{"id":108361,"date":"2022-05-19T09:17:32","date_gmt":"2022-05-19T07:17:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/05\/19\/colluso-con-la-mafia-gdf-palermo-confisca-150-mln-a-un-imprenditore\/"},"modified":"2022-05-19T09:17:32","modified_gmt":"2022-05-19T07:17:32","slug":"colluso-con-la-mafia-gdf-palermo-confisca-150-mln-a-un-imprenditore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/05\/19\/colluso-con-la-mafia-gdf-palermo-confisca-150-mln-a-un-imprenditore\/","title":{"rendered":"\u201cColluso con la mafia\u201d, Gdf Palermo confisca 150 mln a un imprenditore"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Beni per 150 milioni di euro sono stati confiscati dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo a un 56enne noto imprenditore del settore della grande distribuzione alimentare. Il provvedimento \u00e8 stato emesso dal Tribunale di Palermo \u2013 Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura. Oggetto della confisca sono, tra le altre cose, le quote societarie e il compendio aziendale della Gamac GROUP srl, che all\u2019epoca del sequestro (eseguito dalle Fiamme gialle nel febbraio 2021) gestiva 13 supermercati tra Palermo e provincia (Bagheria, Carini, Bolognetta, San Cipirello e Termini Imerese). Gli esercizi commerciali sono stati nel frattempo ceduti a terzi dall\u2019amministratore giudiziario.<br \/>Sulla base degli accertamenti svolti dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico Finanzaria \u2013 G.I.C.O. di Palermo, l\u2019Autorit\u00e0 giudicante \u201cvalorizzando l\u2019analisi e il riscontro di puntuali dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, nonch\u00e8 la rilettura orientata in chiave economico-finanziaria degli esiti di diversi procedimenti penali\u201d, ha ritenuto che \u201cl\u2019imprenditore, seppure non organicamente inserito nell\u2019organizzazione criminale, sia da ritenersi \u2018collus\u00f2 al sodalizio mafioso\u201d. <br \/>Secondo gli inquirenti l\u2019imprenditore \u201cha operato almeno dal 2004 sotto l\u2019ala protettiva di Cosa Nostra, in particolare la famiglia di Bagheria, traendone vantaggio per scoraggiare la concorrenza anche con atti di danneggiamento; acquisire imprese concorrenti; risolvere le problematiche insorte nella gestione delle sue imprese, comprese quelle relative ai rapporti di lavoro con i dipendenti; dirimere controversie con i propri soci, ottenendo in loro pregiudizio la possibilit\u00e0 di rilevare l\u2019impresa contesa e beneficiando di una dilazione dei pagamenti; evitare il pagamento del pizzo nella zona di Bagheria e, grazie alla mediazione della locale famiglia mafiosa, contrattare la \u2018messa a post\u00f2 con altre articolazioni palermitane del sodalizio mafioso\u201d.<br \/>Secondo la guardia di finanza \u201cl\u2019imprenditore ha registrato una crescita esponenziale del fatturato dell\u2019azienda, trasformata da piccola impresa familiare in un impero economico, arrivando a fatturare oltre 90 milioni di euro nel 2020\u201d.<br \/>L\u2019indagine testimonia inoltre \u201cle nuove e sempre pi\u00f9 sofisticate modalit\u00e0 con cui gli imprenditori in affari con la mafia tentano di \u201cproteggere\u201d il proprio patrimonio\u201d.<br \/>Nel corso degli accertamenti, spiega chi indaga, \u00e8 infatti emerso che \u201cl\u2019impero imprenditoriale era stato devoluto a un trust. Grazie a questo strumento giuridico, le possidenze societarie e immobiliari dell\u2019imprenditore sono state formalmente trasferite a un professionista (cosiddetto trustee), incaricato di gestirle come se ne fosse proprietario, assumendo cio\u00e8 le principali decisioni relative alla vita dell\u2019azienda e degli altri beni\u201d.<br \/>Tuttavia, dall\u2019approfondimento della documentazione acquisita, dalle evidenze raccolte dai finanzieri nell\u2019ambito di diversi procedimenti penali \u00e8 emerso che il trust in questione \u201cera un mero espediente fittizio per schermare la titolarit\u00e0 delle propriet\u00e0\u201d.<br \/>In altri termini, l\u2019imprenditore \u201caveva trasferito solo sulla carta tutti i poteri gestori sui beni al trustee, ma nella realt\u00e0 non ne aveva mai perso il controllo e la disponibilit\u00e0\u201d. <br \/>Solo negli ultimi 18 mesi \u201csono stati confiscati beni per oltre 400 milioni di euro nei confronti di imprenditori \u2018collus\u00ec con Cosa Nostra\u201d, conclude la Gdf.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 foto Imagoeconomica.it \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Beni per 150 milioni di euro sono stati confiscati dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo a un 56enne noto imprenditore del settore della grande distribuzione alimentare. 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