{"id":111124,"date":"2022-06-14T19:17:32","date_gmt":"2022-06-14T17:17:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/14\/catania-il-finto-sequestro-di-elena-uccisa-dalla-madre-dopo-lasilo\/"},"modified":"2022-06-14T19:17:32","modified_gmt":"2022-06-14T17:17:32","slug":"catania-il-finto-sequestro-di-elena-uccisa-dalla-madre-dopo-lasilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/06\/14\/catania-il-finto-sequestro-di-elena-uccisa-dalla-madre-dopo-lasilo\/","title":{"rendered":"Catania, il finto sequestro di Elena uccisa dalla madre dopo l\u2019asilo"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>CATANIA (ITALPRESS) \u2013 E\u2019 un quadro familiare \u201cinfelice\u201d quello ricostruito dai carabinieri di Catania che hanno fermato Martina Patti, 23 anni, accusata dell\u2019omicidio premeditato pluriaggravato della figlia Elena di quasi cinque anni e della soppressione del cadavere, sotterrato in un campo incolto a Mascalucia, nel Catanese. Era stata la donna, ieri pomeriggio, a denunciare ai militari della Tenenza il sequestro della figlia per mano di un \u201ccommando incappucciato e armato\u201d. Dichiarazioni che se da un lato avevano suscitato un immediato \u201callarme sociale\u201d come sottolineato dalla Procura etnea, dall\u2019altro non avevano convinto fino in fondo gli investigatori. Scattate immediatamente le ricerche, durate per tutta la notte e sentiti e risentiti genitori della bimba, nonni, zii e familiari, oggi la svolta nelle indagini. Stamattina Martina Patti ha indicato ai carabinieri il luogo in cui si trovava la bimba. Morta. Il corpicino senza vita di Elena era nascosto in cinque sacchi di plastica, un sacco dentro l\u2019altro. La mamma aveva con s\u00e8 una zappa e una pala, trovate abbandonate. I particolari sono stati forniti in conferenza stampa dai carabinieri del Comando provinciale di Catania. Per gli investigatori Elena potrebbe essere stata uccisa dalla madre \u201cper via di una forma di gelosia nei confronti dell\u2019attuale compagna dell\u2019ex convivente\u201d in quanto non tollerava che alla donna \u201cvi si affezionasse anche la propria figlia\u201d. Il rapimento della figlia \u2013 sottolineano gli investigatori \u2013 era, quindi, solo una messa in scena per fare \u201cricadere la colpa\u201d sulle vicende passate del padre di Elena, suo ex convivente. Gli elementi acquisiti dagli uomini dell\u2019Arma in meno di 24 ore hanno consentito di ricostruire l\u2019accaduto e di definire la responsabilit\u00e0 personale della madre della piccola dopo la denuncia presentata ieri pomeriggio. La donna, aveva segnalato, infatti, il sequestro di Elena a opera di un non meglio indicato gruppo di uomini incappucciati che, verso le 15 circa, dopo aver bloccato l\u2019auto condotta dalla madre lungo la via Piave e minacciata mediante una pistola\/una mazza, l\u2019avrebbero rapita, preannunciandone la morte. Nella circostanza, secondo quanto riferito dalla donna, l\u2019episodio sarebbe una conseguenza del comportamento dell\u2019ex compagno e padre della bimba (Alessandro Del Pozzo, 24 anni) per non aver ascoltato precedenti messaggi minatori recapitati in casa. Un tentativo \u2013 secondo la ricostruzione della donna \u2013 per individuare il reale complice di una rapina ai danni di una gioielleria di Catania al posto del quale venne arrestato il 15 ottobre 2020 e successivamente assolto nel settembre 2021 per non aver commesso il fatto. Due ex conviventi che a prescindere dalla gestione apparentemente serena della figlia Elena avevano allacciato nuovi legami e non apparivano rispettosi l\u2019uno verso l\u2019altro.<br \/>In particolare, la donna, nei confronti della quale \u00e8 stato contestato anche il reato di false informazioni al pubblico ministero, a fronte delle continue sollecitazioni da parte degli ivestigatori e delle contestazioni alla inverosimile versione fornita, ha ceduto soltanto nella tarda mattinata quando i carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche hanno fatto alcuni rilievi in casa dove la donna viveva con la figlia. Messa alle strette, Martina Patti ha confessato l\u2019orrendo crimine, precisando di averlo portato a termine in maniera solitaria, dopo essere andata a prendere Elena all\u2019asilo (era tra l\u2019altro il primo giorno del grest), utilizzando un coltello da cucina e dei sacchi neri per nascondere il corpo nella terra. Le indagini, intanto continuano. Sul corpo senza vita della bambina (traferito all\u2019obitorio dell\u2019ospedale Cannizzaro di Catania) dall\u2019ispezione medico legale, risultano molteplici ferite da armi da punta e taglio alla regione cervicale e intrascapolare. Ma l\u2019arma del delitto non \u00e8 stata trovata. Ed \u00e8 da confermare anche il posto in cui la donna avrebbe ucciso: Elena sarebbe stata colpita a morte in casa dalla madre che avrebbe poi portato e nascosto il corpo della piccola in un vicino terreno di campagna abbandonato, cercando di coprire il cadavere con terra e cenere lavica. Ma il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo perch\u00e8 gli investigatori non confermano. \u201cNon lo sappiamo con certezza, le indagini ancora sono in corso e continuano\u2026\u201d.<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 foto fag \u2013<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANIA (ITALPRESS) \u2013 E\u2019 un quadro familiare \u201cinfelice\u201d quello ricostruito dai carabinieri di Catania che hanno fermato Martina Patti, 23 anni, accusata dell\u2019omicidio premeditato pluriaggravato della figlia Elena di quasi cinque anni e della soppressione del cadavere, sotterrato in un campo incolto a Mascalucia, nel Catanese. 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