{"id":138698,"date":"2023-01-21T20:47:50","date_gmt":"2023-01-21T19:47:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/21\/a-palazzo-branciforte-dibattito-sulla-guerra-in-ucraina\/"},"modified":"2023-01-21T20:47:50","modified_gmt":"2023-01-21T19:47:50","slug":"a-palazzo-branciforte-dibattito-sulla-guerra-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/21\/a-palazzo-branciforte-dibattito-sulla-guerra-in-ucraina\/","title":{"rendered":"A Palazzo Branciforte dibattito sulla guerra in Ucraina"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Una riflessione comune e a tutto tondo sul conflitto tra Russia e Ucraina, analizzandone radici e conseguenze e considerando il ruolo di quelle entit\u00e0 geopolitiche, ovvero Stati Uniti e Unione Europea, che ricoprono il ruolo sia di spettatori che di interpreti. L\u2019arena di tale dibattito, organizzato da Fondazione Sicilia e Pool antiviolenza e per la legalit\u00e0, \u00e8 Palazzo Branciforte, con il presidente della Fondazione Raffaele Bonsignore in veste di moderatore.<br \/>L\u2019incontro ha tenuto in considerazione tutti gli aspetti attraverso i quali viene solitamente interpretata una guerra: quello geopolitico, con l\u2019intervento del direttore della rivista Limes Lucio Caracciolo; quello diplomatico, per il quale ha preso la parola Giovanni Castellaneta, gi\u00e0 ambasciatore italiano in Iran, Australia e Stati Uniti; e quello economico, per cui \u00e8 intervenuto Giovanbattista Dagnino, docente ordinario di Economia all\u2019universit\u00e0 Lumsa. Al dibattito hanno preso parte anche il sindaco Roberto Lagalla e la presidente del Pool antiviolenza Angela Fundar\u00f2.<br \/>Il primo cittadino ha sottolineato l\u2019impegno di Palermo \u201cin solidariet\u00e0 e assistenza a chi dall\u2019Ucraina \u00e8 arrivato qui. Quand\u2019ero assessore regionale all\u2019Istruzione mi sono adoperato affinch\u00e8 per i bambini ucraini venissero promosse iniziative volte a insegnare loro l\u2019italiano e dargli modo di integrarsi pi\u00f9 velocemente\u201d. Fundar\u00f2 sottolinea invece la necessit\u00e0 di raccogliere l\u2019invito di Papa Francesco a \u201cnon assuefarci alla guerra, ma fare tutto il possibile per la pace\u201d. E la parola pace ricorre pi\u00f9 volte all\u2019interno del dibattito, evidenziando come la possibilit\u00e0 di raggiungerla sia nelle mani degli Stati Uniti, ritenuti l\u2019unico mediatore credibile tra Ucraina e Russia. Ma il rapporto sempre pi\u00f9 difficile tra quest\u2019ultima e gli americani complica non poco la situazione in quanto, spiega Caracciolo, \u201cla Russia soffre per l\u2019impossibilit\u00e0 di raggiungere la parit\u00e0 di status con il nemico capitalista statunitense, ma sta comunque provando ad approfittare della crisi identitaria che vivono attualmente gli americani. E\u2019 probabile che un presidente repubblicano avrebbe gestito il conflitto in maniera diversa da Biden\u201d. <br \/>La differenza di vedute tra democratici e repubblicani dipende, per Castellaneta, dal fatto che \u201cnei dem c\u2019\u00e8 maggiore sensibilit\u00e0 sul tema dei diritti umani, come hanno dimostrato anche sulla questione Taiwan, rispetto ad altri settori come l\u2019economia o lo sviluppo industriale\u201d. L\u2019ambasciatore esprime una visione pessimista su una possibile fine del conflitto per vie diplomatiche: \u201cTemo che la guerra finir\u00e0 per sfinimento quando non ci saranno pi\u00f9 armi. Una soluzione negoziale che lasci alla Russia i territori strappati all\u2019Ucraina equivarrebbe a riconoscere la vittoria a Putin\u201d. E\u2019 ancora Caracciolo a spiegare l\u2019importanza degli Stati Uniti nel raggiungimento di una pace o un negoziato: \u201cCostituiscono un interlocutore molto pi\u00f9 credibile dell\u2019Ue, i cui paesi procedono tutti divisi e stanno affrontando conseguenze socioeconomiche drammatiche, oltre alla paura di essere coinvolti direttamente in un conflitto nucleare\u201d. Nessuna possibilit\u00e0, per il direttore di Limes, che il Vaticano possa fare da mediatore: \u201cQuesta guerra segna il punto pi\u00f9 basso della diplomazia vaticana, poich\u00e8 \u00e8 stato detto tutto e il contrario di tutto\u201d.<br \/>Dei problemi economici affrontati dall\u2019Ue non risentono n\u00e8 gli Stati Uniti, che non hanno legami commerciali altrettanto stretti con Putin, n\u00e8 la Russia stessa, che ha visto anzi il suo Pil crescere nel 2022 scavalcando l\u2019Italia al nono posto tra le potenze mondiali. \u201cSi pu\u00f2 dire che la mancata coesione dell\u2019Ue e la competizione interna su determinate questioni siano alla base del rafforzamento russo \u2013 sottolinea Dagnino, \u2013 l\u2019Europa non pu\u00f2 avere un ruolo di primo piano nella pace ma pu\u00f2 averlo nella ricostruzione postbellica: in tal senso l\u2019attuazione di un Fondo monetario sovrano europeo, proposta dalla Von der Leyen al meeting di Davos, potrebbe essere fondamentale\u201d. <div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>foto: xd8<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Una riflessione comune e a tutto tondo sul conflitto tra Russia e Ucraina, analizzandone radici e conseguenze e considerando il ruolo di quelle entit\u00e0 geopolitiche, ovvero Stati Uniti e Unione Europea, che ricoprono il ruolo sia di spettatori che di interpreti. 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