{"id":128601,"date":"2022-11-06T11:11:32","date_gmt":"2022-11-06T10:11:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=128601"},"modified":"2022-11-07T08:51:53","modified_gmt":"2022-11-07T07:51:53","slug":"la-nuova-stagione-del-vittorio-emanuele-tutto-quello-che-ce-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/11\/06\/la-nuova-stagione-del-vittorio-emanuele-tutto-quello-che-ce-da-sapere\/","title":{"rendered":"La nuova Stagione del Vittorio Emanuele, tutto quello che c&#8217;\u00e8 da sapere"},"content":{"rendered":"\n<p>Parte la nuova stagione del Vittorio Emanuele, Presentata Sabato alla presenza del Presidente dell&#8217;Ente Teatro <strong>Orazio Miloro,<\/strong> del sovrintendente <strong>Gianfranco Scoglio,<\/strong> del consigliere <strong>Giuseppe Ministeri,<\/strong> del Sindaco <strong>Federico Basile.<\/strong><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Una stagione con importanti nomi come <strong>Amii Stuart, Giampiero Ingrassia, Tosca d&#8217;Aquino, Francesco Pannofino, IaIa Forte, Gianfranco Iannuzzo, Barbara De Rossi, Nancy Brilli, Chiara Noschese, Ambra Angiolini, Paolo Ruffini e Massimo Ghini, Paolo Genovese, Sergio Castellitto, Lucia Lavia.<\/strong><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Tra i temi centrali di quest&#8217;anno, secondo il sovrintendente, la crisi della nostra societ\u00e0 di oggi e il nuovo ruolo delle donne. Gli obiettivi: far tornare i giovani a Teatro, con il ritorno delle Scuole al mattino, ed ovviamente far crescere gli abbonati.<\/p>\n\n\n\n<p>Appunto il coinvolgimento dei giovani, con la nuova veste grafica realizzata da studenti del Liceo Artistico Basile, presente infatti anche la dirigente scolastica <strong>Caterina Celesti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 il nodo Direttori artistici, che al momento non ci sono. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Secondo la normativa regionale non possiamo nominarli prima del 2023. C&#8217;\u00e8 un divieto ai contratti per assistenza tecnica e consulenza. Dunque eravamo ad un bivio &#8211;  ha spiegato Miloro.  &#8211;  Abbiamo allora deciso di continuare sul lavoro gi\u00e0 impostato dai direttori Simona Celi Zanetti e Pappalardo, l&#8217;alternativa sarebbe stata non fare la stagione&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;La delibera &#8211; chiarisce &#8211; \u00e8 gi\u00e0 stata esitata&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le altre scadenze prossime c&#8217;\u00e8 quella del bando per il prossimo sovrintendente, tra 3 giorni. A Dicembre termineranno invece i lavori di ristrutturazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le opere teatrali pi\u00f9 interessanti che andranno in scena, di sicuro <em><strong>Scatola &#8211; Ossessioni da riporto<\/strong>. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;opera mette in scena la tragedia di un uomo (l&#8217;attore messinese <strong>Elio Crif\u00f2<\/strong>) e la sua visione \u201capocalittica\u201d del mondo, un\u2019analisi critica disillusa e disincantata, la realt\u00e0 di un modernismo che fagocita la sua essenza. Protagonista di un monologo \u201csurreale\u201d, \u201cin un atteggiamento di contemplazione della realt\u00e0\u201d, si mette a nudo rivelando la paura \u201cdel mondo e nel mondo\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p><br>Liberamente ispirata al celebre film \u201cThe Wall\u201d di Alan Parker, prodotta dalla Fondazione Taormina Arte per la regia di Valerio Vella, racconta, attraverso la \u201csperimentazione\u201d dialogica del protagonista con s\u00e9 stesso, il fallimento della modernit\u00e0 (rappresentata dall\u2019immagine della \u201cspazzatura che avvelena il mondo\u201d) e della globalizzazione della societ\u00e0 odierna (costituita da \u201candroidi burattini\u201d) abbrutita dal consumismo imperialistico, dall\u2019incomunicabilit\u00e0 e dalla prevaricazione, trasfigurata in una realt\u00e0 nella quale la follia sembra essere l\u2019unica risposta possibile.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il tutto si alterna tra il monologo, la musica dei Pink Floyd realizzata dalla giovane The Box Rock Band, le coreografie della compagnia Marvan Dance.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Amori e Sapori nelle Cucine del Gattopardo,<\/strong> <\/em>con D&#8217;Aquino e Ingrassia, riprendendo come cornice l&#8217;opera di Tomasi di Lampedusa, ci fa chiedere cosa accade nelle cucine di Palazzo Ponteleone mentre  si consuma il famoso ballo narrato nell&#8217;opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Volano le portate, si azzuffano i cuochi, si tirano padelle ma soprattutto si svelano amori impensabili, crudeli e meravigliosi conditi da tutti quei santi e profani profumi tipici della cucina siciliana.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Tra succulenti litigi, ricatti, ironia, sarcasmo e umorismo attraverso lo scontro di Teresa e Mons\u00f9 Gaston. Uno invidioso dell\u2019altra, non si accontentano di gareggiare nel preparare i piatti migliori, ma vogliono avere anche l\u2019esclusiva delle attenzioni di Don Fabrizio. Insomma, un po&#8217; di gossip dal passato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Mine Vaganti <\/em><\/strong>di <strong>Ferzan Ozpetek, <\/strong>con Pannofino e Iaia Forte, adattamento teatrale del lavoro cinematografico del grande regista, alla sua prima teatrale. Un lavoro che per sottrazioni necessarie dall&#8217;originale lasciando l\u2019essenziale intrigante, attraente, umoristico.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Protagonista la famiglia Cantone, proprietaria di un grosso pastificio, con le sue radicate tradizioni culturali alto borghesi e un padre desideroso di lasciare in eredit\u00e0 la direzione dell\u2019azienda ai due figli. Tutto precipita quando uno dei due si dichiara omosessuale, battendo sul tempo il minore tornato da Roma proprio per aprirsi ai suoi cari e vivere nella verit\u00e0.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;opera in cui gli attori coinvolgono con dinamicit\u00e0 gli spettatori, spesso muovendosi per la platea come in una piazza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Come tu mi vuoi, <\/em><\/strong>con <strong>Lucia Lavia <\/strong>e la regia di Luca Fusco, adattamento di una delle opere meno note di Luigi Pirandello, in una versione pi\u00f9 cinematografica che teatrale, che rimanda ai noir anni &#8217;40. Si incentra nella ricerca personale di Fusco delle opere meno trattate di Pirandello. <\/p>\n\n\n\n<p>Lisistrata, che porta in scena Amanda Sandrelli nei panni della protagonista, con il suo sguardo che ci osserva dal lontano 411 a.c., scuotendo la testa sconsolata di fronte alle tragedie, alle miserie e ai disastri provocati dalla stupidit\u00e0, arroganza, vanit\u00e0 e superficialit\u00e0 umana. Grazie alla riscrittura del testo da parte di Ugo Chiti e alla sua capacit\u00e0 d\u2019interpretare la classicit\u00e0 con occhio contemporaneo e insieme rispettoso dell\u2019originale, questa Lisistrata ha un meccanismo teatrale modernissimo, una specie di farsa in cui si ride molto, ma che in maniera paradossale e umanissima ci fa scoprire senza falso pudore, tra sghignazzi e continui doppi sensi, i meccanismi perversi dell\u2019irragionevolezza umana. Lo fa additando senza ipocrisia, con un linguaggio diretto e divertente, i vizi, le perversione, il malcostume, la corruzione, le debolezze che ci portano da millenni a ritenere la violenza l\u2019unico mezzo per risolvere i conflitti, per appianare le liti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il Padre della Sposa<\/em><\/strong> con Iannuzzo e De Rossi, una commedia familiare che tratta la storia di Agostino, un imprenditore e padre di famiglia che oltre a possedere un\u2019azienda ha una bella figlia ventiduenne che sta per convolare a nozze, figlia a cui vuole molto bene e di cui \u00e8 molto geloso.<br>La ragazza sta per sposare Edo ,rampollo di una ricca famiglia, ma l\u2019imminente matrimonio con annessi caotici preparativi avranno un effetto straniante sul povero padre, che in cuor suo non vuole accettare il fatto che la figlia sia ormai una donna e il solo pensiero di lasciare l\u2019adorata fanciulla nelle mani di uno sconosciuto lo fa dar di matto.<br>A peggiorare le cose ci si metter\u00e0 il prezzo esorbitante del matrimonio che coster\u00e0 all\u2019uomo una piccola fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il Nodo<\/em><\/strong>, con Ambra, <strong>Arianna Scommegna,<\/strong> e la regia di Serena Sinigaglia \u00e8 ambientato in una classe di prima media della scuola pubblica di Lake Forest, piccolo centro abitato nei dintorni di Chicago. Ma attenzione: il \u201cdove\u201d non \u00e8 importante, importante \u00e8\u00a0 il \u201cquando\u201d e soprattutto il \u201cperch\u00e9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Quali sono le responsabilit\u00e0 educative dei genitori e quali quelle delle istituzioni nei confronti dei figli? Di chi \u00e8 la colpa se i nostri figli si trasformano in vittime o carnefici? Com\u2019\u00e8 possibile che si possa scatenare una violenza tale da indurre un ragazzo o una ragazza ad uccidersi? Dove sbagliamo? Chi sbaglia? Di chi \u00e8 la responsabilit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p><br>\u201cIl nodo\u201d non \u00e8 semplicemente un testo teatrale sul bullismo (il che, comunque, basterebbe a renderlo assolutamente attuale e necessario), \u00e8 soprattutto un confronto senza veli sulle ragioni intime che lo generano. Osa porsi le domande assolute come accade nelle tragedie greche, cerca le cause e non gli effetti. <\/p>\n\n\n\n<p><br>Oggi abbiamo le piattaforme digitali per raccontare storie, per denunciare fatti e azioni rilevanti. Dunque a cosa serve nello specifico il teatro? Serve a mettere a nudo, nella sintesi e nell\u2019intensit\u00e0 che lo contraddistinguono, le pi\u00f9 profonde contraddizioni dell\u2019uomo,\u00a0 le ragioni ultime del\u00a0\u00a0 suo agire.<br>Heather Clark e Corryn Fell non sono solo l\u2019insegnante e la madre di Gidion. Il loro conflitto, come quello tra Medea e Giasone, tra Dioniso e Penteo, tra Eteocle e Polinice, racchiude in s\u00e9 tutti noi come singoli individui e tutti noi come societ\u00e0. E ci pone di fronte alle nostre responsabilit\u00e0: per ogni ragazzo ferito, umiliato, ma anche per chi umilia e ferisce, siamo noi ad essere sconfitti, come individui e come societ\u00e0, nostra \u00e8 la responsabilit\u00e0, nostra \u00e8 la pena e il dolore.<\/p>\n\n\n\n<p><br>La madre e l\u2019insegnante di Gidion combattono per salvare se stesse dal baratro\u00a0 della\u00a0 colpa e\u00a0 forse per cercare un senso ad una morte tanto orribile. Nel frastuono e nel clamore della loro battaglia non si accorgono che solo una voce resta muta e lontana: quella del figlio.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Manola <\/em><\/strong>di <strong>Margaret Mazzantini, <\/strong>regia di Leo Muscato, con Brilli e Noschese,  tratta il dramma di due sorelle gemelle in contrasto tra loro, come due pianeti opposti nello stesso emisfero emotivo. Anemone, sensuale e irriverente, che aderisce ad ogni dettaglio della vita con vigoroso entusiasmo, e il suo opposto Ortensia, uccello notturno, irsuta e rabbiosa creatura in cerca di una perenne rivincita. Le due per un gioco scenico si rivolgono alla stessa terapeuta dell\u2019occulto e svuotano il serbatoio di un amore solido come l\u2019odio. Ed \u00e8 come carburante che si incendia provocando fiamme teatrali ustionanti, sotto una grandinata di risate. In realt\u00e0 la Manola del titolo, perennemente invocata dalle due sorelle, interlocutore mitico e invisibile, non \u00e8 altro che la quarta parete teatrale sfondata dal fiume di parole che Anemone e Ortensia rivolgono alla loro squinternata coscienza attraverso un girotondo di specchi, evocazioni, malintesi, rivalse canzonatorie. Una maratona impudica e commovente, che svela l\u2019intimit\u00e0 femminile in tutte le sue scaglie. Come serpenti storditi le due finiranno per fare la muta e infilarsi nella pelle dell\u2019altra, sbagliando per l\u2019ennesima volta tutto. Perch\u00e9 un equivoco perenne le insegue nell\u2019inadeguatezza dei loro ruoli esistenziali. Un\u00a0\u00a0 testo sfrenato che prevede due interpreti formidabili per una prova circense senza rete. Ma che invoca l\u2019umano in ogni sua singola cellula teatrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Andando alle opere comiche, troviamo la prima del cartellone con <strong>Max Angioni<\/strong> \u00a0comico emergente, reduce dai successi di Italia\u2019s Got Talent, Zelig, Le Iene e Lol2,\u00a0in Miracolato, prodotto da Vera Srl e Paolo Ruffini. <\/p>\n\n\n\n<p>Una sferzante ironia anima i monologhi incorniciati nella scena minimalista, in cui Max racconta un condensato delle proprie esperienze: dalle conversazioni ai tempi dei social, alla sua relazione con lo sport, alla maledizione di arrivare secondo. Tra interazioni con il pubblico e incursioni del suo folle personaggio, Kevin Scannamanna, il talento del giovane comico offre uno sguardo originale ed esilarante sulla realt\u00e0 quotidiana. La verve tipica della Stand-up Comedy accompagna, con ritmo serrato, i diversi quadri del racconto, in cui Max torna a stupire con il tema dei miracoli, con cui \u00e8 diventato celebre. Miracolato perch\u00e9 rispolvera avvenimenti epici \u2013 come quelli descritti nel Vangelo, con il personaggio di Ges\u00f9 \u2013 e li rielabora in una chiave comica ed eccentrica. Miracolato perch\u00e9 Max \u00e8 stato protagonista di un\u2019escalation di successi nell\u2019ultimo anno, che lo hanno fatto sentire cos\u00ec fortunato, da provare a immaginare nuovi miracoli moderni. La comicit\u00e0 diventa uno strumento, divertente ed inaspettato, per rendere accessibili argomenti apparentemente troppo sacri per concedersi all\u2019ironia, e per divulgare le storie pi\u00f9 antiche del mondo, filtrandole attraverso una lente leggera e brillante. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quasi amici,<\/em><\/strong> trasposizione teatrale di Alberto Ferrari dell&#8217;omonima opera cinematografica, racconta due uomini talmente diversi da costituire una teorizzazione dell\u2019antimateria. Due particelle che potrebbero portare a un\u2019esplosione, un annichilimento delle proprie personalit\u00e0\u0300 e invece avviene il miracolo.<br>Ed \u00e8 questo Miracolo laico che vorrei raccontare.<br>Un uomo molto agiato, ricco, molto ricco, troppo ricco, intelligente, affascinante; un uomo che vive di cultura e con la cultura vive, che si muove e conquista e soddisfa il proprio ego narcisistico con il cervello pi\u00f9\u0300 che con il corpo.<br>Un uomo a cui il destino ha voluto, per contrappasso, relegare a solo cervello, facendolo precipitare con il parapendio e fratturandogli la quarta vertebra cervicale e riprendendosi il corpo. Quel corpo, che era solo un bagaglio della mente, ora nell\u2019assenza, diventa il fantasma di un\u2019identit\u00e0\u0300 da inseguire e recuperare.<br>E un altro uomo che entra ed esce di galera, sin da ragazzino, svelto, con una sua intelligenza vivace e una cultura fatta sulla strada e nei film di serie b, che ha visto. Ma decisamente smart. Un uomo che preferisce porre il suo corpo avanti a tutto e lasciare il cervello quieto nelle retrovie. Un corpo che, da subito, ha cercato di farsi strada nelle periferie degradate, in cui un\u2019incertezza diventa come in natura, essenziale per determinare il proprio posto nella catena alimentare. Un predatore che in realt\u00e0\u0300 \u00e8 una preda delle proprie debolezze.<br>Un uomo che si \u00e8 privato della carica del cervello che avrebbe potuto essere per lui determinante.<br>Questi due uomini si incontrano per un caso e questo caso far\u00e0\u0300 s\u00ec che diventino uno per l\u2019altro indissolubili, l\u2019uno indispensabile alla vita dell\u2019altro e lenitivo alla ferit\u00e0 fatale che ognuno ha dentro di s\u00e9.<br>Non lo sanno ma loro possiedono un dono che ognuno pu\u00f2\u0300 donare all\u2019altro: la leggerezza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Una compagnia di pazzi, <\/em><\/strong>scritto da\u00a0<strong>Antonio Grosso<\/strong>, con\u00a0<strong>Antonello Pascale, Francesco Nannarelli, Gioele Rotini, Gaspare di Stefano<\/strong>, mette in scena un manicomio quasi dismesso, dove sono rimasti soltanto 3 pazzi, gestito da due fratelli, Armando e Francesco che con tanta pazienza e amore si prendono cura del loro pazienti: il direttore del manicomio un uomo duro e senza un minimo di umanit\u00e0.<br>L\u2019amicizia fra gli infermieri e i loro pazienti oramai regna sovrana, il tempo passa fra \u201cgiochi\u201d, sfott\u00f2 e vari momenti di ilarit\u00e0 e comicit\u00e0.<br>Uno dei pazienti, scopre una cassaforte nell\u2019ufficio del direttore.<br>I 5 inizieranno un piano per aprire la cassaforte, rubare il \u201cmalloppo\u201d e fuggire via verso una nuova vita!\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Zorro, un eremita sul marciapiede<\/strong><\/em> di\u00a0<strong>Margaret Mazzantini<\/strong> con\u00a0<strong>Sergio Castellitto<\/strong> e regia di\u00a0<strong>Sergio Castellitto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec l&#8217;opera \u00e8 descritta dalla stessa Mazzantini: <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Stanno sul margine del grande fiume, intenti come pescatori in attesa. Pescano nel nostro vortice quello che rimane, quello che schizza via, che gli appartiene per diritto. Hanno quegli odori concentrati, essenza d\u2019uomo, come mosto, come seccume marino, roba sfinita dal sole o roba che fa il suo corso.<br>Zorro mi ha aiutato a stanare un timore che da qualche parte appartiene a tutti. Perch\u00e9 dentro ognuno di noi, inconfessata, incappucciata, c\u2019\u00e8 questa estrema possibilit\u00e0: perdere improvvisamente i fili, le zavorre che ci tengono ancorati al mondo regolare. Chi di noi in una notte di strozzatura d\u2019anima, bavero alzato sotto un portico, non ha sentito verso quel corpo, quel sacco di fagotti con un uomo dentro, una possibilit\u00e0 di se stesso? I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ci\u00f2 che non hanno, ma anche di tutto ci\u00f2 che ci manca.<br>Perch\u00e9 forse ci manca quell\u2019andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure cos\u00ec naturale, cos\u00ec necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell\u2019orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull\u2019asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell\u2019umanit\u00e0. Perch\u00e9 i barboni sono come certi cani, ti guardano e vedi la tua faccia che ti sta guardando, non quella che hai addosso, magari quella che avevi da bambino, quella che hai certe volte che sei scemo e triste.<br>Quella faccia affamata e sparuta che avresti potuto avere se il tuo spicchio di mondo non ti avesse accolto. Perch\u00e9 in ogni vita ce n\u2019\u00e8 almeno un\u2019altra&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paolo Genovese<\/strong> alla sua prima regia teatrale porta in scena l&#8217;adattamento dei suoi <strong><em>Prefetti Sconosciuti, <\/em><\/strong>con <strong>Paolo Calabresi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una brillante commedia sull\u2019amicizia, sull\u2019amore e sul tradimento, che porter\u00e0 quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere \u201cperfetti sconosciuti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta<br>Un tempo quella segreta era ben protetta nell\u2019archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim.<br>Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare?<br>Durante una cena, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verit\u00e0 mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate.<br>Metteranno cos\u00ec a conoscenza l\u2019un l\u2019altro dei propri segreti pi\u00f9 profondi\u2026&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine le opere musicali, con <strong><em>Amii Stuart, la Tosca, Nehmiah H. Brown &amp; Faith Gospel Choir, e il Pink Floyd Laser Show. <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.teatrovittorioemanuele.it\/stagione\/2022-2023\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"http:\/\/www.teatrovittorioemanuele.it\/stagione\/2022-2023\/\"><strong>Qui il cartellone completo.<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.teatrovittorioemanuele.it\/prezzi-stagione-teatrale-2018-2019\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"http:\/\/www.teatrovittorioemanuele.it\/prezzi-stagione-teatrale-2018-2019\/\">Qui i prezzi di biglietti e abbonamenti.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parte la nuova stagione del Vittorio Emanuele, Presentata Sabato alla presenza del Presidente dell&#8217;Ente Teatro Orazio Miloro, del sovrintendente Gianfranco Scoglio, del consigliere Giuseppe Ministeri, del Sindaco Federico Basile. 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