{"id":14819,"date":"2018-01-26T11:40:34","date_gmt":"2018-01-26T10:40:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=14819"},"modified":"2018-01-26T11:40:34","modified_gmt":"2018-01-26T10:40:34","slug":"la-sicilia-dovra-rinunciare-a-380-milioni-di-fondi-ue-riscontrate-troppe-irregolarita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2018\/01\/26\/la-sicilia-dovra-rinunciare-a-380-milioni-di-fondi-ue-riscontrate-troppe-irregolarita\/","title":{"rendered":"La Sicilia dovr\u00e0 rinunciare a 380 milioni di fondi UE: &#039;Riscontrate troppe irregolarit\u00e0&#039;"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8220;<\/span><span style=\"font-size: medium\">Spese di personale non correlate al tempo effettivamente impiegato per i progetti, consulenti esterni privi delle qualifiche richieste, altre spese non attinenti ai progetti<\/span><span style=\"font-size: medium\">&#8221; e tanto, tanto altro. Una lista relativamente lunga che potrebbe annoiare il lettore ad una prima lettura. E se veniste a sapere che tutto questo coster\u00e0 alla Regione Siciliana la rinuncia ad un terzo circa dei fondi strutturali europei? Esattamente 380 milioni di euro su un finanziamento complessivo pari a circa 1,2 miliardi, mica bruscolini per una regione che storicamente \u00e8 stata sempre in deficit strutturale.<\/span><\/span><\/span><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span lang=\"it-IT\">Allora forse l&#8217;elenco non sar\u00e0 pi\u00f9 cos\u00ec noioso da leggere, e sareste anzi curiosi di sapere che a quanto gi\u00e0 elencato dobbiamo aggiungere le voci relative a \u201cprogetti presentati dopo la scadenza del termine di presentazione delle domande di partecipazione, insufficienti giustificativi di spesa, esecuzione delle attivit\u00e0 non conforme alla descrizione dei progetti, violazione delle procedure di appalto e di selezione di docenti e fornitori&#8221;. Insomma, in una sola parola: mala-amministrazione. Lo lascia intendere implicitamente il tribunale dell&#8217;Unione Europea, il quale ha deciso di rigettare il ricorso dell&#8217;Italia contro la decisione della Commissione europea di decurtare i fondi strutturali a favore della Regione Siciliana proprio perch\u00e9 sono state effettivamente riscontrate \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-size: medium\">varie irregolarit\u00e0&#8221; e &#8220;gravi carenze nella gestione e nei controlli&#8221; <\/span><span style=\"font-size: medium\"><span lang=\"it-IT\">degli stessi.<\/span><\/span><\/span><\/span><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">I fatti risalgono al 17 dicembre 2015, quando la Commissione europea, dopo una serie di audit avviati sin dal 2005, ha deciso di ridurre il proprio contributo finanziario relativo al Piano operativo regionale Sicilia, approvato nel 2000 prima e nel 2004 poi, dopo il riscontro di diverse irregolarit\u00e0. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Spese di personale non correlate al tempo effettivamente impiegato per i progetti, consulenti esterni privi delle qualifiche richieste, altre spese non attinenti ai progetti&#8221; e tanto, tanto altro. 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