{"id":148423,"date":"2023-03-28T10:09:15","date_gmt":"2023-03-28T08:09:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=148423"},"modified":"2023-03-28T10:11:37","modified_gmt":"2023-03-28T08:11:37","slug":"gimbe-servizio-sanitario-nazionale-in-codice-rosso-ed-il-privato-avanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/03\/28\/gimbe-servizio-sanitario-nazionale-in-codice-rosso-ed-il-privato-avanza\/","title":{"rendered":"Gimbe: &#8220;Servizio sanitario nazionale in codice rosso ed il privato avanza&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Servizio sanitario nazionale \u00e8 in codice rosso: liste di attesa infinite, rinunce alle cure, innovazioni inaccessibili, diseguaglianze senza precedenti. E mentre la sanit\u00e0 pubblica arretra, il privato avanza. E&#8217; l&#8217;analisi della Fondazione Gimbe, secondo cui &#8220;serve un radicale cambio di rotta&#8221; ed un piano di rilancio del Ssn. &#8220;La crisi di sostenibilit\u00e0 del Ssn &#8211; dichiara Nino Cartabellotta, presidente Gimbe &#8211; sta raggiungendo il punto di non ritorno tra l&#8217;indifferenza di tutti i Governi che negli ultimi 15 anni, oltre a tagliare o non investire in sanit\u00e0, sono stati incapaci di attuare riforme coraggiose per garantire il diritto alla tutela della salute&#8221;. Il risultato \u00e8 che oggi i pazienti, avverte, &#8220;vivono le conseguenze di un Ssn ormai in codice rosso per la coesistenza di varie malattie: imponente sotto-finanziamento, carenza di personale per assenza di investimenti, mancata programmazione e crescente demotivazione, incapacit\u00e0 di ridurre le diseguaglianze, modelli organizzativi obsoleti e inesorabile avanzata del privato. Un Ssn gravemente malato che costringe i pazienti ad attese infinite, migrazione sanitaria, spese ingenti, sino alla rinuncia alle cure&#8221;. Secondo una recente audizione dell&#8217;Istat, sottolinea Gimbe, la quota di persone che hanno dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie \u00e8 passata dal 6,3% nel 2019 al 9,6% nel 2020, sino all&#8217;l&#8217;11,1% nel 2021. E se nel 2022 le stime attesterebbero un recupero con una riduzione al 7%, l&#8217;ostacolo principale rimangono le lunghe liste di attesa (4,2%) rispetto alle rinunce per motivi economici (3,2%). Nel 2021, inoltre, la spesa sanitaria in Italia ha raggiunto i 168 miliardi di euro, di cui 127 di spesa pubblica (75,6%), 36,5 (21,8%) a carico delle famiglie e 4,5 (2,7%) sostenuti da fondi sanitari e assicurazioni. La chiave di lettura, commenta Cartabellotta, &#8220;\u00e8 chiarissima: la politica si \u00e8 sbarazzata di una consistente quota di spesa pubblica per la sanit\u00e0, scaricando oneri iniqui sui bilanci delle famiglie&#8221;. WQuanto alle diseguaglianze territoriali, il gap Nord-Sud \u00e8 &#8220;ormai incolmabile, e rende la &#8216;questione meridionale&#8217; in sanit\u00e0 una priorit\u00e0 sociale ed economica&#8221;. Infatti, guardando ai punteggi Lea (Livelli essenziali di assistenza) nel decennio 2010-2019, tra le prime 10 Regioni solo due sono del centro (Umbria e Marche) e nessuna del sud, e nel 2020 solo 11 Regioni risultano adempienti ai Lea, di cui solo la Puglia al Sud.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Servizio sanitario nazionale \u00e8 in codice rosso: liste di attesa infinite, rinunce alle cure, innovazioni inaccessibili, diseguaglianze senza precedenti. E mentre la sanit\u00e0 pubblica arretra, il privato avanza. 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