{"id":122485,"date":"2022-09-21T09:02:50","date_gmt":"2022-09-21T07:02:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/09\/21\/32-anni-fa-lomicidio-di-rosario-livatino-martire-della-giustizia\/"},"modified":"2022-09-21T10:43:56","modified_gmt":"2022-09-21T08:43:56","slug":"32-anni-fa-lomicidio-di-rosario-livatino-martire-della-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/09\/21\/32-anni-fa-lomicidio-di-rosario-livatino-martire-della-giustizia\/","title":{"rendered":"32 anni fa l\u2019omicidio di Rosario Livatino, martire della giustizia"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Un martire della giustizia. Magistrato probo, coraggioso, spinto dai grandi valori trasmessi dalla famiglia, ligio alla rettitudine e sorretto da una fede profondissima, capace, secondo le carte raccolte nel processo di beatificazione, di avere compiuto dopo la morte due miracoli. La vita di Rosario Livatino \u2013 ucciso 32 anni fa dalla mafia nelle campagne di Agrigento, definito giudice \u2018ragazzin\u00f2 per la sua giovane et\u00e0 e per il coraggio misto ad una esperienza davvero inusuale a dispetto dell\u2019et\u00e0 \u2013 \u00e8 stata e rimane ancora una testimonianza di impegno civico, di aderenza ai valori della Costituzione, di profondo amore verso la legalit\u00e0. <br \/>Una carriera fulminante la sua. Cresciuto in una Canicatt\u00ec intorbidita dagli interessi mafiosi, nel 1975, a 23 anni si laurea in Giurisprudenza a Palermo. Tre anni dopo il suo ingresso in magistratura: prima tappa Caltanissetta, poi Agrigento. <br \/>In poco pi\u00f9 di un decennio ha combattuto le varie consorterie criminali della provincia, concentrando il suo impegno verso la nascente e temibilissima \u2018Stidd\u00e0, gruppo attivo in quel lembo di terra che si affaccia sul canale di Sicilia, da Agrigento a Gela.<br \/>Fu la \u2018Stidd\u00e0 a decidere di eliminarlo. Era il 21 settembre del 1990.<br \/>Come tutte le mattine, a bordo della sua vecchia Ford Fiesta color amaranto, senza alcun agente di scorta a difenderlo, stava raggiungendo Agrigento da Canicatt\u00ec lungo la strada statale 640.<br \/>Al chilometro 10 la Fiesta fu speronata dall\u2019auto del commando formato da quattro killer.<br \/>Livatino cerc\u00f2 riparo lanciandosi nella scarpata. Una fuga disperata e inutile: i sicari lo braccarono e lo uccisero senza piet\u00e0, lasciandolo a terra, inerme, in una pozza di sangue. Fu l\u2019atto finale della vita di un servitore dello Stato, massacrato in mezzo al nulla, nella campagna brulla di fine estate. <br \/>Proprio l\u00ec, oggi una stele, attorniata dalle erbacce e isolata rispetto al nuovo tracciato della Caltanissetta-Agrigento, ne ricorda il sacrificio. <br \/>Dell\u2019omicidio fu testimone Pietro Nava, un imprenditore lombardo rappresentante di porte blindate. Le sue dichiarazioni, affidate ai magistrati che indagarono sulla morte del giudice, si rivelarono utilissime per chiudere il cerchio attorno ai killer, che furono arrestati. Uno di essi, Gaetano Puzzangaro, \u2018picciott\u00f2 della famiglia di Palma di Montechiaro, dopo essersi pentito e convertito, in questi anni ha dato un contributo importante alla causa di beatificazione di Livatino.<br \/>Processo di beatificazione avviato nella sua fase diocesana nel 2011 a firma dell\u2019arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro e che si \u00e8 concluso nel 2018 con l\u2019invio di quattromila pagine, tra testimonianze e ricostruzioni, alla Congregazione delle cause dei Santi. Tra i miracoli attribuiti a Livatino due prodigi che sarebbero avvenuti con la sua intercessione su due donne, entrambe colpite dalla leucemia e successivamente guarite.<br \/>Rosario Livatino non \u00e8 quindi soltanto un martire della giustizia perch\u00e8 vittima della vile mano assassina della criminalit\u00e0, ma \u00e8 stato quel giudice cresciuto con dei saldissimi valori in una Canicatt\u00ec gravata dal controllo di Cosa Nostra, che ha inteso la giustizia secondo quel concetto cristiano che considera gli uomini retti dei \u2018giust\u00ec. Livatino \u00e8 stato un \u201cgiudice ragazzino\u201d che ha pagato con la sua esistenza la battaglia per liberare la sua Sicilia dall\u2019abbraccio mortale della mafia.<br \/>Livatino ieri sera \u00e8 stato ricordato con una veglia nella chiesa San Domenico e davanti la \u201cCasa Famiglia Livatino\u201d, a Canicatt\u00ec.<br \/>Oggi sempre nella Chiesa San Domenico sar\u00e0 celebrata una funzione religiosa. Poi, un omaggio alla stele fatta erigere dai genitori in ricordo del loro unico figlio.<br \/>credit photo agenziafotogramma.it<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Un martire della giustizia. Magistrato probo, coraggioso, spinto dai grandi valori trasmessi dalla famiglia, ligio alla rettitudine e sorretto da una fede profondissima, capace, secondo le carte raccolte nel processo di beatificazione, di avere compiuto dopo la morte due miracoli. 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