{"id":125611,"date":"2022-10-13T18:07:53","date_gmt":"2022-10-13T16:07:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/10\/13\/roma-a-palazzo-cipolla-in-mostra-le-opere-di-raoul-dufy\/"},"modified":"2022-10-13T18:07:53","modified_gmt":"2022-10-13T16:07:53","slug":"roma-a-palazzo-cipolla-in-mostra-le-opere-di-raoul-dufy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/10\/13\/roma-a-palazzo-cipolla-in-mostra-le-opere-di-raoul-dufy\/","title":{"rendered":"Roma, a Palazzo Cipolla in mostra le opere di Raoul Dufy"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Le sale di Palazzo Cipolla, a Roma, ospiteranno da domani e fino al 26 febbraio 2023 la prima grande esposizione mai realizzata in Italia e dedicata a uno dei maestri dell&#8217;arte moderna: Raoul Dufy. La mostra &#8211; promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro &#8211; Internazionale per volont\u00e0 del suo presidente Emmanuele Francesco Maria Emanuele &#8211; \u00e8 realizzata da Poema con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia, ideata dal Musee d&#8217;Art Moderne de la Ville de Paris, Paris Musees e curata da Sophie Krebs, conservatrice generale dello stesso museo parigino. &#8220;Dufy \u00e8 un personaggio di un&#8217;epoca ben precisa, lontana dal contemporaneo, ma connotata da una capacit\u00e0 di visione alternativa &#8211; ha detto il professor Emanuele nel corso della preview stampa della mostra -. Basta pensare ad esempio che per lui l&#8217;arte non era soltanto dipingere il quadro secondo la tradizione pittorica dei colori sulla tela, ma anche, come si vede nei manufatti, sperimentare il proprio talento nelle arti decorative pi\u00f9 varie, dipingendo su legno, ceramica e tessuti. Dopo un lungo peregrinare nel suo Paese, la Francia, Dufy ritiene interessante proporsi come conoscitore e come produttore di arte nei Paesi del Mediterraneo, arrivando dopo Roma e Napoli anche in Sicilia. Un grande artista, che perpetua il valore di Palazzo Cipolla come luogo dove la Fondazione Roma e la Fondazione Terzo Pilastro hanno buttato un seme che spero, quando il tempo lo preveder\u00e0, venga raccolto e continuato da altri&#8221;. <br \/>Autore di opere monumentali come La Fee Electricit\u00e8 (1937-1938) &#8211; uno dei dipinti pi\u00f9 grandi al mondo, di una lunghezza complessiva di 6 metri, composto da 250 pannelli e commissionatogli dalla &#8220;Compagnie parisienne de distribution d&#8217;\u00e8lectricit\u00e8&#8221; per essere esposto nel Padiglione dell&#8217;elettricit\u00e0 al World&#8217;s World del 1937 -, Dufy fu un grande pittore, scenografo e disegnatore francese di inizio &#8216;900 che, per la sua capacit\u00e0 di catturare le atmosfere, i colori e l&#8217;intensit\u00e0 della luce e a trasferirli sulle sue tele, divenne &#8211; per antonomasia &#8211; il pittore della gioia e della luce.<br \/>Nacque da una famiglia di modeste condizioni economiche ed ebbe un padre attivo come organista che trasfer\u00ec in particolare a Raoul la sua stessa passione per la musica, che lui coltiv\u00f2 per tutto il resto della vita trasponendola anche nelle sue opere. In seguito a una crisi finanziaria della famiglia, nel 1891 il giovane Raoul fu costretto a cercare lavoro a Le Havre.<br \/>Nell&#8217;ambiente artistico stimolante di Parigi si avvicin\u00f2 a due maestri dell&#8217;impressionismo come Monet e Pissarro ma, nel 1905, lo scandalo dei Fauves gli rivel\u00f2 una pittura moderna e &#8220;di tendenza&#8221; che lo port\u00f2 ad avvicinarsi a Matisse. Il 1903 fu l&#8217;anno della sua prima volta al Salon des Independants, nel quale espose fino al 1936 e poi fu accettato nel 1906 al Salon d&#8217;Automne (fino al 1943).<br \/>La sua attivit\u00e0 artistica non conobbe interruzioni e, dal 1910, ampli\u00f2 la sua attivit\u00e0 nel campo delle arti decorative affermandosi con successo in una produzione assai vasta, dalla xilografia alla pittura e alla grafica, dalle ceramiche ai tessuti, dalle illustrazioni alle scenografie. Con un&#8217;attivit\u00e0 artistica che non conobbe interruzioni fino alla sua morte, tutto ci\u00f2 gli consent\u00ec di recuperare la sua tavolozza squillante, cui sovrappose un tocco grafico vibrante e allusivo.<br \/>La mostra Raoul Dufy. Il pittore della gioia, con oltre 160 opere tra dipinti, disegni, ceramiche e tessuti provenienti da rinomate collezioni pubbliche e private francesi &#8211; come il Mus\u00e8e d&#8217;Art Moderne de la Ville de Paris che conserva di Dufy una delle pi\u00f9 ricche collezioni, dal Centre Pompidou, Palais Galliera, la Biblioth\u00e8que Forney e la Biblioth\u00e8que litt\u00e8raire Jacques Doucet tutte di Parigi insieme al Mus\u00e8e de la Loire, Mus\u00e8e des Tissus et des Arts D\u00e8coratifs di Lione, il Mus\u00e8e des Beaux-Arts Jules Ch\u00e8ret di Nizza e al Mus\u00e8e Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles &#8211; racconta la vita e l&#8217;opera di un artista con lo sguardo sempre rivolto alla modernit\u00e0, pervaso da una vivacit\u00e0 che ha saputo adattare a tutte le arti decorative, contribuendo a cambiare il gusto del pubblico. Curata da Sophie Krebs, conservatrice generale del patrimonio del museo parigino, la mostra \u00e8 un viaggio emozionale attraverso i temi prediletti dall&#8217;artista, dove le sensazioni visive ridotte all&#8217;essenza della realt\u00e0, l&#8217;utilizzo della composizione, della luce e del colore sono gli elementi emblematici che caratterizzano le sue opere.<br \/>Suddivisa in 14 sezioni tematiche, la mostra racconta l&#8217;intero percorso artistico del pittore francese, attraverso molteplici opere che abbracciano varie tecniche nei diversi decenni del Novecento, dagli inizi fino agli anni Cinquanta, quando Dufy cerc\u00f2 nuovi temi a causa della guerra e della malattia che lo costrinse a rimanere nel suo studio nel sud della Francia.<br \/>Un excursus che trova il suo leitmotiv nella violenza cromatica, nella magia di quel colore che diventa elemento indispensabile per la comunicazione di emozioni e stati d&#8217;animo.<br \/>Un&#8217;evoluzione che vede Dufy inizialmente prosecutore di quella tradizione impressionista germogliata con Monet proprio nella sua citt\u00e0 natale di Le Havre e poi insieme ai Fauve che, radunati attorno alla figura di Matisse, reagiranno presto alla pittura d&#8217;atmosfera e a quel dipingere dominato dalle sensazioni visive, per poi approdare infine ad abbracciare l&#8217;austerit\u00e0 cezanniana con la quale le forme, le zone piatte di colori accesi o addirittura violenti sono indipendenti dalla linea che accenna appena a circoscriverle. Onde a V rovesciata, nuvole e un mondo di forme: bagnanti, uccelli, cavalli, paesaggi ispirati sia dalla modernit\u00e0 che dal classicismo. Sensibile all&#8217;aria del proprio tempo, si interessa alla societ\u00e0 dell&#8217;intrattenimento con le sue corse, le regate, gli spettacoli elitari e popolari al contempo che Dufy riproduce con brio e vivacit\u00e0. Un artista alla perenne ricerca di stimoli e sperimentazione, in grado di rendere l&#8217;arte impegnata ma allo stesso tempo apparentemente &#8220;leggera&#8221;, il cui scopo dichiarato era, come scrive la scrittrice americana Gertrude Stein, di arrecare piacere.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro Internazionale &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Le sale di Palazzo Cipolla, a Roma, ospiteranno da domani e fino al 26 febbraio 2023 la prima grande esposizione mai realizzata in Italia e dedicata a uno dei maestri dell&#8217;arte moderna: Raoul Dufy. 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