{"id":153775,"date":"2023-05-04T22:32:55","date_gmt":"2023-05-04T20:32:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/05\/04\/1768-giorni-documentario-on-the-road-su-cuffaro\/"},"modified":"2023-05-04T22:32:55","modified_gmt":"2023-05-04T20:32:55","slug":"1768-giorni-documentario-on-the-road-su-cuffaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/05\/04\/1768-giorni-documentario-on-the-road-su-cuffaro\/","title":{"rendered":"\u201c1768 giorni\u201d, documentario on the road su Cuffaro"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (Italpress) \u2013 Si intitola \u201c1768 giorni\u201d il documentario su Salvatore (Tot\u00f2) Cuffaro proiettato questo pomeriggio in anteprima al cinema Politeama di Palermo. Diretto da Marco Gallo e prodotto dalla South Movie Comunicazione, si tratta di una pellicola on the road, che racconta il passato e il presente dell\u2019Ex Presidente della Regione, tra potere, carcere, riabilitazione, i giorni in Africa, la lotta contro il Covid, e il ritorno alla politica. \u201cNon \u00e8 stato semplice, ma raccontare la storia di Tot\u00f2 Cuffaro \u00e8 stato per me un privilegio. Cuffaro ha fatto goal nella vita e la difficolt\u00e0 pi\u00f9 grande per me \u00e8 stato entrare nella sua vita; \u00e8 stato uno degli uomini pi\u00f9 importanti nella storia della Sicilia\u201d, spiega il regista Gallo. Il suo dcumentario \u00e8 frutto di sette anni di lavoro, un lavoro che ha abbracciato la vita dell\u2019attuale leader della Democrazia Cristiana, ma anche quella di un uomo, per anni condannato dall\u2019opinione pubblica, perch\u00e9 quello che non fa la detenzione, lo fa il post detenzione, ossia il pregiudizio.<br \/>\n\u201cLa paura pi\u00f9 forte \u00e8 stata quella di non farcela. Il carcere ti spezza il respiro, ti ruba la vita, ma non \u00e8 riuscito a togliermi l\u2019amore per il mio paese. Da re si passa a vivere da mendicante. Ci sono carceri dove in un\u2019unica cella stavano anche 7-8 persone. La pena deve essere rieducativa, non vessatoria. Un padre al quale viene negato di parlare con il figlio non \u00e8 rieducativo. Nei miei anni di detenzione ho assistito a cinque suicidi. Un paese che permette questo non si pu\u00f2 definire civile. In cella ho conosciuto anche la solidariet\u00e0, ricevuto migliaia di lettere, mi ha arricchito tanto. Ho rispetto per le istituzioni, per la sentenza. Ho espiato la mia pena, percorso 10 chilometri di campo al giorno per 1768 giorni. Tutti quei chilometri mi facevano sentire pi\u00f9 vicino alla mia Sicilia. Uscire \u00e8 stata una luce fortissima\u201d, racconta lo stesso Cuffaro, accusato di aver favorito Cosa Nostra, recluso a Rebibbia dal gennaio 2011 fino al dicembre 2015. Una volta tornato in libert\u00e0 decide di rimettersi in gioco, guardare nuovi orizzonti, zaino in spalla e via per il Burundi, una delle nazioni pi\u00f9 povere del pianeta, e dove con Stefano Cirillo fonda nel 2016 una Onlus.<br \/>\n\u201cLa parte in Burundi \u00e8 stata la pi\u00f9 difficile, sei in una terra completamente diversa dalla nostra.<br \/>\nAvevamo difficolt\u00e0 soprattutto tecniche logistiche, vuoi per la scarsa elettricit\u00e0, le condizioni igienico sanitarie, la guerra civile. Per giorni non avevamo contatti con i nostri familiari perch\u00e9 non avevamo linea. Ma \u00e8 un\u2019esperienza che rifarei, \u00e8 stata una lezione di vita\u201d, sottolinea Marco Gallo. Alle sue parole fanno eco quelle Cuffaro: \u201cTornare alla normalit\u00e0 non \u00e8 stato semplicissimo. Nella vita c\u2019\u00e8 un tempo per ogni cosa, e il mio tempo da candidato per la politica \u00e8 finito per sempre. Nel Burundi ero convinto di portare la speranza. Non avevo capito nulla. Sono loro che danno forza e speranza a me, sono straordinari. E ogni volta torno sempre pi\u00f9 carico. Questa vita va vissuta, perch\u00e9 la ricompensa che la vita ti da \u00e8 vivere. Dietro l\u2019angolo adesso c\u2019\u00e8 la voglia di godermi la famiglia, il mio nipotino, gli amici di sempre\u201d. E a proposito di amici, in una sala gremita di spettatori ad applaudire anche il Presidente Renato Schifani: \u201cCon Tot\u00f2 mi lega un rapporto di grande amicizia, che va al di l\u00e0 della politica. Cuffaro non aveva bisogno di essere rieducato. I rapporti umani sono sacramentali e il rapporto che mi lega a lui \u00e8 un rapporto con la R maiuscola\u201d.<br \/>\nLa proiezione, che per la prima ha registrato il sold out, \u00e8 stata un\u2019occasione di dialogo, e al contempo di beneficenza. Il ricavato del film sar\u00e0 interamente devoluto all\u2019Associazione Aiutiamoilburundi Onlus, a sostegno dei piccoli orfani del Burundi. Fuori dalla multisala non sono mancati poster satirici affissi in piazza Castelnuovo e in altre vie della citt\u00e0, dedicati proprio all\u2019ex governatore (e ispirati a 1984 di G. Orwell).<br \/>\n\u2013 foto xm3-<br \/>\n(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (Italpress) \u2013 Si intitola \u201c1768 giorni\u201d il documentario su Salvatore (Tot\u00f2) Cuffaro proiettato questo pomeriggio in anteprima al cinema Politeama di Palermo. 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