{"id":105202,"date":"2022-04-21T15:32:33","date_gmt":"2022-04-21T13:32:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/21\/palermo-i-big-dellarte-contemporanea-a-palazzo-reale-per-la-mostra-re\/"},"modified":"2022-04-21T15:32:33","modified_gmt":"2022-04-21T13:32:33","slug":"palermo-i-big-dellarte-contemporanea-a-palazzo-reale-per-la-mostra-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/21\/palermo-i-big-dellarte-contemporanea-a-palazzo-reale-per-la-mostra-re\/","title":{"rendered":"Palermo, i big dell\u2019arte contemporanea a Palazzo Reale per la mostra .RE"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Concreta. Potente (artisticamente). Irriverente. Non conformista. .RE \u00e8 una mostra autoriale della Fondazione Federico II che ha l\u2019intento di spalancare le porte, nell\u2019era del virtuale, a riflessioni sulla \u201crealt\u00e0 reale\u201d per una rinascita collettiva. Sedici artisti, sedici personalit\u00e0 culturali differenti dell\u2019arte contemporanea che, dagli anni Sessanta ad oggi, si sono fatti interpreti della nostra epoca.<br \/>E\u2019 stata presentata alla stampa, questa mattina, al Palazzo Reale la mostra .RE dal presidente della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccich\u00e8 e dal direttore generale, Patrizia Monterosso.<br \/>Ventotto opere in mostra che enfatizzano lo stupore e la meraviglia nel mondo per non essere sopraffatti dalle ferite dei nostri tempi quali la disumanizzazione dilagante, le guerre, la pandemia. L\u2019allestimento presso le Sala Duca di Montalto, a Palazzo Reale, evita ogni scorciatoia tipica dei fondamentalismi per accogliere la ricchezza delle differenze contro una lettura che ammette un solo linguaggio, una sola voce, una singola storia. Opere che adottano la linea di un umanesimo preparatorio e si aprono a nuove fasi di Rinascimento. Alberto Burri, Saint Clair Cemin, Tony Cragg, Zhang Hong Mei, Anselm Kiefer, Jeff Koons, Sol LeWitt, Emil Lukas, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Tania Pistone, Andres Serrano, Ai Wewei e Gilberto Zorio. <br \/>Artisti che, a proprio modo, hanno travalicato le sclerotizzazioni delle visioni del mondo, recuperando il senso profondo tra arte e concetto, tra concetto e parola, tra visione individuale e collettiva, tra atroce e banale, tra etica e critica sociale. Artisti che hanno, certamente, il merito di avere concepito l\u2019arte come leva di resistenza ad una civilt\u00e0 connotata spesso dalla semplificazione tanto da ridurre, talvolta, l\u2019arte a rappresentazione effimera della realt\u00e0.<br \/>\u201cDopo questi anni la Fondazione Federico II \u2013 sottolinea Miccich\u00e8 \u2013 ha avuto un livello di crescita d\u2019immagine in Italia e in tutto il mondo. Io non so chi sar\u00e0 il prossimo presidente dell\u2019Ars e quindi della Fondazione Federico II, ma la mia richiesta e il mio appello, sin d\u2019ora, \u00e8 che non si perda il lavoro fin qui svolto. Questa mostra consolida, ulteriormente, l\u2019idea che sia stato creato uno spazio culturale di altissimo profilo nazionale ed internazionale. In un momento in cui la pandemia chiudeva ogni cosa la progettualit\u00e0 della Fondazione Federico II non ha mai cessato e ha prodotto mostre ed eventi di pregio e di altissimo valore. Perch\u00e8 la depressione si cura con la cultura e con l\u2019arte\u201d.<br \/>La mostra .RE aprir\u00e0 il 22 aprile a Palazzo Reale (Sale Duca di Montalto) e aspira a porre Palermo come capitale dell\u2019arte contemporanea, proprio nel periodo chiave di una rinascita collettiva.\u00a0Il percorso di costante crescita della Fondazione Federico II degli ultimi quattro anni ha consentito di confrontarsi con alcuni tra i maggiori esponenti dell\u2019arte contemporanea a livello mondiale. Il titolo della mostra evoca da subito il senso del progetto. Ossia l\u2019esigenza e lo slancio vitale a rielaborare e riorganizzare le proprie azioni dopo eventi stravolgenti e annichilenti come la pandemia, la regressione democratica e la guerra.<br \/>\u201cL\u2019idea progettuale di questa mostra \u00e8 stata concepita con il presidente della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccich\u00e8 \u2013 dice Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione -. La degenerazione di un\u2019umanizzazione che ha portato la guerra, la pandemia hanno creato una crisi tale da mettere in discussione i vecchi paradigmi. Era necessario, quindi, pensare, a una mostra che ci facesse riflettere attraverso un\u2019arte che sana le ferite.<br \/>Sedici artisti per ventotto opere secondo una lettura che non \u00e8 univoca ma molteplice. Una mostra per la riconcezione di una religiosit\u00e0 e un assoluto che va concepito partendo dai mali del mondo riconciliandosi con una forma che energia; tra opere, quadri, dipinti, sculture secondo un\u2019articolazione inaspettata. Una mostra irriverente contro gli assolutismi e gli iper-individualismi. Gi\u00e0 la mostra di McCurry ne \u00e8 testimonianza\u201d.<br \/>Sedici grandi artisti contemporanei simboleggiano sedici cammini per schiudere la riflessione sulla realt\u00e0. Sedici sensibilit\u00e0 artistiche sferzanti che hanno scelto di sviluppare espressioni artistiche non nella direzione della disumanizzazione o del post \u2013 umano. Sedici artisti, puntando il dito nella piaga di un ridente conformismo che spesso ha lacerato la creativit\u00e0, immergono il fruitore in una dimensione riflessiva e di funzione sociale dell\u2019opera d\u2019arte.<br \/>Un posto speciale in mostra lo occupano tutte le opere. La Fondazione Federico II, anche questa volta, non poteva per\u00f2 tralasciare, pur guardando ad un orizzonte internazionale, il legame con la propria terra. Il Grande Bianco Cretto in mostra, quindi, Burri, rimanda il visitatore all\u2019elaborazione di un lutto per le ferite del suolo. Insieme al Grande Bianco Cretto di Alberto Burri poi Human conditions Zhang Hong Mei; Sunflower Seeds e Finger di Ai Wewei; Skull di Tony Cragg; Saint Clair Cemin, con l\u2019opera Sphere; Blue Heart #0987 di Emil Lukas; Gilberto Zorio, in mostra con Monotype. .RE intende accendere la luce anche su questi temi terribilmente attuali. Tra le ventotto opere in mostra vi sono anche sculture che focalizzano il dibattito nell\u2019arte del rapporto tra materia-forma. Scultura intesa non come monumentalit\u00e0 morte e inerti.<br \/>Pistoletto, in mostra, con la Venere degli stracci, la sfera dei giornali e Autoritratto con quaderno Terzo Paradiso trasmette una dimensione artistica ponendo la scultura \u201cin condizione di instabilit\u00e0, di mancanza di controllo, per risuscitarla e risvelarla\u201d.<br \/>Miti e rappresentazioni simboliche dell\u2019antichit\u00e0 sono il racconto di Mimmo Paladino in mostra con Hortus conclusus e Testimone.<br \/>Arte povera come ricerca analitica e concettuale, come dialogo con la natura: Penone e la sua Trentatr\u00e8 erbe.<br \/>Arte che affronta il grande tema del sentimento religioso non come liberazione dal mondo con l\u2019opera di Claudio Parmiggiani.<br \/>Il sentimento dell\u2019assoluto affrontato nell\u2019opera The Black Supper di Andres Serrano.<br \/>La Fondazione Federico II ha individuato opere che recuperano e danno respiro a grandi temi, ivi compreso il concetto di arcaicit\u00e0 come ponte tra due mondi e come tentativo dell\u2019uomo contemporaneo per recuperare le visioni di quel mondo che vive in noi.<br \/>Simboli del passato che riprendono vita tramite la lunga linea del tempo e di tradizioni ancestrali. Rongorongo \u00e8 l\u2019opera di Tania Pistone dove la scrittura ancestrale diviene \tprotagonista di una composizione che in una tessera dorata (l\u2019opera si caratterizza per un fondo dorato) di un mosaico (la complessit\u00e0 dei linguaggi) crea un bassorilievo dove l\u2019essenzialit\u00e0 dei segni \u00e8 generativa di nuovi linguaggi e di nuovi contenuti.<br \/>L\u2019immediata dimensione ludica e infantile dell\u2019opera Ballon dog di Jeff Koons.<br \/>Un vero e proprio feticcio del rapporto dell\u2019arte con la vita. Sol Lewitt esprime la sua idea di arte concettuale: \u00e8 l\u2019idea che crea materia. L\u2019idea libera l\u2019arte dalla sottomissione della materia. Forme semplificate, essenziali. Sculture come strutture primarie: un minimalismo che riscopre un nuovo rapporto con lo spirito, il volume e le superfici.<br \/>.RE, aperta fino al 31 ottobre 2022, \u00e8 la mostra voluta dalla Fondazione Federico II per affermare la convinzione che l\u2019arte e la cultura forse non salveranno il mondo ma ci salveranno dall\u2019atrofia della coscienza.<br \/>\u2013 foto ufficio stampa Fondazione Federico II \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Concreta. Potente (artisticamente). Irriverente. Non conformista. .RE \u00e8 una mostra autoriale della Fondazione Federico II che ha l\u2019intento di spalancare le porte, nell\u2019era del virtuale, a riflessioni sulla \u201crealt\u00e0 reale\u201d per una rinascita collettiva. Sedici artisti, sedici personalit\u00e0 culturali differenti dell\u2019arte contemporanea che, dagli anni Sessanta ad oggi, si sono fatti interpreti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":105203,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/20220421_0934.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105202"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=105202"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105202\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105203"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}