{"id":112044,"date":"2022-06-23T17:07:36","date_gmt":"2022-06-23T15:07:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/23\/distretti-industriali-nel-2021-fatturato-252\/"},"modified":"2022-06-23T17:07:36","modified_gmt":"2022-06-23T15:07:36","slug":"distretti-industriali-nel-2021-fatturato-252","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/23\/distretti-industriali-nel-2021-fatturato-252\/","title":{"rendered":"Distretti industriali, nel 2021 fatturato +25,2%"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Il fatturato delle imprese manifatturiere distrettuali, dopo un calo pari al 14,5% nel 2020 (a prezzi correnti e in valori mediani), secondo le stime di <a href=\"https:\/\/www.intesasanpaolo.com\/\">Intesa Sanpaolo<\/a> nel 2021 ha registrato un rimbalzo del +25,2%, il 4,3% in pi\u00f9 rispetto al 2019. Un contributo importante \u00e8 venuto dalle esportazioni che nel 2021 hanno sfiorato i 133 miliardi di euro, toccando un nuovo record storico. Solo il sistema moda non ha ancora pienamente recuperato quanto perso nel corso del 2020. E&#8217; quanto emerge dalla quattordicesima edizione del Rapporto annuale che la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo dedica all&#8217;evoluzione economica e finanziaria delle imprese distrettuali.<br \/>\nIl Rapporto \u00e8 stato presentato dal Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, professor Gian Maria Gros-Pietro, dal Chief Economist Gregorio De Felice e dal Responsabile della Ricerca Industry &amp; Banking Fabrizio Guelpa.<br \/>\nA poco pi\u00f9 di due anni di distanza dallo scoppio della pandemia, la quattordicesima edizione del Rapporto Economia e Finanza dei Distretti Industriali descrive gli impatti della crisi del 2020 e il forte rimbalzo del 2021, si concentra sulle reazioni delle imprese distrettuali alla crisi pandemica e si sofferma sulle priorit\u00e0 da affrontare, anche alla luce dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina.<br \/>\nL&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina &#8211; spiega l&#8217;istituto di credito guidato da Carlo Messina &#8211; ha profondamente modificato lo scenario macroeconomico, che \u00e8 complesso e incerto. Le imprese si trovano a operare con prezzi delle commodity volatili ed elevati che possono mettere in pericolo i loro equilibri economico-finanziari. E&#8217; poi venuto meno, almeno momentaneamente, un mercato, quello russo e ucraino, che per i Distretti nel 2021 valeva 3,2 miliardi di euro, il 2,4% del totale.<br \/>\nIn valore le regioni pi\u00f9 esposte sono il Veneto (805 milioni di euro), la Lombardia (771 milioni) e l&#8217;Emilia-Romagna (531 milioni). In termini di incidenza spiccano Umbria (10,8%) e Marche (5,7%), seguite a distanza dall&#8217;Abruzzo (3,1%).<br \/>\nAl contempo, se i problemi di approvvigionamento innestati dalla pandemia e poi amplificati dall&#8217;invasione russa porteranno a una regionalizzazione su base continentale delle catene globali del valore, si potranno aprire opportunit\u00e0 per i Distretti italiani grazie alla presenza di filiere strutturate e di un buon nucleo di imprese resilienti.<br \/>\nLe evidenze emerse nel Rapporto confermano la centralit\u00e0 delle filiere produttive come fattore di competitivit\u00e0 nei prossimi anni. Nei Distretti la distanza media degli approvvigionamenti \u00e8 molto contenuta, bench\u00e8 aumentata nel corso della pandemia: nel 2021 \u00e8 stata pari a 116 chilometri, 24 in meno rispetto alle aree non distrettuali. E&#8217; pi\u00f9 elevato il numero medio di fornitori per azienda (29 vs 25).<br \/>\nLa capacit\u00e0 di presidiare i mercati esteri \u00e8 un altro punto di forza dei Distretti che storicamente presentano una maggiore internazionalizzazione, misurata dal numero di partecipate estere (29 ogni 100 imprese vs le 19 delle aree non distrettuali) e dalla quota di imprese che esportano (62,1% vs 52,2%).<br \/>\nI Distretti sono ben posizionati anche in termini di capacit\u00e0 brevettuale, con 70,7 brevetti ogni 100 imprese; le aree non distrettuali si fermano a 51,5.<br \/>\nI dati di commercio estero confermano l&#8217;elevata competitivit\u00e0 dei Distretti a livello internazionale. Nel primo trimestre del 2022 l&#8217;export \u00e8 aumentato del 19,3%, con punte superiori al 20% in molte regioni: tra queste la Lombardia (+25,5%), l&#8217;Umbria (+25,2%), il Friuli-Venezia Giulia (+24,5%), la Puglia (+24,1%), la Toscana (+23,3%). Il confronto con i livelli pre-pandemici mostra un progresso del 16%.<br \/>\nI Distretti possono poi contare su un nucleo di aziende trainanti che si sono dimostrate resilienti durante la pandemia. 845 imprese distrettuali, pari al 4,7% del totale, nel corso del 2020 sono cresciute, hanno registrato buoni livelli di EBITDA margin (oltre l&#8217;8%) e un grado di patrimonializzazione superiore al 20%, oltre ad aver mostrato un aumento degli addetti tra il 2018 e il 2020. Queste imprese particolarmente resilienti sono pi\u00f9 diffuse tra i soggetti medio-grandi e in alcuni settori (mezzi di trasporto, agro-alimentare, meccanica e intermedi). Per numero di imprese champion, spiccano Lombardia (262) e Veneto (208), mentre per incidenza si sono messe in evidenza Trentino-Alto Adige (9,2%), Campania (6,4%) e Puglia (6%).<br \/>\nMolte delle realt\u00e0 imprenditoriali pi\u00f9 resilienti sono attive nei Distretti che meglio di altri hanno affrontato la crisi pandemica. Quest&#8217;anno ai primi tre posti della classifica dei migliori Distretti italiani si posizionano le Macchine agricole di Padova e Vicenza, la Camperistica della Val d&#8217;Elsa e le Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena.<br \/>\nI punti di forza dei Distretti rappresentano risorse cruciali, ma non sufficienti per affrontare il difficile contesto economico che si sta delineando. Le filiere distrettuali potranno continuare a rappresentare un fattore di competitivit\u00e0 solo se gli attori che le compongono sapranno rinnovarsi e rafforzare le loro relazioni strategiche, attraverso un&#8217;accelerazione degli investimenti in innovazione e tecnologia anche green, un consolidamento dimensionale e la formazione e l&#8217;inserimento in azienda di nuove competenze.<br \/>\nDallo studio di alcuni settori del Nord-Est ad alta vocazione distrettuale, come l&#8217;agro-alimentare, il legno-arredo e la meccanica, emerge un quadro caratterizzato da un&#8217;accelerazione nell&#8217;adozione di tecnologie Industry 4.0 a partire dal 2017, grazie anche alla spinta delle iniziative di policy. Tuttavia, i dati mostrano come il fenomeno abbia sinora riguardato in larga parte aziende medio-grandi (tre su quattro hanno adottato tecnologie 4.0 vs poco pi\u00f9 di una su cinque tra le micro).<br \/>\n? Anche sul fronte ambientale si pu\u00f2 fare di pi\u00f9: in un settore come il legnoarredo ad alta intensit\u00e0 distrettuale, nell&#8217;ultimo triennio poco meno di 4 un&#8217;impresa su tre ha acquistato macchinari efficienti che riducono il consumo energetico. Si scende addirittura sotto il 6% quando si considera la quota di imprese che ha realizzato investimenti in impianti per la produzione di energia elettrica da rinnovabili o per la produzione di energia termica da rinnovabili o di cogenerazione e\/o recupero di calore.<br \/>\nUn&#8217;altra area di miglioramento riguarda la governance. La capacit\u00e0 delle imprese di rinnovare e potenziare le proprie competenze e aprirsi con pi\u00f9 facilit\u00e0 alla transizione tecnologica e green pu\u00f2 anche essere facilitata dal passaggio generazionale.<br \/>\nNel biennio 2020-21 il processo di rinnovamento generazionale sembra aver subito una frenata: la quota di imprese distrettuali che hanno apportato modifiche al proprio board \u00e8, infatti, scesa al 13,2% nel 2020 e al 12,2% nel 2021, dopo che tra il 2016 e il 2019 era stata sempre abbondantemente sopra il 14%, rimanendo comunque superiore alle aree non distrettuali.<br \/>\nIl PNRR rappresenta un&#8217;opportunit\u00e0 unica per il sistema economico italiano che pu\u00f2 trovare un adeguato sostegno per rilanciare la sua propensione a investire, in tecnologia per migliorare i processi produttivi e la fase commerciale, nelle persone e nelle competenze, nella ricerca di nuove soluzioni, nell&#8217;economia circolare, nelle fonti rinnovabili.<br \/>\nIl PNRR dedica molta attenzione al rapporto tra scuola e imprese, al rilancio della ricerca di base e applicata in sinergia tra universit\u00e0 e imprese, al sostegno dei processi di trasferimento tecnologico, alla valorizzazione del capitale umano, anche attraverso lo sviluppo degli ITS. E&#8217; ancora alto il potenziale inespresso degli ITS: nel 2019 hanno ottenuto il diploma 3.761 studenti, contro i circa 486 mila diplomati nella scuola secondaria di secondo grado. Gli interventi previsti nel PNRR si pongono l&#8217;obiettivo di raddoppiare iscritti e corsi frequentati entro il 2030.<br \/>\nA favore della sostenibilit\u00e0 e del green, c&#8217;\u00e8 la promozione delle comunit\u00e0 energetiche che sono coalizioni di utenti (cittadini, imprese, enti locali, ecc.), che aderiscono volontariamente a contratti di collaborazione per la produzione, il consumo e la gestione dell&#8217;energia attraverso impianti energetici locali alimentati da fonti rinnovabili, con la possibilit\u00e0 di utilizzo della rete di distribuzione nazionale per la condivisione dell&#8217;energia prodotta in eccesso. Si tratta di un fenomeno molto recente e ad alto potenziale soprattutto nei Distretti Industriali, visti gli elevati livelli di condivisione dell&#8217;energia prodotta che si possono raggiungere e l&#8217;intensit\u00e0 energetica pi\u00f9 elevata nei Distretti (4,1% di imprese energivore vs 3%).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto agenziafotogramma.it &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Il fatturato delle imprese manifatturiere distrettuali, dopo un calo pari al 14,5% nel 2020 (a prezzi correnti e in valori mediani), secondo le stime di Intesa Sanpaolo nel 2021 ha registrato un rimbalzo del +25,2%, il 4,3% in pi\u00f9 rispetto al 2019. 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