{"id":108103,"date":"2022-05-17T09:17:34","date_gmt":"2022-05-17T07:17:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/05\/17\/blitz-antimafia-di-polizia-e-carabinieri-a-palermo-31-arresti\/"},"modified":"2022-05-17T09:17:34","modified_gmt":"2022-05-17T07:17:34","slug":"blitz-antimafia-di-polizia-e-carabinieri-a-palermo-31-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/05\/17\/blitz-antimafia-di-polizia-e-carabinieri-a-palermo-31-arresti\/","title":{"rendered":"Blitz antimafia di polizia e carabinieri a Palermo, 31 arresti"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Operazione antimafia della Polizia di Stato e dell\u2019Arma dei Carabinieri di Palermo, che hanno smantellato il mandamento di Brancaccio che comprende le famiglie mafiose di Brancaccio, Corso dei Mille e Roccella. Sono 31 le persone raggiunte da misure cautelari, di cui 29 in carcere e 2 agli arresti domiciliari, accusate a vario titolo di partecipazione ad associazione di tipo mafioso, detenzione e produzione di stupefacenti, detenzione di armi, favoreggiamento personale e estorsione con l\u2019aggravante del metodo mafioso. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Palermo.<br \/>L\u2019ordinanza segna l\u2019epilogo di una fase operativa gi\u00e0 avviata lo scorso 20 luglio, nell\u2019ambito dello stesso contesto investigato, attraverso l\u2019esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Palermo-DDA a carico di numerosi indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata.<br \/>La Squadra Mobile di Palermo e il Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato hanno eseguito i provvedimenti nelle citt\u00e0 di Palermo, Reggio Calabria, Alessandria e Genova. <br \/>Gli indagati sono accusati di \u2018avere fatto parte, in concorso ed unitamente ad altre numerose persone, dell\u2019associazione mafiosa denominata \u2018Cosa Nostr\u00e0, promuovendone, organizzandone e dirigendone le relative illecite attivit\u00e0 e per essersi, insieme, avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omert\u00e0 che ne deriva per commettere delitti contro la vita, l\u2019incolumit\u00e0 individuale, la libert\u00e0 personale, il patrimonio, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o, comunque, il controllo di attivit\u00e0 economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici, per realizzare profitti e vantaggi ingiusti per se e per gli altri, per intervenire sulle istituzioni e sulla pubblica amministrazione\u201d.<br \/>L\u2019ordinanza scaturisce da una complessa attivit\u00e0 di indagine avviata dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo nel 2019 e supportata da presidi tecnici, che ha consentito di  acquisire gravi indizi in ordine all\u2019attuale organigramma delle famiglie mafiose attive nell\u2019ampio contesto criminale del mandamento di Brancaccio che comprende le famiglie mafiose di Brancaccio, Corso dei Mille e Roccella.<br \/>Le indagini attuali, avviate successivamente agli ultimi arresti operati nel mese di novembre 2019 e mirate ad individuare i protagonisti della riorganizzazione delle famiglie mafiose  duramente colpite dai provvedimenti cautelari, hanno consentito  di ricostruire gli assetti delle famiglie mafiose di Brancaccio, identificando i probabili vertici, gregari e soldati, che dalle acquisizioni info-investigative il giudice ha ritenuto gravemente indiziati di numerosi reati-fine dell\u2019associazione mafiosa, dalle estorsioni, commesse ai danni di numerosissimi commercianti e imprenditori, il cosiddetto \u2018pizz\u00f2, alla gestione delle numerose piazze di spaccio sparse sul territorio di Brancaccio, tutti reati che avrebbero consentito di accumulare quei proventi necessari al mantenimento in vita dell\u2019associazione ed alla remunerazione dei sodali liberi e delle famiglie di quelli detenuti. <br \/>Ne \u00e8 scaturito un quadro probatorio a carico degli odierni indagati che, sotto la direzione di personaggi del calibro di D.L.G., vertice della compagine, coadiuvato da N.S., V.A. e D.F.M., quest\u2019ultimo responsabile operativo per il settore delle estorsioni e del traffico di droga, avrebbero riorganizzato i clan mafiosi permettendone non solo la sopravvivenza ma consentendo una maggiore espansione sul territorio di Brancaccio. <br \/>Gli investigatori hanno documentato 50 episodi estorsivi ai danni di titolari di esercizi commerciali, a dimostrazione che \u2018le attivit\u00e0 produttive della zona sono sempre oggetto di attenzione dell\u2019articolazione mafiosa e molti esercenti, dal piccolo ambulante abusivo fino all\u2019operatore della grande distribuzione, sono soggetti alla pretesa del pizzo quando non addirittura costretti, ab origine, a chiedere l\u2019autorizzazione prima di avviare i lavori o ad assumere dipendenti dettati dal gruppo criminal\u00e8.<br \/>Al riguardo emblematica \u00e8 la conversazione avvenuta tra il responsabile delle estorsioni della cosca mafiosa ed un suo sodale, avvicinato da un imprenditore edile che, avendo in progetto di acquistare un terreno nella zona di competenza della famiglia mafiosa per costruirvi appartamenti e consapevole di doversi assoggettare alle pretese mafiose per poter realizzare le costruzioni senza incorrere in furti, rapine o danneggiamenti \u2013 per ottenere quindi la protezione della mafia -, si rivolge al referente mafioso della zona, per mettersi a posto.<br \/>Le pretese estorsive non hanno risparmiato nemmeno uno \u2018sfincionar\u00f2 che, dopo avere subito il danneggiamento della saracinesca del laboratorio mediante apposizione di attack si era rivolto ad uno degli odierni indagati per mettersi a posto.<br \/>Ancora da segnalare la pervicacia dimostrata dagli estorsori di Brancaccio che non avrebbero esitato ad effettuare il sopralluogo presso un cantiere edile sorto nelle immediate vicinanze del Commissariato, per una successiva eventuale richiesta estorsiva.<br \/>Per quanto riguarda le armi, sottolineano gli investigatori, \u201c\u00e8 di tutta evidenza, dunque, come tutti gli associati abbiano piena consapevolezza di siffatta disponibilit\u00e0 e siano ben consci anche della loro possibilit\u00e0 di ottenere il concreto possesso di armi di cui siano in un dato momento sprovvisti rivolgendosi ad altri sodali, financo a quelli eventualmente inseriti in altre articolazioni territoriali dell\u2019organizzazione criminale\u201d.<br \/>Anche il traffico di droga rappresenta una importante voce di arricchimento illecito; dal complesso delle attivit\u00e0, infatti, \u00e8 stato possibile quantificare gli introiti derivanti dalle \u201csei piazze di spaccio dello Sperone\u201d, tutte direttamente gestite o comunque controllate dai sodali, con un ricavo presunto di circa 80.000 euro settimanali, nonch\u00e8 accertare la provenienza di parte dello stupefacente ad opera di due Calabresi, destinatari dell\u2019odierna ordinanza.<br \/>In tale ambito sono stati eseguiti, in pi\u00f9 occasioni ed a titolo di riscontro, 16 arresti in flagranza per detenzione di sostanza stupefacente e sequestrati circa 80 chili di droga tra cocaina, purissima ancora da tagliare, hashish e marijuana per un valore sul mercato di oltre 8 milioni di euro.<br \/>Afferma il gip: \u201cnon ci si pu\u00f2 infine esimere dal rimarcare che costituisce plastica dimostrazione di come la scelta di vita degli indagati sia fondata, gi\u00e0 in termini culturali e \u2018ideal\u00ec, proprio su un principio di contrapposizione ai fondamenti della libert\u00e0 democratica e al rispetto delle regole, il reiterato utilizzo delle parole \u2018sbirro o carabinier\u00e8 quali vere e proprie offese che si ritrova in pi\u00f9 conversazioni intercettate\u201d.<br \/>In tale contesto, come emerso nel corso delle indagini, nel maggio del 2019, durante i preparativi per il ricordo della strage di Capaci e via D\u2019Amelio, veniva prospettata l\u2019intenzione di un parente di un coindagato di far partecipare la figlia alle relative iniziative scolastiche. In proposito il presunto uomo d\u2019onore, dopo avere apostrofato la parente del coindagato come sbirra, ha sottolineato come lui non avesse mai prestato il consenso alla partecipazione definita \u201cvergogne\u201d a queste iniziative, ribadendo che non potevano \u201cimmischiare le carte con Falcone e Borsellino\u201d.<br \/>Continua il giudice che \u201csi colloca nel medesimo solco, ed \u00e8 per la verit\u00e0 ancora pi\u00f9 sconcertante, il fatto che la \u2018formazion\u00e8 mafiosa non abbia risparmiato nemmeno una bambina in tenera et\u00e0 che, dopo lunga preparazione, si accingeva a partecipare a una iniziativa scolastica in memoria dei rimpianti Giudici Borsellino e Falcone\u201d.<br \/>Anche in piena emergenza epidemiologica sono stati acquisiti gravi indizi in merito al rastrellamento di denaro dalle pochissime attivit\u00e0 rimaste aperte e con volumi di affari certamente ridotti ma in un caso un indagato si \u00e8 impossessato di venti cartoni di mascherine FP3 contenenti 16.000 mascherine, sottraendole ad un Ospedale cittadino dove svolgeva attivit\u00e0 lavorativa perch\u00e8 appartenente all\u2019area \u201cEmergenza Palermo\u201d, per rivenderle a scopo di lucro.<br \/>L\u2019odierno provvedimento cautelare, nella parte sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, colpisce un gruppo di soggetti gravemente indiziati di essere direttamente legati a due indagati che, forti dei loro storici legami con \u201cCosa Nostra\u201d, sarebbero stati in grado di coadiuvare i due vertici nella gestione del mandamento mafioso e nella conduzione delle attivit\u00e0 illecite che alimentavano le casse della famiglia mafiosa di Ciaculli.<br \/>Fra i 5 soggetti destinatari di misura cautelare oggetto delle investigazioni dei Carabinieri di Palermo figurano infatti F.G., direttamente legato per connessioni parentali ai vertici del mandamento, e E.P.. <br \/>L\u2019agguerrita compagine criminale, per il tramite dei suoi collaboratori, si sarebbe dunque occupata dell\u2019imposizione delle cosiddette sensalerie sulle compravendite di immobili ricadenti sotto l\u2019area di influenza, commettendo vere e proprie condotte estorsive in danno di quei cittadini che, per concludere affari immobiliari, si sono visti costretti ad accettate l\u2019opera di mediazione degli indagati.<br \/>Altro settore illecito \u00e8 quello della coltivazione di piantagioni di cannabis-sativa, da cui veniva ricavato la sostanza stupefacente destinata alle piazze di spaccio del capoluogo.<br \/>Le acquisizioni dei militari del Nucleo Investigativo hanno, altres\u00ec, evidenziato che la compagine criminale avrebbe tratto parte del suo sostentamento anche dalla gestione delle acque irrigue, impropriamente sottratte direttamente alla conduttura \u201cSan Leonardo\u201d, di propriet\u00e0 del \u201cConsorzio di Bonifica Palermo 2\u201d. Gli affiliati alla famiglia mafiosa di Ciaculli sarebbero, infatti, intervenuti direttamente sulle condotte del consorzio, forzandole e incanalando l\u2019acqua in vasche di loro propriet\u00e0, per poi ridistribuirla ai contadini operanti nell\u2019agro Ciaculli-Croceverde Giardini e Villabate. Tale circostanza, oltre a costituire un guadagno illecito per l\u2019organizzazione mafiosa, avrebbe permesso alla famiglia mafiosa di Ciaculli di accreditarsi verso numerosi produttori agricoli, ergendosi a punto di riferimento per la gestione di uno dei beni essenziali per eccellenza: l\u2019acqua.<br \/>Un ulteriore \u201caffare\u201d sul quale gli uomini di Ciaculli avrebbero imposto il controllo, \u00e8 stato rintracciato nella gestione delle piattaforme di gioco per le scommesse on-line illegali. Questo delicato settore, che risulta una costante nella moderna economia che costituisce gli affari delle famiglie mafiose siciliane, avrebbe assicurato cospicui introiti nella cassa della consorteria di Ciaculli e di quel mandamento mafioso, che avrebbe imposto sul territorio l\u2019utilizzo di piattaforme di gioco che non avrebbero rispettato la normativa sulla prevenzione patrimoniale imposta alle attivit\u00e0 ludiche dalle leggi italiane. Il compenso, tuttavia, sarebbe stato versato dagli esercenti, in proporzione ai guadagni ricavati, nelle casse del mandamento mafioso. I proventi delle attivit\u00e0 illecite sarebbero stati poi reinvestiti in alcune attivit\u00e0 commerciali.<br \/>Dalle indagini \u00e8 anche emerso che la compagine mafiosa avrebbe avuto anche a disposizione un vero e proprio arsenale di armi. L\u2019intervento dei Carabinieri ha, infatti, consentito nell\u2019ottobre 2020 di arrestare in flagranza di reato un indagato e di rinvenire nella sua disponibilit\u00e0 un fucile da caccia (doppietta), marca Beretta calibro 12, e otto munizioni celate all\u2019interno di alcune balle di fieno accatastate nel maneggio di sua propriet\u00e0 nella zona di Croceverde Giardini, fatti per i quali vi \u00e8 procedimento penale in corso. <br \/>Le acquisizioni in possesso dei militari dell\u2019Arma avrebbero tuttavia consentito di presupporre che la potenza di fuoco della famiglia mafiosa potesse contare anche su numerose armi semiautomatiche gestite dai sodali e nascoste nell\u2019agro di Ciaculli, sinora non rinvenute.<br \/>Contestualmente la Polizia Giudiziaria ha dato esecuzione al sequestro preventivo del capitale sociale, di beni aziendali e dei locali di alcune imprese per un presunto valore complessivo di circa 350 mila euro, in quanto frutto di intestazione fittizia, tra i quali una rivendita di prodotti ittici, due rivendite di caff\u00e8 e tre agenzie di scommesse.<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Operazione antimafia della Polizia di Stato e dell\u2019Arma dei Carabinieri di Palermo, che hanno smantellato il mandamento di Brancaccio che comprende le famiglie mafiose di Brancaccio, Corso dei Mille e Roccella. Sono 31 le persone raggiunte da misure cautelari, di cui 29 in carcere e 2 agli arresti domiciliari, accusate a vario [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":108104,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/20220517_0161.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108103"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=108103"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108103\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108104"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=108103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}