{"id":107984,"date":"2022-05-16T00:47:32","date_gmt":"2022-05-15T22:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/05\/15\/musumeci-lautonomia-siciliana-va-ripensata\/"},"modified":"2022-05-15T22:19:10","modified_gmt":"2022-05-15T20:19:10","slug":"musumeci-lautonomia-siciliana-va-ripensata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/05\/16\/musumeci-lautonomia-siciliana-va-ripensata\/","title":{"rendered":"Musumeci \u201cL\u2019autonomia siciliana va ripensata\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cL\u2019Autonomia siciliana va ripensata non solo con una coraggiosa revisione dello Statuto (operazione per la quale l\u2019Ars \u00e8 impegnata da circa 20 anni), ma anche attraverso riforme strutturali che pongano al primo posto il rapporto finanziario con lo Stato, infrastrutture strategiche e sostegno alle imprese. Sono impegni che abbiamo in parte mantenuto e realizzato in questi anni, senza mai perdere di vista la prioritaria necessit\u00e0 di tenere la Regione impermeabile a qualsiasi tentativo di condizionamento, non solo mafioso. Su questo fronte sono impegnati governo e Parlamento, senza distrazioni e cali di tensione\u201d. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in occasione della celebrazioni organizzate a Palazzo Orleans per il 76\u00b0 anniversario dell\u2019Autonomia. Nel parterre dei Giardini d\u2019Orleans, alla presenza del governo regionale, di deputati regionali e nazionali, di autorit\u00e0 civili e militari, Musumeci ha voluto sottolineare come \u201cil nostro primo compito\u201d sia stato quello di \u201crilanciare l\u2019autonomia della responsabilit\u00e0 (e non pi\u00f9 dei privilegi) per essere parte attiva di un processo riformatore atteso da 10 anni e divenuto ormai ineludibile\u201d. <br \/>\u201cLa Sicilia \u2013 ha proseguito Musumeci \u2013 sta dimostrando di saper tenere \u2018carte e conti in regol\u00e0, di essere capace di varare riforme significative che riducano l\u2019imposizione fiscale, di saper guardare e attuare l\u2019innovazione, di cogliere le opportunit\u00e0 che offrono la centralit\u00e0 mediterranea, le trasformazioni della produzione agricola e industriale, di saper puntare sulla qualit\u00e0 delle sue universit\u00e0, con le quali vogliamo creare proprio nell\u2019Isola il Politecnico del Mediterraneo, per l\u2019alta formazione post laurea, aperta alle speranze anche dei giovani che provengono dal Continente africano e dal vicino e Medio Oriente e dare certezza di futuro a migliaia di nostri giovani\u201d. Musumeci ha evidenziato anche come \u201call\u2019inizio di questa legislatura, avevo formulato davanti al Parlamento siciliano due auspici: la riforma del regolamento che disciplina l\u2019uso (o l\u2019abuso) del voto segreto e il varo di un codice etico per i membri del governo, del Parlamento e della burocrazia regionale. Pi\u00f9 volte ci siamo interrogati su quanto sia prioritaria la tutela della sicurezza del voto rispetto alla trasparenza democratica verso gli elettori, che richiede invece la riduzione degli spazi di segretezza. In tutte le Assemblee pubbliche, lo scrutinio segreto \u00e8 richiesto solo per gravi decisioni, in casi comunque rari\u201d. <br \/>\u201cIn Sicilia se ne fa un abuso costante, fino a farlo apparire non uno strumento di dissenso (che si manifesta palesemente) ma uno strumento di vendetta o, peggio ancora, un modo per coprire intese trasversali tra opposizione e parte della coalizione di governo. Gli elettori hanno il diritto di controllare il voto dei loro eletti e verificarne la fedelt\u00e0 al mandato ricevuto. Ecco perch\u00e8 rimane vivo l\u2019auspicio di una modifica della norma regolamentare dell\u2019Aula, che riaffermi il principio generale dello scrutinio palese, con rilevanti eccezioni nel caso di voto su persone o su provvedimenti che toccano principi di libert\u00e0 sanciti dalla Costituzione\u201d.<br \/>Il presidente della Regione ha ricordato pure come settantasei anni fa, quando Umberto II di Savoia emanava lo Statuto speciale, la Sicilia era stremata dalla crisi economica e dalle distruzioni della guerra. \u00abIl dramma di quest\u2019ultimi mesi, con l\u2019eroica tenacia del popolo ucraino, vittima dell\u2019aggressione russa  \u2013 ha sottolineato \u2013 ci riporta ai sentimenti provati allora dai nostri padri. Nel Dopoguerra, lo spirito di rivalsa di quella stagione ebbe in Sicilia nell\u2019Autonomia il suo frutto pi\u00f9 bello, nato dal confronto tra tutte le forze politiche e sociali e da uno straordinario impegno corale per il riscatto del popolo siciliano\u201d. <br \/>\u201cIl successivo mancato coordinamento dello Statuto siciliano con la nuova Costituzione repubblicana (successiva perch\u00e8 del dicembre del 1947) \u2013 ha aggiunto \u2013 ha di fatto impedito la piena attuazione dell\u2019Autonomia regionale. Le spinte statali di un neocentralismo, da un lato, e l\u2019acquiescenza se non l\u2019ascarismo di alcune classi dirigenti politiche siciliane, dall\u2019altro lato, hanno vanificato ogni possibile sussulto di orgoglio, condannando la Sicilia al suo eterno ruolo di regione marginale e periferica, dell\u2019Italia e dell\u2019Europa\u201d. La cerimonia si \u00e8 aperta con l\u2019esecuzione, da parte della Fanfara del XII Reggimento dei Carabinieri di Sicilia, diretta dal maestro il luogotenente Paolo Mario Sena, dell\u2019Inno d\u2019Italia di Goffredo Mameli e di quello siciliano \u201cMadreterra\u201d di Vincenzo Spampinato. Al termine dell\u2019intervento di saluto del presidente Musumeci, sul palco si \u00e8 esibita l\u2019Orchestra giovanile del Teatro Massimo di Palermo, diretta dal maestro Michele De Luca. Sono stati eseguiti brani di Richard Wagner (Il divieto d\u2019amare) e Pietro Mascagni (Cavalleria Rusticana \u2013 Intermezzo). Spazio anche per Mario Incudine che ha cantato \u201cE vui durmiti ancora\u201d (di Gaetano Emanuel Cal\u00ec e Giovanni Formisano) e Donnafugata.<br \/>Le celebrazioni si sono chiuse con l\u2019Orchestra sinfonica siciliana, diretta dal maestro Francesco Di Mauro e con il soprano Daniela Schillaci. Eseguiti i brani di Giuseppe Verdi (I Vespri siciliani \u2013 Overture) e Vincenzo Bellini (Norma \u2013 Overture e sempre dalla Norma, l\u2019Aria \u201cCasta diva\u201d). In chiusura, la sfilata in abiti storici di un gruppo di Piana degli Albanesi. Per l\u2019occasione nei Giardini sono stati collocati anche otto totem multimediali che hanno trasmesso altrettanti video d\u2019epoca realizzati dall\u2019Istituto Luce sulla storia dell\u2019Autonomia siciliana ed \u00e8 inaugurata la nuova fontana realizzata al centro del parterre.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 foto ufficio stampa Regione Siciliana \u2013<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cL\u2019Autonomia siciliana va ripensata non solo con una coraggiosa revisione dello Statuto (operazione per la quale l\u2019Ars \u00e8 impegnata da circa 20 anni), ma anche attraverso riforme strutturali che pongano al primo posto il rapporto finanziario con lo Stato, infrastrutture strategiche e sostegno alle imprese. 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