{"id":161621,"date":"2023-07-04T22:02:54","date_gmt":"2023-07-04T20:02:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/04\/palermo-edoardo-cicconi-svela-a-palazzo-dei-normanni-la-nuova-opera\/"},"modified":"2023-07-04T22:02:54","modified_gmt":"2023-07-04T20:02:54","slug":"palermo-edoardo-cicconi-svela-a-palazzo-dei-normanni-la-nuova-opera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/07\/04\/palermo-edoardo-cicconi-svela-a-palazzo-dei-normanni-la-nuova-opera\/","title":{"rendered":"Palermo, Edoardo Cicconi svela a Palazzo dei Normanni la nuova opera"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (Italpress) \u2013 Si chiama 150-93 VIII, ha la forma di un ottagono, e sar\u00e0 visitabile fino al 20 agosto l\u2019installazione di Edoardo Dionea Cicconi, in mostra al Palazzo Reale di Palermo. Un\u2019opera autentica che segue la geometria radiale della pavimentazione e che cambia aspetto al calar del sole, in un gioco di specchi. Il prisma ottagonale si illumina di giorno, crea l\u2019effetto dell\u2019aurora boreale di notte, in un dialogo senza tempo tra luci e ombre. Il titolo 150-93 VIII rappresenta il codice che richiama la distanza tra le Terra e il Sole, ovvero 150 milioni di chilometri e 93 milioni di miglia; se questa distanza cambiasse di poco, farebbe saltare l\u2019equilibrio probabilmente distruggendo la vita del nostro pianeta. \u201cQuesta installazione, dalla duplice identit\u00e0, \u00e8 stata la codifica dei veri colori dell\u2019aurora boreale, un fenomeno che avviene mettendo in relazione il nostro pianeta con il sole, con le tempeste solari. Questo \u00e8 un focus dell\u2019installazione e da dove \u00e8 partita tutta la narrativa legata in questo caso alla scienza. Di giorno puoi fruirne osservando degli specchi, come se fossero degli scudi, rappresentano tutto ci\u00f2 che hanno intorno. Dal tramonto in poi invece questi specchi con un gioco di rifrazione delle luci cominciano a dissolversi e si inizia a illuminare l\u2019installazione proprio con i colori dell\u2019aurora boreale\u201d, spiega lo stesso Cicconi. A far da cornice alla presentazione un talk tra l\u2019artista e Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II che da subito ha sposato il progetto. \u201cStare qui mi fa bene. Palermo fa bene al mio lavoro, fa bene alla mia anima. Secondo me tutta la Sicilia ha avuto il pi\u00f9 alto picco culturale con Federico II. L\u2019installazione dialoga fortemente con lo spazio circostante perch\u00e8 la pianta stessa dell\u2019opera \u00e8 un chiaro riferimento a quella che \u00e8 la cultura federiciana. L\u2019aspetto volumetrico, quindi tutto il suo innalzamento, in realt\u00e0 sono tutti molultipli di otto e questi otto vengono messi in relazione con il cortile di Palazzo Reale, cortile che era anche residenza del Sovrano. Segue lui stesso un codice non casuale, geometrico, cosa che abbiamo scoperto con gli architetti e quindi era bellissimo poter creare una relazione architettonica con questo elemento intruso all\u2019interno del cortile e con lo spazio circostante. Arcobaleno, Aurora boreale, tramonto, sono fenomeni particolari che, per quanto ovvie, sono fonte continua di stupore per l\u2019individuo. Dobbiamo educare l\u2019altro a meravigliarsi, sempre!\u201d. Arte e scienza, Land art e arte urbana sono le parole chiave per descrivere l\u2019operato dell\u2019autore, di origine romana, e con alle spalle numerose esposizioni in giro per il mondo. Le installazioni delle sue sculture nascono in grandi spazi aperti e storicamente significativi, e proseguono con lavori all\u2019interno di importanti spazi urbani come l\u2019hotel  De Russie a Roma, le terrazze del Pincio, all\u2019interno di luoghi magici di cui lui cattura la magia. \u201cQuella di Edoardo \u00e8 un\u2019opera che ha il valore di essere creata per un approfondimento tra le scienze. Questa  installazione ci racconta una frattura difficile da sanare, ma fondamentale. E\u2019 una prova di riconciliazione tra arte e scienza, sempre pi\u00f9 necessaria nell\u2019ottica di un flebile confine tra matura e artificiale, tra tecnologia e umano, e con un digitale che corre vertiginosamente. Il rischio \u00e8 un conflitto insanabile\u201d. 150-93 VIII \u00e8 parte duqnue di iIniziative che si legano indissolubilmente a un tema assai contemporaneo, e dove la materia si trasforma in energia. \u201cLa tecnologia e la scienza nascono come visione del mondo, esattamente come l\u2019arte. Ci racconter\u00e0 di spazio, di tempo, di materia, di forma, proprio come farebbe un fisico, e invece a farlo \u00e8 un artista. Gi\u00e0 negli anni Trenta emergeva nel mondo la necessit\u00e0 di sanare la profonda crepa tra mondo umanistico e mondo scientifico. \u2013 conlude Monterosso \u2013 E\u2019 dunque un tema caro che nasce da un laboratorio che si chiama Palazzo Reale, per via dell\u2019epoca di Federico II, quando autonomia e scienza camminavano di pari passo con arte e cultura. Viva la libert\u00e0 dell\u2019arte, viva la libert\u00e0 della cultura\u201d. Nella sede odierna Edoardo Dionea Cicconi \u00e8 di fatti protagonista di Pionieri della Cultura #2, laboratori della Fondazione Federico II inaugurati lo scorso gennaio, alla presenza di studiosi e artisti, impegnati nella salvaguardia della cultura dal rischio estinzione.(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (Italpress) \u2013 Si chiama 150-93 VIII, ha la forma di un ottagono, e sar\u00e0 visitabile fino al 20 agosto l\u2019installazione di Edoardo Dionea Cicconi, in mostra al Palazzo Reale di Palermo. Un\u2019opera autentica che segue la geometria radiale della pavimentazione e che cambia aspetto al calar del sole, in un gioco di specchi. 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