{"id":11409,"date":"2017-11-15T11:42:08","date_gmt":"2017-11-15T10:42:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=11409"},"modified":"2017-11-15T11:42:08","modified_gmt":"2017-11-15T10:42:08","slug":"variante-di-salvaguardia-de-cola-avverte-niente-finanziamenti-senza-approvazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2017\/11\/15\/variante-di-salvaguardia-de-cola-avverte-niente-finanziamenti-senza-approvazione\/","title":{"rendered":"Variante di Salvaguardia, De Cola avverte: &quot;Niente finanziamenti senza approvazione&quot;"},"content":{"rendered":"<p>Variante di Salvaguardia. Una vicenda che si trascina da quindici anni quella della\u00a0Variante parziale di tutela ambientale\u00a0approvata dalla\u00a0Giunta Accorinti\u00a0e in attesa, da otto mesi, della valutazione da parte del\u00a0Consiglio comunale. Sebbene la delibera venga inserite all\u2019ordine del giorno durante le sedute continua a essere rinviata.<br \/>\n&#8220;Due gli aspetti su cui interviene \u2013 spiega l\u2019assessore all\u2019Urbanistica\u00a0Sergio De Cola\u00a0\u2013\u00a0tutela ambientale e prevenzione del rischio. Non a caso \u00e8 stata richiesta dal Consiglio comunale con riferimento anche alla tragedia di\u00a0Giampilieri del 1\u00b0 ottobre 2009. Soggetta per legge a riservatezza per alcune parti, potr\u00e0 essere conosciuta da tutti i cittadini nei dettagli solo dopo l\u2019adozione da parte del Consiglio comunale. Senza l\u2019adozione da parte del Consiglio, ovviamente, nessun finanziamento \u00e8 ipotizzabile.<br \/>\nLa Variante \u00e8 un atto dovuto. \u00c8 stata richiesta dal Consiglio comunale nel febbraio del 2012. L\u2019attuale Giunta \u2013 prosegue De Cola \u2013 si \u00e8 insediata a\u00a0Palazzo Zanca\u00a0nel giugno 2013 e ha basato il proprio lavoro su uno studio dell\u2019Enea, commissionato e ottenuto in precedenza, e dedicato al pericolo di frana nel territorio comunale. Nel luglio 2014 intervenivano anche le carte sullo stato dell\u2019arte per il rischio sismico della Protezione civile.<br \/>\nSempre nel 2014 si sancisce ufficialmente la collaborazione con la Regione Sicilia per la costruzione dell\u2019atto. Il 4 agosto 2015 l\u2019Amministrazione ha presentato la Variante all\u2019assessorato regionale all\u2019Ambiente e Territorio chiedendo la cosiddetta verifica di assoggettabilit\u00e0, che vuol dire la possibilit\u00e0 di non fare la\u00a0Valutazione ambientale strategica\u00a0(Vas), visto che l\u2019atto riguarda una piccola porzione (il 4%) del territorio comunale. La Regione risponde poco meno di un anno dopo, nel giugno 2016, e chiede che la VAS sia fatta.<br \/>\nL\u2019Amministrazione comunale procede in questa direzione, ma allo stesso tempo presenta il caso al Tar a cui chiede il giudizio di merito, e cio\u00e8 che il Tribunale Amministrativo decida chi ha ragione tra Comune di Messina e assessorato regionale siciliano.<br \/>\nNell\u2019agosto 2016 la Commissione urbanistica comunale esprime un parere che \u00e8 un allarme: finch\u00e9 la Variante non sar\u00e0 approvata sono consentite edificazioni in zone che gi\u00e0 si sa essere a rischio, \u00e8 quindi moralmente e istituzionalmente opportuno non rilasciare autorizzazioni nei casi dubbi. Nel febbraio del 2017 i passaggi previsti per la VAS sono conclusi e, anche qui come da norma, la Giunta Accorinti presenta la Variante al Consiglio. A maggio il Tar sentenzia dando ragione al Comune (la richiesta di Vas della Regione, testualmente, appare caratterizzata da \u201cmancanza assoluta di motivazione logica\u201d).<br \/>\nDa quando la Variante \u00e8 stata richiesta, nel febbraio 2012,\u00a0sono trascorsi cinque anni e mezzo, di cui meno di due sono stati operativi (e sono quelli spesi dalla Giunta dal momento dell\u2019insediamento al momento in cui la presenta alla Regione). Pi\u00f9 di un anno era trascorso prima dell\u2019elezione del sindaco Accorinti, un anno e mezzo \u00e8 trascorso per la richiesta di VAS posta, illegittimamente, dalla Regione, e altri otto mesi sono trascorsi in attesa della valutazione del Consiglio comunale che ancora non c\u2019\u00e8 stata anche se, nel frattempo, si sono svolte dieci sedute di commissione. Ma se questi sono il passato prossimo e il presente della Variante, esiste anche un passato remoto da considerare.<br \/>\nL\u2019atto interviene su un disegno della citt\u00e0 che non ha mai avuto alcuna valutazione ambientale. Lo strumento urbanistico che ancora regola Messina risale, con vincoli variamente scaduti, al 2002, ed \u00e8 una Variante generale all\u2019ultimo Prg approvato, il Piano Urbani redatto tra alterne vicende negli Anni \u201990.<br \/>\nPrendendo le mosse da cos\u00ec lontano, \u2013 conclude l\u2019assessore \u2013 l\u2019attuale strumento urbanistico di Messina non rientrava nell\u2019obbligo di valutazione ambientale decretato dalla direttiva europea del 2001 e poi recepito dall\u2019Italia con vari decreti, l\u2019ultimo dei quali \u00e8 del gennaio 2008. La Variante supera 15 anni di inconsapevolezza ambientale&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Variante di Salvaguardia. Una vicenda che si trascina da quindici anni quella della\u00a0Variante parziale di tutela ambientale\u00a0approvata dalla\u00a0Giunta Accorinti\u00a0e in attesa, da otto mesi, della valutazione da parte del\u00a0Consiglio comunale. 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