{"id":109045,"date":"2022-05-25T09:47:32","date_gmt":"2022-05-25T07:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/05\/25\/operazione-antimafia-contro-il-clan-noce-a-palermo-9-arresti\/"},"modified":"2022-05-25T09:47:32","modified_gmt":"2022-05-25T07:47:32","slug":"operazione-antimafia-contro-il-clan-noce-a-palermo-9-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/05\/25\/operazione-antimafia-contro-il-clan-noce-a-palermo-9-arresti\/","title":{"rendered":"Operazione antimafia contro il clan \u201cNoce\u201d a Palermo, 9 arresti"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo ha delegato la Polizia a eseguire un\u2019ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di 9 indagati (di cui 8 in carcere ed 1 agli arresti domiciliari), ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso ed estorsione con l\u2019aggravante del metodo mafioso.<br \/>Il provvedimento restrittivo scaturisce da una complessa indagine avviata dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine, nel 2020 e coordinata dalla locale Procura della Repubblica -DDA -, che avrebbe consentito di ricostruire l\u2019organigramma delle famiglie mafiose del mandamento della Noce\/Cruillas che comprende le famiglie mafiose della Noce, Cruillas\/Malaspina ed Altarello.<br \/>Le indagini eseguite hanno permesso di individuare gli odierni indagati quali ulteriori indiziati mafiosi delle famiglie del mandamento Noce-Cruillas, consentendo, altres\u00ec, di raccogliere gravi elementi sui loro rispettivi ruoli e contributi nella organizzazione degli assetti della suddetta consorteria mafiosa.<br \/>Si tratta, per 5 di essi, di persone gi\u00e0 condannati a vario titolo per l\u2019appartenenza a cosa nostra. Sarebbe stata cos\u00ec documentata l\u2019ascesa al vertice del mandamento Noce\/Cruillas di colui che sarebbe ritenuto l\u2019attuale capo, dopo aver sofferto un lungo periodo di detenzione in carcere.<br \/>La sua ascesa ai vertici di cosa nostra sarebbe gi\u00e0 stata favorita, negli anni passati, dai fratelli Lo Piccolo, alla presenza dei quali, peraltro, sarebbe stato ritualmente \u201ccombinato\u201d, e sempre per volere di questi sarebbe stato, allora, posto a capo del sodalizio mafioso.<br \/>La sua storia criminale gli avrebbe permesso cos\u00ec di riorganizzare ed imporre nuove regole all\u2019intero del mandamento, attraverso riunioni che sarebbero state registrate dalla polizia giudiziaria, rese riservate dai partecipanti, secondo un collaudato protocollo di riservatezza, consistente nell\u2019avviarsi, senza telefonino, in lunghe passeggiate lungo le pubbliche vie con i vertici delle altre famiglie mafiose.<br \/>La riorganizzazione avrebbe comportato l\u2019ascesa criminale di uomini di sua totale fiducia ed il contestuale ridimensionamento di quelli ritenuti nel mirino delle forze dell\u2019ordine.<br \/>L\u2019indagine avrebbe evidenziato alcuni soggetti di vertice dell\u2019organizzazione tra cui colui che avrebbe assunto il controllo della cassa della famiglia acquisendone direttamente la gestione (\u201cu vacilieddu\u201d), nella sua strategia rientrerebbe la presunta estensione a tappeto delle estorsioni, con imposizione del pizzo a tutti gli esercizi commerciali, strategia questa criticata da alcuni affiliati poich\u00e8 sarebbero state coinvolte attivit\u00e0 di poco conto e ci\u00f2 avrebbe creato malcontento.<br \/>Nel corso di una documentata riunione del vertice mafioso, sarebbe stato rimproverato al capo famiglia della Noce, l\u2019avvenuto aumento di nuove attivit\u00e0 commerciali che andavano sottoposte a un pi\u00f9 incisivo controllo della famiglia mafiosa, sicch\u00e8 quest\u2019ultimo si sarebbero impegnato a fare il possibile per riportare il territorio e le relative attivit\u00e0 economiche sotto il totale controllo della famiglia mafiosa, nonostante fosse conscio dei rischi connessi ad una sua sovraesposizione nella riscossione del pizzo.<br \/>Il controllo del territorio sarebbe stato esercitato in modo capillare, anche un furto di un\u2019auto o in un\u2019abitazione avrebbe ingenerato l\u2019irritazione di cosa nostra che, tramite i suoi affiliati, cos\u00ec come emerso in corso di indagine, si sarebbe attivata per individuarne gli autori ed evitare ulteriori episodi come anche l\u2019occupazione abusiva degli immobili sarebbe stata sottoposta all\u2019autorizzazione mafiosa, scegliendo anche gli eventuali beneficiari di fatto.<br \/>Nessuna attivit\u00e0 produttiva sfuggirebbe alle attenzioni di cosa nostra, dal negoziante all\u2019ambulante; tutti gli esercenti sarebbero soggetti alle presunte pretese del pizzo quando non addirittura costretti, ab origine, a chiedere l\u2019autorizzazione prima di avviare i lavori.<br \/>Ne sarebbe la dimostrazione l\u2019autorizzazione all\u2019installazione di alcuni distributori a gettoni presso  esercizi commerciali della zona, ovvero l\u2019autorizzazione all\u2019acquisto di un parcheggio con il preciso divieto all\u2019avviamento della connessa attivit\u00e0 di autolavaggio, utilizzando argomentazioni perfettamente aderenti alla logica mafiosa e per concludere, l\u2019autorizzazione alla ristrutturazione di immobili.<br \/>Nel corso di un episodio un commerciante sarebbe stato duramente rimproverato in quanto, nonostante stesse attraversando un periodo di difficolt\u00e0 economiche, alle pretese estorsive avrebbe osato rispondere in modo ritenuto \u201coltraggioso\u201d all\u2019emissario di cosa nostra.<br \/>In un altro caso un ambulante, alla precisa richiesta del capo famiglia della Noce, avrebbe risposto di avere prodotti di scarsa qualit\u00e0 ma di essere in grado di accontentarlo il giorno seguente, ricevendo in cambio l\u2019ammonizione che, ove non avesse tenuto fede alla promessa, avrebbe dovuto lasciare la sua postazione di vendita.<br \/>\u201cL\u2019operazione condotta oggi dalla Polizia di<br \/>Stato a carico dei componenti del direttorio del mandamento<br \/>mafioso della Noce, tanto caro a Salvatore Riina, conferma il<br \/>tentativo attuale di cosa nostra palermitana di mantenere<br \/>saldamente il controllo del territorio, soprattutto attraverso<br \/>l\u2019imposizione di pratiche estorsive ancora una volta tollerate da<br \/>chi riceveva le richieste di pizzo. Gran parte dei componenti<br \/>delle famiglie della Noce, di Cruillas e di Altarello, tratti in<br \/>arresto in queste ore, avevano ricoperto in passato importanti<br \/>cariche nella struttura mafiosa e per le quali avevano subito<br \/>condanne definitive. La detenzione carceraria per la durata della<br \/>pena comminata non ha consentito il recupero del condannato n\u00e8 la<br \/>sua rieducazione, tanto che riguadagnata la libert\u00e0 gli odierni<br \/>indagati hanno ripreso a perseguire interessi delle famiglie<br \/>mafiose di appartenenza. La sola detenzione, dunque, sembra non<br \/>essere stata efficace a recidere il legame tra il condannato e<br \/>l\u2019organizzazione mafiosa. Esiste una sorta di specialit\u00e0 del<br \/>detenuto mafioso che finisce necessariamente per legittimare nei<br \/>suoi confronti un trattamento detentivo peculiare\u201d. E\u2019 quanto<br \/>afferma il Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale<br \/>Anticrimine.<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo ha delegato la Polizia a eseguire un\u2019ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di 9 indagati (di cui 8 in carcere ed 1 agli arresti domiciliari), ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso ed estorsione con l\u2019aggravante del metodo mafioso.Il provvedimento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":109046,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/20220525_0129.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109045"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109045"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109045\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109046"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}