{"id":138647,"date":"2023-01-21T10:07:52","date_gmt":"2023-01-21T09:07:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/21\/cgia-mafia-spa-fattura-40-miliardi-lanno\/"},"modified":"2023-01-21T10:07:52","modified_gmt":"2023-01-21T09:07:52","slug":"cgia-mafia-spa-fattura-40-miliardi-lanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/21\/cgia-mafia-spa-fattura-40-miliardi-lanno\/","title":{"rendered":"Cgia, Mafia Spa fattura 40 miliardi l\u2019anno"},"content":{"rendered":"<div>VENEZIA (ITALPRESS) &#8211; In massima parte \u00e8 gestita dalle organizzazioni mafiose e conta un volume d&#8217;affari annuo stimato in 40 miliardi di euro, pari a oltre il 2 per cento del nostro Pil. Stiamo parlando dell&#8217;economia criminale riconducibile alla Mafia Spa che, a titolo puramente statistico, presenta in Italia un &#8220;giro d&#8217;affari&#8221; inferiore solo al fatturato di Gse (Gestore dei Servizi Energetici), di Eni e di Enel. Sono dati, quelli relativi alle attivit\u00e0 economiche criminali, che sono certamente sottostimati, in quanto non siamo in grado di dimensionare anche i proventi ascrivibili all&#8217;infiltrazione di queste organizzazioni malavitose nell&#8217;economia legale. A dirlo \u00e8 l&#8217;Ufficio studi della Cgia. Dal 2014, l&#8217;Unione Europea, con apposito provvedimento legislativo4 consenta a tutti i paesi membri di conteggiare nel Pil alcune attivit\u00e0 economiche illegali: come la prostituzione, il traffico di stupefacenti e il contrabbando di sigarette. &#8220;Grazie&#8221; a questa opportunit\u00e0, nel 2020 (ultimo dato disponibile) abbiamo &#8220;gonfiato&#8221; la nostra ricchezza nazionale di 17,4 miliardi di euro (quasi un punto di Pil) . Una decisione eticamente inaccettabile: da un lato lo Stato combatte e contrasta le mafie, dall&#8217;altro riconosce a queste organizzazioni criminali un ruolo attivo di &#8220;portatori di benessere economico&#8221;. In buona sostanza \u00e8 come se sul piano statistico ammettessimo che anche una parte dell&#8217;economia illegale riconducibile a Mafia Spa \u00e8 &#8220;buona e accettabile&#8221;; insomma, una componente &#8220;positiva&#8221; della nostra ricchezza nazionale. A livello territoriale la presenza pi\u00f9 diffusa delle organizzazioni economiche criminali si registra nel Mezzogiorno, anche se ormai molte evidenze altrettanto inquietanti segnalano la presenza di queste realt\u00e0 illegali nelle aree economicamente pi\u00f9 avanzate del Centro-Nord. La letteratura specializzata evidenzia che, storicamente, i territori dove l&#8217;economia locale \u00e8 fortemente condizionata dalla spesa pubblica e il livello di corruzione della pubblica amministrazione \u00e8 molto elevato sono pi\u00f9 vulnerabili dal potere corruttivo delle mafie. Induttivamente \u00e8 possibile riconoscere un&#8217;area geografica pi\u00f9 a rischio di un&#8217;altra, anche dal riscontro di una elevata presenza di reati spia. Nei territori dove il numero di denunce all&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria per estorsione\/racket, usura, contraffazione, lavoro nero, gestione illecita del ciclo dei rifiuti, scommesse clandestine, gioco d&#8217;azzardo, etc. \u00e8 molto alto, la probabilit\u00e0 che vi sia una presenza radicata e diffusa di una o pi\u00f9 organizzazioni criminali di stampo mafioso \u00e8 molto elevata. Secondo la Banca d&#8217;Italia la penetrazione territoriale della Mafia Spa non riguarda solo il Sud; purtroppo presentano un indice di presenza mafiosa molto preoccupante anche realt\u00e0 del Centro-Nord, in particolar modo le province di Roma, Latina, Genova, Imperia e Ravenna. Meno colpite delle precedenti, ma comunque con forti criticit\u00e0 si segnalano, sempre nella ripartizione centrosettentrionale, anche le provincie di Torino, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Varese, Milano, Lodi, Brescia, Savona, La Spezia, Bologna, Ferrara, Rimini, Pistoia, Prato, Firenze, Livorno, Arezzo, Viterbo, Ancona e Macerata. Meno investite da questo triste fenomeno sarebbero, invece, le province del Triveneto (con leggeri segnali in controtendenza a Venezia, Padova, Trento e, in particolar modo, Trieste). Anche la Valle d&#8217;Aosta e l&#8217;Umbria presentano un livello di rischio molto basso. Nel Mezzogiorno, infine, secondo i ricercatori di via Nazionale gli unici territori completamente &#8220;immuni&#8221; dalla presenza del fenomeno mafioso sarebbero le province di Matera, Chieti, Campobasso e le realt\u00e0 sarde di Olbia-Tempio, Sassari e Oristano. Oltre ai 17,4 miliardi di euro &#8220;prodotti&#8221; dalle attivit\u00e0 illegali (attraverso il traffico di droga, contrabbando di sigarette e prostituzione), il nostro Pil nazionale &#8220;assorbe&#8221; altri 157 miliardi di euro: di cui 79,7 sono &#8220;nascosti&#8221; dalla sottodichiarazione, 62,4 miliardi dal lavoro irregolare e 15,2 miliardi dalla voce Altro (ovvero, mance, affitti in nero). I 174,4 miliardi di euro complessivi (17,4 pi\u00f9 157), compongono la cosiddetta economia non osservata che \u00e8 interamente conteggiata nel nostro Pil nazionale. Ancorch\u00e8 non sia possibile quantificarne la dimensione, \u00e8 evidente che anche una parte importante di questo stock (157 miliardi) sia riconducibile alle organizzazioni criminali di stampo mafioso, a dimostrazione che i 40 miliardi di volume d&#8217;affari richiamati all&#8217;inizio di questo documento addebitati a Mafia Spa sono, purtroppo, sottostimati. (ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Photo Credits: www.agenziafotogramma.it<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA (ITALPRESS) &#8211; In massima parte \u00e8 gestita dalle organizzazioni mafiose e conta un volume d&#8217;affari annuo stimato in 40 miliardi di euro, pari a oltre il 2 per cento del nostro Pil. 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