{"id":117626,"date":"2022-08-11T14:47:51","date_gmt":"2022-08-11T12:47:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/08\/11\/palermo-ricorda-paolo-giaccone-il-medico-ucciso-dalla-mafia-40-anni-fa\/"},"modified":"2022-08-11T14:47:51","modified_gmt":"2022-08-11T12:47:51","slug":"palermo-ricorda-paolo-giaccone-il-medico-ucciso-dalla-mafia-40-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/08\/11\/palermo-ricorda-paolo-giaccone-il-medico-ucciso-dalla-mafia-40-anni-fa\/","title":{"rendered":"Palermo ricorda Paolo Giaccone, il medico ucciso dalla mafia 40 anni fa"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Ucciso semplicemente per avere fatto il proprio dovere di medico, respingendo le pressanti richieste di Cosa nostra di alterare una perizia ed evitare l\u2019incriminazione di un boss: Paolo Giaccone se ne andava quarant\u2019anni fa, freddato da cinque proiettili tra i viali del Policlinico di Palermo che oggi porta il suo nome. Lo hanno ricordato con una cerimonia sul luogo dell\u2019eccidio la figlia Milly, gli ex colleghi e gli attuali dirigenti del dipartimento di Medicina legale, il sindaco Roberto Lagalla (ex allievo di Giaccone), il rettore Massimo Midiri e il procuratore generale della Corte d\u2019Appello di Palermo Lia Sava.<br \/>Oltre che come docente ordinario di Medicina legale, Giaccone esercitava la professione svolgendo consulenze per il Tribunale, in un periodo profondamente segnato dalla pervasivit\u00e0 di Cosa nostra nel tessuto sociale ed economico della citt\u00e0. Nel 1981, dopo una sparatoria a Bagheria in cui persero la vita quattro persone, gli fu assegnato l\u2019incarico di esaminare un\u2019impronta digitale lasciata da uno dei killer: questi venne poi identificato in Giuseppe Marchese, esponente di spicco della cosca di corso dei Mille. Diverse furono le intimidazioni nei confronti di Giaccone affinch\u00e8 modificasse la perizia e scagionasse Marchese, ma il medico fu irremovibile e il killer venne condannato all\u2019ergastolo. L\u201911 agosto 1982 il drammatico epilogo, in una Palermo ancora scossa dall\u2019omicidio di Pio La Torre e che tre settimane dopo sarebbe rimasta impietrita dalla strage di via Carini.<br \/>Lagalla ricorda Giaccone come \u201cun eroe silenzioso, che ha inviato alle giovani generazioni una testimonianza di rettitudine, onest\u00e0 intellettuale, ma soprattutto svolgimento costante e silenzioso del proprio dovere. Una figura di grande rilievo, divenuta eroica nel momento in cui l\u2019affermazione di questi valori \u00e8 inciampata drammaticamente nelle pretese di chi fa della prevaricazione e del sopruso un metodo di vita\u201d. <br \/>Con l\u2019ex docente di Medicina legale il primo cittadino sottolinea di aver sostenuto l\u2019ultimo esame prima della laurea: \u201cMa non avevo studiato particolarmente bene e mi mise 27 -, spiega, \u2013 Al di l\u00e0 di questo provavo sincera stima e rispetto per Paolo Giaccone e ogni anno venivo alla sua commemorazione anche se non ricoprivo ruoli istituzionali\u201d.<br \/>Lagalla rilancia poi la necessit\u00e0 che l\u2019Universit\u00e0 sia \u201cil pi\u00f9 alto riferimento nella trasmissione dei valori agli allievi, fornendo un esempio non solo a parole ma anche nei comportamenti. E la lotta alla mafia \u00e8 tra i pi\u00f9 importanti di questi valori: \u00e8 ingiustificabile che la paura abbia generato ritardi nella posa della lapide per Giaccone, come \u00e8 ingiustificabile che in quella per il procuratore Gaetano Costa non ci sia nessun riferimento alla morte per mano mafiosa. Prima della prossima ricorrenza mi impegner\u00f2 a far sostituire questa lapide, perch\u00e8 resti come monito l\u2019origine dell\u2019eroismo di Costa\u201d.<br \/>La maggiore peculiarit\u00e0 di Giaccione \u00e8, secondo Midiri, \u201cl\u2019essere stato fino all\u2019ultimo privo di condizionamento, deciso a non piegare la testa dinanzi ai mafiosi. Ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare che la libert\u00e0 di scelta \u00e8 sempre possibile\u201d. Il rettore, anch\u2019egli formatosi come medico, traccia poi un dettaglio di quel maledetto 11 agosto di quarant\u2019anni fa: \u201cAccorremmo tutti non appena la notizia della morte si sparse: non posso non ricordare il viso vitreo di Giovanni Falcone quando arriv\u00f2 sul luogo del delitto. E\u2019 innegabile per\u00f2 che dopo la morte di Giaccone si \u00e8 sviluppato un modo nuovo di affrontare la mafia\u201d.<br \/>Milly Giaccone racconta un aneddoto legato al luogo della morte del padre: \u201cQuando venivo al Policlinico con lui, cosa che avrei dovuto fare anche il giorno in cui \u00e8 morto, lasciavamo la macchina sempre vicino al punto in cui oggi c\u2019\u00e8 la lapide: \u2018Scendi nella tua aiuol\u00e0, mi diceva sempre\u201d.<br \/>foto xd8 <br \/>(ITALPRESS)<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Ucciso semplicemente per avere fatto il proprio dovere di medico, respingendo le pressanti richieste di Cosa nostra di alterare una perizia ed evitare l\u2019incriminazione di un boss: Paolo Giaccone se ne andava quarant\u2019anni fa, freddato da cinque proiettili tra i viali del Policlinico di Palermo che oggi porta il suo nome. 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