{"id":111521,"date":"2022-06-18T11:07:35","date_gmt":"2022-06-18T09:07:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/18\/terrorismo-indagato-37enne-egiziano-per-propaganda-jihadista-sul-web\/"},"modified":"2022-06-18T11:07:35","modified_gmt":"2022-06-18T09:07:35","slug":"terrorismo-indagato-37enne-egiziano-per-propaganda-jihadista-sul-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/18\/terrorismo-indagato-37enne-egiziano-per-propaganda-jihadista-sul-web\/","title":{"rendered":"Terrorismo, indagato 37enne egiziano per propaganda Jihadista sul web"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; I Carabinieri del Ros hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 37enne, cittadino egiziano, per i reati di partecipazione a un&#8217;associazione con finalit\u00e0 di terrorismo internazionale (lo Stato Islamico) e addestramento con finalit\u00e0 di terrorismo. Il provvedimento \u00e8 stato emesso dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura. <br \/>L&#8217;attivit\u00e0 investigativa trae origine due anni fa, dal particolare attivismo nel web da parte dell&#8217;indagato, che si prodigava nella consumazione e nel rilancio di materiale di propaganda jihadista a favore di una vasta comunit\u00e0 virtuale di utenti, attivit\u00e0 virtuale che rivestiva particolare allarme in quanto lo stesso risultava segnalato, in quei mesi, assieme ad altro co-indagato, come frequentatore dell&#8217;area turistica del Vaticano.<br \/>Grazie agli approfondimenti di tipo tradizionale &#8211; ovvero verifiche anagrafiche, attivit\u00e0 informativa di settore, servizi di osservazione e pedinamento &#8211; affiancati da una mirata azione tecnico-informatica, gli investigatori hanno ricostruito tutte le condotte dell&#8217;indagato, da cui \u00e8 emerso come fosse parte integrante del Daesh.<br \/>Nel dettaglio, \u00e8 stato accertato il ruolo centrale ricoperto dal 37enne che avrebbe messo in pratica le istruzioni che lo Stato Islamico impartisce ai suoi militanti, volte a evitare di essere individuati dalle Forze di polizia dell&#8217;Occidente, al tempo stesso garantendo la massima diffusivit\u00e0 dei messaggi violenti propugnati dall&#8217;organizzazione.<br \/>L&#8217;indagato, infatti, nell&#8217;ambito della cosiddetta &#8220;jihad della penna&#8221;, avrebbe svolto la mansione di combattente virtuale per conto dello Stato Islamico che, con la disseminazione di prodotti mediatici di natura apologetica, di video ad alta valenza evocativa e di aggiornamenti sui &#8220;successi&#8221; delle campagne di insorgenza nei territori di conflitto, pu\u00f2 continuare a sopravvivere, cooptando sotto la propria bandiera ideologica il maggior numero di aderenti, i quali sono chiamati a colpire nei territori di origine, anche in Occidente. Tale strategia ha la duplice finalit\u00e0 di combattere i miscredenti (coloro che non professano la religione musulmana) e gli apostati (coloro che non professano il salafismo-jihadista, quindi compresi i regimi del mondo musulmano, giudicati corrotti) e di vincere la contesa globale contro il proprio rivale di maggiore consistenza, vale a dire al-Qaeda.<br \/>E&#8217; attraverso questa chiave interpretativa che va letta una delle modalit\u00e0 di azione adottate dall&#8217;indagato, che, partecipando a un circuito virtuale composto da meri simpatizzanti, membri effettivi e anche veri e propri combattenti del Daesh, denominato &#8220;Casa Mediatica Roma&#8221; (appellativo altamente evocativo, che &#8211; nel gergo jihadista &#8211; simboleggia l&#8217;obiettivo ultimo di questa visione distorta della religione musulmana, vale a dire quello di conquistare la culla della cristianit\u00e0 e cos\u00ec costituire l&#8217;unica comunit\u00e0 dei veri fedeli sotto la bandiera nera del Califfato, denominata &#8220;Umma&#8221;) avrebbe preso parte alle cosiddette &#8220;campagne di aggressione mediatica&#8221;, concepite da un nucleo di Dirigenti di Stato Islamico, incaricato di individuare gli obiettivi delle offensive virtuali e i mezzi per attuarle. In questo modo, le pagine social media maggiormente esposte al pubblico venivano inondate di messaggi violenti e di propaganda jihadista, con la finalit\u00e0 da un lato di esaltare i sostenitori del jihad e dall&#8217;altro di attrarre la platea di coloro che per la prima volta si affacciano a questa errata interpretazione dell&#8217;Islam.<br \/>Inoltre, le attivit\u00e0 investigative hanno consentito di dimostrare come l&#8217;indagato, grazie all&#8217;accesso che gli era garantito a canali Telegram gestiti dagli organismi mediatici ufficiali di Stato Islamico, ha pi\u00f9 volte condiviso con altri utenti documenti di vero e proprio addestramento militare, attraverso i quali ha impartito istruzioni sul maneggio delle armi da fuoco, sulla fabbricazione di ordigni esplosivi improvvisati e sulle procedure operative e tattiche per la messa in atto di attacchi terroristici.<br \/>foto agenziafotogramma.it<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; I Carabinieri del Ros hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 37enne, cittadino egiziano, per i reati di partecipazione a un&#8217;associazione con finalit\u00e0 di terrorismo internazionale (lo Stato Islamico) e addestramento con finalit\u00e0 di terrorismo. 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