{"id":113590,"date":"2022-07-07T12:02:50","date_gmt":"2022-07-07T10:02:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/07\/07\/mostre-al-palazzo-reale-di-palermo-ryan-mendoza-con-the-golden-calf\/"},"modified":"2022-07-07T12:02:50","modified_gmt":"2022-07-07T10:02:50","slug":"mostre-al-palazzo-reale-di-palermo-ryan-mendoza-con-the-golden-calf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/07\/07\/mostre-al-palazzo-reale-di-palermo-ryan-mendoza-con-the-golden-calf\/","title":{"rendered":"Mostre, al Palazzo Reale di Palermo Ryan Mendoza con \u201cThe Golden Calf\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Non ti aspetteresti di trovare Ryan Mendoza, n\u00e8 la sua mostra a Palazzo Reale, a Palermo. Tranne che non si colga in profondit\u00e0 la vera anima di un sito oggi Patrimonio dell\u2019Unesco. Questa \u00e8 la casa di Federico II: poliedrico, visionario, progressista ma al contempo figura scomoda e tormentata. Dalle stanze, dal giardino, dal cortile di Palazzo Reale le opere di Ryan Mendoza urlano la verit\u00e0 senza mai arretrare per compiacere il pubblico. Anche il lungimirante Federico II probabilmente avrebbe apprezzato questo sguardo crudo e aperto sul mondo. \u201cThe Golden Calf\u201d (Palazzo Reale di Palermo, dal 31 luglio al 26 settembre 2022) non \u00e8 un prodotto, \u00e8 il risultato autentico di un percorso concettuale durato tre anni.<br \/>La mostra, organizzata dalla Fondazione Federico II col patrocinio del Ministero della Cultura, ha visto lungo il percorso di costruzione della mostra, la preziosa e costante collaborazione della Fondazione Brodbeck. La Fondazione Morra Greco ha gentilmente prestato alcune opere.<br \/>Resta poco o nulla del progetto iniziale. Per questo \u00e8 una mostra vera: da un embrione \u00e8 cresciuta, cambiata, ha fatto i conti con battute d\u2019arresto, crisi profonde e slanci creativi. <br \/>L\u2019artista cittadino del mondo, con un passato tra New York, Berlino e Napoli, per tre anni ha lavorato dai piedi dell\u2019Etna sempre in contatto con la Fondazione Federico II a Palermo. Inutile cercare una trama: per frantumare ogni staticit\u00e0 di significato, Mendoza sceglie di disgregare, sceglie la via dell\u2019anti-narrazione. La vera trama \u00e8 la non trama. Opere che vanno oltre le immagini, che occludono il significato reale del mondo declinato dall\u2019establishment. Oltre i conflitti sedati dall\u2019apparenza di significato-immagini che regolano il nostro respiro senza mai risolvere le ambiguit\u00e0 della societ\u00e0 consumistica.<br \/>In questo delirio organizzato qualche indizio, o punto di riferimento, si trova in due elementi diametralmente opposti. Il vitello d\u2019oro, che d\u00e0 il titolo alla mostra, simbolo biblico dei falsi idoli e dell\u2019idolatria, a cui si contrappone il pipistrello: l\u2019antieroe, che per Mendoza include la moltitudine degli emarginati e dei pi\u00f9 deboli. Dietro quella forma che i pi\u00f9 da sempre guardano con ritrosia, per l\u2019artista c\u2019\u00e8 probabilmente il corpo delle inquietudini e dei conflitti della societ\u00e0.<br \/>Emerge da un lato la voglia di Mendoza di scardinare artisticamente le finzioni dal sistema, dall\u2019altro lato la volont\u00e0 della Fondazione Federico II di sostenere una visione del Palazzo Reale ancora oggi fabbrica di idee, simbolo del dialogo e della contaminazione come pluralit\u00e0 di pensieri.<br \/>L\u2019invasione artistica prosegue anche fuori dal palazzo per annebbiare l\u2019idea di un allestimento che si traduca in un sistema chiuso. Altri antieroi (pipistrelli) trovano contemporaneamente collocazione in diversi luoghi in Italia, grazie alla proficua collaborazione del Mann (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), del Mausoleo di Cecilia Metella, Castrum Caetani presso il Parco Archeologico dell\u2019Appia Antica a Roma e del Sistema Museale dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo (Palazzo Chiaramonte Steri e Orto Botanico).<br \/>Dietro le opere di Mendoza c\u2019\u00e8 un respiro da comprendere senza mai giudicare. Bellezza e bruttezza divengono quasi criteri politici e sociali. Quindi pu\u00f2 accadere che il rapporto tra normale e mostruoso possa essere rovesciato.<br \/>\u201cLook at this mess\u201d rappresenta l\u2019allarme, l\u2019invito a guardare il \u201cpasticcio\u201d, ovvero il mondo che ci circonda, quando ormai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo: tic tac tic tac, un countdown assordante incalza tutti noi. Un pasticcio che fa soffrire l\u2019artista a tal punto da stigmatizzare le opere e se stesso.<br \/>L\u2019esposizione si concretizza in 42 opere tra dipinti, sculture e istallazioni. Opere che invadono il Palazzo, dalla facciata esterna al Cortile, dal piano nobile fino ai Giardini. Un puzzle lessicale che si rivela solo al termine.<br \/>Quasi tutte le opere sono state espressamente realizzate da Mendoza per questa occasione, lavorando per tre anni alle pitture, alle sculture in ceramica e ad altre in mixed media, concepite come parole di un unico discorso.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 foto ufficio stampa Fondazione Federico II \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Non ti aspetteresti di trovare Ryan Mendoza, n\u00e8 la sua mostra a Palazzo Reale, a Palermo. Tranne che non si colga in profondit\u00e0 la vera anima di un sito oggi Patrimonio dell\u2019Unesco. Questa \u00e8 la casa di Federico II: poliedrico, visionario, progressista ma al contempo figura scomoda e tormentata. 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