{"id":157901,"date":"2023-06-02T18:07:52","date_gmt":"2023-06-02T16:07:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/06\/02\/tumore-della-mammella-ribociclib-riduce-il-rischio-di-recidiva-del-25\/"},"modified":"2023-06-02T18:07:52","modified_gmt":"2023-06-02T16:07:52","slug":"tumore-della-mammella-ribociclib-riduce-il-rischio-di-recidiva-del-25","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/06\/02\/tumore-della-mammella-ribociclib-riduce-il-rischio-di-recidiva-del-25\/","title":{"rendered":"Tumore della mammella, ribociclib riduce il rischio di recidiva del 25%"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La terapia adiuvante, cio\u00e8 successiva alla chirurgia, con ribociclib riduce del 25% il rischio di recidiva nel tumore della mammella in stadio precoce (stadio II e III). Sono questi i dati dello studio NATALEE, presentati oggi al meeting annuale dell&#8217;American Society of Clinical Oncology (ASCO). Ribociclib in associazione con la terapia endocrina (ET), rispetto alla sola terapia endocrina, riduce il rischio di recidiva del 25,2% nei pazienti con tumore della mammella in fase iniziale in stadio II e III, positivo per i recettori ormonali e negativo per il recettore 2 del fattore umano di crescita epidermica (HR+\/HER2-) (HR=0,748; 95% CI: 0,618 &#8211; 0,906; p=0,0014) oltre ad un beneficio di sopravvivenza libera da malattia invasiva (iDFS) consistente e clinicamente significativo nei principali sottogruppi prespecificati. I dati di ribociclib sono risultati consistenti in tutti gli endpoint secondari di efficacia, comprese la sopravvivenza libera da malattia a distanza (riduzione del rischio del 26%) e la sopravvivenza libera da recidiva (riduzione del rischio del 28%), con un trend positivo per la sopravvivenza globale.<br \/>&#8220;Nel 2022, in Italia, sono stati stimati 55.700 nuovi casi di carcinoma della mammella &#8211; afferma Saverio Cinieri, Presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. La terapia adiuvante della malattia radicalmente operata pu\u00f2 essere considerata uno dei maggiori successi in oncologia negli ultimi trent&#8217;anni. Infatti, nonostante il costante aumento dei casi, la mortalit\u00e0 \u00e8 diminuita del 6,8% dal 2015 al 2021, non soltanto per effetto della diagnosi precoce attraverso programmi di screening, ma anche per l&#8217;efficacia della terapia adiuvante&#8221;.<br \/>&#8220;Per ridurre il rischio di recidiva, le pazienti con carcinoma mammario in stadio precoce, positivo per i recettori ormonali e HER2 negativo, assumono il trattamento ormonale standard di durata compresa tra 5 e 10 anni, in aggiunta o meno alla chemioterapia &#8211; spiega Michelino De Laurentiis, Direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare, INT &#8216;G. Pascal\u00e8 di Napoli -. Nello studio NATALEE, che ha coinvolto oltre 5000 pazienti, ribociclib \u00e8 stato somministrato per 3 anni insieme all&#8217;ormonoterapia. In questo modo \u00e8 stato ridotto di un ulteriore 25% il rischio di recidiva, in una popolazione di pazienti molto vasta, che include anche le donne senza coinvolgimento linfonodale&#8221;.<br \/>&#8220;L&#8217;evento pi\u00f9 impattante dal punto di vista clinico, nel carcinoma mammario operato radicalmente, \u00e8 la comparsa di recidive a distanza, che si associa ad un drammatico peggioramento prognostico &#8211; sottolinea Fabio Puglisi, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica CRO di Aviano e professore all&#8217;Universit\u00e0 di Udine -. Le pazienti con tumore della mammella in stadio precoce con recettori ormonali positivi e HER2 negativo restano a rischio di recidiva, perch\u00e8 la malattia si ripresenta in un terzo dei casi inizialmente in stadio II e nella met\u00e0 di quelli esorditi in stadio III. Inoltre, il 90% delle recidive che si sviluppano entro 5 anni portano alla malattia metastatica. L&#8217;evoluzione della patologia da stadio iniziale a metastatico ha ripercussioni negative non solo sulla sopravvivenza, ma anche sulla qualit\u00e0 di vita dei pazienti&#8221;.<br \/>&#8220;In seguito a una diagnosi di tumore della mammella in fase iniziale, i pazienti vivono con il continuo timore che la malattia possa tornare &#8211; afferma Paola Coco, CSO &amp; Medical Affairs Head, Novartis Italia -. I dati dello studio NATALEE evidenziano il potenziale di ribociclib di ridurre il rischio di recidiva in questa popolazione a rischio, compresi i pazienti con linfonodi negativi, mantenendo un profilo di sicurezza favorevole&#8221;.<br \/>Foto: ufficio stampa Novartis <div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La terapia adiuvante, cio\u00e8 successiva alla chirurgia, con ribociclib riduce del 25% il rischio di recidiva nel tumore della mammella in stadio precoce (stadio II e III). Sono questi i dati dello studio NATALEE, presentati oggi al meeting annuale dell&#8217;American Society of Clinical Oncology (ASCO). 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