{"id":137179,"date":"2023-01-11T09:17:52","date_gmt":"2023-01-11T08:17:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/11\/blitz-antimafia-nellagrigentino-10-misure-cautelari\/"},"modified":"2023-01-11T10:04:33","modified_gmt":"2023-01-11T09:04:33","slug":"blitz-antimafia-nellagrigentino-10-misure-cautelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/01\/11\/blitz-antimafia-nellagrigentino-10-misure-cautelari\/","title":{"rendered":"Blitz antimafia nell\u2019Agrigentino, 10 misure cautelari"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>AGRIGENTO (ITALPRESS) \u2013 Droga ed estorsioni all\u2019ombra della mafia. Maxiblitz del Comando provinciale dei carabinieri di Agrigento e del Ros \u2013 con il supporto dei militari dei Comandi provinciali di Palermo, Trapani, Enna e Caltanissetta, del Nucleo Carabinieri Cinofili e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori \u2013 che hanno eseguito 10 misure cautelari, emesse dal Gip di Palermo su richiesta della locale Dda. Nell\u2019operazione 5 persone sono finite in carcere, 4 ai domiciliari, per una \u00e8 stato disposto l\u2019obbligo di dimora: sono accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Eseguite 23 perquisizioni personali e locali (di cui 3 in carcere) nei confronti dei destinatari dei provvedimenti e di altri soggetti indagati, a vario titolo, nello stesso procedimento penale. <br \/>Il blitz nasce dai convergenti esiti dell\u2019indagine denominata \u201cCondor\u201d, condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Agrigento, e da quella denominata \u201cXidy\u201d condotta dal Ros e che gi\u00e0 nel febbraio 2021 aveva registrato una prima fase esecutiva.<br \/>Le indagini, coordinate dalla Dda di Palermo, hanno consentito di acquisire \u201cun grave compendio indiziario\u201d relativo agli assetti mafiosi nei territori di Favara e Palma di Montechiaro, nell\u2019Agrigentino, quest\u2019ultimo caratterizzato \u2013 come accertato da sentenze definitive \u2013 \u201cdalla convivenza dell\u2019articolazione territoriale di cosa nostra e di formazioni criminali denominate paracchi sul modello della \u2018stidd\u00e0\u201d, sottolineano i militari. <br \/>Raccolti indizi relativi al tentativo di uno degli indagati di espandere la propria influenza al di l\u00e0 del territorio palmese, nello specifico a Favara e al Villaggio Mos\u00e8 di Agrigento; al ruolo di \u201cgarante\u201d esercitato dal vertice della famiglia di Palma di Montechiaro a favore di un esponente della \u2018stidd\u00e0, al cospetto dell\u2019allora reggente del mandamento di Canicatt\u00ec; all\u2019ipotizzato controllo delle attivit\u00e0 economiche a Palma di Montechiaro \u201ccon specifico riferimento al settore degli apparecchi da gioco e delle mediazioni per la vendita dell\u2019uva (le cosiddette sensalie); a Favara, attraverso l\u2019imposizione delle cosiddette \u201cmesse a posto\u201d a imprenditori e danneggiamenti a mezzo incendio.<br \/>Ipotizzata dagli inquirenti \u201cl\u2019operativit\u00e0 di una parallela struttura associativa\u201d con base a Palma di Montechiaro e diretta da presunti appartenenti alla stidda, che gestiva il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. <br \/>Acquisiti inoltre e giudicati dal Gip gravi indizi in ordine all\u2019interferenza esercitata da Cosa nostra \u201csul lucroso settore economico delle transazioni per la vendita di uva e la progressiva ingerenza in detto settore della stidda\u201d. In questo ambito sono emersi rapporti tra il vertice della famiglia mafiosa di Palma di Montechiaro e la \u2018ndrina calabrese dei Barbaro di Plat\u00ec; al controllo illecito di una grossa parte del remunerativo settore imprenditoriale delle slot machines e degli apparecchi da gioco installati nei locali commerciali; all\u2019attivit\u00e0 estorsiva ai danni di un imprenditore, costretto ad astenersi dalla partecipazione ad un\u2019asta giudiziaria finalizzata alla vendita di alcuni terreni; alla tentata estorsione ai danni di un imprenditore operante nel settore della distribuzione e gestione di congegni e apparecchi elettronici.<br \/>Nel mirino anche la gestione di un impianto di pesatura dell\u2019uva, i cui proventi sarebbero stati in parte destinati al mantenimento dei detenuti; l\u2019estorsione \u2013 consistita nell\u2019imposizione dell\u2019assunzione di uno degli stessi indagati \u2013 ai danni di un\u2019impresa aggiudicataria di lavori a Ravanusa, sempre nell\u2019Agrigentino; e all\u2019incendio perpetrato ai danni del titolare di un\u2019autodemolizione con deposito giudiziario.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 foto ufficio stampa Carabinieri \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGRIGENTO (ITALPRESS) \u2013 Droga ed estorsioni all\u2019ombra della mafia. 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