{"id":158085,"date":"2023-06-05T11:45:42","date_gmt":"2023-06-05T09:45:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=158085"},"modified":"2023-06-05T13:17:47","modified_gmt":"2023-06-05T11:17:47","slug":"edilizia-feneal-uil-72-delle-aziende-registra-infortuni-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/06\/05\/edilizia-feneal-uil-72-delle-aziende-registra-infortuni-sul-lavoro\/","title":{"rendered":"Edilizia, Feneal Uil: \u201c72% delle aziende registra infortuni sul lavoro\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201c500mila infortuni annui, aggravati da pi\u00f9 di 1200 morti bianche sono i dati da brivido di una guerra silenziosa. Un quadro drammatico specie nelle realt\u00e0 meridionali, tra le prime ad avere il macabro primato \u00e8 Messina che, fra l\u2019altro, presenta numeri falsati o incompleti se consideriamo l\u2019imponente impiego di lavoro sommerso e irregolare riscontrato dallo stesso Ispettorato del lavoro, nonch\u00e9 da noi come sindacato dei lavoratori\u201d. Questa la denuncia del segretario generale della Feneal Uil Tirrenica Messina-Palermo, Pasquale De Vardo, analizzando i dati pi\u00f9 recenti dell\u2019Ispettorato Nazionale del Lavoro.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPercentuali da brividi che interessano oltre il 72% degli addetti ai lavori in edilizia e ben oltre l\u201985% dei piccoli lavori privati di ristrutturazione. &#8211; prosegue De Vardo &#8211; Parecchie aziende lamentano la mancanza di manodopera, denunciano la poca volont\u00e0 dei lavoratori ad accettare un\u2019offerta di lavoro ribaltando le responsabilit\u00e0 al sistema assistenziale che aiuta i meno abbienti, quale il reddito di cittadinanza e altro. Dietro a questo fenomeno invece si nasconde il vergognoso malcostume speculativo di alcuni imprenditori edili che pagano la manodopera con somme ben al di sotto di quelle previste dai contratti collettivi nazionali, calpestando i diritti dei lavoratori con paghe da fame e sistemi di sicurezza sul lavoro da &#8220;terzo mondo&#8221;. Tutto ci\u00f2 anche a discapito di quelle aziende sane che, cos\u00ec, devono affrontare questa concorrenza sleale ed illegale portata avanti da questi soggetti che, per esempio, con ribassi da paura, a danno di ogni forma di legalit\u00e0, si aggiudicano appalti di ogni natura.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI dati dell\u2019Ispettorato Nazionale del Lavoro confermano che nel 2022 sono state eseguite 62.339 ispezioni realizzate su tutto il territorio italiano e sono state riscontrate 41.533 aziende irregolari che hanno rilevato un tasso di irregolarit\u00e0 dell\u201983% con una punta del 94 % sulla materia assicurativa. Il settore dell\u2019edilizia rappresenta quasi il 70% di queste drammatiche percentuali e Messina purtroppo rispecchia abbondantemente questi numeri vergognosi. Raccogliamo quotidianamente migliaia di denunce degli stessi lavoratori che, vittime del bisogno occupazionale, si consegnano nelle mani di alcune pseudo-aziende aguzzine e allo stesso tempo, in maniera disperata, si rivolgono ai nostri uffici sindacali per rivendicare diritti salariali basilari e le tutele fondamentali in termini di salute e sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un vero e proprio bollettino di guerra, dati di una carneficina silenziosa che non pu\u00f2 essere accettata da un paese civile. L&#8217;aggiornamento dei dati Inail, dei primi 4 mesi di quest\u2019anno fa ancora pi\u00f9 paura: 264 denunce di infortunio mortale sul lavoro, una media mensile di 66 vite perse nell&#8217;espletamento del proprio dovere e di queste vittime oltre il 58% sono lavoratori edili. \u00c8 il comparto che pi\u00f9 di tutti paga in termini di infortuni lo scotto di questo colpevole immobilismo istituzionale. \u00c8 necessario un cambio culturale sul tema della salute e sicurezza sul lavoro che passi inevitabilmente dalla prevenzione, dalla formazione, ma anche da controlli ispettivi pi\u00f9 pressanti ed incisivi su cui continuiamo a chiedere un impegno politico ed istituzionale serio che metta al centro una strategia di azione mirata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome sindacato denunciamo costantemente ed a voce alta ogni irregolarit\u00e0, costituendoci anche pi\u00f9 volte parte civile su episodi di infortuni mortali, ma, soprattutto, come Uil e come Feneal Uil, denunciando, contestando e portando avanti proposte concrete ad ogni tavolo di confronto con le Istituzioni e con la politica. Le nostre proposte sono chiare: pi\u00f9 ispettori e pi\u00f9 controlli; l&#8217;introduzione del reato di omicidio sul lavoro laddove le responsabilit\u00e0 siano accertate; la sospensione dall&#8217;attivit\u00e0 a quelle imprese la cui colpevolezza negli incidenti sia passata in giudicato; la riforma pensionistica in edilizia, con l&#8217;introduzione del lavoro usurante, per l&#8217;inaccettabile limite dei 67 anni per i lavoratori edili costretti, sotto qualunque agente atmosferico, in condizioni caratterizzate da sforzi fisici da culturisti o equilibristi su ponteggi dalle altezze vertiginose con temperature, a seconda delle stagioni, africane o polari; l&#8217;introduzione dell\u2019insegnamento a tutela della salute e della sicurezza nei piani didattici delle scuole superiori, queste alcune delle proposte, che per noi restano caposaldo di una seria lotta agli infortuni sul lavoro e alla illegalit\u00e0 nei luoghi di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon basta pi\u00f9 il momento di cordoglio e la formale solidariet\u00e0 nel momento della disgrazia; si deve passare dalle parole ai fatti. Si scelga d\u00ec mettere fine per sempre a questa mattanza. La Uil e la Feneal Uil gi\u00e0 dal 2021 si sono spesi in una campagna nazionale di sensibilizzazione: \u2018Zero morti sul lavoro\u2019 con lo scopo non di ridurre o diminuire le morti sul lavoro, ma con l\u2019unico obiettivo di portare a zero la tragica conta dei caduti. Adesso tocca alle Istituzioni e alla classe politica mettere fine a questa carneficina. Si inverta subito la rotta, altrimenti queste morti bianche saranno considerati veri e propri omicidi sul lavoro. Noi ci siamo, il sindacato c\u2019\u00e8. Adesso sfidiamo il governo per dare risposte inequivocabili a garanzia del diritto alla vita di ogni lavoratore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c500mila infortuni annui, aggravati da pi\u00f9 di 1200 morti bianche sono i dati da brivido di una guerra silenziosa. 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