{"id":112156,"date":"2022-06-24T15:02:33","date_gmt":"2022-06-24T13:02:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/24\/bankitalia-in-sicilia-la-ripresa-messa-a-repentaglio-dal-caro-energia\/"},"modified":"2022-06-24T15:02:33","modified_gmt":"2022-06-24T13:02:33","slug":"bankitalia-in-sicilia-la-ripresa-messa-a-repentaglio-dal-caro-energia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/24\/bankitalia-in-sicilia-la-ripresa-messa-a-repentaglio-dal-caro-energia\/","title":{"rendered":"Bankitalia, in Sicilia la ripresa messa a repentaglio dal caro energia"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 E\u2019 il caro energia quello che fa temere per le sorti dell\u2019economia siciliana. Lo dicono i dati del rapporto annuale della Banca d\u2019Italia che sono stati presentati questa mattina a Palermo, da Emanuele Alagna, direttore della sede di Palermo. L\u2019economia siciliana soffre una maggiore \u201cdipendenza\u201d di attivit\u00e0 fortemente energivore soprattutto nel settore primario (come la trasformazione dei prodotti agroalimentari) e terziario (i trasporti). E se nel 2021 l\u2019economia ha sperimentato una crescita reagendo alla crisi innescata dal Covid, adesso preoccupano gli aumenti dei costi energetici (che ricadono in maggiore parte sui prezzi finali dei prodotti). Si punta alla spesa del Pnrr per costruire una ripresa su basi pi\u00f9 solide. Secondo le stime fornite questa mattina dopo la contrazione nell\u2019anno precedente il 2021 \u201cil pi\u00f9 sarebbe aumentato del 5,7% con una crescita meno intensa rispetto a quella del paese (stimata al 6,6%)\u201d. <br \/>\u201cNel complesso la ripresa non avrebbe ancora consentito di recuperare la perdita di attivit\u00e0 connessa con la pandemia: il livello di prodotto stimato per il 2021 sarebbe ancora inferiore di circa tre punti, rispetto al 2019\u201d. Il tema dominante \u00e8 quello della ripresa del 2021 rispetto al 2020; per alcuni settori la ripresa \u00e8 integrale, per altri parziale e per altri molto lieve. Ma nella generalit\u00e0 dei casi si parla di ripresa. Per l\u2019agricoltura, ad esempio un recupero molto parziale recupero di due punti e calo di nove punti. Nel caso dell\u2019industria un recupero robusto un aumento di circa 13 punti percentuali dell\u2019attivit\u00e0 produttiva contro il meno 8 del 2020. Una crescita particolarmente forte nel secondo e nell\u2019ultimo quarto dell\u2019anno che ci ha consentito di agganciare il ritmo di ripresa dell\u2019Italia. Continua per\u00f2 ad essere debole l\u2019attivit\u00e0 di investimento delle imprese secondo l\u2019indagine dell\u2019istituto centrale. Per le imprese vocate all\u2019export la crescita \u00e8 stata legata anche alla crescita del commercio mondiale. <br \/>Il valore dell\u2019export ha superato in valori anche il 2019 (+13% in percentuale) e ha dipeso non solo del settore oil (soprattutto aumento in valore dovuto all\u2019aumento del prezzo, +70% mentre in quantit\u00e0 +4%). <br \/>Il calo dell\u2019edilizia che andava avanti da alcuni anni inverte la tendenza nel 2021, nelle stime di Prometeia circa +20%. Il mercato immobiliare torna a livello del 2008 con un aumento del numero delle compravendite mentre le quotazioni rimangono sui livelli degli ultimi anni mentre in Italia si vede una certa tendenza alla risalita. Anche nel settore dei servizi c\u2019\u00e8 stato un recupero ma parziale (-8% nel 2020 e +4 nel 2021). Anche le imprese del settore dei servizi temono l\u2019aumento del costo dell\u2019energia. Ma anche in questo caso il peso delle attivit\u00e0 a pi\u00f9 alto consumo di energia nel settore \u00e8 pi\u00f9 alto di quello dell\u2019Italia. Il miglioramento del quadro dell\u2019economia ha un effetto sul mercato del lavoro. Dopo la riduzione del 2020 con un calo del 2,7% nel 2021 c\u2019\u00e8 un parziale recupero +0,4% circa 6 mila occupati in pi\u00f9 ma tra il 2019 e il 2020 il calo \u00e8 stato di 36 mila posti. Mancano ancora 30 mila posti di lavoro rispetto all\u2019anno prepandemia. <br \/>Si tratta di un incremento abbastanza generalizzato, sia uomini che donne sia dipendenti che indipendenti (che erano in calo da parecchi anni), e aumenta anche la partecipazione al mercato del lavoro per cui aumenta occupazione che tasso di disoccupazione. <br \/>Sulla componente del reddito delle famiglie, poi pesano ancora le misure di sostegno spingono i redditi delle famiglie ma anche dalla ripresa dell\u2019occupazione. Nel corso del 2021 la quota di famiglie siciliane che percepiscono reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza erano circa 250 mila, un ottavo delle famiglie residenti in Sicilia: un aumento del 13%. Lo dice il rapporto sull\u2019economia regionale della Sicilia, presentato questa mattina a Palermo nella sede della Banca di Italia di Via Cavour. L\u2019importo medio \u00e8 di 624 euro un dato superiore della media nazionale. Cessato, infine, il reddito di emergenza di cui hanno beneficiato circa 80 mila famiglie.<br \/>foto Italpress<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 E\u2019 il caro energia quello che fa temere per le sorti dell\u2019economia siciliana. 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