{"id":105328,"date":"2022-04-22T14:07:34","date_gmt":"2022-04-22T12:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/22\/cybersecurity-646-degli-italiani-bersaglio-di-e-mail-ingannevoli\/"},"modified":"2022-04-22T14:07:34","modified_gmt":"2022-04-22T12:07:34","slug":"cybersecurity-646-degli-italiani-bersaglio-di-e-mail-ingannevoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/22\/cybersecurity-646-degli-italiani-bersaglio-di-e-mail-ingannevoli\/","title":{"rendered":"Cybersecurity, 64,6% degli italiani bersaglio di e-mail ingannevoli"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 61,6% degli italiani adotta sui propri device precauzioni per difendersi da attacchi informatici. Al 64,6% dei cittadini \u00e8 capitato di essere bersaglio di email ingannevoli; l&#8217;81,7% teme furti e violazioni dei propri dati personali sul web. Questi in sintesi i principali dati che emergono dal primo Rapporto Censis-DeepCyber (Gruppo Maggioli) sulla Cybersicurezza in Italia, presentato a Roma. Dallo studio si evince il ruolo decisivo della cybersecurity, che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata un costo o un ambito per soli esperti. Si tratta sempre pi\u00f9 di un investimento sociale di interesse collettivo, indispensabile per una buona rivoluzione digitale. Per Giuseppe De Rita, presidente del Censis, &#8220;l&#8217;apprezzata digital life, ormai al centro delle nostre vite, coincide con il massimo dell&#8217;insicurezza informatica. Cos\u00ec le tante cyber-insicurezze si giustappongono a quelle pi\u00f9 tradizionali, con il rischio di amplificare l&#8217;incertezza sistemica del nostro tempo. In tale contesto, per cyber-security si deve intendere non solo un settore industriale strategico altamente innovativo, ma una nuova cultura sociale in cui cittadini, aziende e istituzioni tutelandosi dagli attacchi informatici tutelano la sicurezza e la libert\u00e0 di tutti&#8221;. Il 61,6% degli italiani \u00e8 preoccupato per la sicurezza informatica e adotta sui propri device precauzioni per difendersi: di questi, l&#8217;82% ricorre a software e app di tutela e il 18% si rivolge a un esperto. Il 28,1%, pur dichiarandosi preoccupato, non fa nulla di concreto per difendersi, mentre il 10,3% non ha alcuna preoccupazione sulla sicurezza informatica.<br \/>In generale, quindi, quasi 4 italiani su 10 sono indifferenti o non si tutelano dagli attacchi informatici. Non c&#8217;\u00e8 ancora una compiuta consapevolezza dell&#8217;importanza di culture, strategie, tecnologie, competenze e sistemi di protezione informatica per il nostro benessere: ad oggi, oltre un terzo degli italiani non fa nulla per la sicurezza dei propri dispositivi informatici e solo 1 su 4 ha un&#8217;idea chiara di cosa sia la cybersecurity. Per Gerardo Costabile, amministratore delegato di DeepCyber, la ricerca pone l&#8217;accento sul fattore umano, spesso sottovalutato nella postura della cyber security. &#8220;Il dato pi\u00f9 evidente \u00e8 quello relativo alla scarsa consapevolezza ed efficacia delle misure di sicurezza da parte delle persone con minore formazione e cultura. Appare fondamentale, a partire dalle scuole ma anche nelle aziende e nella pubblica amministrazione, inserire la cyber security &#8211; insieme all&#8217;informatica di base &#8211; come colonne portanti per la necessaria cultura digitale, a prescindere dal ruolo professionale presente o futuro&#8221;, ha aggiunto. Il 24,3% degli italiani conosce precisamente cosa si intende per cybersecurity, il 58,6% per grandi linee, mentre il 17,1% non sa cosa sia. Ampia \u00e8 la disponibilit\u00e0 dei lavoratori a partecipare ad iniziative formative in azienda o altrove sulla cybersecurity (65,9%). Al 64,6% dei cittadini \u00e8 capitato di essere bersaglio di email ingannevoli il cui intento era estorcere informazioni personali sensibili e il 44,9% ha avuto il proprio pc\/laptop infettato da un virus. L&#8217;insicurezza informatica viaggia anche tramite i pagamenti online, e il 17,2% degli italiani ha scoperto acquisti fraudolenti fatti a proprio nome. Il 19,5% degli occupati ha sperimentato attacchi informatici con danni agli account social o al sito web della propria azienda, il 14,7% invece attacchi che hanno causato la perdita di dati e informazioni.<br \/>L&#8217;81,7% degli italiani, si legge nel Rapporto, teme di finire vittima di furti e violazioni dei propri dati personali sul web. Tra le attivit\u00e0 che gli italiani percepiscono come a pi\u00f9 alto rischio, ci sono la navigazione web con consultazione di siti (57,8%), l&#8217;utilizzo di account social (54,6%), gli acquisti di prodotti online (53,7%), le operazioni di home banking. &#8220;Il dominio cibernetico, attraverso la tecnologia, ci ha reso la vita pi\u00f9 semplice, ma allo stesso tempo anche drammaticamente pi\u00f9 fragile e vulnerabile. Il tema della digitalizzazione, della cultura e resilienza cibernetica, che non \u00e8 nato con il fenomeno pandemico, \u00e8 quindi centrale. Da questo punto di vista, la vicenda bellica in Ucraina, al momento, non ha causato un innalzamento degli attacchi alle nostre infrastrutture, tuttavia l&#8217;attenzione deve restare sempre alta. Il percorso \u00e8 ancora molto lungo e riguarda la messa in sicurezza delle infrastrutture, la dipendenza tecnologica e l&#8217;aspetto formativo degli utenti &#8211; ha detto Franco Gabrielli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -. I quattro pilastri della sicurezza informatica sono l&#8217;Agenzia nazionale, la cyber investigation svolta dalle forze di polizia, la cyber intelligence e la cyber defence, questo \u00e8 il mondo che dobbiamo mettere insieme. Questo Rapporto inquadra perfettamente il tema e il periodo che stiamo attraversando, un tassello importante per rendere tutti noi consapevoli dei rischi informatici&#8221;.<br \/>Adolfo Urso, presidente del COPASIR, spiega che &#8220;molto di quello che si \u00e8 fatto in questi anni va nella direzione giusta per implementare la digitalizzazione del Paese. Occorre essere consapevoli della potenzialit\u00e0 della tecnologia digitale, che \u00e8 diventata strumento di forza anche nel tentativo di piegare e sottomettere le democrazie occidentali, attraverso un controllo sociale di dissenso e di opinione. Un problema che abbiamo comunque anche in occidente, con le big-tech. Appare, quindi, evidente che bisogna trovare un equilibrio tra sicurezza e libert\u00e0, puntando all&#8217;autonomia strategica nel digitale e nella sicurezza cibernetica. Una priorit\u00e0 di cui \u00e8 perfettamente consapevole l&#8217;attuale Governo&#8221;.<br \/>Tra i presenti anche Roberto Baldoni, direttore dell&#8217;Agenzia Cybersicurezza Nazionale, che ha ricordato come la trasformazione digitale &#8220;ci coinvolge e ci coinvolger\u00e0 sempre di pi\u00f9. Non possiamo delegare e questo significa che il rischio va conosciuto e gestito e la consapevolezza \u00e8 sicuramente uno degli obiettivi dell&#8217;Agenzia nazionale. Serve anche una capacit\u00e0 di orientamento verso i giovani, per supportarli nei nuovi lavori, come ad esempio gli esperti di cybersicurezza, una forza lavoro di cui avremo bisogno in futuro.Consapevolezza, formazione, sviluppo tecnologico, resilienza agli attacchi &#8211; ha aggiunto &#8211; sono elementi fondamentali che devono essere un esercizio del sistema Paese, con pubblico e privato che devono collaborare per raggiungere questi obiettivi. La cybersecurity \u00e8 sicuramente un investimento per la nostra indipendenza democratica&#8221;. Infine Toni Purcaro, presidente di Dekra Italia, ha sottolineato come il Rapporto sia una documentazione rilevante sulla cybersecurity in Italia, &#8220;dove emerge con forte chiarezza la consapevolezza di quanto sia necessario migliorare la nostra sicurezza informatica e nello specifico quella dei propri dati personali. Questa consapevolezza deve diventare patrimonio comune, in una quotidianit\u00e0 che ci vede immersi nella nuova era digitale. In tal senso, occorre comprendere che \u00e8 necessario porre molta attenzione al settore dell&#8217;automotive per implementare la sicurezza stradale a tutela di tutti i cittadini, oltre ad un uso pi\u00f9 consapevole dei nostri device mobili, dei nostri computer e riguardo tutto ci\u00f2 che utilizziamo a livello digitale. Viviamo in un contesto completamente connesso e dobbiamo usare al meglio i sistemi di protezione informatica per sostenere lo sviluppo tecnologico del Paese&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>foto: Italcommunications<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 61,6% degli italiani adotta sui propri device precauzioni per difendersi da attacchi informatici. Al 64,6% dei cittadini \u00e8 capitato di essere bersaglio di email ingannevoli; l&#8217;81,7% teme furti e violazioni dei propri dati personali sul web. 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