{"id":162248,"date":"2023-07-10T12:32:57","date_gmt":"2023-07-10T10:32:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/10\/colpo-alla-mafia-a-palermo-tra-i-18-arrestati-anche-un-notaio-e-un-commercialista\/"},"modified":"2023-07-10T12:32:57","modified_gmt":"2023-07-10T10:32:57","slug":"colpo-alla-mafia-a-palermo-tra-i-18-arrestati-anche-un-notaio-e-un-commercialista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/10\/colpo-alla-mafia-a-palermo-tra-i-18-arrestati-anche-un-notaio-e-un-commercialista\/","title":{"rendered":"Colpo alla mafia a Palermo, tra i 18 arrestati anche un notaio e un commercialista"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 La polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, ha dato esecuzione ad un\u2019ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 indagati (di cui 16 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), ritenuti a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso, estorsione con l\u2019aggravante del metodo mafioso, concorso in associazione di stampo mafioso, detenzione di arma comune da sparo. L\u2019indagine avviata dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Dda ha consentito di definire l\u2019organigramma della famiglia mafiosa di Resuttana, a Palermo. Le attuali indagini, condotte dalla squadra mobile e dalla sezione investigativa dello Sco, avrebbero permesso di individuare gli odierni indagati, in qualit\u00e0 di indiziati, come organici al mandamento mafioso, consentendo, altres\u00ec, di raccogliere gravi elementi di colpevolezza sui loro rispettivi ruoli e contributi all\u2019interno dell\u2019organizzazione mafiosa nonch\u00e8 sugli attuali assetti della suddetta consorteria criminale. <br \/>In tale contesto il quadro probatorio, accolto dal Giudice per le Indagini Preliminari, ha riconosciuto i ruoli apicali assunti nel mandamento da alcuni indagati, nonch\u00e8 i sodali operativi nella riscossione del pizzo. Le acquisizioni investigative hanno delineato un quadro indiziario, accolto dal gip di Palermo, in cui gli odierni destinatari dei provvedimenti di cattura sarebbero ritenuti coinvolti \u201cnella gestione di attivit\u00e0 criminali esercitate all\u2019interno del mandamento, con particolare riferimento alla deprecabile azione della riscossione del pizzo in danno di esercenti di attivit\u00e0 commerciali ed imprenditori di zona, nonch\u00e8 il controllo e la gestione dei servizi funerari presso l\u2019ospedale di Villa Sofia di Palermo; attivit\u00e0 illecite che rappresentano per la famiglia mafiosa di Resuttana fonte primaria di guadagno\u201d. In tale ambito \u00e8 stata richiamata nel provvedimento del gip la costante pressione del fenomeno estorsivo, che si rivela ancora una volta uno strumento indispensabile utilizzato da cosa nostra per mantenere il controllo del territorio di riferimento e garantirsi il sostentamento dell\u2019organizzazione e delle famiglie dei detenuti.<br \/>Tale forma di depredamento si ritiene esercitata, secondo quanto accertato dagli investigatori, mediante diverse condotte, come la cosiddetta \u201cmessa a posto\u201d, consistente nell\u2019esborso di una somma di denaro da far confluire nella \u201cbaciliedda\u201d a disposizione della cosca, nonch\u00e8 nel recupero dei crediti vantati da soggetti vicini alla \u201cfamiglia\u201d. Tali forme di \u201cpressione\u201d sono risultate molto diffuse, se si considera che il territorio in cui ricade il mandamento investigato \u00e8 tra quelli in cui vi \u00e8 maggiore incidenza di attivit\u00e0 produttive in citt\u00e0. Come riscontrato nel provvedimento cautelare del gip la gestione della pressione estorsiva avrebbe creato anche delle fibrillazioni tra i due mandamenti confinanti, Resuttana e San Lorenzo, definite nel corso di una riunione chiarificatrice tra i rappresentanti delle due famiglie. <br \/>Il quadro indiziario, riconosciuto dal Giudice per le Indagini Preliminari, ha dimostrato il capillare controllo del territorio esercitato dal sodalizio criminale anche attraverso la contiguit\u00e0 con alcuni professionisti di settore o appartenenti al locale mondo imprenditoriale. Infatti, tra i destinatari del provvedimento restrittivo, in qualit\u00e0 di indiziati, figurano alcuni insospettabili, appartenenti alla cosiddetta \u201czona grigia\u201d ed espressione delle contiguit\u00e0 tra professionisti locali, medi e piccoli imprenditori ed esponenti, anche apicali, del sodalizio criminale investigato. In qualit\u00e0 di indiziati emergono le figure di un commercialista, gravemente indiziato di associazione di stampo mafioso in qualit\u00e0 di consigliere economico del capo mandamento; di un notaio, sospettato di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; di un imprenditore edile, sospettato di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; di un imprenditore attivo nel settore della vendita di calzature, sospettato di concorso in associazione di stampo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso ed infine un imprenditore attivo nel settore della locale ristorazione, ritenuto gravemente indiziato di associazione di stampo mafioso.<br \/>Oltre ai provvedimenti cautelari personali, la Squadra mobile e la locale sezione investigativa dello Sco sono state delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ad eseguire il sequestro preventivo di due societ\u00e0 che gestiscono una nota catena di esercizi commerciali con insegna \u201cAntica polleria Savoca\u201d. Un provvedimento, sottolineano gli investigatori, \u201csuffragato dal documentato controllo da parte del sodalizio criminale delle attivit\u00e0 economiche con forme di penetrazione tale da poter rientrare nella nozione di \u2018impresa mafios\u00e0\u201d. L\u2019odierno provvedimento, emesso dal gip di Palermo, si basa sui gravi indizi di colpevolezza e su un quadro indiziario emerso nel corso delle indagini, significando che le piene responsabilit\u00e0 penali per i fatti indicati saranno accertate in sede di giudizio. Per le delicate fasi dell\u2019operazione l\u2019attivit\u00e0 esecutiva \u00e8 supportata dai reparti speciali della Polizia di Stato tramite equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, dell\u2019unit\u00e0 cinofila e di un elicottero.<br \/>\u201cL\u2019operazione di polizia che stamani ha portato all\u2019esecuzione di 18 misure cautelari, ha disarticolato il mandamento mafioso di Resuttana, decapitandolo del suo reggente e di altri uomini d\u2019onore che ne costituivano figure di spicco nella gestione di sistematiche attivit\u00e0 di estorsione ai danni di imprenditori di ogni ambito \u2013 ha detto il questore Leopoldo Laricchia -. Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 rilevante consiste nell\u2019aver portato alla luce la collaborazione alle attivit\u00e0 criminali di professionisti,  la c.d. borghesia mafiosa, che non ha esitato a mettere a disposizione le proprie competenze a vantaggio di cosa nostra. Ulteriore infiltrazione nell\u2019economia si \u00e8 realizzata mediante imprenditori della ristorazione che hanno a tutti gli effetti costituito una vera e propria impresa mafiosa insieme con il reggente del mandamento, con grave alterazione della concorrenza e della libert\u00e0 di iniziativa economica.  Questa operazione purtroppo fa emergere come, contrariamente al discorso pubblico ufficiale,  una parte del mondo delle professioni e dell\u2019impresa sia permeabile ai facili guadagni conseguiti attraverso l\u2019utilizzo della forza intimidatrice della mafia\u201d, ha concluso.<br \/>foto ufficio stampa Polizia di Stato<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 La polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, ha dato esecuzione ad un\u2019ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 indagati (di cui 16 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), ritenuti a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso, estorsione con l\u2019aggravante del metodo mafioso, concorso in associazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":162249,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/20230710_0303.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162248"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=162248"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162248\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/162249"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=162248"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=162248"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=162248"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}