{"id":123461,"date":"2022-09-27T14:07:50","date_gmt":"2022-09-27T12:07:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/09\/27\/in-italia-oltre-un-terzo-dei-decessi-e-legato-a-malattie-cardiovascolari\/"},"modified":"2022-09-27T14:07:50","modified_gmt":"2022-09-27T12:07:50","slug":"in-italia-oltre-un-terzo-dei-decessi-e-legato-a-malattie-cardiovascolari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/09\/27\/in-italia-oltre-un-terzo-dei-decessi-e-legato-a-malattie-cardiovascolari\/","title":{"rendered":"In Italia oltre un terzo dei decessi \u00e8 legato a malattie cardiovascolari"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Alla vigilia della Giornata Mondiale del Cuore 2022, sono ancora allarmanti i numeri legati all&#8217;impatto delle patologie cardiovascolari in termini di mortalit\u00e0. Silenzioso, invisibile e sottovalutato, il colesterolo \u00e8 oggi tra i principali responsabili delle oltre 18,6 milioni di vittime per patologie cardiovascolari nel mondo e che nel nostro Paese fanno registrare il 34,8% dei decessi. Ma oggi, dopo quasi tre anni di pandemia, qual \u00e8 la percezione degli italiani? A scattare l&#8217;allarmante fotografia \u00e8 l&#8217;indagine SWG per Sanofi presentata oggi a Milano in occasione dell&#8217;incontro &#8216;La prevenzione che sta a cuore. Malattie cardiovascolari e colesterolo nei pazienti ad alto rischio: agire prima, in modo intensivo e efficace, per ridurre la mortalit\u00e0&#8217;. Oltre il 40% degli intervistati sottovaluta i rischi legati ad alti livelli di colesterolo, mentre circa 1 su 3 ritiene che il rischio di mortalit\u00e0 legato all&#8217;ipercolesterolemia debba preoccupare solo chi ha problemi cardiaci pregressi. E ancora, meno di 1 su 2 (il 43% del campione) sa che \u00e8 il colesterolo LDL ad essere dannoso per la nostra salute. Obiettivo della ricerca, condotta su un campione di oltre 1.200 soggetti di et\u00e0 compresa tra i 45 e i 74 anni, quello di analizzare la conoscenza delle malattie cardiovascolari, la percezione circa le conseguenze dell&#8217;ipercolesterolemia per offrire spunti di riflessione e stimoli concreti a pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Cuore (29 settembre).<br \/>E&#8217; in occasione dell&#8217;annuale appuntamento dedicato proprio a rilanciare l&#8217;attenzione del dibattito pubblico sulle patologie cardiovascolari e il loro impatto sulla nostra societ\u00e0 che Fondazione Italiana per il Cuore, Societ\u00e0 Italiana di Cardiologia (SIC), Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e Conacuore intendono, ancora una volta, richiamare l&#8217;attenzione su patologie la cui prevalenza \u00e8 in aumento in diversi Paesi, tra cui l&#8217;Italia. <br \/>&#8216;Nel nostro Paese, oltre 1 decesso su 3 \u00e8 imputabile alle patologie cardiovascolari, prima causa di morte sia per gli uomini (31,7%) che per le donne (37,7%). Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico &#8211; spiega Emanuela Folco, presidente della Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC) -. La malattia modifica la qualit\u00e0 della vita e comporta notevoli costi economici per la societ\u00e0. In Italia, la prevalenza di cittadini che vivono con invalidit\u00e0 cardiovascolare \u00e8 pari al 4,4 per mille. Questo \u00e8 in parte attribuibile all&#8217;aumento dell&#8217;aspettativa di vita, con una popolazione sempre pi\u00f9 anziana e quindi &#8216;fragil\u00e8, nonch\u00e8 alla prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare, tra cui ipercolesterolemia. Dopo quasi tre anni di pandemia, vediamo ancora oggi come la percezione generale sia che le patologie cardiovascolari non occupino i primi posti tra le malattie da temere, dato in contrapposizione con quello che vediamo nella vita di tutti i giorni dove la mortalit\u00e0 per cause cardiovascolari occupa i primissimi posti. Oggi \u00e8 l&#8217;occasione per ribadire, ancora una volta, l&#8217;importanza di sensibilizzare il cittadino e il paziente a prendere a cuore la propria salute cardiovascolare a partire dalla prevenzione primaria, sottolineando come sempre la necessit\u00e0 di adottare corretti stili di vita e una sana alimentazione, ma anche e soprattutto secondaria laddove sia presente una condizione patologica che necessita di una presa in carico da parte dello specialist\u00e0.<br \/>Ed \u00e8 proprio attraverso la prevenzione che per il 92% degli intervistati i problemi cardiocircolatori possono essere evitati. A questa consolidata convinzione, per\u00f2, non corrispondono azioni concrete di prevenzione e controllo: solo per il 17% del campione, infatti, \u00e8 opportuno eseguire periodicamente visite di controllo, mentre solamente il 31% si \u00e8 sottoposto ad una valutazione del rischio cardiovascolare negli ultimi 12 mesi. <br \/>A non poter per\u00f2 sottrarsi a controlli regolari sono, pi\u00f9 degli altri, i pazienti ad alto rischio cardiovascolare che rappresentano, in base alle linee guida internazionali, la vera e urgente priorit\u00e0 nell&#8217;ambito degli interventi preventivi. <br \/>&#8216;Il tema della prevenzione \u00e8 di grande importanza per tutti noi, ma diventa cruciale quando si parla di paziente ad alto rischio cardiovascolare &#8211; sottolinea Ciro Indolfi, presidente della Societ\u00e0 Italiana di Cardiologia (SIC) -: chi \u00e8 stato colpito da un evento cardiovascolare, infatti, corre un rischio elevato di andare incontro ad un nuovo infarto o Ictus negli anni successivi. Eventi che potrebbero essere sensibilmente ridotti &#8211; come ricordano le recenti linee guida della Societ\u00e0 Europea di Cardiologia &#8211; se venissero sempre pi\u00f9 implementate le strategie di prevenzione secondaria. Proprio nella direzione di un trattamento precoce e rapido va l&#8217;abbassamento delle soglie di colesterolo LDL per l&#8217;accesso ai nuovi farmaci anti-colesterolo PCSK9, recentemente pubblicate in GU da AIFA. Evidenze scientifiche dimostrano come il colesterolo LDL sia causa delle patologie cardiovascolari, non un fattore di rischio, e come la sua riduzione &#8211; pertanto &#8211; rappresenti uno degli obiettivi principali per limitare eventi cardiovascolari quali l&#8217;infarto miocardico e contrastare la mortalit\u00e0. Infatti, le linee guida della Societ\u00e0 Europea di Cardiologia suggeriscono in prevenzione secondaria livelli di colesterolo LDL inferiori a 55 mg\/dl e, in alcuni pazienti particolarmente a rischio, livelli di LDL-C ancora pi\u00f9 bassi e inferiori a 40 mg\/dl. Questi obiettivi cos\u00ec ambiziosi possono essere oggi raggiunti grazie agli inibitori della proteina PCSK9, capaci di ridurre del 60% il livello di colesterolo LDL, dimostrando un chiaro beneficio clinico nei pazienti con elevato rischio cardiovascolare. Un cambio di rotta, quello avviato per la prima volta in Italia rispetto ad altri Paesi europei, per la prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolar\u00ec.<br \/>Il paziente ad alto rischio cardiovascolare ha sub\u00ecto uno o pi\u00f9 eventi cardiovascolari ed \u00e8 un paziente cronico che come tale va trattato. Sebbene sia spesso in terapia con farmaci orali come le statine e ezetimibe, continua a registrare alti livelli di colesterolo LDL. Per questo la sua gestione rappresenta oggi una delle principali complessit\u00e0 per i Sistemi Sanitari Nazionali.<br \/>Secondo Giuseppe Di Tano, Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) &#8211; Fondazione per il Tuo cuore &#8216;per una corretta e appropriata presa in carico e gestione dei pazienti con malattia cardiovascolare nota ad elevato rischio di eventi occorre mettere in campo diverse azioni, anche attraverso una pi\u00f9 efficace sinergia tra cure primarie, ospedale e territorio. Il controllo dei fattori di rischio attraverso un intervento farmacologico incisivo e precoce, il monitoraggio costante delle condizioni cliniche, la sensibilizzazione del paziente, del suo ambito familiare-sociale e del caregiver sull&#8217;importanza dell&#8217;aderenza alla terapia e alle norme di stile di vita consigliate, sono elementi fondamentali in grado di contrastare il rischio di andare incontro a un nuovo episodio cardiovascolare. Come nella prevenzione primaria, anche in quella secondaria \u00e8 fondamentale promuovere l&#8217;engagement del paziente nel percorso di cura, cos\u00ec da favorire una maggiore proattivit\u00e0 nella gestione della propria salute, in relazione con il Sistema Sanitario. La mancata o inappropriata gestione dell&#8217;ipercolesterolemia porta, infatti, ad un peggioramento dello stato di salute e all&#8217;esposizione per il paziente ad un rischio di eventi elevato, con ripercussioni negative non solo sulla salute ma anche sul SSN. Una condizione tanto silente quanto insidiosa come l&#8217;ipercolesterolemia va trattata in maniera incisiva e precoce. E&#8217; per questo che va &#8216;aggredit\u00e0 con un approccio ancora pi\u00f9 energico rispetto a quanto fatto fino a ieri, cos\u00ec da garantire un efficace contenimento del rischi\u00f2.<br \/>&#8216;Infine, la possibilit\u00e0, come indicato dalle Linee Guida, di utilizzare un parametro oggettivo e facilmente ottenibile come la misurazione delle LDL ematiche su cui modulare la terapia, mirando a raggiungere i livelli target richiesti, rappresenta una raccomandazione ineludibile a cui adeguars\u00ec, aggiunge.<br \/>Ma \u00e8 proprio sulla percezione dell&#8217;ipercolesterolemia che c&#8217;\u00e8 ancora tanto da fare: il 20% non conosce neppure i rischi derivanti da alti livelli di colesterolo, mentre per il 42% il controllo del livello del colesterolo dipende solamente dalla dieta alimentare e dall&#8217;attivit\u00e0 fisica, trascurando quindi l&#8217;efficacia terapeutica. <br \/>Una condizione cronica, quella dell&#8217;ipercolesterolemia, con un impatto anche sulla vita del paziente: sale fino all&#8217;80%, infatti, la percentuale di persone con colesterolo alto che dichiara di aver cambiato le proprie abitudini, con maggior riguardo alla vita familiare (24%) e perfino lavorativa (11%).<br \/>&#8216;Occorre superare il preconcetto che il colesterolo si combatta solo con la dieta &#8211; dice Giuseppe Ciancamerla, Conacuore -. E&#8217; chiaro che questo possa aiutare, ma l&#8217;ipercolesterolemia \u00e8 una patologia, si chiama aterosclerosi, e va trattata con l&#8217;aiuto di uno specialista. Per questo occorre che i pazienti siano sempre pi\u00f9 sensibilizzati sulla necessit\u00e0 di conoscere i vari tipi di colesterolo e i loro valori ottimali con l&#8217;aiuto delle carte del rischio, facili da leggere, e che  correggano uno stile di vita non adeguato. Ancora di pi\u00f9 se si parla di paziente ad alto rischio cardiovascolare, al fine di mantenere l&#8217;aderenza alla terapia e quindi contrastare la mortalit\u00e0. Un evento traumatico sulla salute come un infarto pu\u00f2 infatti avere effetti fisici, ma anche emotivi, devastanti. In alcuni casi, lo specialista ricopre un ruolo cardine perch\u00e8 chiamato a valutare il coinvolgimento di altre figure, attraverso un approccio multidisciplinare, per una presa in carico globale del paziente ad alto rischi\u00f2.<br \/>&#8216;In Sanofi siamo quotidianamente impegnati nello studio di soluzioni terapeutiche innovative e programmi per il miglioramento della qualit\u00e0 di vita e della sopravvivenza dei pazienti con malattie cardiovascolari &#8211; spiega Andrea Rizzi, <br \/>Medical Head General Medicines di Sanofi Italia -. E&#8217; un impegno concreto che si esplicita anche in un contributo in termini di sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica, pazienti e caregiver, su come vada alzato il livello di attenzione relativo all&#8217;impatto che questo tipo di malattie hanno sulla nostra societ\u00e0 e sul sistema sanitario nazionale. In Sanofi siamo al fianco delle associazioni che rappresentano i pazienti e della classe medica, per contribuire a ridurre drasticamente l&#8217;impatto in termini di mortalit\u00e0 e qualit\u00e0 della vita che le malattie cardiovascolari hanno ancora oggi, offrendo risposte concrete in termini di cure e terapie e di gestione in ambito di prevenzione secondaria con particolare attenzione ai pazienti ad alto rischi\u00f2.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Sanofi &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Alla vigilia della Giornata Mondiale del Cuore 2022, sono ancora allarmanti i numeri legati all&#8217;impatto delle patologie cardiovascolari in termini di mortalit\u00e0. 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