{"id":14115,"date":"2018-01-10T09:50:56","date_gmt":"2018-01-10T08:50:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=14115"},"modified":"2018-01-10T09:50:56","modified_gmt":"2018-01-10T08:50:56","slug":"cassazione-sindaco-di-furci-non-mantiene-le-promesse-lecito-insultarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2018\/01\/10\/cassazione-sindaco-di-furci-non-mantiene-le-promesse-lecito-insultarlo\/","title":{"rendered":"Cassazione: &quot;Sindaco di Furci non mantiene le promesse, lecito insultarlo&quot;"},"content":{"rendered":"<p>Meglio mantenerle, le promesse elettorali, a meno che non si voglia finire sbeffeggiati sui manifesti affissi dagli avversari politici che sono legittimati a dare del falso e del bugiardo a chi, dopo essere stato eletto, fa dietrofront sugli impegni presi davanti ai cittadini.<br \/>\nLa Cassazione ha riconosciuto il diritto di critica politica a un gruppo di consiglieri comunali dell&#8217;opposizione che avevano affisso lungo le vie di Furci dei manifesti nei quali l&#8217;ex sindaco Bruno Antonio Parisi veniva definito &#8220;falso, bugiardo, ipocrita, malvagio&#8221; per aver deliberato l&#8217;erogazione dell&#8217;indennit\u00e0 di funzione &#8220;cosi&#8217; tradendo le promesse elettorali&#8221;.<br \/>\nIn primo grado, il Tribunale di\u00a0Messina\u00a0nel marzo 2014 aveva escluso l&#8217;esimente del diritto di critica politica, &#8220;viste le connotazioni personali delle ingiurie contenute nel testo dei manifesti&#8221; e aveva condannato i consiglieri di opposizione Sebastiano Foti, Carmelo Andronico, Beniamino Lo Giudice, Alessandro Niosi, Saverio Palato e Agatino Vinci. Su ricorso degli imputati, la Corte di Appello di\u00a0Messina\u00a0nel marzo 2016 li aveva invece assolti.<br \/>\nOra la Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dall&#8217;ex sindaco Parisi per ottenere il risarcimento dei danni da diffamazione. Ad avviso degli &#8216;ermellini&#8217;, il verdetto di assoluzione \u00e8 corretto perch\u00e9 e&#8217; partito &#8220;dal presupposto incontestabile della offensivit\u00e0 delle espressioni usate per riconoscere che gli epiteti rivolti alla parte offesa presentavano una stretta attinenza alle vicende che avevano visto l&#8217;opposizione contrapporsi al sindaco in merito alla erogazione di funzione, a cui il primo cittadino aveva dichiarato di voler rinunciare in campagna elettorale&#8221;.<br \/>\n&#8220;In questo ambito, gli epiteti &#8216;falso, bugiardo, ipocrita&#8217; si ricollegano, secondo la Corte territoriale &#8211; prosegue la Cassazione &#8211; al mancato adempimento delle promesse elettorali nonche&#8217; all&#8217;avere omesso di dichiarare pubblicamente il proprio ripensamento sul tema dell&#8217;indennit\u00e0 di funzione e, quanto all&#8217;aggettivo &#8216;malvagio&#8217;, ad azioni giudiziarie, asseritamente infondate, che egli aveva promosso contro gli avversari politici&#8221;.<br \/>\nPer la Suprema Corte, &#8211; sentenza 317 depositata oggi &#8211; &#8220;e&#8217; apparso quindi chiaro ai giudici di merito che l&#8217;attacco al Parisi riguardava specificamente le scelte politiche ed amministrative sue e della sua maggioranza e, del tutto correttamente, si e&#8217; escluso che sia trasmodato in un attacco alla dignita&#8217; morale e intellettuale della persona offesa&#8221; come invece ha tentato di sostenere l&#8217;ex primo cittadino di Furci.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meglio mantenerle, le promesse elettorali, a meno che non si voglia finire sbeffeggiati sui manifesti affissi dagli avversari politici che sono legittimati a dare del falso e del bugiardo a chi, dopo essere stato eletto, fa dietrofront sugli impegni presi davanti ai cittadini. 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