{"id":14745,"date":"2018-01-24T15:48:24","date_gmt":"2018-01-24T14:48:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=14745"},"modified":"2018-01-24T15:48:24","modified_gmt":"2018-01-24T14:48:24","slug":"lo-sfogo-il-pd-in-sicilia-non-e-un-posto-per-i-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2018\/01\/24\/lo-sfogo-il-pd-in-sicilia-non-e-un-posto-per-i-giovani\/","title":{"rendered":"Lo sfogo: &quot;Il Pd in Sicilia non \u00e8 un posto per i giovani&quot;"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019indomani delle Regionali 2017 (5 Novembre), che hanno decretato una sonora sconfitta di tutto il Centro Sinistra, dopo i cinque anni, controversi e discutibili, del Governo Crocetta il quale ha goduto di una determinante divisione del Centro Destra, il PD Sicilia non sembra volersi assumere le proprie responsabilit\u00e0 politiche rispetto a scelte e posizioni che solo oggi ci appaiono nella loro pi\u00f9 limpida controtendenza rispetto alla linea generale del partito. Ci\u00f2 appare evidente adesso che siamo all&#8217;antivigilia del voto politico (4 marzo) e si sono praticamente chiuse le fasi di organizzazione delle liste per i collegi uninominali e per le liste che comporranno quelli plurinominali. Le scelte dei candidati gettano un\u2019ombra di grande disapprovazione interna e purtroppo la stessa base \u00e8 costretta a subire due volte: quando si palesa un metodo totalmente verticistico e quando essa \u00e8 destinata a diventare un scudo, invero piccolo e piuttosto debole, delle inevitabili critiche da parte dell\u2019opinione pubblica locale. Mi riferisco a quella base fatta di tesserati, volontari e piccoli dirigenti locali, che di fatto fanno del Partito Democratico il Corpo e la Linfa vitale per cui esso ancora pu\u00f2 definirsi un partito di ispirazione tradizionale. Non voglio qui cadere nell&#8217;errore di una sterile critica ad personam, anche se di fatto, gli artefici di alcune scelte decisamente impopolari hanno nomi e cognomi e si annidano nella segreteria regionale del PD.<br \/>\nPreferisco sottolineare ancora una volta i gravi limiti di un metodo controverso ed evidentemente poco efficace, che continua a tradire tanti elettori e che rischia di indebolire ancora di pi\u00f9 il partito. Le liste per le Elezioni Politiche del 4 Marzo 2018, stanno evidenziando un trend che gli ingenui come me pensavano appartenere ad altri, ben pi\u00f9 diversi (cosi\u2019 solitamente ci viene detto), contenitori politici. Eppure molti come me auspicavano \u2013 e credevano! &#8211; che si potesse fare un cambio di rotta, cercando di ovviare a quel distacco che di fatto esiste e si acuisce sempre di pi\u00f9 tra il vertice e base; un rapporto che nessuno in Sicilia \u00e8 riuscito a migliorare e che sta sempre pi\u00f9 deteriorandosi.<br \/>\nA tutto, anche in politica, vi \u00e8 un limite che la politica non pu\u00f2 varcare, se non vuole suscitare ironia e disapprovazione (nemici giurati di chi va alla ricerca del consenso). Questo limite \u00e8 indicato precisamente dall&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 dopo le recenti e gravissime sconfitte elettorali. Su questo limite avrebbero dovuto assestarsi e dare l&#8217;esempio i dirigenti regionali e i big del partito. Il trend per\u00f2 non cambia: rimangono le \u201cchiamate\u201d e le \u201ccalate\u201d dall\u2019alto, secondo il vecchio stile.<br \/>\nLe candidature dall\u2019alto non sono cosa nuova, ci saranno sempre fino a quando nuovi metodi di selezione, che appaiono alla portata di tutti ma non per questo sono privi di contraddizioni assai gravi, saranno prerogativa di movimenti che aspirano a prendere il potere dribblando la prassi della vita democratica di una repubblica, che ha le sue fondamenta nel dialogo tra le parti e sul compromesso utile al bene comune. Ma se come dicevo a tutto c\u2019\u00e8 un limite, questo dovrebbe valere soprattutto per il PD, giusto per non sembrare agli occhi dei cittadini\/elettori nient\u2019altro che la fotocopia, in bianco e nero, delle solite vecchie storie.<br \/>\nLa recente sconfitta elettorale che il PD ha subito alle regionali del 5 novembre 2017, \u00e8 stata anche l&#8217;esito delle difficolt\u00e0 riscontrate in campagna elettorale soprattutto nella ricerca del rapporto con i cittadini\/elettori, un rapporto che \u00e8 di fatto esclusivo solo per alcuni \u201ccognomi\u201d e che il simbolo nel suo insieme non riesce pi\u00f9 a gestire.<br \/>\nMa dobbiamo fare un piccolo passo indietro e parlare della sconfitta referendaria del 4 Dicembre 2016, che molti ancora devono metabolizzare, e che potremmo chiamare \u201cla madre di tutte le sconfitte\u201d. Calcoli alla mano sembra strano che in citt\u00e0 come Palermo e Catania, roccaforti del PD in Sicilia fino a poco tempo fa, in cui coesistevano correnti e posizioni molto differenziate (comunque tutte sotto un&#8217;unica bandiera), rappresentate da politici di grande rilievo del panorama nazionale e regionale, la percentuale del SI non abbia minimamente toccato i risultati auspicati.<br \/>\nE allora a cosa sono serviti eventi in grande stile, passerelle organizzate nel minimo dettaglio, affitti di teatri e sale (a carico spesso del partito), pranzi e cene, e chiss\u00e0 quanto altro , se il risultato \u00e8 stato poco meno di una catastrofe? Quelli come me che in quel periodo erano chiamati a riempire le sale, nascondendosi dietro cordoli di polizia in tenuta antisommossa, passando per giunta per chi sta dalla parte del forte e non vuol vedere i deboli; che hanno speso il loro tempo sacrificandolo, in nome di un attivismo che a nessuno importa, al lavoro ed ai propri affari per quella propaganda strada per strada casa per casa che ci \u00e8 stato richiesto di fare, la sera del 4 dicembre sono quelli che hanno subito veramente la sconfitta: per tutte queste migliaia di giovani e meno giovani, semplici volontari, non c\u2019era pi\u00f9 nulla. Un timido grazie quasi obbligato. Tra tutti la risposta migliore l&#8217;ha data Matteo Renzi la sera stessa, gli altri nel frattempo si nascondevano dietro ripari di fortuna per salvare la loro \u201cpelle\u201d e paracadutarsi verso porti sicuri in vista degli appuntamenti elettorali che si sarebbero succeduti.<br \/>\nUna sconfitta annunciata forse, che tutti sapevano e che nessuno ha voluto ammettere. Una delle solite sconfitte per cui la ricerca della responsabilit\u00e0 politica resta un argomento da opinione e da studiare, lasciato ai cronisti ai politologi e agli storici. Con il passare del tempo anche le discussioni si perdono tra le tazzine di tanti caff\u00e8 sorbiti da appassionati e tesserati (ed io sono uno di quelli che ne ha presi tanti, troppi\u2026), che rimangono come sempre gli unici a cui interessino veramente le sorti del Partito Democratico in Sicilia.<br \/>\nCos\u00ec, dopo quel tragicomico 4 Dicembre in Sicilia ci si \u00e8 scordati di tutto, soprattutto dei numeri, e tutte le attenzione gi\u00e0 dal Gennaio del 2018 parevano concentrarsi sull\u2019appuntamento del 5 Novembre. Inutile qui raccontare ci\u00f2 che a Messina avvenne nei mesi antecedenti l\u2019estate del 2017, ovvero l&#8217;organizzazione \u2013 chiamiamola cos\u00ec&#8230;! &#8211; del Congresso dopo anni di commissariamento. Basti qui ricordare velocemente il risultato: tutto il tempo che il sottoscritto insieme ad altri ha speso nell\u2019organizzare in modo corretto, limpido e puntuale le fasi che precedevano la celebrazione del Congresso, con grandi sforzi e dispendio di risorse da parte di tutti, si \u00e8 dissolto in un Congresso, celebratosi molti mesi dopo (poich\u00e9 nel frattempo si accavallavano scuse e procedure formali da seguire in nome della \u201cDemocrazia\u201d) in tipico stile \u201cRosso\u201d con un\u2019unica preferenza possibile: altro che Partito Democratico\u2026<br \/>\nSi arriva al 5 Novembre e il PD, in Sicilia e a Messina, si presenta come un Giano bifronte, di fatto ci sono due Partiti: quello del vertice, che si procura voti e preferenze frequentando i salotti giusti ed i giusti palazzi e che riesce a garantirsi le posizioni che servono; e il Partito della base, come dicevo prima, dei vari gruppi che cercano di dare una spinta al rinnovamento. Questo partito della base viene ancora una volta abbandonato a se stesso, creando delusione e narcotizzando quel poco di volont\u00e0 che ancora resisteva.<br \/>\nAllora cosa fare dinanzi alla netta evidenza di un metodo perdente e di un sistema che chiude gli spazi soprattutto ai giovani e che preferisce dividere piuttosto che unire chiudendosi nel gioco del correntismo stile prima repubblica, che invece di sostenere e accrescere la capacit\u00e0 di agire ne limita l\u2019efficacia?<br \/>\nQuelli come me credevano in un progetto, ma il problema era (ed \u00e8) che il progetto non esiste. Dinanzi all&#8217;evidenza dei fatti \u00e8 giunto il momento di fermarsi e riflettere. Riflettere, certo, sui propri limiti, ma anche capire che in Sicilia e a Messina il PD non \u00e8 nient\u2019altro che un grande comitato elettorale utile, forse, per i pochi che partono avvantaggiati, a far carriera e non sempre a far politica per il bene di tutti. Capire che quel Renzismo, che ha portato tanti come me a tesserarsi nel PD, in Sicilia non \u00e8 arrivato e mai arriver\u00e0 finch\u00e9 certi personaggi continueranno \u2013 pur dopo aver fallito \u2013 a ricoprire le cariche che contano.<br \/>\nNon serve a nulla creare sottogruppi, comitati, movimenti, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, ed \u00e8 da ingenui e sprovveduti pensare che in un simile partito la giovanile possa veramente incidere: i congressi dei Giovani Democratici sono sempre stati determinati dalla volont\u00e0 degli stessi esponenti del PD i quali continuano a prendersi gioco della passione dei giovani ricoprendo questi ultimi di nomine e cariche che a nulla servono e che poco interessano ai cittadini. Incredibile venire a sapere che nel mese di Gennaio, in uno dei momenti pi\u00f9 critici della politica regionale e nazionale, i GD siano impegnati nel tesseramento 2018.<br \/>\nL\u2019unica strada \u00e8 trovare un luogo dove si possa fare politica e dove l\u2019impegno possa tramutarsi in servizio, dove le parole si possano trasformare in fatti concreti e dove il merito, specialmente a livello di politica locale, possa essere premiato e non ostacolato, dove conti di pi\u00f9 l\u2019esterno che l\u2019interno, e dove non ci si perda in vuote procedure burocratiche, una pratica affine alla peggiore cultura di Sinistra e che purtroppo questo partito continua a mantenere, per il privilegio dei pochi e a discapito dei molti, spesso i pi\u00f9 giovani.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Antonio Ramires (Giovani Democratici)<\/strong><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019indomani delle Regionali 2017 (5 Novembre), che hanno decretato una sonora sconfitta di tutto il Centro Sinistra, dopo i cinque anni, controversi e discutibili, del Governo Crocetta il quale ha goduto di una determinante divisione del Centro Destra, il PD Sicilia non sembra volersi assumere le proprie responsabilit\u00e0 politiche rispetto a scelte e posizioni che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3306,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[4],"tags":[],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Pd-bandiere-2.jpg","author_info":{"display_name":"Redazione","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/redazione\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14745"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14745"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14745\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}