{"id":126583,"date":"2022-10-20T20:07:57","date_gmt":"2022-10-20T18:07:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/10\/20\/il-welfare-aziendale-una-risposta-al-crollo-demografico-in-italia\/"},"modified":"2022-10-20T20:07:57","modified_gmt":"2022-10-20T18:07:57","slug":"il-welfare-aziendale-una-risposta-al-crollo-demografico-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/10\/20\/il-welfare-aziendale-una-risposta-al-crollo-demografico-in-italia\/","title":{"rendered":"Il welfare aziendale una risposta al crollo demografico in Italia"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Un&#8217;emergenza tra le pi\u00f9 drammatiche e cogenti, eppure tra le meno raccontate e affrontate, anche dalla politica. Il crollo demografico che sta colpendo l&#8217;Italia, per\u00f2, non \u00e8 certo un fenomeno che pu\u00f2 sorprendere, non \u00e8 infatti una novit\u00e0 semmai una tendenza e per questo non deve cogliere impreparati. Se si parte dal presupposto che ogni componente della societ\u00e0, dagli individui alla collettivit\u00e0 organizzata, giochi un ruolo decisivo nella partita della natalit\u00e0, allora diventa subito chiaro che attraverso il welfare aziendale questo problema pu\u00f2 trovare risposta. Per fortuna, le imprese si stanno dimostrando sempre pi\u00f9 consapevoli. Riflessioni che sono state affrontate durante <a href=\"https:\/\/www.intesasanpaolo.com\/\">l&#8217;evento &#8220;La trappola della natalit\u00e0. Il welfare aziendale per uscirne&#8221;<\/a>, ospitato da Intesa Sanpaolo nella sede di via Monte di Piet\u00e0 a Milano. L&#8217;appuntamento prende il titolo dal quasi omonimo libro dei giornalisti Luca Cifoni e Diodato Pirone (&#8220;La trappola delle culle. Perch\u00e8 non fare figli per l&#8217;Italia \u00e8 un problema e come uscirne&#8221;, Rubbettino, 2022): a discutere con loro sono intervenuti Luciano Malfer, direttore dell&#8217;Agenzia per la Coesione Sociale della Provincia autonoma di Trento, Patrizia Ordasso, responsabile degli Affari sindacali di Intesa Sanpaolo, Agnese Vitali, professore associato di demografia all&#8217;universit\u00e0 di Trento, Maurizio Zordan, Ceo dell&#8217;azienda vicentina Zordan di Valdagno.<br \/>\nIn Italia, spiega Pirone, &#8220;siamo passati da 60.5 milioni di abitanti di 7-8 anni fa ai meno di 59 milioni attuali, arriveremo a circa 55 milioni entro la fine del decennio e siamo destinati a ridurci, alla fine di questo secolo, a 37-38 milioni. Stando come stanno le cose non abbiamo le capacit\u00e0 di recuperare. E&#8217; un&#8217;ottima notizia che il nostro paese sia uno dei pi\u00f9 longevi nel mondo occidentale per\u00f2 questo effetto, accompagnato dall&#8217;effetto sfavorevole lato nascite, crea uno squilibrio&#8221;.<br \/>\nUno squilibrio sicuramente amplificato dal Covid nel 2020, fatto sta che nel 2021 in Italia sono nati 399.000 bambini contro i 740.000 nati in Francia. Gli italiani fanno meno figli, ma soprattutto &#8211; a causa del crollo delle nascite nei decenni scorsi &#8211; sono pochi i genitori potenziali. Ecco quindi come siamo finiti nella &#8216;trappola demografic\u00e0, avvisano gli autori: una spirale distruttiva che porta con s\u00e8 un&#8217;economia pi\u00f9 debole, imprese poco innovative, pensioni insostenibili, scuole chiuse e territori desertificati. In una parola, il declino. Il libro prova a spiegare cosa \u00e8 successo e propone nove azioni per stimolare persone, politica, amministrazioni e aziende a recuperare la necessaria &#8220;connessione emotiva con la societ\u00e0&#8221; e, per questa via, a investire sulla natalit\u00e0.<br \/>\n&#8220;Il welfare aziendale \u00e8 fondamentale per affrontare tutte le esigenze delle persone che lavorano nel Gruppo &#8211; racconta Patrizia Ordasso, responsabile degli Affari sindacali di Intesa Sanpaolo a Italpress &#8211; noi abbiamo un sistema di welfare integrato che quindi analizza i vari bisogni e cerca di andarvi incontro. Sul tema della genitorialit\u00e0, negli anni abbiamo fatto iniziative innanzitutto per favorire la fruizione dei permessi da parte dei padri perch\u00e8 \u00e8 un modo anche per agevolare il lavoro femminile e permettere ai padri di aiutare nella cura dei figli. Perci\u00f2 &#8211; prosegue &#8211; abbiamo esteso i permessi di legge nel caso di nascita di un figlio, abbiamo maggiorato la retribuzione per i congedi parentali per i padri prevista dalla legge e poi abbiamo creato dei pacchetti aggiuntivi nel caso di nascita di figli: per i giovani che entrano nel gruppo Intesa Sanpaolo, entro i primi dieci anni dall&#8217;assunzione c&#8217;\u00e8 un bonus figli, un bonus casa e abbiamo deciso da quest&#8217;anno, assieme ai sindacati, di versare tutti gli anni un bonus in previdenza perch\u00e8 bisogna pensare anche al futuro dei figli sin da quando nascon\u00f2.<br \/>\nPoi, aggiunge, &#8220;abbiamo una serie di iniziative fatte non direttamente da Intesa Sanpaolo ma dal fondo sanitario che agisce in funzione di prestazioni sanitarie, dal circolo ricreativo che organizza attivit\u00e0 e supporto ai genitori del gruppo sin da quando i bambini sono piccoli, quindi anche la possibilit\u00e0 di recuperare babysitter, abbiamo asili aziendali e convenzioni con asili per supportare i genitori, inoltre cerchiamo di analizzare con i sindacati le situazioni emergenti&#8221;.<br \/>\nSono misure che i dipendenti dimostrano di apprezzare: &#8220;S\u00ec, \u00e8 un&#8217;esigenza che i colleghi colgono e sfruttano. Solo a maggio, ad esempio, abbiamo esteso i congedi per i padri anche ai figli dei coniugi, inclusi quelli delle unioni civili, perch\u00e8 le nostre famiglie sono in movimento. Solo ieri abbiamo firmato degli accordi per estendere permessi e agevolazioni economiche per figli anche agli affidi temporanei. Erano gi\u00e0 ricompresi gli affidi preadottivi, ieri abbiamo esteso anche ai temporane\u00ec. Quanto allo smart working, &#8216;noi lo facciamo dal 2015 ormai in modo diffuso. Siamo in trattativa con i sindacati per una revisione degli strumenti di lavoro flessibile e la possibilit\u00e0 di articolare l&#8217;orario in modalit\u00e0 che vadano incontro alle necessit\u00e0 delle famigli\u00e8.<br \/>\n&#8216;E&#8217; difficile uscirne senza pianificare &#8211; evidenzia Cifoni parlando con Italpress &#8211; il concetto \u00e8 che serve agire prima di tutto sul fronte culturale, prendere atto che c&#8217;\u00e8 questa emergenza. Questa \u00e8 la prima azione da fare. E poi occorre mettere insieme gli strumenti coi vari attori. Lo stato deve fare la sua parte col sostegno economico che \u00e8 importante ma da solo non basta. La societ\u00e0 deve fare la sua parte e le imprese hanno un ruolo decisivo. Ci sono &#8211; prosegue &#8211; anche alcuni fattori culturali come il ritardo che abbiamo nel nostro paese sulla divisione dei ruoli tra uomo e donna all&#8217;interno della famiglia, un fatto che la letteratura scientifica dimostra che scoraggia la natalit\u00e0 perch\u00e8 questa viene caricata spesso sulla parte femminile. Poi ovviamente c&#8217;\u00e8 un tema di immigrazione, che \u00e8 delicato ma va affrontat\u00f2.<br \/>\nNon meno &#8220;c&#8217;\u00e8 un tema di lavoro femminile perch\u00e8 laddove ce n&#8217;\u00e8 un pi\u00f9 alto tasso anche la natalit\u00e0 \u00e8 migliore&#8221; e uno che riguarda &#8220;le nuove famiglie: le famiglie tradizionali sono una minoranza in questo paese perch\u00e8 recentemente le unit\u00e0 familiari formate da una sola persona hanno superato la tipologia coppie con figli, quindi dobbiamo prendere atto di questa situazione e affrontarla nel mondo real\u00e8.<br \/>\nIl mondo reale, ragiona ancora Cifoni, \u00e8 quello che interpella e dovrebbe dunque nutrire l&#8217;agenda politica: &#8216;Anche nella recente campagna elettorale c&#8217;\u00e8 stata una certa attenzion\u00e8 al tema della natalit\u00e0. Dopodich\u00e8, per\u00f2, &#8220;la politica spesso ha un orizzonte ristretto che va ai prossimi sei mesi, al prossimo anno, quando va bene alla legislatura, mentre la demografia di per s\u00e8 ha un orizzonte decennale o anche di pi\u00f9. Serve quindi riuscire a capire che alcuni problemi vanno affrontati in maniera strutturale e non improvvisato, con tempi che purtroppo a volte non coincidono con quelli della politica. Ogni interesse, tuttavia, vista la situazione in cui versiamo, \u00e8 positiv\u00f2. &#8220;L&#8217;aiuto dello Stato \u00e8 strategico ma non \u00e8 sufficiente&#8221;, rimarca Pirone, secondo il quale \u00e8 essenziale il contributo di &#8220;ogni molecola della societ\u00e0, i sindaci con la costruzione di pi\u00f9 case popolari, le famiglie con il ritorno a una cultura della protezione dei bambini, le imprese che devono aiutare i dipendenti che desiderano procrear\u00e8.<br \/>\nE quindi il monito: &#8220;Ogni settore della societ\u00e0 si deve sentire mobilitato. Dobbiamo capire che, se continuiamo a diminuire come popolazione, i danni saranno rilevanti e riguarderanno tutti&#8221;.<br \/>\n&#8220;I segni c&#8217;erano &#8211; interviene a rinforzo la demografa di Trento Agnese Vitali &#8211; e la situazione si poteva prevedere, ora finalmente se ne inizia a parlare&#8221;. Vitali illustra la &#8220;previsione inquietante&#8221; proposta da Istat un mese fa sul futuro della popolazione, con pi\u00f9 anziani e famiglie pi\u00f9 piccole, ma nota poi che &#8220;c&#8217;\u00e8 margine per le politiche pubbliche per intervenire&#8221;. E cita il caso virtuoso delle province autonome di Trento e Bolzano, &#8220;uniche due a fecondit\u00e0 non bassa&#8221;, dove addirittura la media di figli nati per donna ha superato il dato di Svezia e Danimarca. Com&#8217;\u00e8 stato possibile? I motivi sono molteplici, Vitali ne menziona tre: l&#8217;occupazione femminile pi\u00f9 alta, la copertura di servizi per la prima infanzia estesa pi\u00f9 che altrove, un mix di politiche pubbliche che funziona, dall&#8217;assegno unico universale che &#8220;esiste da molto tempo&#8221; ai congedi facoltativi per padri. Malfer, esperto di politiche famigliari tra i pi\u00f9 accreditati in Europa, conosce bene la realt\u00e0 trentina e sintetizza: &#8220;Oggi in Trentino il 40% della popolazione dipendente lavora in aziende che hanno adottato piani per la conciliazione del tempo vita-lavoro. I benefici si vedono dentro l&#8217;azienda&#8221; ma non solo perch\u00e8 se &#8220;aumenta occupazione femminile, aumenta la natalit\u00e0&#8221;, il che si traduce anche in un &#8220;fattore di competitivit\u00e0&#8221; per le imprese. Concorda Zordan, che rilancia: &#8220;Le aziende devono entrare in migliore connessione con il paese. Se queste si mettono in sintonia con la cultura del territorio, le persone non le rifiuteranno certament\u00e8.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto xa1\/Italpress &#8211;<br \/>\n(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Un&#8217;emergenza tra le pi\u00f9 drammatiche e cogenti, eppure tra le meno raccontate e affrontate, anche dalla politica. Il crollo demografico che sta colpendo l&#8217;Italia, per\u00f2, non \u00e8 certo un fenomeno che pu\u00f2 sorprendere, non \u00e8 infatti una novit\u00e0 semmai una tendenza e per questo non deve cogliere impreparati. 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