{"id":114556,"date":"2022-07-14T19:07:51","date_gmt":"2022-07-14T17:07:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/07\/14\/l83-degli-italiani-si-e-imbattuto-in-almeno-una-fake-news-sul-covid\/"},"modified":"2022-07-14T19:07:51","modified_gmt":"2022-07-14T17:07:51","slug":"l83-degli-italiani-si-e-imbattuto-in-almeno-una-fake-news-sul-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/07\/14\/l83-degli-italiani-si-e-imbattuto-in-almeno-una-fake-news-sul-covid\/","title":{"rendered":"L\u201983% degli italiani si \u00e8 imbattuto in almeno una fake news sul Covid"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; E&#8217; stato presentato presso la Sala capitolare del Senato il secondo rapporto annuale Censis-Ital Communications sulla buona comunicazione dell&#8217;emergenza quotidiana, che nasce all&#8217;interno dell&#8217;Osservatorio permanente Censis-Ital Communications sulla comunicazione e sulle agenzie di comunicazione. La ricerca evidenzia come il susseguirsi di emergenze imprevedibili generi una domanda di informazione dalla quale nessuno \u00e8 escluso. La comunicazione ha un ruolo fondamentale nella rappresentazione della realt\u00e0 e i professionisti del settore sono essenziali per ridurre il rischio di fake news.<br \/>Il 97,3% degli italiani nell&#8217;ultimo anno ha cercato notizie su tutte le fonti disponibili, off e online\u00ad\u00ad. In particolare, 41 milioni di italiani si sono informati sui media tradizionali. Nel biennio 2019-2021 gli utenti del web sono aumentati di 4,2 punti percentuali e sono l&#8217;83,5% della popolazione. Milioni di persone hanno poi utilizzato social media e messaggistica istantanea, diventando essi stessi protagonisti e moltiplicatori di quello che leggevano e ascoltavano. Sono oltre 7 milioni gli italiani che hanno costruito un palinsesto informativo fatto solo di media online, siti web e social media.<br \/>La tanta informazione si \u00e8 accompagnata a false notizie e disinformazione: il 57,7% degli italiani lamenta di avere un&#8217;idea molto o abbastanza confusa di quello che sta succedendo nella guerra tra Russia e Ucraina. L&#8217;83,4% dichiara che negli ultimi due anni si \u00e8 imbattuto in notizie false sulla pandemia e il 66,1% in fake news sulla guerra: il pubblico delle fake \u00e8 enorme e la loro viralit\u00e0 supera quella delle notizie vere. <br \/>Il 64,2% degli italiani ritiene che durante l&#8217;emergenza sia stata privilegiata la spettacolarizzazione e la voglia di fare audience piuttosto che un&#8217;informazione tesa alla comprensione dei problemi. Di fronte alla confusione informativa il 45,5% degli italiani si rivolge a fonti informali di cui si fida di pi\u00f9, ma \u00e8 in questi ambienti che si producono e diffondono notizie false attraverso post, like e condivisioni. Tra le persone di cui gli italiani si fidano, anche come fonti informative, ci sono gli influencer: il 38,1% segue le loro opinioni e analisi sulla guerra.<br \/>Per frenare disinformazione e fake news occorre attuare regole pi\u00f9 severe per piattaforme e social media, programmi di educazione al digitale e promozione di una comunicazione di qualit\u00e0 gestita da professionisti. Le emergenze insegnano che la capacit\u00e0 di comunicare \u00e8 essenziale per gestire le crisi e ottenere un rapporto di collaborazione e di fiducia fra cittadini e istituzioni. C&#8217;\u00e8 bisogno di professionisti che guidino le aziende e le istituzioni nella comunicazione. Il loro ruolo \u00e8 fondamentale per combattere fake news e disinformazione. Nel 2021 in Italia sono attive 4.445 agenzie di comunicazione e pubbliche relazioni, al cui interno lavorano 8.290 professionisti, per una media di circa due addetti per ciascuna agenzia.<br \/>Per Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, &#8220;con il Covid prima, con la guerra poi, web e social sono entrati a pieno titolo all&#8217;interno dell&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione, e ci resteranno anche nel futuro. I professionisti dell&#8217;informazione devono prenderne atto e cercare i modi per influenzare positivamente il web, che \u00e8 e deve rimanere uno strumento di libert\u00e0 e di democratizzazione&#8221;.<br \/>Secondo Alberto Barachini, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, &#8220;dobbiamo lavorare tutti insieme, istituzioni e testate giornalistiche, con il fine di certificare le fonti ed offrire al cittadino delle informazioni serie e corrette per evitare il diffondersi di &#8216;fake news&#8217;. Il servizio pubblico dovrebbe essere l&#8217;attore principale, considerato che svolge un ruolo fondamentale. In tal senso, gli opinionisti e gli esperti coinvolti nei salotti televisivi devono essere preparati e garantire informazioni di qualit\u00e0 per non generare confusione comunicativa&#8221;.<br \/>&#8220;Ringrazio il Censis e Ital Communications per aver presentato questo Rapporto da cui emergono dati molto interessanti e che possono fornire nuovi spunti &#8211; ha detto Giuseppe Moles, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all&#8217;editoria e all&#8217;informazione -. L&#8217;informazione va difesa in quanto rappresenta un interesse nazionale, ma non va indirizzata. In tal senso, l&#8217;impegno del Governo \u00e8 quello di sostenere l&#8217;intera filiera per rispondere alle sfide di un mondo che \u00e8 profondamente cambiato. Si pu\u00f2 contrastare la disinformazione solo attraverso la collaborazione di tutti gli attori del sistema a partire da famiglie, scuole e istituzioni&#8221;.<br \/>&#8220;Il Rapporto Censis-Ital Communications, anche nell&#8217;edizione di quest&#8217;anno, rileva che in campo informativo siamo in presenza di un&#8217;infomedia comunicativa che genera confusione e ansia, avendo la meglio sulla corretta informazione &#8211; ha detto Domenico Colotta, Founder di Ital Communications -. In questi mesi, infatti, riguardo il conflitto russo-ucraino, possiamo parlare di comunicazione di guerra e non di informazione sulla guerra&#8221;. <br \/>&#8220;In tale contesto &#8211; ha spiegato Attilio Lombardi, Founder di Ital Communications &#8211; le agenzie di comunicazione possono certificare, utilizzando fonti affidabili e verificate, la correttezza delle notizie che producono e distribuiscono. Tutto ci\u00f2 \u00e8 una garanzia per il funzionamento delle moderne democrazie, oltre che per la tutela della dignit\u00e0 delle persone&#8221;.<br \/>Per Andrea Monda, direttore dell&#8217;Osservatore Romano, &#8220;la libert\u00e0 di stampa \u00e8 un principio cardine che rappresenta anche la cartina di tornasole della democrazia. Ma la libert\u00e0 senza responsabilit\u00e0 \u00e8 parziale. Il Rapporto impone a noi comunicatori una riflessione autocritica. L&#8217;informazione sembra ormai disgregata e affidata all&#8217;arbitraggio del singolo, pertanto occorre interrogarsi sull&#8217;importanza di recuperare il ruolo della comunit\u00e0&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Ital Communications &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; E&#8217; stato presentato presso la Sala capitolare del Senato il secondo rapporto annuale Censis-Ital Communications sulla buona comunicazione dell&#8217;emergenza quotidiana, che nasce all&#8217;interno dell&#8217;Osservatorio permanente Censis-Ital Communications sulla comunicazione e sulle agenzie di comunicazione. 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