{"id":140864,"date":"2023-02-07T15:07:54","date_gmt":"2023-02-07T14:07:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/02\/07\/confapi-anisap-isi-unione-pubblico-privato-per-abbattere-liste-dattesa\/"},"modified":"2023-02-07T15:07:54","modified_gmt":"2023-02-07T14:07:54","slug":"confapi-anisap-isi-unione-pubblico-privato-per-abbattere-liste-dattesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/02\/07\/confapi-anisap-isi-unione-pubblico-privato-per-abbattere-liste-dattesa\/","title":{"rendered":"Confapi-Anisap-Isi, unione pubblico-privato per abbattere liste d\u2019attesa"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sanit\u00e0 pubblica e privata si uniscano per una maggiore prevenzione e l&#8217;abbattimento delle liste d&#8217;attesa. E&#8217; la richiesta di Confapi Sanit\u00e0, Anisap e Associazione I.S.I., che attraverso una lettera congiunta sottolineano che &#8220;la sanit\u00e0 continua ad essere al centro dell&#8217;attenzione della politica italiana, poich\u00e8 le liste di attesa e la mancanza di prevenzione stanno causando un reale e totale black out che, se non arginato in tempi rapidi, diventer\u00e0 un reale e drammatico problema negli anni a venire, con effetti ancor pi\u00f9 gravi di quelli causati dalla pandemia Covid-19. Basti pensare ai circa 380.000 morti ogni anno per cancro di cui nessuno parla, con numeri destinati a salire visto il ritardo degli screening e delle prestazioni diagnostiche registrato in questo ultimo biennio&#8221;. Nella missiva, firmata da Mariastella Giorlandino (Confapi Sanit\u00e0), Mauro Potestio e Valter Rufini (Anisap) e Giovanni Onesti (Associazione I.S.I.) viene evidenziato come sia &#8220;necessario, una volta per tutte, uscir fuori dai comuni preconcetti ideologici e procedere con un&#8217;effettiva integrazione tra sanit\u00e0 pubblica e privata per rendere l&#8217;intera offerta sanitaria un servizio reale ed efficace a tutela del cittadino&#8221;. <br \/>&#8220;Sul territorio &#8211; si legge &#8211; \u00e8 gi\u00e0 esistente da pi\u00f9 di 40 anni una &#8216;medicina territorial\u00e8 competente, rappresentata dai 6.800 ambulatori e poliambulatori privati autorizzati e\/o accreditati, che rendono un servizio capillare, veloce e di altissima qualit\u00e0 e che costituisce un reale sostegno alle popolazioni di quartiere. La sanit\u00e0 pubblica &#8211; di per s\u00e8 eccellente &#8211; sconta una serie di lacci e lacciuoli burocratici che ne rallentano di gran lunga la propria portata. Se non si attua velocemente la necessaria integrazione tra &#8216;pubblico-privat\u00f2 tra pochi anni il SSN si trover\u00e0 ad affrontare una nuova pandemia che miner\u00e0 la sostenibilit\u00e0 e l&#8217;erogazione di servizi essenziali (LEA)&#8221;. <br \/>Secondo le tre associazioni, inoltre, &#8220;l&#8217;avvento di terapie oncologiche sempre pi\u00f9 sofisticate e personalizzate poi, sta mettendo pesantemente a rischio le casse dell&#8217;intero SSN, che si trova a dover spendere una media di 150-200 mila euro per ogni singolo trattamento oncologico con i farmaci cosiddetti &#8216;innovativi e molecolar\u00ec. Solo a titolo d&#8217;esempio, se si prende in esame la prevalenza delle 4 tipologie pi\u00f9 diffuse di tumori (mammella, polmoni, colon e melanoma), i pazienti che potrebbero beneficiare di tali trattamenti mostrano dati allarmanti. Circa 1.800.000 persone vivono in Italia con una diagnosi nuova o pregressa di tumori di questo tipo (dati AIOM-AIRTUM 2022). Se si considera che il 50% di questi pazienti potrebbe andare in progressione con formazione di metastasi, e teoricamente essere eleggibile per questo tipo di trattamento, occorrerebbero circa 150 miliardi di euro per far fronte alle spese necessarie per la copertura dei costi, il che farebbe &#8220;implodere&#8221; l&#8217;attuale sistema universalistico&#8221;.<br \/>Pertanto, osservano Confapi Sanit\u00e0, Anisap e I.S.I. &#8220;una sola cosa \u00e8 possibile fare per porre rimedio a questa potenziale catastrofe imminente: &#8216;potenziare la prevenzione oncologica secondaria a tutti i livelli, sfruttando tutte le competenze presenti nel territorio e possibilmente implementandol\u00e8&#8221;. Per riuscirci &#8220;occorrono persone capaci e competenti in ambito sanitario, di grande onest\u00e0 intellettuale, che lavorano nel settore da anni e conoscono i problemi reali&#8221;. Occorre, in sostanza &#8220;&#8216;fare sistem\u00e0 unendo le sinergie delle strutture pubbliche e private presenti nel territorio, poich\u00e8 quest&#8217;ultime costituiscono gi\u00e0 una vera e propria medicina territoriale collaudata e organizzata. Continuare a parlare di realizzazione di nuovi presidi o di case della salute rappresenta una follia politica o una completa mancanza di visione delle criticit\u00e0 del SSN, perch\u00e8 non ha senso progettare nuove strutture che devono ancora essere realizzate, organizzate, allestite (con le difficolt\u00e0 connesse all&#8217;individuazione del personale medico ad oggi carente) e poi pagate con i soldi pubblici (scarsi!), quando sono gi\u00e0 presenti sul territorio strutture sanitarie efficienti e di alta qualit\u00e0, che possono immeditatamente contribuire alla salute del cittadino, per tutte le patologie, anche quelle croniche non trasmissibili, con costi oramai contenuti e competitivi anche con il pubblico&#8221;.<br \/>Bisogna dunque &#8220;uscire fuori dal preconcetto che la sanit\u00e0 privata \u00e8 pi\u00f9 costosa, perch\u00e8 ci\u00f2 non risponde pi\u00f9 a verit\u00e0, anzi la sanit\u00e0 privata \u00e8 pi\u00f9 controllata e quindi pu\u00f2 erogare servizi a costi inferiori. Il Servizio Sanitario Nazionale \u00e8 unico formato dal privato accreditato, e dal pubblico ove l&#8217;accesso a quest&#8217;ultimo dovr\u00e0 essere riservato solo ai pazienti che necessitano di prestazioni di secondo livello e di chirurgia elettiva, con notevole implemento dell&#8217;efficienza, dell&#8217;efficacia, e con riduzione degli sprechi&#8221;. Per le tre associazioni &#8220;solo cosi possono essere poi abbattute le liste di attesa e si pu\u00f2 veramente fare prevenzione oncologica&#8221;. A tal fine &#8220;occorrerebbe una diversificazione delle liste di attesa, in modo da distinguere chi deve essere operato con urgenza e chi necessita di una semplice visita medica. Infine, bisognerebbe creare un CUP preferenziale per completare in tempi rapidi i percorsi diagnostici-terapeutici dei pazienti portatori di sospette neoplasie o addirittura di tumori gi\u00e0 diagnosticati nelle strutture ambulatoriali del territorio. Questa \u00e8 l&#8217;unica azione possibile per garantire la sostenibilita del SSN universalistico nell&#8217;immediato futuro&#8221;.<br \/>&#8220;Concludendo &#8211; si legge infine &#8211; \u00e8 necessaria una maggiore integrazione tra sanit\u00e0 pubblica e privata per compensare al meglio le criticit\u00e0 crescenti in ambito sanitario, dando attuazione ai progetti gi\u00e0 presentati alle Istituzioni &#8211; Ministero della Salute e Presidenza del Consiglio &#8211; dalle scriventi Associazioni di categoria&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto agenziafotogramma.it &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sanit\u00e0 pubblica e privata si uniscano per una maggiore prevenzione e l&#8217;abbattimento delle liste d&#8217;attesa. 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