{"id":139588,"date":"2023-01-28T11:47:51","date_gmt":"2023-01-28T10:47:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/28\/inaugurazione-anno-giudiziario-a-palermo-frasca-la-mafia-non-e-ancora-sconfitta\/"},"modified":"2023-01-28T11:47:51","modified_gmt":"2023-01-28T10:47:51","slug":"inaugurazione-anno-giudiziario-a-palermo-frasca-la-mafia-non-e-ancora-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/28\/inaugurazione-anno-giudiziario-a-palermo-frasca-la-mafia-non-e-ancora-sconfitta\/","title":{"rendered":"Inaugurazione anno giudiziario a Palermo, Frasca \u201cLa mafia non \u00e8 ancora sconfitta\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 La cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro trova grande spazio anche nella relazione del presidente della Corte d\u2019Appello di Palermo, Matteo Frasca, sull\u2019amministrazione della Giustizia stilata in occasione della cerimonia dell\u2019inaugurazione dell\u2019anno giudiziario, nel capoluogo siciliano. Presente, tra gli altri, il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, fresco di nomina. <br \/>\u201cLe Forze di Polizia, sono modello di efficienza e alle quali rinnovo ancora una volta, in questa solenne occasione, la mia gratitudine per l\u2019impegno che profondono quotidianamente in tutti i compiti istituzionali \u2013 sottolinea Frasca -. Un impegno che appena pochi giorni fa \u00e8 stato coronato dalla cattura di Matteo Messina Denaro alla quale \u00e8 stata destinata una paziente, lunga e defatigante opera di investigazione gestita con un\u2019azione corale sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo e portata a termine nell\u2019assoluto rispetto delle regole di uno Stato di diritto dai Carabinieri ai quali rivolgo un elogio particolare\u201d. Il presidente della Corte d\u2019Appello di Palermo, per\u00f2, avverte che occorre \u201cavere piena consapevolezza della necessit\u00e0 di non arretrare minimamente nell\u2019azione di contrasto alla criminalit\u00e0 mafiosa, che, per quanto duramente colpita nella sua struttura dalle continue brillanti operazioni di polizia e dall\u2019esito dei processi, non pu\u00f2 certamente ancora ritenersi sconfitta, conservando un radicamento rilevante nel territorio e nel tessuto economico e sociale, la cui erosione \u00e8 lenta e difficile\u201d. L\u2019arresto di Matteo Messina Denaro, per Frasca, acquisisce un duplice valore \u201ccompleta la lunga e difficile operazione di smantellamento della componente stragista dell\u2019organizzazione\u201d e \u201capre prospettive investigative potenzialmente straordinarie che l\u2019azione corale delle Istituzioni potr\u00e0 valorizzare in direzione di ambiti diversi da quelli strettamente connessi con il latitante\u201d. Proprio sulla rete dei fiancheggiatori, il presidente della Corte d\u2019Appello si sofferma in maniera puntuale: \u201cLa inquietante rete di protezione a diversi livelli di cui ha beneficiato il latitante, senza la quale non avrebbe potuto sottrarsi per cos\u00ec lungo tempo alla cattura, pone seri interrogativi e apre scenari per certi versi inesplorati sul grado di penetrazione di Cosa Nostra nel tessuto sociale e istituzionale\u201d. Sulla importante reazione da parte della popolazione per l\u2019arresto del boss: \u201cScaldano il cuore \u2013 sottolinea Frasca \u2013 le manifestazioni di giubilo di quei cittadini che hanno espresso soddisfazione e apprezzamento per l\u2019operato dei Carabinieri, cos\u00ec come fanno ben sperare le iniziative, soprattutto di giovani e di bambini, che, esternando pubblicamente e gioiosamente la netta presa di distanza da Cosa Nostra, ripongono consapevole speranza che anche queste operazioni contribuiscano ad arrivare alla verit\u00e0 sui misteri ancora non risolti di questo Paese: raggiungere la verit\u00e0 \u00e8 un diritto dei familiari delle vittime e della comunit\u00e0 ed \u00e8 un dovere delle Istituzioni. Peraltro, \u00e8 triste constatare che, accanto a queste manifestazioni che richiamano il \u2018fresco profumo di libert\u00e0\u2019 di cui parlava Paolo Borsellino, persistano ancora sacche pi\u00f9 o meno ampie di indifferenza e disinteresse, se non quando di dissenso, che impongono di non indulgere a facili e pericolosi trionfalismi\u201d. <br \/>Grande attenzione da parte di Frasca anche sul tema delle riforme e soprattutto delle intercettazioni: \u201cL\u2019attuale dibattito politico \u00e8 divenuto infuocato con riferimento all\u2019intenzione di riformare la vigente disciplina in materia di intercettazioni con interventi limitativi la cui portata allo stato \u00e8 mutata diverse volte nelle dichiarazioni di intenti. Attualmente \u2013 sottolinea Frasca \u2013 come \u00e8 noto, la materia \u00e8 disciplinata dal decreto legislativo 216\/2017, la cui efficienza, peraltro, non \u00e8 stata neppure adeguatamente sperimentata in quanto per effetto delle ripetute proroghe \u00e8 entrato in vigore poco pi\u00f9 di due anni fa e per di pi\u00f9 quando l\u2019attenzione collettiva era rivolta al drammatico problema della pandemia. Eppure, leggendo con attenzione il testo normativo \u00e8 agevole rilevare che si tratta di una disciplina particolarmente rigorosa quanto ai presupposti, ai limiti di ammissibilit\u00e0 e di utilizzazione, ai controlli: un articolato sistema che sembra del tutto tranquillizzante e garantista sotto ogni profilo. Sembra evidente, quindi, che gli ipotizzati abusi dipendano non dalla normativa ma dalla concreta applicazione della stessa, se non quando dalla sua violazione, che espongono a pregiudizio diritti e interessi tutelati dalle norme di garanzia contenute nella legge\u201d. Ne deriva che \u201cl\u2019ipotesi di limitare l\u2019impiego \u2013 spiega Frasca \u2013 delle intercettazioni non solo non risolverebbe il problema ma finirebbe per depotenziare un mezzo di ricerca della prova che si \u00e8 rivelato indispensabile e insostituibile. Sotto altro profilo preoccupa molto l\u2019idea che il Ministero della Giustizia ha ripetutamente rappresentato di intervenire in forma limitativa sui reati diversi da quelli di mafia e terrorismo, ai quali ultimi, con successive dichiarazioni, ha aggiunto quelli cd. satellite. Infatti, la diversit\u00e0 di regime, in mancanza di una indicazione positiva netta e chiara, poggia su una scivolosa distinzione tra reati di mafia e reati diversi. Ma soprattutto non sembra tener conto della rilevanza, anche nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 delle organizzazioni mafiose, dell\u2019utilit\u00e0 che ricavano dai delitti contro la P.A. e, in particolare, dalla corruzione, male endemico del nostro Paese che pone a serio rischio l\u2019economia degli Stati e lo stato sociale\u201d. Poi, rispondendo al Ministro della Giustizia che ha affermato che \u2018i mafiosi non parlano al telefon\u00f2: \u201cQuesto pu\u00f2 essere vero solo con riferimento alle tradizionali forme di comunicazione telefonica, e peraltro neanche in modo assoluto come dimostrato da alcune vicende processuali. Ma i criminali ricorrono a modalit\u00e0 sempre pi\u00f9 sofisticate di comunicazione per intercettare le quali \u00e8 indispensabile fare ricorso alla tecnologia, la cui inevitabile invasivit\u00e0 \u00e8 bilanciata dai rigorosi limiti di ammissibilit\u00e0 di ricorso alle intercettazioni e dalle cautele imposte in diversi momenti dalla normativa vigente che probabilmente costituisce il punto di equilibrio pi\u00f9 avanzato tra efficienza e garanzia\u201d, evidenzia Frasca. <br \/>Nella relazione, in cui vengono evidenziati tutti i settori della giustizia, emerge che il funzionamento dell\u2019amministrazione della giustizia nel distretto giudiziario della Corte d\u2019appello di Palermo, ha presentato un andamento diversificato tra i due settori della giurisdizione. Nel settore civile si registra un\u2019inversione di tendenza rispetto all\u2019anno precedente: infatti, dopo un anno caratterizzato da un incremento significativo sia delle sopravvenienze (6,2%) sia delle definizioni (16,6%) con conseguente riduzione della pendenza finale (-6,5%), nell\u2019anno giudiziario 2021-22 si osserva una flessione generalizzata non solo delle sopravvenienze (-6,4%) ma anche delle definizioni (-6,5%), il che ha prodotto una flessione del numero dei procedimenti pendenti pari al 6,2%. Questo quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d\u2019appello di Palermo, Matteo Frasca, che verr\u00e0 presentata domani all\u2019inaugurazione dell\u2019anno giudiziario. Tendenza analoga si osserva anche nel settore minorile, infatti, nell\u2019anno giudiziario in esame si rileva un decremento sia delle sopravvenienze, pari al 16,1% sia delle definizioni (6%), con conseguente aumento della pendenza nella misura dello 0,4%. Per quanto attiene al dato sulle controversie ultrabiennali in Corte di Appello, come meglio esposto in prosieguo, dopo l\u2019incremento osservato nell\u2019anno giudiziario 2020-21 (1,1%), rispetto all\u2019anno precedente, si rileva un decremento sia in termini percentuali (-3,4%) sia in valore assoluto (da 5.330 dell\u2019anno giudiziario 2020-21 a 4.721). Per ci\u00f2 che attiene agli uffici di primo grado, invece, si conferma il trend in aumento osservato lo scorso anno, infatti anche nell\u2019anno giudiziario 2021-22 la percentuale di procedimenti ultratriennali \u00e8 aumentata nella misura del 2%, contro il 2,7% dell\u2019anno giudiziario precedente. Nel settore penale giudicante la pendenza in Corte di Appello \u00e8 aumentata del 3,89% (da 8.262 a 8.583) mentre nei Tribunali \u00e8 diminuita del 9,96% (da 51.919 a 46.748) e nel Tribunale per i minorenni del 1,18% (da 1.191 a 1.205). Negli uffici del giudice di pace si \u00e8 registrato un decremento dell\u20198,59% (da 1.909 a 1.745 procedimenti). Nel corso dell\u2019ultimo anno giudiziario il numero dei procedimenti costituenti l\u2019arretrato patologico ha subito una flessione significativa sia in primo grado sia in appello. Negli Uffici di primo grado si osserva una riduzione dei procedimenti ultratriennali in valore assoluto (da 7.851 a 6.950, con una flessione dell\u201911,5%) mentre \u00e8 rimasta sostanzialmente stabile l\u2019incidenza percentuale (da 22,5% al 21,3%). In Corte di Appello la flessione del numero di procedimenti ultrabiennali \u00e8 sia in valore assoluto (da 657 a 419, con una diminuzione del 36,2%), sia in termini di incidenza sul totale pendenti (dall\u20198,51% al 5,18%); va aggiunto che 262 di tali procedimenti sono gi\u00e0 stati definiti a met\u00e0 ottobre. Nel settore requirente si registra una sopravvenienza di procedimenti a carico di \u2018noti\u201d pari a 46.354 affari nelle Procure della Repubblica del distretto, ordinarie e per i minorenni, a fronte dei 46.813 del periodo precedente, con un lieve decremento pari allo 0,98%, mentre ne sono stati definiti 46.389, contro i 45.623 del periodo precedente, con un aumento dell\u20191,68%. La pendenza finale, pari a 37.864 procedimenti, risulta diminuita del 3,29% rispetto al 30 giugno 2021 che era di 39.153, con un tasso di ricambio pari a 100,08 (46.389 fascicoli definiti a fronte di 46.354 sopravvenuti).<br \/>I dati riguardano l\u2019attivit\u00e0 giudiziaria del distretto di Palermo, che comprende le Procure di Agrigento, Sciacca, Marsala, Trapani, Palermo e Termini Imerese ed \u00e8 per dimensioni il quinto dei 26 distretti italiani.<br \/>Foto xd6 Italpress<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 La cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro trova grande spazio anche nella relazione del presidente della Corte d\u2019Appello di Palermo, Matteo Frasca, sull\u2019amministrazione della Giustizia stilata in occasione della cerimonia dell\u2019inaugurazione dell\u2019anno giudiziario, nel capoluogo siciliano. Presente, tra gli altri, il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, fresco di nomina. \u201cLe Forze di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":139589,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/20230128_0652.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139588"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=139588"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139588\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/139589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=139588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=139588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=139588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}