{"id":113895,"date":"2022-07-09T09:47:51","date_gmt":"2022-07-09T07:47:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/07\/09\/via-damelio-lucentini-cronaca-di-una-strage-annunciata\/"},"modified":"2022-07-09T09:47:51","modified_gmt":"2022-07-09T07:47:51","slug":"via-damelio-lucentini-cronaca-di-una-strage-annunciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/07\/09\/via-damelio-lucentini-cronaca-di-una-strage-annunciata\/","title":{"rendered":"Via d\u2019Amelio, Lucentini \u201cCronaca di una strage annunciata\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 \u201cLa strage di via D\u2019Amelio \u00e8 davvero la cronaca di una morte annunciata perch\u00e8 se noi torniamo indietro al 23 maggio, giorno dell\u2019attentato a Capaci, da quel momento cominciano i 57 giorni della morte annunciata di Paolo Borsellino. Tutti sapevano che era il giudice e amico pi\u00f9 vicino a Giovanni Falcone ed era ovvio il rischio che correva. Eppure nessuno in via D\u2019Amelio aveva istituito la zona rimozione per le auto, nessuno aveva provveduto a proteggere la vita di Borsellino\u201d. Cos\u00ec il giornalista Umberto Lucentini, intervistato da Claudio Brachino per lo speciale Primo Piano dell\u2019agenzia Italpress dedicato al 30ennale della strage di via D\u2019Amelio.<br \/>Lucentini nel suo libro \u201cPaolo Borsellino 1992\u2026 La verit\u00e0 negata\u201d scritto con Lucia, Fiammetta e Manfredi Borsellino, figli del magistrato ucciso il 19 luglio del 1992 a Palermo, ricostruisce tutta la vita del giudice e ricorda il momento in cui arriv\u00f2 in via D\u2019Amelio: \u201cC\u2019era di tutto, eppure le indagini che dovevano occuparsi di preservare il luogo della strage non sono state dal punto di vista professionale ineccepibili. Poi c\u2019\u00e8 la storia dell\u2019agenda rossa che teneva sempre con s\u00e8, quella agenda che era in auto nella borsa di Borsellino \u00e8 sparita, si \u00e8 saputo subito che mancava all\u2019appello ma dell\u2019agenda rossa non c\u2019\u00e8 traccia\u201d. Nella strage persero la vita anche cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela  Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.<br \/>\u201cBorsellino \u2013 prosegue Lucentini \u2013 in quel periodo del 1992 a Palermo indagava per un certo periodo sul delitto di Salvo Lima, ma indagava anche sulle rivelazioni che stavano facendo importanti pentiti di mafia con un ruolo di primo piano ai vertici di Cosa Nostra e stava raccogliendo dichiarazioni che mettevano in luce le complicit\u00e0 con esponenti della politica e della magistratura. La mafia da sola aveva i propri interessi per eliminare Borsellino, ma sapeva che aveva un prezzo da pagare altissimo perch\u00e8 dopo la morte di Falcone lo Stato aveva iniziato a reagire. Paolo Borsellino era una persona che aveva un altissimo senso delle istituzioni, quando negli ultimi giorni della sua vita ha cominciato a sapere da fonti attendibili che c\u2019erano delle collusioni \u00e8 stato fisicamente male, lo ha raccontato la moglie Agnese. Per lui, uomo di Stato tutto d\u2019un pezzo, era impossibile ammettere che ci fosse qualcuno dei suoi colleghi o altri uomini delle istituzioni che potessero avere collusioni con la mafia\u201d.<br \/>Lucentini sottolinea come per Borsellino la giustizia veniva prima di tutto, \u201cuna giustizia che deve essere veloce e giusta, lui non partiva da una tesi precostituita per arrivare a un obiettivo, raccoglieva fatti e testimonianze e dopo traeva le proprie conclusioni, \u00e8 una eredit\u00e0 professionale ma anche morale ed etica perch\u00e8 a lui non interessava raggiungere la propria tesi ma interessava avere giustizia. Borsellino \u2013 sottolinea \u2013 \u00e8 un esempio, un\u2019eredit\u00e0 che ci impone di scegliere da che parte stare. Ho una grandissima ammirazione, al di l\u00e0 dell\u2019aspetto personale, per la signora Agnese e per Lucia, Manfredi e Fiammetta perch\u00e8 hanno dimostrato con i loro comportamenti di vita quotidiana quanto siano i testimoni della grandissima umanit\u00e0, profondit\u00e0 e generosit\u00e0 di Borsellino\u201d. Infine un ricordo personale: \u201cEra una persona di grande umanit\u00e0 e disponibilit\u00e0 verso il prossimo, senza un secondo fine. Io l\u2019ho conosciuto a 24 anni, ero un giovane giornalista mentre lui era gi\u00e0 un grande magistrato, quel giorno in cui lo vidi per la prima volta ho trovato un uomo grande e io mi sentii Enzo Biagi perch\u00e8 mi dedic\u00f2 tanto del suo tempo\u201d, conclude Lucentini.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 foto Italpress \u2013<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 \u201cLa strage di via D\u2019Amelio \u00e8 davvero la cronaca di una morte annunciata perch\u00e8 se noi torniamo indietro al 23 maggio, giorno dell\u2019attentato a Capaci, da quel momento cominciano i 57 giorni della morte annunciata di Paolo Borsellino. 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