{"id":112574,"date":"2022-06-28T16:32:50","date_gmt":"2022-06-28T14:32:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/28\/a-palermo-la-2-tappa-di-uniti-e-vicini-ai-pazienti-con-epatocarcinoma\/"},"modified":"2022-06-28T16:32:50","modified_gmt":"2022-06-28T14:32:50","slug":"a-palermo-la-2-tappa-di-uniti-e-vicini-ai-pazienti-con-epatocarcinoma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/28\/a-palermo-la-2-tappa-di-uniti-e-vicini-ai-pazienti-con-epatocarcinoma\/","title":{"rendered":"A Palermo la 2^ tappa di \u201cUniti e vicini ai pazienti con epatocarcinoma\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Fare il punto sullo stato dell\u2019arte della presa in carico del paziente con epatocarcinoma in Sicilia, evidenziare l\u2019importanza del lavoro sinergico dei team multidisciplinari della rete regionale che possono migliorare l\u2019appropriatezza delle procedure diagnostiche e terapeutiche, facilitare la gestione del paziente, migliorare l\u2019efficacia delle cure e l\u2019accesso delle stessa da parte dei pazienti, e migliorare il rapporto costo-beneficio delle terapie: sono questi alcuni gli obiettivi della tappa di Palermo di \u201cUniti e Vicini ai Pazienti con Epatocarcinoma: l\u2019esperienza della rete siciliana\u201d, il roadshow promosso da Roche con il patrocinio di EpaC Onlus.<br \/>L\u2019epatocarcinoma (HCC) \u00e8 uno dei tumori pi\u00f9 aggressivi e una delle prime cause di morti oncologiche nel mondo. In Italia, nel 2020 i nuovi casi stimati di tumori epatici sono stati 13.000 e l\u2019epatocarcinoma rappresenta il 75-85% del totale. Nel 2020, il numero di decessi per tumore in Sicilia \u00e8 stato 12.700; la terza causa di queste morti \u00e8 il tumore al fegato che conta quasi per l\u20198% del totale.<br \/>Oggi, grazie ai progressi scientifici e alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche, la prognosi della patologia \u00e8 in miglioramento, ma questo si accompagna ad una maggiore complessit\u00e0 della sua gestione, che pone alcune sfide sia dal punto di vista clinico che organizzativo.  <br \/>La presa in carico del paziente con epatocarcinoma, infatti, deve essere guidata da un team multidisciplinare, composto da epatologi, chirurghi, oncologi e radiologi interventisti e altri specialisti che, lavorando in sinergia fin dal momento della diagnosi, possa individuare il miglior trattamento possibile per il paziente e indirizzarlo verso strutture di eccellenza e ad alta specializzazione, con la garanzia di accesso ai migliori percorsi di diagnosi e cura. Il team definisce il trattamento personalizzato sul paziente, in base alle patologie esistenti o pregresse, alle condizioni e alla morfologia del fegato e del tumore, alle comorbidit\u00e0, alle riserve funzionali epatiche, alla rapidit\u00e0 di crescita dalla diagnosi, con il supporto di Linee Guida e percorsi regionali dedicati per velocizzare la corretta presa in carico del paziente.<br \/>Un moderno progetto di rete assistenziale, come quello proposto dai ricercatori del gruppo della Gastroenterologia dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo e dell\u2019Azienda Policlinico di Palermo tra cui i \tprofessori Antonio Crax\u00ec, Calogero Camm\u00e0 e Vito Di Marco, che ha come obiettivo quello di permettere a tutti gli attori coinvolti di applicare le migliori evidenze cliniche ed organizzative disponibili al processo decisionale, offrire un adeguato livello delle cure che sia aderente alla richiesta di salute della popolazione e alle correnti conoscenze professionali, e permettere al Sistema Sanitario Regionale di misurare la qualit\u00e0 degli esiti di salute e fare un\u2019analisi di costo-efficacia del programma sanitario pianificato. La rete, inoltre, si pone l\u2019obiettivo di consentire a tutti i cittadini siciliani di poter essere presi in carico dagli ospedali pi\u00f9 vicini a loro, senza dover compiere lunghi tragitti per recarsi in grandi centri o addirittura fuori regione, e ricevere il supporto di una rete composta da centri di riferimento a livello nazionale nei quali sono anche presenti studi clinici con nuove molecole; la ricerca \u00e8 difatti uno dei pilastri della rete siciliana.<br \/>\u2018La rete regionale per la gestione condivisa dei tumori primitivi del fegato \u00e8 costituita da 5 centri HUB che al loro interno hanno 18 Unit\u00e0 multidisciplinari in grado di offrire tutte le opzioni terapeutiche (dalle terapie locoregionali e chirurgiche, alle terapie oncologiche, fino al trapianto di fegato) ai pazienti con tumori primitivi del fegato e 44 centri SPOKE che sono in grado di avviare un iter diagnostico adeguato e possono gestire il follow-up oncologico e clinico dei pazienti che sono stati gi\u00e0 sottoposti a terapia nei centri HUB \u2013 ha detto il professor Vito Di Marco -. L\u2019organizzazione del progetto si basa su: una piattaforma web-based gi\u00e0 funzionante e che registra l\u2019iter diagnostico praticato, le scelte terapeutiche attuate, l\u2019esito clinico ottenuto, i dati del follow-up oncologico e epatologico; un sistema di analisi delle immagini radiologiche che permette una condivisione della diagnosi radiologica tra i vari centri della rete e che consente un veloce accesso agli esami di diagnostica radiologica; un sistema di tumor board in videoconferenza che permetta il collegamento di tutti i centri della rete per valutare la documentazione clinica dei pazienti, discutere e condividere le decisioni terapeutiche e pianificare la terapia appropriata nel centro pi\u00f9 vicino alla residenza del pazient\u00e8. <br \/>L\u2019epatocarcinoma si sviluppa prevalentemente in persone che soffrono di cirrosi a causa di epatite cronica (B o C) o di abuso di alcool, sindromi dismetaboliche, e tipicamente si manifesta in stadi ormai avanzati. La prognosi per le forme non resecabili di HCC \u00e8 infausta, con poche opzioni di trattamento sistemico e il tasso di sopravvivenza ad un anno minore del 50% dal momento della diagnosi della forma avanzata.<br \/>\u2018La Rete Siciliana dei tumori del fegato rappresenta uno strumento gi\u00e0 pienamente operativo che fornisce ai cittadini siciliani elevati standard qualitativi di cura, non solo azzerando la mobilit\u00e0 extra-regionale, ma anche consentendo l\u2019immediato e rapido accesso, elemento non trascurabile sia nel periodo pandemico che post-pandemico, a cure altamente appropriate nel centro pi\u00f9 vicino al proprio domicilio \u2013 ha detto il professor Calogero Camm\u00e0 -. Il rapido accesso a consultazioni multidisciplinari che coinvolgono specialisti di discipline differenti con elevata esperienza nel campo risulta oggi particolarmente rilevante in considerazione dell\u2019importantissima innovazione terapeutica rappresentata dall\u2019ingresso di trattamenti immunoterapici di prima linea per i tumori primitivi del fegato. La Rete siciliana rappresenta inoltre un importante strumento per il miglioramento della formazione dei giovani medici in formazione delle diverse scuole di specializzazione siciliane coinvolte nel progetto. Ultimo ma non ultimo, la Rete permetter\u00e0 ulteriormente di integrare l\u2019attivit\u00e0 assistenziale e l\u2019attivit\u00e0 di formazione con l\u2019attivit\u00e0 scientifica in cui la Sicilia, in questo contesto clinico, rappresenta una assoluta eccellenza nazional\u00e8. <br \/>Il PDTA regionale si prefigge di fornire un percorso di riferimento unico per il paziente con epatocarcinoma, ottimizzare i tempi di diagnosi e di trattamento, implementare sistemi informatici comuni di raccolta dei dati, fruibili dai professionisti ospedalieri che operano lungo tutto il percorso e integrare le diverse competenze specialistiche che concorrono alla gestione del paziente con epatocarcinoma, assicurando la multidisciplinariet\u00e0 e la disponibilit\u00e0 al dialogo tra operatori ospedalieri ed il medico di medicina generale.<br \/>\u2018L\u2019assessorato della Salute ha incluso nel Piano Sanitario la costituzione delle reti assistenziali multidisciplinari per le malattie croniche, che caratterizzano per l\u2019equit\u00e0 di accesso ai servizi specialistici, l\u2019appropriatezza diagnostica e terapeutica e la gestione territoriale dei pazienti \u2013 ha detto Mario La Rocca, dirigente generale del Dipartimento di Pianificazione Strategica dell\u2019assessorato della Salute della Regione siciliana -. Questo programma diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 importante con la prossima riorganizzazione della rete assistenziale regionale che prevede i grandi Ospedali Specializzati a stretto contatto con gli Ospedali di Comunit\u00e0. La possibilit\u00e0 di interconnessione in rete tra i vari servizi e il modello HUB e SPOKE permetter\u00e0 di migliorare l\u2019assistenza sanitaria per tutti i cittadini, di ridurre i costi e la mobilit\u00e0 passiva verso altre regioni. La rete per la gestione dei Tumori Primitivi del fegato \u00e8 un modello virtuoso perch\u00e8 \u00e8 stato finanziato con un PSN dall\u2019assessorato della Salute e prevede la costruzione di una rete assistenziale che permetter\u00e0 anche di fare una buona ricerca e formazione continua. Il progetto \u00e8 gi\u00e0 in avanzata fase di realizzazione e ha raggiunto gli obbiettivi che si prefissava sulla gestione dei tumori del fegato coinvolgendo gli epatologi, radiologi, oncologi e chirurghi che si occupano della gestione clinica di questa malattia. L\u2019Assessorato si impegna a formalizzare questo strumento di gestione sanitaria che potr\u00e0 anche essere utilizzato come modello per la costruzione e la gestione di altre reti per le malattie croniche che hanno un alto impatto sociale, economico e sanitario nella nostra Region\u00e8.<br \/>\u2018UniPa ha una lunga tradizione e una presenza attenta e attiva nell\u2019ambito della salute per lo sviluppo di terapie e tecniche sempre pi\u00f9 innovative che possano migliorare la qualit\u00e0 della vita dei pazienti affetti da tumore del fegato \u2013 ha commentato il Rettore, professor Massimo Midiri -. Riteniamo necessario ed utile che si rafforzi e si consolidi sempre di pi\u00f9 la stretta e fruttuosa collaborazione tra i componenti della Rete siciliana e i diversi settori specialistici, per potere stare ancora maggiormente \u2018uniti e vicini ai pazienti con epatocarcinom\u00e0, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di un tumore molto aggressivo, tra le prime cause di morti oncologiche nel mondo, e per garantire nel territorio siciliano un\u2019organizzazione ed un\u2019assistenza di altissimo livell\u00f2.<br \/>Nell\u2019attuazione e nell\u2019implementazione delle reti assistenziali sul territorio come quella siciliana, le Associazioni Pazienti svolgono un ruolo cruciale perch\u00e8 testimoniano i bisogni di chi \u00e8 affetto dalla patologia, in termini di gestione, diagnosi e cura ed evidenziano le zone d\u2019ombra in cui \u00e8 prioritario intervenire per una corretta e sempre pi\u00f9 funzionale presa in carico. L\u2019epatocarcinoma ha un impatto significativo sui pazienti e sulle loro famiglie che hanno necessit\u00e0 di avere informazioni chiare e precise sui trattamenti e sulle strutture in grado di seguire al meglio il loro percorso diagnostico-terapeutico.<br \/>\u2018E\u2019 necessario che il paziente affetto da un tumore primitivo del fegato sia assistito nel corso della propria quotidianit\u00e0, guidato nel percorso terapeutico assistenziale e preso in carico da una struttura adeguata e da un team multidisciplinare \u2013 ha detto Massimiliano Conforti, vicepresidente EpaC Onlus, Associazione che ha dato il patrocinio al Roadshow -. Da una recente ricerca condotta da EpaC Associazione Onlus \u00e8 emerso che spesso i pazienti si trovano a doversi rivolgere a pi\u00f9 centri per una diagnosi definitiva, spesso viaggiando, anche in altre regioni, alla ricerca di risposte sia in termini di diagnosi, quanto ancor pi\u00f9 di gestione e di terapia da seguire. Soltanto il 37% dei partecipanti alla ricerca ha affermato di non aver avuto necessit\u00e0 (o desiderio) di rivolgersi ad un centro differente da quello in cui era inizialmente seguito per ottenere la diagnosi di tumore epatico, mentre il 63% ha dovuto consultare almeno una seconda struttura, e in circa il 20% dei casi, addirittura una terza o una quarta. L\u2019implementazione di queste reti assistenziali regionali multidisciplinari \u00e8, quindi, quanto mai primaria per la prevenzione e per la gestione dei pazient\u00ec.<br \/>Alla tavola rotonda che si \u00e8 svolta a Palermo hanno partecipato Antonio Craxi, direttore dell\u2019UOC di Gastroenterologia dell\u2019Azienda Policlinico P. Giaccone di Palermo, Massimo Midiri, rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo, Mario La Rocca, dirigente generale del Dipartimento di Pianificazione Strategica dell\u2019assessorato della Salute della Regione siciliana, Alessandro Caltagirone, Commissario straordinario dell\u2019Azienda Ospedaliera Policlinico P. Giaccone, Calogero Camm\u00e0, professore ordinario di Gastroenterologia e Direttore Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo, Vito Di Marco, dirigente sanitario presso Unit\u00e0 Complessa di Gastroenterologia ed Epatologia dell\u2019Azienda Universitaria Policlinico \u201cP. Giaccone\u201d, Giovanni Raimondo, direttore Epatologia AOU Policlinico G. Martino di Messina, Maurizio Russello, responsabile U.O.D. Epatologia Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania, Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento per la Cura e lo Studio delle Patologie Addominali IRCCS-ISMETT UPMC, Francesco Verderame, direttore UOC di Oncologia Medica Azienda Ospedaliera \u2018Villa Sofia Cervell\u00f2 di Palermo, Fabio Cartabellotta, direttore Unit\u00e0 Operativa di Medicina Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo, Massimiliano Spada, medico oncologo presso Fondazione Istituto G. Giglio di Cefal\u00f9 e coordinatore regionale AIOM Sicilia, Nino Cartabellotta, presidente comitato scientifico Fondazione Gimbe e Massimiliano Conforti, vicepresidente EpaC Onlus.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 foto xb7\/Italpress \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Fare il punto sullo stato dell\u2019arte della presa in carico del paziente con epatocarcinoma in Sicilia, evidenziare l\u2019importanza del lavoro sinergico dei team multidisciplinari della rete regionale che possono migliorare l\u2019appropriatezza delle procedure diagnostiche e terapeutiche, facilitare la gestione del paziente, migliorare l\u2019efficacia delle cure e l\u2019accesso delle stessa da parte dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":112575,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20220628_1555.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112574"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=112574"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112574\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/112575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=112574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=112574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=112574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}