{"id":160950,"date":"2023-06-29T12:07:54","date_gmt":"2023-06-29T10:07:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/06\/29\/universita-bicocca-aperta-finestra-osservazione-onde-gravitazionali\/"},"modified":"2023-06-29T18:36:52","modified_gmt":"2023-06-29T16:36:52","slug":"universita-bicocca-aperta-finestra-osservazione-onde-gravitazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/06\/29\/universita-bicocca-aperta-finestra-osservazione-onde-gravitazionali\/","title":{"rendered":"Universit\u00e0 Bicocca, aperta finestra osservazione onde gravitazionali"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; In una serie di articoli pubblicati oggi su &#8220;Astronomy and Astrophysics&#8221;, gli scienziati dell'&#8221;European Pulsar Timing Array&#8221;, in collaborazione con i colleghi indiani e giapponesi dell'&#8221;Indian Pulsar Timing Array&#8221;, riportano i risultati di dati raccolti in oltre 25 anni, che promettono di condurre a scoperte senza precedenti nello studio della formazione e dell&#8217;evoluzione del nostro Universo e delle galassie che lo popolano. L&#8217;Epta \u00e8 una collaborazione di scienziati di undici istituzioni in tutta Europa, fra cui due in Italia (l&#8217;Inaf e l&#8217;Universit\u00e0 di Milano-Bicocca), e riunisce astronomi e fisici teorici, al fine di utilizzare le osservazioni degli impulsi estremamente regolari provenienti da stelle &#8216;mort\u00e8 chiamate &#8220;pulsar&#8221; per costruire un rilevatore di onde gravitazionali delle dimensioni della nostra Galassia. &#8220;Le pulsar sono eccellenti orologi naturali e possiamo usare l&#8217;incredibile regolarit\u00e0 dei loro segnali per cercare minuscoli cambiamenti nel loro ticchettio causati da sottili dilatazioni e compressioni dello spazio-tempo provocati da onde gravitazionali provenienti dall&#8217;Universo lontano&#8221;, spiega Golam Shaifullah, ricercatore presso l&#8217;Universit\u00e0 di Milano-Bicocca nel gruppo di ricerca &#8216;B Massiv\u00e8 diretto da Alberto Sesana, professore ordinario dell&#8217;Ateneo, e finanziato dall&#8217;European Research Council. Questo  gigantesco rivelatore di onde gravitazionali &#8211; che dalla Terra si estende in direzione di 25 pulsar, selezionate all&#8217;interno della nostra Via Lattea e distanti migliaia di anni luce da noi &#8211; rende possibile sondare le onde gravitazionali a frequenze molto pi\u00f9 basse di quelle gi\u00e0 osservate dai cosiddetti interferometri terrestri, tra cui spiccano Virgo a Cascina (vicino a Pisa) e Ligo in Usa. A queste frequenze si celano alcuni dei segreti meglio custoditi dell&#8217;Universo. Tra questi, la sfuggente popolazione cosmica di buchi neri binari con masse di miliardi di volte maggiori di quella del Sole. Essi si trovano ad orbitare al centro di galassie che stanno fondendosi, e durante questa sorta di &#8216;danza cosmic\u00e0, la teoria della relativit\u00e0 generale di Albert Einstein prevede che emettano onde gravitazionali ultra lunghe. I risultati si basano su decenni di campagne di osservazione coordinate, che utilizzano i cinque pi\u00f9 grandi radiotelescopi in Europa. Questi strumenti sono l&#8217;Effelsberg Radio Telescope in Germania, il Lovell Telescope dell&#8217;Osservatorio Jodrell Bank nel Regno Unito, il Nancay Radio Telescope in Francia, il Sardinia Radio Telescope in Italia e il Westerbork Radio Synthesis Telescope nei Paesi Bassi. Queste osservazioni sono state integrate dai dati forniti dai colleghi di Inpta e l&#8217;esercizio di combinare le osservazioni dell&#8217;Epta con quelle del Giant Metrewave Radio Telescope in India, ha reso l&#8217;insieme di dati ancora pi\u00f9 sensibile. I risultati dell&#8217;Epta si  confrontano con una serie di pubblicazioni oggi annunciate in parallelo da altre collaborazioni in tutto il mondo, facenti capo agli esperimenti di tipo pulsar timing array australiano, cinese e nordamericano, noti rispettivamente come Ppta, Cpta e Nanograv. I vari risultati sono consistenti fra tutte le collaborazioni, ci\u00f2 che corrobora ulteriormente la presenza nei dati di un segnale dovuto ad onde gravitazionali. Spiegando l&#8217;importanza di questo risultato, il professor Alberto Sesana afferma: &#8220;L&#8217;insieme di dati dell&#8217;Epta \u00e8 straordinariamente lungo e denso ed ha permesso di ampliare la finestra di frequenza in cui possiamo osservare queste onde, permettendo una migliore comprensione della fisica delle galassie che si fondono e dei buchi neri supermassicci che esse ospitano&#8221;. La lunghezza del set di dati consente infatti di sondare onde gravitazionali che oscillano in maniera incredibilmente lenta consentendo di esplorare sistemi binari di buchi neri con periodi orbitali di decine di anni. D&#8217;altra parte, la cadenza dei dati consente anche di studiare onde che compiono molte oscillazioni al mese, dando accesso a sistemi di buchi neri con periodi orbitali molto pi\u00f9 brevi, dell&#8217;ordine di pochi giorni. I risultati dell&#8217;analisi dei dati Epta presentati oggi sono in linea con quanto atteso dalle predizioni degli astrofisici. Nataliya  Porayko, &#8216;visiting researcher&#8217; all&#8217;Universit\u00e0 di Milano-Bicocca tuttavia sottolinea che \u00abuna regola d&#8217;oro in fisica per conclamare la scoperta di un nuovo fenomeno \u00e8 che il risultato dell&#8217;esperimento abbia una probabilit\u00e0 di verificarsi casualmente meno di una volta su un milione&#8221;. Il risultato riportato da Epta &#8211; cos\u00ec come dalle altre collaborazioni internazionali &#8211; non soddisfa ancora questo criterio, infatti c&#8217;\u00e8 ancora circa una probabilit\u00e0 su mille che fonti di rumore casuali cospirino per generare il segnale. &#8220;Ma i lavori sono gi\u00e0 in corso &#8211;  come spiega Aurelien Chalumeau, assegnista del gruppo B Massive &#8211; gli scienziati delle quattro collaborazioni &#8211; Epta, Inpta, Ppta e Nanograv &#8211; stanno combinando i loro dati con il coordinamento dell&#8217;International Pulsar Timing Array&#8221;. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di ampliare gli attuali insiemi di dati, sfruttando misure effettuate su oltre 100 pulsar, osservate con tredici radiotelescopi in tutto il mondo. L&#8217;accresciuta quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei dati dovrebbe consentire agli astronomi di raggiungere l&#8217;obiettivo nel prossimo futuro, fornendo la prova inconfutabile che una nuova era nell&#8217;esplorazione dell&#8217;Universo \u00e8 iniziata.(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Photo credits: ufficio stampa Universit\u00e0 Milano Bicocca<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; In una serie di articoli pubblicati oggi su &#8220;Astronomy and Astrophysics&#8221;, gli scienziati dell&#8217;&#8221;European Pulsar Timing Array&#8221;, in collaborazione con i colleghi indiani e giapponesi dell&#8217;&#8221;Indian Pulsar Timing Array&#8221;, riportano i risultati di dati raccolti in oltre 25 anni, che promettono di condurre a scoperte senza precedenti nello studio della formazione e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":160951,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[7,446],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20230629_0313.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160950"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160950"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160950\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":161002,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160950\/revisions\/161002"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/160951"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160950"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=160950"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=160950"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}