{"id":150114,"date":"2023-04-07T12:07:53","date_gmt":"2023-04-07T10:07:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/04\/07\/ricerca-edelman-a-imprese-e-ceo-il-compito-di-guidare-il-cambiamento\/"},"modified":"2023-04-07T12:07:53","modified_gmt":"2023-04-07T10:07:53","slug":"ricerca-edelman-a-imprese-e-ceo-il-compito-di-guidare-il-cambiamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/04\/07\/ricerca-edelman-a-imprese-e-ceo-il-compito-di-guidare-il-cambiamento\/","title":{"rendered":"Ricerca Edelman, a imprese e Ceo il compito di guidare il cambiamento"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 2022 \u00e8 stato un anno altalenante per l&#8217;Italia. La graduale ripresa dagli effetti della pandemia ha dovuto fare i conti con una guerra alle porte dell&#8217;Europa a cui, a met\u00e0 anno, si \u00e8 aggiunta la crisi politica che ha portato alle nuove elezioni. Il risultato? Sebbene l&#8217;indice generale di fiducia abbia fatto registrare un leggero calo rispetto allo scorso anno (-3 punti) toccando quota 50, l&#8217;Italia resta tra i &#8220;best performer&#8221; in Europa preceduta di poco solo da Olanda (54 punti) e Francia (51 punti). E se il mondo delle imprese con 57 punti resta il baluardo della fiducia degli italiani &#8211; con le imprese familiari che svettano a quota 64 punti &#8211; tra i settori economici brillano quello della Tecnologia (72 punti) e quello alimentare (66 punti). Il mondo accademico (74 punti) e &#8220;il proprio datore di lavoro&#8221; (72 punti), infine, restano i punti di riferimento tra i nostri concittadini.<br \/>Sono questi alcuni dei dati emersi dall&#8217;Edelman Trust Barometer 2023, la pi\u00f9 importante ricerca condotta a livello globale dalla societ\u00e0 di consulenza Edelman su un campione di oltre 32.000 persone in 28 Paesi e che, da oltre 20 anni, studia l&#8217;andamento del rapporto di fiducia tra i cittadini e quattro tra le principali istituzioni che operano nella societ\u00e0: Governo, Business, Media e Organizzazioni Non Governative (ONG).<br \/>I dati della ventitreesima edizione relativi al nostro Paese sono stati presentati da Fiorella Passoni (CEO di Edelman Italia) che li ha commentati insieme a Federico Petroni (Analista di Limes e coordinatore didattico della Scuola di Limes), moderati da Davide Sicolo (SVP Corporate &amp; Crisis, Edelman Italia).<br \/>Dall&#8217;analisi dei dati del nostro Paese, dove emerge un gap tra la fiducia dei redditi pi\u00f9 alti, a quota 59, e quelli pi\u00f9 bassi a 46, l&#8217;indice generale registra un lieve calo di tre punti (da 53 a 50) che, se inquadrato in una prospettiva pi\u00f9 ampia, rappresenta una crescita di ben 10 punti rispetto a 10 anni fa quando il dato era di appena 40 punti.<br \/>Il &#8220;Business&#8221; si attesta a quota 57 restando l&#8217;istituzione che gode della maggior fiducia e facendo segnare una crescita di ben 12 punti rispetto al 2013. E mentre le &#8220;Organizzazioni Non Governative&#8221; raggiungono un indice di 49 (vs. 54), &#8220;Media&#8221; e &#8220;Governo&#8221; toccano rispettivamente quota 47 (vs.50) e 46 (vs. 49) con quest&#8217;ultimo che registra la crescita pi\u00f9 alta (+25 punti) rispetto al decennio scorso quando il livello di fiducia era solamente di 21 punti.<br \/>Rispetto allo scorso anno si registra una discesa dell&#8217;ottimismo per le prospettive economiche da qui a 5 anni: passa infatti dal 27% al 18% la percentuale di chi pensa che tra 5 anni la situazione per s\u00e8 e per la propria famiglia sar\u00e0 migliore. Un dato in linea con il trend globale e che tocca tutti i Paesisviluppati come Stati Uniti (36%), Regno Unito (23%), e che ci vede davanti a Germania (15%), Francia (12%) e Giappone (9%) che chiudono la classifica.<br \/>E se tra le principali preoccupazioni personali degli italiani troviamo nel 95% dei casi il posto di lavoro seguito dall&#8217;inflazione (78%), tra quelle &#8220;esistenziali&#8221; resta alta l&#8217;attenzione per il cambiamento climatico (82%) a cui se ne sono aggiunte due nuove: la guerra nucleare (79%) la carenza di energia (77%).<br \/>A giocare un ruolo importante nel creare un clima di fiducia nell&#8217;opinione pubblica sono i media che, rispetto alla rilevazione effettuata nel 2013, fanno registrare un salto in avanti di 2 punti (da 45 a 47). In questo ambito cresce rispetto allo scorso anno l&#8217;indice dei &#8220;motori di ricerca&#8221; che restano la fonte di notizie pi\u00f9 credibile per gli italiani con 63 punti (vs. 62 del 2022). I &#8220;media tradizionali&#8221; a 53 punti (vs. 52 del 2022), invece, restano in area neutrale mentre chiudono la classifica i &#8220;media di propriet\u00e0&#8221; (37 punti) e i &#8220;social media&#8221; (31 punti) che, rispetto al 2013, fanno un trend discendente di -14 punti di fiducia.<br \/>Sebbene quella degli scienziati &#8211; con 77 punti &#8211; resta la categoria che guida la classifica della fiducia tra i leader, nel nostro Paese si registra una situazione in cui le persone &#8220;pi\u00f9 vicine&#8221; sono anche quelle pi\u00f9 fidate: a partire dai colleghi di lavoro (67 punti), i vicini (55 punti), il proprio CEO (55 punti), le persone della propria comunit\u00e0 locale (52 punti) e i propri connazionali (52 punti), con questi ultimi in crescita di ben 6 punti. Nella parte bassa della classifica, invece, troviamo i leader politici (35 punti) e giornalisti e i CEO appaiati a 33 punti.<br \/>Dai dati del Trust Barometer 2023 emerge un trend importante, relativo al concetto di polarizzazione inteso come la somma virtuale tra la convinzione che il proprio Paese sia estremamente diviso e la propensione a considerare queste divisioni superabili. Sei sono i Paesi a trovarsi in questa situazione: Argentina, Colombia, Stati Uniti, Sudafrica e, in Europa, Spagna e Svezia. In questo contesto l&#8217;Italia &#8211; che fa registrare i numeri pi\u00f9 alti a livello globale in termini di &#8220;trinceramento&#8221;, ovvero della convinzione che sar\u00e0 molto difficile trovare una soluzione alle divisioni &#8211; si trova un gradino pi\u00f9 in basso, in una zona definita &#8220;a rischio polarizzazione&#8221; insieme ad altri Paesi come Brasile, Sud Corea, Messico, Giappone e, in Europa, come Francia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi.<br \/>Secondo il 55% degli italiani, inoltre, oggi siamo &#8220;pi\u00f9 divisi che nel passato&#8221; ma, in questo contesto, emergono diverse categorie in grado da poter fungere da forze &#8220;unificatrici&#8221;, primi tra tutti gli insegnanti e i leader d&#8217;azienda.<br \/>In un quadro generale in cui le quattro istituzioni &#8211; Governo, Business, Media e ONG &#8211; non primeggiano per competenza ed etica, si registra per\u00f2 una tendenza importante: il livello di etica delle aziende continua a salire facendo registrare una crescita di ben 19 punti rispetto al 2020. Se a questo dato si aggiunge che gli italiani vedono ancora nel &#8220;proprio datore di lavoro&#8221; (72 punti) la figura pi\u00f9 affidabile, \u00e8 chiaro che dal mondo del business e dai CEO ci si aspetta un maggiore impegno soprattutto per quanto riguarda i temi sociali pi\u00f9 sentiti come la condizione di lavoro dei dipendenti 91%, gli effetti dei cambiamenti climatici (83%) e la discriminazione (83%).<br \/>In generale tre sono le tematiche su cui gli italiani si aspettano che i CEO lavorino per rilanciare l&#8217;ottimismo sul mercato: stipendi pi\u00f9 equi (77%), investimenti sulla formazione dei dipendenti (73%), garanzia di benessere e sicurezza per la comunit\u00e0 di appartenenza (70%). Per sei italiani su dieci (61%), inoltre, le aziende &#8211; che per aumentare la propria efficacia nel riattivare l&#8217;ottimismo dovrebbero collaborare anche con il governo &#8211; devono utilizzare il potere iconico dei brand per creare una identit\u00e0 condivisa sottolineando gli aspetti che uniscono e che rinforzino il tessuto sociale.<br \/>&#8220;Analizzando i dati del Trust Barometer emerge che alle aziende italiane, cos\u00ec come accade nel resto del mondo, spetta il compito di guidare il cambiamento e fungere da moltiplicatore dell&#8217;ottimismo &#8211; ha dichiarato Fiorella Passoni, CEO di Edelman Italia -. Per questo il nostro invito \u00e8 rivolto ai CEO e alle imprese affinch\u00e8 assumano un ruolo sempre pi\u00f9 centrale affrontando a viso aperto &#8211; e, dove possibile, in partnership con i governi e le altre istituzioni &#8211; quelli che sono i temisociali pi\u00f9 sentiti dai cittadini: stipendi sempre pi\u00f9 equi e, come emerso anche in molte discussioni durante l&#8217;ultimo World Economic Forum di Davos, spingendo sul retraining e sulla formazione continua dei dipendenti. Tutti elementi necessari per contribuire a rinforzare le fondamenta della fiducia che, a sua volta, agisce da stimolo per la crescita economica&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Edelman &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 2022 \u00e8 stato un anno altalenante per l&#8217;Italia. La graduale ripresa dagli effetti della pandemia ha dovuto fare i conti con una guerra alle porte dell&#8217;Europa a cui, a met\u00e0 anno, si \u00e8 aggiunta la crisi politica che ha portato alle nuove elezioni. Il risultato? 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