{"id":139190,"date":"2023-01-25T16:07:53","date_gmt":"2023-01-25T15:07:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/25\/c-r-e-a-sanita-al-sistema-pubblico-mancano-almeno-50-miliardi\/"},"modified":"2023-01-25T16:07:53","modified_gmt":"2023-01-25T15:07:53","slug":"c-r-e-a-sanita-al-sistema-pubblico-mancano-almeno-50-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/25\/c-r-e-a-sanita-al-sistema-pubblico-mancano-almeno-50-miliardi\/","title":{"rendered":"C.R.E.A. Sanit\u00e0, al sistema pubblico mancano almeno 50 miliardi"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Al finanziamento della sanit\u00e0 pubblica italiana mancano almeno 50 miliardi di euro (al minimo) per avere un&#8217;incidenza media sul PIL analoga agli altri paesi Ue. Rispetto ai quali la spesa sanitaria del nostro Paese registra, nel 2021, una forbice del -38% circa (-12% di spesa privata e -44% circa di spesa pubblica). E&#8217; quanto emerge dal 18\u00b0 Rapporto del C.R.E.A. Sanit\u00e0 (curato da Federico Spandonaro, Daniela D&#8217;Angela, Barbara Polistena e al quale hanno preso parte oltre 30 tra ricercatori ed esperti), riconosciuto come Centro di ricerca da Eurostat, Istat e Ministero della Salute, composto da economisti, epidemiologi, ingegneri biomedici, giuristi, statistici, che in larga misura operano presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Roma &#8220;Tor Vergata&#8221; e l&#8217;Universit\u00e0 telematica San Raffaele di Roma.<br \/>La spesa sanitaria dal 2000 al 2021 \u00e8 cresciuta del 2,8% medio annuo, il 50% in meno che negli altri Paesi Ue di riferimento. Anche durante il COVID \u00e8 cresciuta meno: &#8220;per recuperare il passo degli altri Paesi servirebbe, quindi, una crescita annua del finanziamento di 10 miliardi di euro per 5 anni, pi\u00f9 quanto necessario per garantire la stessa crescita degli altri Paesi europei presi a riferimento, ovvero altri 5 miliardi di euro&#8221;, spiega il Rapporto, secondo il quale per trovare risorse la ricetta \u00e8 &#8220;crescere per non selezionare&#8221;: per mantenere, cio\u00e8, un servizio sanitario nazionale universalistico e non essere costretti a un &#8220;universalismo selettivo&#8221; e mantenere equit\u00e0 di accesso, \u00e8 necessario far crescere il PIL.<br \/>&#8220;Nei documenti di finanza pubblica &#8211; commentano i curatori del Rapporto &#8211; sono previsti meno di 2 miliardi di euro per anno, quindi circa un settimo del necessario per il riallineamento; date le dimensioni dello scarto, l&#8217;unica possibilit\u00e0 di andare oltre il finanziamento previsto \u00e8 che si registri una crescita economica nazionale sostenuta e maggiore di quella media degli altri Paesi di confronto. Se questo non avverr\u00e0, l&#8217;attuale assetto delle &#8220;garanzie&#8221; del SSN non \u00e8 di fatto pi\u00f9 sostenibile e bisogner\u00e0 ridefinirlo. In altri termini &#8211; concludono -, se non si determiner\u00e0 una crescita adeguata o non si creeranno condizioni che fermino la perdita di risorse umane e aprano la strada all&#8217;accesso alle innovazioni, si dovr\u00e0 passare a una logica di universalismo selettivo, che privilegi l&#8217;accesso dei pi\u00f9 fragili (ma con un impatto non indifferente sull&#8217;equit\u00e0 del sistema sanitario)&#8221;.<br \/>Secondo il Rapporto, nel 2021 il finanziamento pubblico si ferma al 75,6% della spesa contro una media EU dell&#8217;82,9% e la spesa privata incide per il 2,3% sul PIL contro una media EU del 2%: oltre 1.700 euro a nucleo familiare, &#8220;scaricando&#8221; ad esempio sulle famiglie oltre un miliardo di spesa per farmaci compresi tra quelli rimborsabili dal SSN. <br \/>Aumenta anche il disagio economico per le spese sanitarie: il 5,2% delle famiglie versa in tale stato; 378.627 nuclei familiari (l&#8217;1,5%) si impoveriscono per le spese sanitarie e 610.048 (il 2,3%) sostengono spese sanitarie cosiddette &#8220;catastrofiche&#8221;.<br \/>&#8220;Non va meglio rispetto a un altro allarme, lanciato di recente anche dalle Regioni &#8211; evidenzia il Rapporto -: la carenza di personale, per il quale l&#8217;Italia dovrebbe investire 30,5 miliardi di euro, calcola il C.R.E.A., se volesse allinearsi agli organici di professionisti sanitari dei Paesi EU di riferimento, senza tenere conto del maggiore bisogno derivante dall&#8217;et\u00e0 media pi\u00f9 alta della popolazione. Questo perch\u00e8, sempre rispetto alle medie EU, in Italia, i medici ogni 1.000 abitanti sono s\u00ec un p\u00f2 di pi\u00f9, ma se si considera la popolazione over 75 ne potrebbero mancare circa 30mila e per il riequilibrio se ne dovrebbero assumere almeno 15mila ogni anno per i prossimi 10 anni, mettendo in conto le dinamiche annuali di pensionamento (circa 12mila l&#8217;anno, essendo in media pi\u00f9 anziani). La carenza di infermieri \u00e8 anche pi\u00f9 grave: supera le 250mila unit\u00e0 rispetto ai parametri EU e, comunque, solo per il nuovo modello disegnato dal PNRR ne servirebbero 40-80.000 in pi\u00f9. In questo caso, di nuovi infermieri ne servirebbero 30-40.000 l&#8217;anno (anche qui considerando il numero di pensionati\/anno: circa 9mila), numero irraggiungibile anche perch\u00e8 la propensione a intraprendere la professione in Italia (scarsa attrattivit\u00e0 legata sia a questioni economiche che di carriera) \u00e8 un terzo che negli altri Paesi EU. <br \/>N\u00e8 l&#8217;Italia pu\u00f2 far conto di attrarre professionisti dall&#8217;estero: entrano nel nostro Paese meno dell&#8217;1% dei medici, contro il 10% (fino al 30%) negli altri Paesi; analogamente, vengono dall&#8217;estero meno del 5% degli infermieri contro percentuali del 15% nel Regno Unito e del 9% in Germania&#8221;.<br \/>&#8220;I medici italiani, poi, oltre a essere pochi, guadagnano in media il 6% in meno e gli infermieri in media il 40% in meno dei loro colleghi europei e se, oltre agli organici, si volesse considerare anche la necessaria rivalutazione delle retribuzioni, l&#8217;onere per la spesa corrente del SSN crescerebbe a 86,8 miliardi di euro. Senza risorse e senza personale \u00e8 anche impossibile -sottolinea il Rapporto C.R.E.A. -, recuperare il 65% di prestazioni perse durante la pandemia, di cui hanno sofferto soprattutto i &#8220;grandi anziani&#8221;: il 70% degli over 80 registra un peggioramento dello stato di salute, soprattutto nei centri maggiori e nel Nord-Ovest, e il 50% di loro ha speso di pi\u00f9 privatamente per bisogni sanitari e sociali&#8221;.<br \/>Il SSN, conclude il Rapporto C.R.E.A., ha di fronte, quindi, tre grandi sfide: &#8220;ridurre le sperequazioni (obiettivo principe di un servizio pubblico), adeguare le dotazioni organiche (condizione necessaria per ammodernare il SSN) e rimanere, allo stesso tempo, sostenibile. I primi due obiettivi richiedono risorse aggiuntive rilevanti, ma il terzo si scontra con strada della &#8220;sobriet\u00e0&#8221;, quella concretamente prevista nei documenti di finanza pubblica, che allocano per la Sanit\u00e0 risorse che, per\u00f2, il Rapporto mostra essere lontane dai volumi che sarebbero richiesti per un &#8220;allineamento&#8221; del SSN italiano a quelli dei Paesi europei di riferimento; distanza che dimostra l&#8217;insostenibilit\u00e0 attuale, di fatto, del SSN&#8221;.<br \/>&#8220;La sostenibilit\u00e0 &#8211; concludono i curatori del Rapporto &#8211; \u00e8 questione inscindibile dalla definizione delle aspettative. Se queste ultime sono rapportate ai livelli medi di welfare europei, l&#8217;unica possibilit\u00e0 per garantire la sostenibilit\u00e0 del servizio sanitario risiede nella capacit\u00e0 di innescare una crescita del denominatore, ovvero del PIL&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto Agenziafotogramma.it &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Al finanziamento della sanit\u00e0 pubblica italiana mancano almeno 50 miliardi di euro (al minimo) per avere un&#8217;incidenza media sul PIL analoga agli altri paesi Ue. Rispetto ai quali la spesa sanitaria del nostro Paese registra, nel 2021, una forbice del -38% circa (-12% di spesa privata e -44% circa di spesa pubblica). 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