{"id":135212,"date":"2022-12-22T14:07:53","date_gmt":"2022-12-22T13:07:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/12\/22\/100-anni-di-agnelli-cucci-e-giglio-raccontano-un-secolo-juve\/"},"modified":"2022-12-22T14:07:53","modified_gmt":"2022-12-22T13:07:53","slug":"100-anni-di-agnelli-cucci-e-giglio-raccontano-un-secolo-juve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/12\/22\/100-anni-di-agnelli-cucci-e-giglio-raccontano-un-secolo-juve\/","title":{"rendered":"100 anni di Agnelli, Cucci e Giglio raccontano un secolo Juve"},"content":{"rendered":"<div>TORINO (ITALPRESS) &#8211; Ci sono storia e orgoglio nel primo libro che racconta i 100 anni di presidenze bianconere della famiglia Agnelli. E&#8217; una trama mai scontata e spesso inedita, che intreccia anche quella della Fiat, di Torino e dell&#8217;Italia, e che si dispiega grazie alle foto di Salvatore Giglio, i testi di Italo Cucci e il lavoro statistico di Nicola Calzaretta. Edito da Reverdito, &#8220;1923-2023 Agnelli Juventus la famiglia del secolo&#8221; \u00e8 un perfetto testimone generazionale, tra tifosi di lungo corso e giovani bianconeri. &#8220;La Juventus ha sempre rappresentato tutti e soprattutto per chi aveva meno, \u00e8 stato un momento di rivalsa e di gioia. E tutto cominci\u00f2 con i cinque scudetti arrivati sotto la presidenza di Edoardo Agnelli tra il 1930 e il 1935, una prima clamorosa operazione di marketing, che all&#8217;epoca nemmeno esisteva, che ampli\u00f2 a dismisura la platea degli juventini soprattutto lontano da Torino, in Emilia come al Sud&#8221;, ha raccontato Italo Cucci, direttore editoriale dell&#8217;agenzia Italpress, nel corso della presentazione del volume allo Sporting di Torino, circolo sportivo ma anche per un breve periodo sede della Juventus. Proprio poche settimane dopo la conquista del quinto scudetto consecutivo, il settimo della storia juventina, Edoardo Agnelli mor\u00ec improvvisamente in un tragico incidente mentre viaggiava a bordo di un idrovolante a Genova.<br \/>\nBisogner\u00e0 aspettare il 1947 per ritrovare un Agnelli a capo della Juve: toccher\u00e0 a suo figlio Gianni prendere le redini dei bianconeri dopo la guerra, fu il primo grande incarico per lui nelle aziende di famiglia. E se la cav\u00f2 splendidamente, vincendo altri due scudetti negli anni successivi alla tragedia del Grande Torino, che fino al 1949 dettava legge. Dal 1955 toccher\u00e0 per sette anni poi ad Umberto Agnelli prendere il timone della Juventus, a chiudere il secolo di presidenze della famiglia \u00e8 stato invece suo figlio Andrea, che dal 2010 ha gestito la societ\u00e0, e che a gennaio sar\u00e0 sostituito da Gianluca Ferrero, dopo le dimissioni dell&#8217;intero board nelle settimane scorse.<br \/>\nMa di questo il libro non parla, anche se vengono affrontate tutte le fasi della storia della Juventus, compresa Calciopoli e i famosi scudetti revocati, che Fabio Capello, giocatore e tecnico bianconero in quei due anni, rivendica nella prefazione: &#8220;Gli scudetti sono 38&#8221;. Una ferita mai rimarginata per tutti i tifosi bianconeri, su cui per\u00f2 non indugia Alessandro Del Piero, che nella sua prefazione invece ricorda il suo rapporto con l&#8217;Avvocato. &#8220;Amava la Juventus e i suoi campioni, ed era amato dai suoi campioni. Come dalla gente&#8221; ricorda Pinturicchio, soprannome datogli proprio da Gianni Agnelli, e che l&#8217;ex numero 10 rivendica con orgoglio.<br \/>\nNel libro di Giglio e Cucci per\u00f2 ci sono soprattutto tanti volti dimenticati, tante piccole storie, dettagli e luoghi che la memoria eterna delle immagini in bianco nero rende immortali. Ecco apparire Kurt Hamrin e Giampiero Combi, il bersagliere Teobaldo Depretini che evit\u00f2 alla penultima giornata la retrocessione bianconera contribuendo a un decisivo 4-3 alla Triestina, i viaggi con l&#8217;intera squadra che in giacca e cravatta saluta dalla scaletta dell&#8217;aereo a Malpensa, ignara che di l\u00ec a poche ore incapper\u00e0 in un disastroso 7-0 a Vienna contro il Wiener. E poi Sivori, Scirea, Boniperti, Zidane, Baggio e Schillaci, fino a Cristiano Ronaldo, Higuain e John Elkann. Eppure, tra tutti, Giglio che per 30 anni \u00e8 stato il fotografo ufficiale della Juventus, sceglie una meteora bianconera: &#8220;Liam Brady era stato gi\u00e0 ceduto, quando fu chiamato a tirare il rigore che a Catanzaro diede lo scudetto 1982 alla Juventus. Tutti pensavano che si sarebbe andati allo spareggio con la Fiorentina la domenica dopo, e io quel giorno avevo fissato il mio matrimonio. Liam quando segn\u00f2 mi corse incontro e mi disse, &#8216;adesso puoi sposart\u00ec e mi regal\u00f2 la maglia. Gliela resi molti anni dopo&#8221;, ha ricordato commuovendosi Giglio. E di storie e foto cos\u00ec ce ne sono tante in un secolo di Agnelli e Juventus.<br \/>\n(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TORINO (ITALPRESS) &#8211; Ci sono storia e orgoglio nel primo libro che racconta i 100 anni di presidenze bianconere della famiglia Agnelli. 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