{"id":104419,"date":"2022-04-13T14:07:34","date_gmt":"2022-04-13T12:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/13\/uno-studio-i-big-data-tesoro-di-conoscenza-per-la-scuola-del-futuro\/"},"modified":"2022-04-13T14:07:34","modified_gmt":"2022-04-13T12:07:34","slug":"uno-studio-i-big-data-tesoro-di-conoscenza-per-la-scuola-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/13\/uno-studio-i-big-data-tesoro-di-conoscenza-per-la-scuola-del-futuro\/","title":{"rendered":"Uno studio, i big data tesoro di conoscenza per la scuola del futuro"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; I big data di Weschool possono servire per offrire un&#8217;analisi profonda e oggettiva dell&#8217;esperienza della didattica a distanza forzata dalla pandemia e possono essere utili per comprendere la didattica del futuro? E&#8217; la domanda che si sono posti Fondazione Cariplo, Politecnico di Milano e WeSchool con l&#8217;obiettivo di mettere a frutto l&#8217;esperienza, le fatiche e gli investimenti realizzati fin qui, per innovare la scuola e la qualit\u00e0 della didattica; conservando ci\u00f2 che di buono oggi \u00e8 rimasto, proporlo in una veste strutturata e non di emergenza. Per farlo serve una fotografia suffragata dall&#8217;evidenza che solo una mole significativa di dati pu\u00f2 offrire. Ecco, quindi, il progetto presentato questa mattina a Milano: &#8216;Innovazione didattica: i Big Data per disegnare la scuola di doman\u00ec. Alla presentazione del programma di ricerca di Fondazione Cariplo, Polimi e WeSchool, hanno preso parte tra gli altri Giovanni Fosti, presidente Fondazione Cariplo, Ferruccio Resta, rettore Politecnico Miliano, Marco De Rossi, Ceo WeSchool, Roberto Ricci, presidente Invalsi, Vittorio Colao, ministro per l&#8217;Innovazione tecnologica e la transizione.<br \/>Si tratta del primo studio che mira a utilizzare la potenza informativa dei Big Data per indagare le potenzialit\u00e0 del digitale per la didattica del futuro. La ricerca utilizza informazioni e dati raccolti tra marzo 2019 e agosto 2021 e messi a disposizione da WeSchool in un&#8217;ottica di ampia condivisione. Lo studio coinvolge 1 milione 730 mila utenti attivi sulla piattaforma WeSchool, di cui l&#8217;88% studenti, il 10% insegnanti, il 2% appartenenti ad altri gruppi, ad esempio genitori. L&#8217;analisi ha riguardato circa 16mila scuole di tutta Italia: il 17% scuole per l&#8217;infanzia, il 30% primarie, il 47% secondarie. In definitiva, sono stati coinvolti pi\u00f9 di 172mila insegnanti (con et\u00e0 media pari a 46 anni) e oltre un milione e mezzo di studenti (che rappresentano il 17% degli studenti italiani iscritti nell&#8217;anno scolastico 2019-2020). Sul piano della distribuzione geografica, molte sono le scuole del sud ad aver colto l&#8217;opportunit\u00e0 di utilizzo di WeSchool (in Sicilia, ad esempio, 2 scuole su 5 erano presenti in piattaforma).<br \/>I risultati preliminari presentati questa mattina si articolano su due direttrici. Da un lato l&#8217;analisi ha approfondito le attivit\u00e0 registrate dalla piattaforma, quali, ad esempio, la pubblicazione di post, lo svolgimento di lezioni, la somministrazione di test, la creazione di conferenze e la condivisione di materiali.<br \/>Dall&#8217;altro \u00e8 stata somministrata una survey agli utenti-docenti al fine di tracciare le competenze digitali maturate in questi due anni, valutare il beneficio offerto dalla didattica a distanza e dal conseguente utilizzo di strumenti digitali e analizzare le tipologie di strumenti digitali utilizzati insieme alle diverse modalit\u00e0 didattiche innovative per il futuro dell&#8217;attivit\u00e0 didattica.<br \/>Di seguito le principali evidenze emerse da questa prima fase della ricerca.<br \/>Secondo quanto emerge dai dati, la didattica digitale, nel giudizio del campione di 1.800 docenti intervistati, ha avuto un impatto positivo sulla comunicazione e interazione tra gli attori della scuola.<br \/>L&#8217;impatto della didattica digitale sulla comunicazione dei docenti con gli studenti \u00e8 valutato positivamente dal 63% del campione (contro il 19% negativo), sulle modalit\u00e0 di interazione con le famiglie dal 50% (vs. 23% negativo), sulla comunicazione tra studenti all&#8217;interno della classe dal 45% (vs. 30% negativo).<br \/>L&#8217;impatto positivo \u00e8 confermato dalla prima analisi dei big data: del totale dei gruppi creati, il 10% di questi era di docenti evidenziando quindi la necessit\u00e0 di creare rete tra colleghi per affrontare al meglio le sfide poste dal nuovo contesto, condividendo, all&#8217;interno di ogni gruppo, soprattutto risorse didattiche. Nei 27.898 gruppi di docenti creati nella piattaforma WeSchool nel biennio di analisi sono stati in media presenti 3 studenti insieme ad 8 docenti; le 119.594 classi di lunga durata (almeno due mesi) formatesi hanno creato in media, a fronte di 20 lezioni, 58 allegati e ben 91 post interattivi.<br \/>Secondo i dati raccolti, prima dell&#8217;emergenza sanitaria il 35% dei docenti non aveva mai utilizzato strumenti digitali per l&#8217;attivit\u00e0 di valutazione degli studenti (e solo il 13% li usava sempre); durante la DAD il 46% li ha usati sempre e il 20% pi\u00f9 di una volta a settimana. Con il rientro degli studenti in classe, il 57% dei docenti utilizza strumenti digitali per l&#8217;attivit\u00e0 di valutazione almeno una volta al mese, mentre il 19% sempre.<br \/>L&#8217;analisi dei big data evidenzia inoltre che nelle scuole secondarie di II grado, nel biennio di analisi, il numero di verifiche finali dell&#8217;apprendimento svolte in piattaforma ha perfino superato il numero di esercitazioni proposte agli studenti.<br \/>In che modo gli strumenti digitali sono stati utilizzati per la didattica? Prima, durante e dopo la DAD la maggior parte dei docenti intervistati li ha utilizzati come supporto alla lezione frontale. Il digitale \u00e8 anche un mezzo per creare contenuti didattici: il 68% dei docenti afferma di aver prodotto in autonomia almeno una volta a settimana i materiali didattici condivisi con gli studenti, mentre il 67% ha utilizzato, con la stessa frequenza, materiali didattici prodotti da terzi. Durante la DAD la tecnologia ha assunto un ruolo rilevante nell&#8217;assegnazione dei compiti e nelle azioni di monitoraggio di compiti e attivit\u00e0 per l&#8217;87% degli intervistati che ne hanno fatto ricorso almeno una volta ogni sette giorni.<br \/>Il 55% dei docenti del campione afferma che la didattica digitale ha avuto un impatto molto positivo o positivo sulla partecipazione degli studenti alle attivit\u00e0 didattiche. Durante la DAD la percentuale di docenti che dichiara aver implementato metodologie innovative e partecipative almeno una volta a settimana \u00e8 del 73%, aumentando del 44% rispetto al periodo pre emergenziale. Una volta terminata l&#8217;emergenza, il confronto con i dati pre pandemici fa emergere un parziale ritorno alle vecchie abitudini (46%).<br \/>Nei 27.898 gruppi di docenti creati nella piattaforma WeSchool, durante il periodo di lockdown iniziato a marzo 2020 si \u00e8 sviluppata un&#8217;attivit\u00e0 di network e condivisione di buone pratiche tra gli insegnanti. In media, nell&#8217;arco di un solo mese, sono stati condivisi all&#8217;interno di un singolo gruppo 12.2 risorse, 11.2 post di interazione, 8.5 esercizi proposti, 5.6 lavagne condivise, a testimonianza della volont\u00e0 di informarsi e aggiornarsi in modo rapido e condiviso con i pari, mentre la DAD entrava a far parte della quotidianit\u00e0.<br \/>Dalla survey emerge ulteriormente che solo il 17% dei docenti, durante la prima fase dell&#8217;emergenza, si sentiva del tutto o molto &#8220;preparato ad affrontare la DAD grazie all&#8217;utilizzo di strumenti digitali&#8221;, mentre dopo l&#8217;esperienza della DAD il 53% dei docenti \u00e8 del tutto o molto d&#8217;accordo nel &#8220;sentirsi pi\u00f9 sicuro nell&#8217;utilizzo degli strumenti digitali per la didattica&#8221;. Secondo l&#8217;88% dei docenti intervistati la didattica digitale ha impattato positivamente o molto positivamente sulle competenze digitali dei docenti, il 66% \u00e8 d&#8217;accordo o molto d&#8217;accordo nell&#8217;utilizzare la didattica digitale anche in futuro, e pi\u00f9 della met\u00e0 dei docenti (il 57%) \u00e8 d&#8217;accordo o molto d&#8217;accordo sulla necessit\u00e0 di sviluppare ulteriormente competenze digitali.<br \/>Infine, il 67% del campione di docenti si dichiara d&#8217;accordo o molto d&#8217;accordo che &#8220;i mesi d&#8217;emergenza abbiano modificato permanentemente la presenza di strumenti digitali&#8221;.<br \/>Secondo il campione di intervistati, durante l&#8217;anno scolastico 2019\/2020, quasi 7 docenti su 10 riportano di aver coperto una porzione tra il 50% e il 90% del programma che avevano previsto. 5 docenti su 10 stimano che la partecipazione degli studenti alla DAD sia stata superiore al 90% della classe (ma 2 docenti su 10 stimano una partecipazione inferiore al 50% della classe). Per quanto in misura pi\u00f9 contenuta, la DAD ha inciso in modo evidente anche durante l&#8217;anno scolastico 2020\/2021, soprattutto nelle scuole del secondo ciclo.<br \/>In base ai risultati raccolti, il principale motivo dell&#8217;assenza degli studenti dalle lezioni durante la DAD \u00e8 stato, sempre o frequentemente, la scarsa connessione ad Internet (secondo il 50% dei docenti), seguito dalla scarsa motivazione degli studenti (30%), dalla mancanza di dispositivi digitali (29%) e dallo scarso supporto da parte della famiglia (28%).<br \/>Lo studio elaborato dal Politecnico di Milano con il supporto di WeSchool metter\u00e0 a disposizione un vero tesoro di conoscenza, sul quale Fondazione Cariplo con la collaborazione dell&#8217;Evaluation Lab della Fondazione Giordano dell&#8217;Amore, intende innestare una serie di iniziative per contrastare le disuguaglianze che la pandemia ed altre forme di esclusione e povert\u00e0 hanno prodotto e produrranno sulle giovani generazioni, e quindi con gravi conseguenze sul futuro dei ragazzi e del nostro Paese.<br \/>Ora la domanda \u00e8: che cosa vogliamo fare del tesoro di conoscenza e dell&#8217;innovazione prodotta cos\u00ec violentemente dalla Pandemia?<br \/>&#8216;Questo progetto si inserisce in un ambito di azione prioritario per Fondazione Cariplo: sviluppare conoscenza condivisa per generare innovazione sulle tematiche cruciali per le persone e per il Paese &#8211; spiega Giovanni Fosti, presidente Cariplo -. L&#8217;importante patrimonio di dati condiviso da WeSchool ed elaborato dal Politecnico di Milano ci permette di approfondire dinamiche, limiti e potenzialit\u00e0 degli strumenti di didattica digitale per migliorare il loro utilizzo. La sfida \u00e8 far s\u00ec che la digitalizzazione diventi sempre pi\u00f9 occasione per investire sulle potenzialit\u00e0 dei nostri ragazzi, offrendo maggiori opportunit\u00e0 di apprendimento e sostenendo soprattutto chi ha subito maggiormente gli effetti negativi di questi due anni di pandemi\u00e0 <br \/>&#8216;I dati non disegneranno solo la scuola del futuro, ma l&#8217;intera societ\u00e0: dal quantum computing all&#8217;HPC. Per questo \u00e8 fondamentale non ragionare per compartimenti stagni, ma inserire la scuola in una visione integrata, complessa, che va dagli investimenti in infrastrutture digitali alle misure di crescita economica ed occupazionale. &#8211; commenta Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano &#8211; Quello che abbiamo fatto nelle scuole, cos\u00ec come nelle universit\u00e0, con la formazione a distanza \u00e8 un passo dal quale non si torna indietro, non pi\u00f9 per risolvere un&#8217;emergenza, ma per progettare i prossimi vent&#8217;anni e quello che succeder\u00e0 dopo il 2026. Quindi \u00e8 bene che ricerche come queste, focalizzate e tematiche, non rimangano degli esprimenti isolati, ma che vengano integrate all&#8217;interno di un ragionamento ampio e di sistema Paes\u00e8<br \/>&#8216;La scuola \u00e8 in una fase di profonda evoluzione e crediamo che per disegnare una nuova didattica a beneficio di milioni di studenti e docenti sia fondamentale avere un approccio basato su evidenze e dati, a partire da quello che \u00e8 successo durante la pandemia &#8211; dichiara Marco De Rossi, ad di WeSchool -. Per questo motivo, essendo con i nostri contenuti e con la nostra tecnologia protagonisti di questo cambiamento, viviamo come atto civico la scelta di condividere per finalit\u00e0 di ricerca i nostri Big Data e ci auspichiamo che molti altri attori facciano la stessa scelt\u00e0.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; I big data di Weschool possono servire per offrire un&#8217;analisi profonda e oggettiva dell&#8217;esperienza della didattica a distanza forzata dalla pandemia e possono essere utili per comprendere la didattica del futuro? 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