i due obiettivi possono crearsi per\u00f2 tensioni, almeno nel medio periodo. &#8220;Noi dobbiamo accompagnare quello che \u00e8 il cambiamento con quelle che sono le azioni a mitigare l&#8217;aumento della temperatura, fenomeni che in questo momento sono in aumento e ai quali non eravamo abituati. Il governo ha posto delle azioni di mitigazione per limitare le emissioni, oltre ad accompagnare coloro che sono pi\u00f9 in difficolt\u00e0 a un nuovo modello di vita, e un sistema economico produttivo pronto ad accogliere il cambiamento anche come un meccanismo per crescere&#8221;, afferma il ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.<br \/>Per il professore Maurizio Ferrera il trade-off tra protezione dell&#8217;ambiente e crescita economica \u00e8 in larga parte mediato da un terzo fattore: il welfare. &#8220;Nel dibattito scientifico si parla di trilemma eco-sociale, ossia la difficolt\u00e0 di conciliare contemporaneamente gli obiettivi di crescita economica, quelli relativi alla transizione verde e, infine, quelli relativi alla solidariet\u00e0 sociale&#8221;, spiega. In questo senso, il 17,8% della popolazione italiana si dichiara favorevole alla transizione anche a costo di un p\u00f2 meno crescita, basta che non si tocchi il welfare. Il 14,7%, invece, \u00e8 a favore di crescita e welfare anche se ci\u00f2 possa significare meno sostenibilit\u00e0 ambientale. La terza via, quella meno preferita, che raccoglie i consensi solo del 9% degli italiani, mira a conciliare sostenibilit\u00e0 ambientale e sviluppo economico, anche se ci\u00f2 dovesse comportare qualche rinuncia in termini di protezione sociale. Com&#8217;\u00e8 ovvio che sia, i ceti pi\u00f9 vulnerabili si sentono pi\u00f9 minacciati dalla transizione verde e sono altres\u00ec i pi\u00f9 preoccupati che le sue implicazioni possano comportare ulteriori rischi in termini di crescita, lavoro e reddito. Al contrario, chi \u00e8 meno spaventato e pi\u00f9 a favore della transizione verde mostra maggiore disponibilit\u00e0 a ridurre il vecchio welfare. Ma il tipo di prestazioni rispetto a cui si acconsentirebbe a qualche taglio sono le prestazioni di disoccupazione: proprio il tipo di taglio che colpirebbe soprattutto le persone pi\u00f9 vulnerabili. &#8220;Ci\u00f2 potrebbe rendere pi\u00f9 probabile l&#8217;emergenza nel nostro Paese di un inedito conflitto eco-sociale&#8221;, afferma ancora Ferrera, secondo cui &#8220;data la posta in gioco (l&#8217;imperativo di neutralizzare il cambiamento climatico), una classe politica responsabile dovrebbe sforzarsi di evitare questo scenario&#8221;. Le divisioni esistenti all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica &#8220;sono importanti, ma anche relativamente malleabili: contano molto i segnali trasmessi dai policy makers. Vi sono tutti i margini per gestire la transizione energetica e rendere l&#8217;Italia pi\u00f9 eco-sostenibile, ma certo, occorrer\u00e0 tener conto dei vincoli sociali e della domanda di protezione&#8221;, conclude Ferrera. <div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto xb1\/Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Gli italiani sono i pi\u00f9 preoccupati in Europa in merito alle conseguenze che l&#8217;effetto serra pu\u00f2 produrre sulle generazioni future. 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