{"id":160255,"date":"2023-06-23T11:07:56","date_gmt":"2023-06-23T09:07:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/06\/23\/volvo-trucks-dattoli-il-mercato-dei-veicoli-industriali-e-in-salute\/"},"modified":"2023-06-23T11:07:56","modified_gmt":"2023-06-23T09:07:56","slug":"volvo-trucks-dattoli-il-mercato-dei-veicoli-industriali-e-in-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/06\/23\/volvo-trucks-dattoli-il-mercato-dei-veicoli-industriali-e-in-salute\/","title":{"rendered":"Volvo Trucks, Dattoli \u201cIl mercato dei veicoli industriali \u00e8 in salute\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La transizione energetica anche per i veicoli industriali &#8220;oggi \u00e8 possibile, ma \u00e8 chiaro che occorrono incentivi, infrastrutture, impianti di ricarica e sistemi per produrre energia verde: \u00e8 inutile mettere sul mercato prodotti che possono garantire la transizione e poi avere energia che non sia green&#8221;. Lo ha detto Giovanni Dattoli, Managing Director Volvo Trucks Italia, in un&#8217;intervista realizzata da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. &#8220;Occorre una visione di insieme da parte dei governi e dei costruttori, bisogna sedersi intorno a un tavolo e cercare di fare un piano per il futuro. Alcuni Paesi lo stanno facendo in maniera molto importante&#8221;, in Italia siamo &#8220;ancora un p\u00f2 indietro per quel che riguarda la transizione sull&#8217;elettrico: se guardiamo gli incentivi che ci sono rispetto a quelli che ci sono nei Paesi vicino a noi, come Germania, Spagna e Francia, siamo un p\u00f2 indietro&#8221;, sottolinea. <br \/>&#8220;Dobbiamo capire che non ci sar\u00e0 una soluzione unica per il futuro, ma ci saranno diverse soluzioni, perch\u00e8 l&#8217;elettrico non soddisfa tutto. Possiamo continuare ad avere motori termici, che vanno alimentati &#8211; invece che a gasolio &#8211; a biocarburanti come l&#8217;hvo o il biogas per abbattere le emissioni di CO2 e intanto gestire la transizione verso l&#8217;idrogeno&#8221;.<br \/>Al momento, &#8220;sul territorio italiano, non possiamo fare a meno dei veicoli industriali: \u00e8 cos\u00ec e sar\u00e0 cos\u00ec ancora per diversi anni&#8221;, spiega Dattoli. &#8220;Stiamo gestendo una transizione che parte dal miglioramento dei consumi dei veicoli diesel all&#8217;introduzione di veicoli elettrici, all&#8217;utilizzo di biocarburanti, fino ad arrivare ai veicoli a idrogeno, che possono avere due diversi tipi di tecnologia: un veicolo elettrico a celle combustibili a idrogeno (quindi di fatto viene usato l&#8217;idrogeno carburante per alimentare una reazione che va a ricaricare le batterie), oppure veicoli a motore termico che utilizzano l&#8217;idrogeno con carburante&#8221;, spiega. <br \/>&#8220;Abbiamo testato il primo veicolo a celle combustibili a idrogeno, stiamo lavorando su entrambe le tecnologie proprio per cercare di rispettare quelli che sono i nostri obiettivi di azzeramento dell&#8217;emissione di CO2&#8221;.<br \/>Per l&#8217;elettrico, invece, &#8220;siamo stati il primo marchio a lanciare una gamma completa di veicoli elettrici&#8221;, che &#8220;vanno delle applicazioni che servono per la gestione all&#8217;interno degli spazi urbani e interurbani (dalla raccolta dei rifiuti alla distribuzione nei supermercati) fino a veicoli che possono fare lungo raggio&#8221;, ricorda. <br \/>&#8220;E&#8217; chiaro che abbiamo tenuto in considerazione l&#8217;autonomia: oggi un veicolo elettrico percorre al massimo 300 km con una carica completa, se organizziamo una giornata facendo una pausa in cui possiamo andare a fare una ricarica, possiamo arrivare fino a 500 km&#8221;. Per un mezzo complesso &#8220;possiamo avere due tipi di ricarica: una in corrente continua alternata che dura 11-12 ore, invece l&#8217;altra \u00e8 pi\u00f9 veloce e in un&#8217;ora e tre quarti si riesce a ricaricare completamente. E&#8217; chiaro che servono dei supercharger&#8221;, sottolinea.<br \/>La distribuzione dei punti di ricarica &#8220;sta migliorando: oggi \u00e8 pi\u00f9 dedicata alle auto, dobbiamo lavorare anche sui veicoli industriali. Paradossalmente, forse la transizione per i veicoli industriali \u00e8 pi\u00f9 facile, perch\u00e8 si acquista un veicolo per un determinato lavoro&#8221;, ad esempio la raccolta rifiuti. <br \/>Un dato &#8220;estremamente interessante, che pu\u00f2 far capire quanto la transizione potrebbe essere veloce se ci fosse il supporto da parte dei governi, \u00e8 che il 45% dei trasporti europei viene fatto in un arco giornaliero di 300 km: volendo essere provocatori, il 45% dei trasporti gi\u00e0 oggi sarebbe elettrificabile. E&#8217; chiaro che il rapporto di prezzo tra un veicolo elettrico e un veicolo a motore termico oggi \u00e8 ancora decisamente sbilanciato, quindi occorre un investimento, ma in Paesi dove ci sono delle politiche incentivazione e di supporto alla transizione ecologica questo pu\u00f2 avvenire in maniera molto pi\u00f9 veloce&#8221;.<br \/>Quale sar\u00e0 la strada dominante per i veicoli del futuro? &#8220;La risposta non \u00e8 univoca, ma \u00e8 un p\u00f2 pi\u00f9 articolata per tutte le applicazioni che riguarda la gestione urbana e interurbana: il veicolo elettrico \u00e8 la soluzione, perch\u00e8 non ne esiste nessuna che sia pi\u00f9 efficiente da un punto di vista energetico e di riduzione di CO2&#8221;, sottolinea. <br \/>&#8220;Comunque anche i biocarburanti hanno degli impatti: non possiamo trasformare la Pianura Padana in campi di soia per produrre il biocarburante, dobbiamo cercare di lavorare in funzione delle applicazioni, trovando la tecnologia giusta&#8221;. Quindi per l&#8217;urbano e l&#8217;interurbano bisogner\u00e0 puntare sui veicoli elettrici, &#8220;man mano che si allungano le percorrenze, per un periodo continueremo a lavorare con i biocarburanti (come l&#8217;hvo che tra questi \u00e8 il pi\u00f9 efficiente), per poi arrivare all&#8217;idrogeno che di fatto, andr\u00e0 a sostituire i biocarburanti. Alla fine avremo elettrico e idrogeno come soluzioni, probabilmente nel 2030&#8221;.<br \/>La Svezia e Volvo &#8220;sono famose per la cultura della sostenibilit\u00e0: gi\u00e0 negli anni Settanta, Volvo aveva definito come uno dei tre principi chiave quello della cura dell&#8217;ambiente, oltre alla sicurezza e alla qualit\u00e0, che sono che sono gli altri due valori&#8221;, per far crescere e sviluppare &#8220;una cultura di rispetto dell&#8217;ambiente verso la transizione ecologica, in cui in questo momento siamo pienamente immersi&#8221;, sottolinea. <br \/>Il mercato &#8220;sta andando molto bene, perch\u00e8 gode di una domanda che non \u00e8 stata soddisfatta negli anni scorsi, anche se in questo momento, a causa dei tassi di interesse elevati e dell&#8217;inflazione, cominciamo a vedere un rallentamento&#8221;. Nonostante questo, &#8220;il mercato italiano superer\u00e0 le 20.000 macchine e probabilmente sar\u00e0 il mercato pi\u00f9 alto dal 2008. La nostra casa madre ha lavorato molto bene sull&#8217;approvvigionamento delle componenti, riuscendo a garantire &#8211; nonostante tutte le difficolt\u00e0 &#8211; una costanza nelle consegne e riuscendo a soddisfare i clienti, ma lavorare in questo nuovo &#8216;normal\u00e8 \u00e8 assolutamente complesso&#8221;, sottolinea. &#8220;Volvo Trucks Italia conta quasi 300 persone, 50 delle quali che si occupano della fase di importazione. Siamo sempre in cerca di tecnici, sono una risorsa assolutamente difficile da trovare cos\u00ec come gli autisti: ne mancano tantissimi, il mercato probabilmente potrebbe essere anche superiore. E&#8217; un lavoro faticoso e difficile, per\u00f2 la qualit\u00e0 dei veicoli di oggi \u00e8 elevatissima, soprattutto se si pensa ai veicoli elettrici&#8221; che &#8220;sono silenziosi e non hanno vibrazioni. Il salario \u00e8 buono sia per i tecnici, sia per gli autisti: \u00e8 un lavoro faticoso, con orari impegnativi, che porta un p\u00f2 lontano da casa, per\u00f2&#8221; i salari &#8220;sono molto interessanti&#8221;, conclude.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto Italpress &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La transizione energetica anche per i veicoli industriali &#8220;oggi \u00e8 possibile, ma \u00e8 chiaro che occorrono incentivi, infrastrutture, impianti di ricarica e sistemi per produrre energia verde: \u00e8 inutile mettere sul mercato prodotti che possono garantire la transizione e poi avere energia che non sia green&#8221;. 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