{"id":129775,"date":"2022-11-14T13:07:51","date_gmt":"2022-11-14T12:07:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/11\/14\/malattie-infiammatorie-croniche-intestinali-ultimi-studi-su-nutrizione\/"},"modified":"2022-11-14T13:07:51","modified_gmt":"2022-11-14T12:07:51","slug":"malattie-infiammatorie-croniche-intestinali-ultimi-studi-su-nutrizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/11\/14\/malattie-infiammatorie-croniche-intestinali-ultimi-studi-su-nutrizione\/","title":{"rendered":"Malattie infiammatorie croniche intestinali, ultimi studi su nutrizione"},"content":{"rendered":"<div>BOLOGNA (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;alimentazione \u00e8 un elemento importante nella genesi di tante malattie intestinali, fra cui le Malattie Infiammatorie Croniche dell&#8217;Intestino (MICI) e per questo motivo \u00e8 sempre pi\u00f9 oggetto di interesse scientifico. Inoltre, \u00e8 importante garantire un adeguato supporto nutrizionale per migliorare la risposta dell&#8217;organismo ad eventuali malattie. La valutazione dello stato nutrizionale del paziente, quindi, richiede una particolare attenzione, soprattutto nel bambino a cui deve essere garantita una crescita ed uno sviluppo adeguati.<br \/>&#8216;L&#8217;educazione alimentare rappresenta il primo e pi\u00f9 efficace strumento di prevenzione a tutela della salute &#8211; sottolinea Giuseppe Coppolino, Presidente AMICI Italia &#8211; L&#8217;aumento dell&#8217;incidenza delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali nei paesi industrializzati ha coinciso con abitudini alimentari sempre pi\u00f9 occidentalizzate: questa \u00e8 una delle prove pi\u00f9 eclatanti dell&#8217;influenza dei fattori ambientali nell&#8217;insorgenza di queste patologie. In soggetti geneticamente predisposti l&#8217;alimentazione pu\u00f2 facilitare lo sviluppo della malattia, interferendo sull&#8217;equilibrio del microbiota intestinale, sulla funzione di barriera della mucosa e sulla funzione del sistema immunitario intestinale. L&#8217;interesse dei pazienti affetti da MICI per la dieta \u00e8 sempre alto e conoscere cosa e come mangiare rappresenta un bisogno reale. Quando la malattia si \u00e8 sviluppata, l&#8217;alimentazione e la nutrizione accompagnano costantemente le terapie mediche e chirurgiche, nell&#8217;ambito di una gestione globale del paziente. Quest&#8217;ultima deve essere affiancata da una presa in carico del paziente completa attraverso un approccio multidisciplinare e da un&#8217;informazione da parte del personale sanitario e dell&#8217;Associazione dei pazient\u00ec.<br \/>Il tema della nutrizione nei pazienti affetti da Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa \u00e8 stato al centro del convegno organizzato a Bologna da AMICI Italia, Associazione nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell&#8217;Intestino. Durante l&#8217;evento, che ha ottenuto il Patrocinio di Regione Emilia-Romagna, IG-IBD, Fondazione AMICI Italia, Policlinico Sant&#8217;Orsola, SIGE, SIGENP e SINPE, sono stati approfonditi i temi specifici legati alla dieta e alla terapia nutrizionale lungo il percorso di malattia ed \u00e8 stato presentato e distribuito gratuitamente un opuscolo sull&#8217;alimentazione e nutrizione nelle Malattie Infiammatorie Croniche dell&#8217;Intestino.<br \/>&#8216;Nel 2018 AMICI ha promosso un&#8217;indagine per valutare le abitudini alimentari delle persone con Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, l&#8217;eventuale presenza di intolleranze alimentari e le modalit\u00e0 con cui ciascun paziente cerca di gestire i sintomi della malattia attraverso l&#8217;alimentazione &#8211; spiega Salvo Leone, Direttore Generale AMICI Italia &#8211; Dalle risposte di pi\u00f9 di mille pazienti si evinceva che solo la met\u00e0 di loro aveva ricevuto indicazioni sul regime alimentare da seguire. Da qui \u00e8 nata l&#8217;esigenza di realizzare un&#8217;iniziativa su questo tema rivolta soprattutto ai pazienti. Durante questo convegno sono stati approfonditi tutti i temi specifici legati alla dieta e alla terapia nutrizionale. Vogliamo rendere consapevoli coloro che sono affetti da Malattia di Crohn o Colite Ulcerosa del ruolo fondamentale dell&#8217;alimentazione, tenendo conto delle difficolt\u00e0 che comportano le rinunce alimentari, che si aggiungono a quelle gi\u00e0 presenti nella vita sociale: per questo \u00e8 necessario verificare l&#8217;impatto dell&#8217;alimentazione sul benessere psicologico, sulla qualit\u00e0 di vita e sul coinvolgimento attivo nella gestione della malatti\u00e0.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8216;Oggigiorno, in fatto di ricerca, l&#8217;aspetto pi\u00f9 interessante riguarda il versante pediatrico, con la nutrizione enterale considerata ormai primaria nei casi lievi e moderati di malattia di Crohn e con la dieta di esclusione &#8211; dichiara Loris Pironi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell&#8217;Alimentazione e Dietetica dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna &#8211; Poche le novit\u00e0, invece, in tema di alimentazione come terapia per i pazienti adulti, ancora da confermare con studi appropriati. Durante l&#8217;appuntamento organizzato da AMICI si sono anche approfonditi il ruolo della alimentazione come fattore ambientale che nei soggetti predisposti pu\u00f2 contribuire a sviluppare la malattia, nonch\u00e8 il tipo di alimentazione da eseguire nei pazienti con malattia ma senza complicanz\u00e8.<br \/>&#8216;Durante l&#8217;incontro &#8211; dichiara Paolo Gionchetti Direttore della SSD Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali Centro di Riferimento Regione Emilia-Romagna per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali IRCCS Policlinico di Sant&#8217;Orsola &#8211; \u00e8 stato approfondito e valutato sotto diversi aspetti il tema della dieta nei pazienti affetti da Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa. Dal confronto sono emersi diversi spunti che saranno utili non solo per i pazienti ma soprattutto per i medici che li curano. E&#8217; chiaro &#8211; conclude Gionchetti &#8211; che c&#8217;\u00e8 ancora molto da fare in quest&#8217;ambito e considerando che i pazienti non sono mai uguali tra loro, sar\u00e0 in futuro necessario personalizzare il nostro intervento considerando anche l&#8217;importanza della dieta come elemento integrante dell&#8217;aspetto terapeutic\u00f2.<br \/>E&#8217; ormai consolidato l&#8217;utilizzo, nei casi pediatrici di malattia di Crohn ad attivit\u00e0 lieve-moderata, secondo quanto indicato dalle linee guida internazionali, della nutrizione enterale esclusiva, una formula polimerica con una consistenza simile a quella del latte, che deve essere impiegata in sostituzione della normale alimentazione per 8 settimane. Non possono essere assunti altri alimenti durante questo periodo. La nutrizione enterale esclusiva, che pu\u00f2 essere assunta per bocca, \u00e8 in grado di indurre una remissione della malattia, con la scomparsa dei sintomi e pu\u00f2 guarire la mucosa intestinale. Gli studi riportano una quota di successo in circa il 75% dei casi pediatrici. Tale nutrizione pu\u00f2 poi essere ancora utilizzata nella cosiddetta fase di mantenimento, ossia quando \u00e8 necessario mantenere la remissione di malattia, coprendo circa il 50% delle calorie totali quotidiane.<br \/>&#8216;Tra le novit\u00e0 presentate durante questo appuntamento &#8211; aggiunge Patrizia Alvisi, Dirigente Medico di Pediatria Responsabile di Programma di Gastroenterologia Pediatrica presso AUSL Bologna &#8211; vi \u00e8 anche un nuovo filone di ricerca che riguarda le diete: nella fattispecie, la dieta di esclusione per la malattia di Crohn, conosciuta come CDED, ideata da un gruppo israeliano, che propone una dieta priva di alimenti tipici della dieta occidentale, come cibi raffinati, soprattutto se ricchi di zuccheri semplici, riduce l&#8217;introito di proteine animali (soprattutto carne rossa) ed esclude  emulsionanti, additivi. Tale dieta avrebbe secondo quanto pubblicato recentemente dallo stesso gruppo, un&#8217;efficacia pari a quella della nutrizione enterale esclusiva. Gli studi sono tuttavia ancora pochi, necessitano di altre validazioni, ma comunque molto promettent\u00ec.<br \/>Secondo un recente studio realizzato dalla Societ\u00e0 italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica &#8211; SIGENP, l&#8217;incidenza che potremmo definire minima (\u00e8 desunta infatti dal registro nazionale della societ\u00e0 scientifica che \u00e8 aggiornato dai centri su base volontaria) delle MICI pediatriche, nell&#8217;ultimo decennio \u00e8 praticamente raddoppiata, attestandosi attorno al 2\/100.000 abitanti di et\u00e0 inferiore di 18 anni. Da un ulteriore aggiornamento che \u00e8 in corso, tale dato sarebbe ulteriormente aumentato nell&#8217;ultimo triennio, raggiungendo valori vicini al attorno al 4\/100.000 abitanti di et\u00e0 inferiore 18 anni.<br \/>Questi dati trovano riscontro con quelli di altri studi realizzati nei paesi del Nord Europa e Nord America, dove l&#8217;incidenza \u00e8 molto pi\u00f9 alta rispetto a quella della fascia mediterranea, con un&#8217;incidenza che si attesta attorno a 10\/100.000 abitanti di et\u00e0 inferiore di 18 anni. Anche la dieta potrebbe forse avere un ruolo nel giustificare tali differenze.<br \/>&#8216;La dieta mediterranea, ricca di fibre, frutta e verdura, e che utilizza ad esempio come fonte di lipidi olio extravergine di oliva pu\u00f2 forse essere uno dei fattori che giustificano questa incidenza pi\u00f9 bassa delle MICI pediatriche in Italia &#8211; conclude la Dott.ssa Alvisi &#8211; Ancora non abbiamo dati definitivi in merito a questo, cos\u00ec come abbiamo bisogno di ulteriori studi che confermino la validit\u00e0 della dieta nel trattamento della malattia di Crohn. Sono in corso diverse ricerche, proposte anche da gruppi italiani, che vedono l&#8217;utilizzo della dieta nel trattamento pediatrico al momento limitata alla malattia di Crohn. Si tratta di studi preliminari, ma dalla valenza important\u00e8.<br \/>L&#8217;aumento della incidenza delle MICI in Paesi recentemente industrializzati, nei quali negli ultimi decenni si \u00e8 assistito a una modifica delle abitudini alimentari verso stili sempre pi\u00f9 &#8216;occidentalizzat\u00ec, rappresenta una delle prove pi\u00f9 eclatanti dell&#8217;influenza di fattori ambientali, tra i quali l&#8217;alimentazione, nella patogenesi delle MICI. In soggetti geneticamente predisposti, l&#8217;alimentazione pu\u00f2 probabilmente facilitare lo sviluppo della malattia interferendo sull&#8217;equilibrio del microbiota intestinale, sulla funzione di barriera della mucosa e sulla  funzione del sistema immunitario intestinale.<br \/>Negli scorsi anni AMICI ha realizzato un&#8217;indagine sul rapporto con l&#8217;alimentazione nei pazienti con Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) condotta dal centro ricerche EngageMinds-HUB dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore. L&#8217;obiettivo principale era approfondire come il rapporto con il cibo nei pazienti affetti da MICI influenzi le loro scelte alimentari e la qualit\u00e0 di vita. Dalle interviste, \u00e8 emerso che ciascun paziente instaura un rapporto molto personale con il cibo, principalmente ancorato alla strategia dell&#8217;evitamento di certi alimenti. Il ruolo del paziente nel riconoscere quali alimenti possono portare a sviluppare sintomi \u00e8 certamente importante ed \u00e8 fondamentale una presa in carico un approccio multidisciplinare, che preveda la valutazione delle diete utilizzate soprattutto se &#8216;di esclusion\u00e8, da parte del medico gastroenterologo e dal nutrizionista o dal pediatra, con l&#8217;aiuto di una dietista esperta o meglio ancora se dedicata alle MICI.<br \/>La salute del paziente con MICI, pertanto, non pu\u00f2 e non deve dipendere solo dalle cure mediche, ma deve prevedere uno stile di vita corretto ed un&#8217;alimentazione sana. Seguire un regime di alimentazione sana ed equilibrata \u00e8 uno dei modi pi\u00f9 efficaci per salvaguardare la salute, e forse controllare la malattia. L&#8217;interesse dei pazienti per la dieta, da intendere non come una privazione ma come uno stile di vita, \u00e8 sempre molto alto e rappresenta un bisogno poter conoscere cosa e come mangiare. La realizzazione di ricette dedicate pu\u00f2 contribuire ad alleggerire il peso della rinuncia di quegli alimenti che la malattia a volte non concede di assumere, con un occhio di riguardo al gusto e alla qualit\u00e0, che influiscono sull&#8217;umore e le condizioni generali dell&#8217;organismo. Perch\u00e8 indipendentemente da eventuali limitazioni, mangiare con gusto \u00e8 sempre possibile, pi\u00f9 facile di quello che sembra e migliora la qualit\u00e0 della vita. Compito dell&#8217;Associazione \u00e8 contribuire grazie ad esperti in materia ad aumentare la diffusione delle informazioni corrette che possono essere di aiuto nella vita di tutti i giorni di pazienti troppo spesso disorientati.<br \/>&#8211; foto ufficio stampa AMICI Italia<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BOLOGNA (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;alimentazione \u00e8 un elemento importante nella genesi di tante malattie intestinali, fra cui le Malattie Infiammatorie Croniche dell&#8217;Intestino (MICI) e per questo motivo \u00e8 sempre pi\u00f9 oggetto di interesse scientifico. Inoltre, \u00e8 importante garantire un adeguato supporto nutrizionale per migliorare la risposta dell&#8217;organismo ad eventuali malattie. 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