{"id":104574,"date":"2022-04-14T17:07:15","date_gmt":"2022-04-14T15:07:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=104574"},"modified":"2022-04-14T17:07:23","modified_gmt":"2022-04-14T15:07:23","slug":"fumatori-meno-colpiti-dallinfezione-da-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/14\/fumatori-meno-colpiti-dallinfezione-da-covid-19\/","title":{"rendered":"&#8220;Fumatori meno colpiti dall&#8217;infezione da Covid 19&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;Rispetto ai non fumatori, i soggetti di cui \u00e8 stata appurata in maniera oggettiva la condizione di fumatori sembrano essere meno suscettibili allo sviluppo dell\u2019infezione da Covid. Questi risultati sono in accordo con dati precedenti che hanno dimostrato l\u2019associazione tra lo status di fumatori autoriferito e una riduzione dei marcatori dell\u2019infezione da Sars-CoV-2. I nostri risultati supportano l\u2019idea che nuove applicazioni farmaceutiche innovative a base di nicotina possano prevenire l\u2019infezione\u201d. Con queste parole il fondatore del CoEHAR, prof. Riccardo Polosa, spiega i risultati dello studio siero-epidemiologico condotto sulla popolazione e sugli operatori sanitari dell\u2019Ircss Oasi di Troina attraverso un campione probabilistico differenziato per sesso ed et\u00e0.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio \u00e8 stato condotto dal Centro di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Catania, in collaborazione con la Duke University negli Stati Uniti e grazie al sostegno del Comune e dell\u2019Ircss Oasi di Troina. Circa un terzo dei 1.785 partecipanti \u00e8 stato classificato come fumatore sulla base dei livelli sierici di cotinina: i ricercatori hanno verificato se tali soggetti risultassero positivi all\u2019infezione da Sars-CoV-2, confrontando i risultati con quelli ottenuti dai soggetti non fumatori appartenenti allo stesso campione di ricerca. Lo studio \u2013 dal titolo \u201cThe effect of laboratory-verified smoking on SARS-CoV-2 infection: Results from the Troina sero-epidemiological survey\u201d e pubblicato su Internal and Emergency Medicine \u2013 ha rilevato che la prevalenza di positivit\u00e0 anticorpale per il virus Sars-CoV-2 era inferiore nei fumatori rispetto che agli ex fumatori o a chi non aveva mai acceso una sigaretta: rispettivamente 19.8% e 31%. Minor prevalenza che persisteva anche dopo aver valutato possibili fattori di confondimento come sesso, et\u00e0, condizioni croniche, precedenti infezioni e gruppi di rischio. Grazie alla conferma dello status di fumatori, attraverso specifici marcatori biochimici, i ricercatori del CoEHAR hanno chiarito una volta per tutte i risultati contrastanti di precedenti ricerche in merito all\u2019associazione tra il fumo di sigaretta e il rischio connesso all\u2019infezione da Sars-CoV-2. \u201cSono rimasta colpita nel vedere che lo status di fumatori era associato a una minore positivit\u00e0 anticorpale da Sars-CoV-2 \u2013 spiega la professore Venera Tomaselli, docente di Statistica sociale dell\u2019Universit\u00e0 di Catania e membro del CoEHAR -. Tuttavia, va sottolineato che il fumo \u00e8 un\u2019abitudine di vita malsana che provoca la morte di circa 8 milioni di persone ogni anno, il doppio del Covid-19\u201d.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Rispetto ai non fumatori, i soggetti di cui \u00e8 stata appurata in maniera oggettiva la condizione di fumatori sembrano essere meno suscettibili allo sviluppo dell\u2019infezione da Covid. Questi risultati sono in accordo con dati precedenti che hanno dimostrato l\u2019associazione tra lo status di fumatori autoriferito e una riduzione dei marcatori dell\u2019infezione da Sars-CoV-2. 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